Condividi questa pagina: 

Una serie d'ostacoli ala libera circolazione delle merci, quali controlli e altre procedure, devono essere rimossi per migliorare le relazioni commerciali UE-Turchia, afferma una risoluzione non vincolante adottata martedì. I deputati hanno sottolineato che Ankara dovrebbe rispettare pienamente i suoi obblighi commerciali in quanto, in caso contrario, ciò potrebbe seriamente ostacolare i negoziati di adesione all'UE.

Tutti gli ostacoli ingiustificati al commercio UE-Turchia, quali il non riconoscimento delle certificazioni, la duplicazione delle prove e delle ispezioni, le norme e le regolamentazioni tecniche obbligatorie, devono essere rimossi secondo una relazione non legislativa redatta da Metin Kazak (ALDE, BG) e approvata per alzata di mano.


Il Parlamento chiede alla Turchia di rinunciare alle gravose procedure d'importazione, mentre evidenzia che i ricorrenti problemi di visti per le persone d'affari e per i camionisti turchi limitano notevolmente la loro circolazione nell'UE. I deputati sollecitano inoltre la Turchia a evitare pratiche discriminatorie nei confronti delle imprese estere, riconoscendo agli offerenti turchi un vantaggio di prezzo del 15% per gli appalti pubblici.


Positivo l'esito del referendum in Turchia


Il Parlamento ha sottolineato che i prodotti contraffatti, compresi quelli farmaceutici e cosmetici, sono un grave problema nelle relazioni commerciali UE-Turchia, in quanto riducono la capacità del paese di attirare gli investitori diretti stranieri. Sul versante dell'approvvigionamento energetico, la risoluzione osserva chela Turchia e l'UE si trovano ad affrontare sfide simili e sottolinea l'importanza del progetto Nabucco e invita Ankara a prendere l'iniziativa di dare rapidamente attuazione all'accordo intergovernativo.


L'Aula ha infine accolto con favore l'esito del referendum turco a sostegno delle riforme costituzionali.


Attuare pienamente il protocollo addizionale


I deputati il deplorato la mancata applicazione della Turchia del protocollo aggiuntivo all'accordo di associazione CE-Turchia (che garantisce l'accesso a porti e aeroporti turchi per tutti gli Stati membri dell'UE, tra cui Cipro). Hanno quindi invitato Ankara a ottemperarvi pienamente, senza ritardi o discriminazioni, rilevando che "in caso contrario, il processo negoziale ne risulterebbe seriamente compromesso" per l'adesione all'UE


Unione doganale UE-Turchia


L'unione doganale UE-Turchia (UD), fondata nel 1996, ha contribuito a determinare un notevole grado di integrazione dei mercati, in particolare nel campo della libera circolazione delle merci. I deputati ritengono che l'UD, che copre tutti i prodotti industriali e prodotti agricoli trasformati, potrebbe essere estesa ad altri settori, come i servizi e gli appalti pubblici.


La Turchia è il settimo partner commerciale dell'Unione europea e l'Unione europea è il principale partner commerciale della Turchia.