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"Quasi 10000 ebrei si sono trasferiti in Israele nel 2015. 8000 esclusivamente dalla Francia. Il doppio rispetto al 2014” ha dichiarato Antonio Tajani, primo vicepresidente del Parlamento europeo 

La situazione attuale dell’antisemitismo in Europa e le prospettive future per le comunità ebraiche sono state discusse, martedì pomeriggio, nel corso di una conferenza ospitata dal Presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, e dal primo vicepresidente, Antonio Tajani, al Parlamento.

Il Presidente del PE Martin Schulz, chiudendo la conferenza, ha detto: “Quando vediamo che un ebreo su cinque in Europa ha subito violenza verbale o fisica, quando queste aggressioni sono sempre più numerose e quando vediamo che la popolazione ebraica in Europa è diminuita da quasi quattro milioni nel 1945 a poco più di un milione oggi, allora sappiamo che è giunto il momento non solo di prendere un impegno politico chiaro, ma di agire efficacemente nel più breve tempo possibile. L'Europa deve essere una casa migliore per i suoi cittadini ebrei”.


"Alcuni di noi ancora non hanno capito che ciò che ci rende europei non è il nostro sangue o la religione, ma la nostra forte adesione ai nostri valori fondamentali della tolleranza, del rispetto e della libertà", ha aggiunto il Presidente Schulz.


Antonio Tajani (PPE, IT), Primo Vice Presidente del PE e responsabile per il dialogo interreligioso, ha dichiarato in apertura della conferenza: “Secondo la Jewish Agency, quasi 10000 ebrei si sono trasferiti in Israele nel 2015. 8000 esclusivamente dalla Francia. Il doppio rispetto al 2014. Ciò è, purtroppo, il risultato del persistente clima d’odio nei confronti degli ebrei: il loro numero era pari a 2 milioni in Europa nel 1991, sceso bruscamente a 1 milione 400 mila nel 2010. Ma l'Europa senza gli ebrei non sarebbe più Europa".


"Questo è il motivo per cui l'Europa, le sue istituzioni, i suoi Stati membri, i suoi cittadini devono opporsi all'antisemitismo e combatterlo. L'antidoto è da un lato, ricordare e, dall’altro, guardare al futuro. E' necessario mantenere la nostra coscienza ed essere fieri della nostra identità", ha aggiunto.


Tra gli invitati che hanno preso parte ai dibattiti figuravano l'ex Rabbino capo delle congregazioni ebraiche del Commonwealth, Jonathan Sacks, che ha tenuto un discorso sulla "mutazione del virus: capire l’antisemitismo", il Presidente della Conferenza europea dei Rabbini, Pinchas Goldschmidt, il Rabbino capo di Bruxelles, Albert Guigui, e il filosofo francese Bernard-Henri Levy.


I deputati Fulvio Martusciello (PPE, IT), presidente della delegazione in Israele, Cecilia Wikström (ALDE, SE), vicepresidente del gruppo di lavoro sull'antisemitismo, e Juan Fernando Lopez Aguilar (S&D, ES), presidente del gruppo di lavoro, hanno presieduto i dibattiti sui temi che riguardavano, rispettivamente, la situazione attuale sull'antisemitismo in Europa, i modelli nazionali e le esperienze e prospettive future.


È possibile guardare la registrazione video dell'intero dibattito qui. Il programma dell’evento è disponibile in inglese francese.



Nota per i redattori

 

L'evento è organizzato nel contesto dell’Articolo 17 TFUE, che prevede un dialogo aperto, trasparente e regolare con le istituzioni dell'UE e le chiese, le associazioni religiose e le organizzazioni filosofiche e non confessionali.

 

Questo è il secondo evento nel 2016. Il primo si è tenuto nel mese di aprile sui musulmani europei che affrontano la radicalizzazione. Altri eventi hanno avuto luogo nel 2015, sull’affrontare il radicalismo e il fondamentalismo attraverso l'istruzione e sulla persecuzione dei cristiani nel mondo.