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Il Parlamento sostiene il potenziamento del meccanismo comunitario di risposta alle catastrofi

Tornata Comunicati stampa - Protezione civile10-12-2013 - 16:04
 
Belga/Science   La formazione comune per la protezione civile e le squadre di soccorso dei paesi dell'UE sarà finanziata dalla UE - Belga/Science

Le nuove regole che aggiornano il meccanismo di protezione civile dell'UE, che coordina gli interventi in risposta a catastrofi naturali e di origine umana come terremoti, perdite di petrolio in mare o incendi, sono state approvate martedì dai deputati. La proposta, già concordata con i governi nazionali, assicura maggiori finanziamenti e semplifica la procedura per mettere in comune risorse quali squadre di soccorso e aerei, facilitando interventi anche per catastrofi al di fuori dell'UE.


"Oggi, abbiamo fatto un passo piccolo ma concreto per rendere la nostra Unione europea un luogo più sicuro", ha dichiarato la relatrice Elisabetta Gardini (PPE, IT), dopo che la sua relazione è stata approvata con 608 voti favorevoli, 75 contrari e 10 astensioni.


"Con questo meccanismo, gli Stati membri e le relative autorità possono lavorare insieme, attraverso le frontiere, per preparare al meglio e rispondere alle catastrofi in modo più efficiente ed efficace. Questa legislazione si occupa di un settore del nostro lavoro nel quale il cittadino UE medio vuole "più Europa"", ha concluso.


Il bilancio della protezione civile per il 2014-2020 è stato aumentato a 368.428.000 di euro ai prezzi attuali.


Per prevenire efficacemente le catastrofi, i paesi europei potranno coordinarsi meglio per rispondere ai disastri e condividere, su base regolare, le informazioni sulla valutazione dei rischi, sullo scambio di migliori pratiche nonché individuare congiuntamente i punti che richiedono ulteriori sforzi.


Gli addetti alla protezione civile che operano al di fuori dei loro paesi d'origine potranno avvalersi di più formazione e saranno previste più esercitazioni per testare le capacità di reazione, quali squadre di ricerca e di soccorso e ospedali da campo.


Verrà inoltre creato un Centro europeo di risposta alle emergenze (CERE), che sostituirà le vigenti disposizioni ad hoc con un sistema più prevedibile e affidabile.


Un pool UE di forze di soccorso


Si procederà all'istituzione di un pool "stand-by" con capacità di reazione, sempre pronto in caso di emergenza. Questo pool sarà finanziato con risorse provenienti dagli Stati membri, su base volontaria.


Contesto


Il meccanismo di protezione civile dell'Unione europea facilita la cooperazione nella risposta alle catastrofi, nella preparazione e nella prevenzione tra i 32 Stati europei (UE 28 più ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Islanda, Liechtenstein e Norvegia). Con l'ausilio della Commissione europea, i paesi partecipanti si tengono reciprocamente informati degli sviluppi, dei fabbisogni sul terreno, delle offerte volontarie di assistenza e condividono alcune delle loro risorse. Quando è attivato, il meccanismo coordina la fornitura di assistenza all'interno e all'esterno dell'Unione europea.


Dalla sua creazione nel 2001, il meccanismo è stato attivato in più di 180 occasioni per catastrofi negli Stati membri e nel mondo, come a esempio il seguito del tifone Haiyan abbattutosi a novembre sulle Filippine.


Prossime tappe


Il Consiglio dovrebbe esprimersi entro la fine del mese. La nuova normativa entrerà in vigore all'inizio del 2014.


Procedura: codecisione, accordo in prima lettura

RIF. : 20131209IPR30217
Aggiornato il: ( 10-12-2013 - 16:26)
 
 
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