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Il Parlamento ha dato il via libera all’apertura dei colloqui con i governi dell’UE sulla revisione delle norme sul distacco dei lavoratori.

La Plenaria non ha sollevato obiezioni alla decisione della commissione per l’occupazione e gli affari sociali di avviare i negoziati con il Consiglio, che ha a sua volta adottato il proprio mandato negoziale lunedì.

 

Punti principali

 

La riforma delle regole sul distacco dei lavoratori mira a proteggere meglio i lavoratori distaccati e a garantire una concorrenza leale tra le imprese. Le principali modifiche rispetto alla direttiva del 1996 riguardano la retribuzione dei lavoratori distaccati, la durata del distacco, i contratti collettivi e i lavoratori interinali.

 

Informazioni Paese per Paese sui lavoratori distaccati: infografica interattiva.

 

Citazione

 

Le relatrici Elisabeth Morin-Chartier (PPE, FR) e Agnes Jongerius (S&D, NL) hanno dichiarato: “Ora che il Consiglio è pronto ad unirsi al Parlamento europeo al tavolo dei negoziati: siamo molto ansiosi di mettere a punto una direttiva sul distacco dei lavoratori che sia aggiornata e adeguata allo scopo. Le cose si stanno muovendo nella giusta direzione, ma il diavolo è nei dettagli. Presteremo particolare attenzione alla questione del trasporto su strada, per garantire che la revisione raggiunga il giusto equilibrio tra la libera prestazione dei servizi e una migliore protezione dei lavoratori.”

 

Prossime tappe

 

Il Parlamento e il Consiglio dovrebbero avviare i negoziati a novembre, con l'obiettivo di raggiungere un accordo in prima lettura.

 

Contesto

 

Un lavoratore distaccato è un dipendente inviato dal proprio datore di lavoro per prestare temporaneamente un servizio in un altro Stato membro. Nel 2015, i lavoratori distaccati nell'UE erano 2,05 milioni.

 

I paesi che inviano il maggior numero di lavoratori distaccati sono Polonia, Germania e Francia, mentre quelli che ne ricevono il maggior numero sono Germania, Francia e Belgio.

 

Il distacco è particolarmente frequente in alcuni settori chiave come quello edile, l'industria manifatturiera, l'istruzione, i servizi sanitari e sociali e i servizi alle imprese.