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In una risoluzione non legislativa approvata giovedì, il Parlamento ha chiesto alla Commissione di proseguire le negoziazioni con gli Stati Uniti per porre rimedio alle carenze del "Privacy Shield", la proposta di protezione dei dati personali dei cittadini dell'UE trasferiti negli Stati Uniti per scopi commerciali.

Nella risoluzione, approvata con 501 voti favorevoli, 119 contrari e 31 astensioni, i deputati accolgono con favore gli sforzi profusi dalla Commissione e dall'amministrazione degli Stati Uniti per conseguire miglioramenti sostanziali nel Privacy Shield rispetto al precedente Safe Harbour.


Tuttavia, si esprime preoccupazione per alcune carenze nel nuovo accordo proposto negoziato dalla Commissione, in particolare:


  • l'accesso da parte delle autorità pubbliche ai dati trasferiti,

  • la possibilità di raccogliere una quantità di dati che, in alcuni casi, non risulta conforme ai criteri di necessità e proporzionalità sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'UE,

  • riguardo il ruolo del Mediatore nel Dipartimento di Stato americano, che i deputati accolgono con favore, si ritiene tuttavia che questa nuova figura non sia sufficientemente indipendente né dotata di poteri adeguati per esercitare efficacemente le proprie funzioni, e

  • la complessità del meccanismo di ricorso, invitando la Commissione e l'amministrazione degli Stati Uniti a rendere tale procedura efficace e di semplice utilizzo.

Il Parlamento sottolinea che il Privacy Shield fornisce alle agenzie di protezione dei dati personali negli Stati membri dell'UE un ruolo di primo piano nell’esame delle richieste di protezione dei dati e la facoltà di sospendere i trasferimenti di dati. Si rileva inoltre l'obbligo imposto dal Dipartimento del Commercio statunitense di risolvere tali reclami.


Infine, i deputati chiedono alla Commissione di effettuare periodicamente valutazioni adeguate sul Privacy Shield, in particolare in vista delle nuove norme sulla protezione dei dati UE che entreranno in vigore tra due anni.



Procedura: risoluzione non legislativa