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Il Parlamento chiede alla Commissione europea di modificare la legislazione comunitaria esistente per colmare il divario retributivo tra i generi, comprese sanzioni più severe per i datori di lavoro, in un'iniziativa legislativa approvata giovedì. La richiesta di una proposta legislativa evidenzia che il divario retributivo medio nell'Unione è del 16,4%, e che in alcuni Stati membri è addirittura aumentato.

"Dopo quasi quarant'anni di legislazione, ovviamente inefficace, gli Stati membri hanno apportato solo cambiamenti minimi alle loro legislazioni per affrontare il divario retributivo tra i generi, e quasi nessuna sanzione è stata applicata nei confronti dei datori di lavoro", ha dichiarato Edit Bauer (PPE, SK), autrice della risoluzione, prima del voto.


Nel testo, adottato a maggioranza qualificata, i deputati esortano la Commissione a proporre nuove misure per ridurre il divario retributivo tra i sessi in tutte le politiche UE e nei programmi nazionali. Quello più ampio si riscontra in Austria, Cipro, Repubblica Ceca, Germania e Slovacchia, mentre quello più ridotto in Belgio, Italia, Malta e Slovenia (dati Eurostat).


Sanzioni più rigide


Considerando l'attuale assenza di progressi, i deputati chiedono alla Commissione europea e agli Stati membri di rafforzare la legislazione esistente, dotandola di sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive nei confronti dei datori di lavoro. Queste dovranno includere multe, sanzioni amministrative pecuniarie e l'esclusione dal beneficio di prestazioni e sovvenzioni pubbliche.


Una direttiva UE sulle pari opportunità e la parità di trattamento fra uomini e donne, entrata in vigore nel 2008, prevede già l'introduzione di una serie di sanzioni dissuasive. Tuttavia, gli esperti rilevano che tali misure non sono risultate efficaci sia perché le legislazioni nazionali non sono state modificate di conseguenza, sia per la mancata applicazione delle sanzioni stesse nei confronti dei datori di lavoro.


Cause del divario retributivo tra i generi


Il testo sottolinea che nell'Unione europea, le donne guadagnano in media il 16,4% in meno degli uomini. Nonostante le azioni intraprese per ridurre il divario retributivo, i progressi sono estremamente lenti, e in alcuni Stati membri il divario è addirittura aumentato.


Le cause sono complesse e spesso correlate. Tra queste figurano la discriminazione, i mercati del lavoro caratterizzati da una forte segregazione occupazionale, la sottovalutazione del lavoro delle donne, tradizioni e stereotipi, tra i quali la scelta dei percorsi formativi.



Procedura: iniziativa legislativa ex articolo 225 del TFUE