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  • Il numero di deputati sarà ridotto da 751 a 705 dopo le elezioni di maggio 2019 
  • 46 dei 73 seggi britannici rimarranno liberi in vista di un eventuale allargamento dell'UE 
  • 27 seggi del Regno Unito saranno ripartiti tra 14 Paesi sottorappresentati, tra cui l’Italia 
Il Parlamento vuole ridurre il numero dei deputati, dopo la Brexit 

Con il ritiro del Regno Unito dall’Unione europea, Il Parlamento europeo ridurrà il numero di deputati da 751 a 705, lasciando spazio ai nuovi Paesi che potrebbero aderire in futuro.

Oltre a ridurre le dimensioni del Parlamento europeo, da 751 a 705 rappresentanti eletti, la Plenaria ha approvato mercoledì una proposta di ridistribuzione dei seggi, per porre in riserva 46 dei 73 seggi che si libereranno in seguito al ritiro del Regno Unito.

 

I 46 seggi in riserva potranno, in parte o nella loro totalità, essere assegnati ai nuovi Paesi che aderiranno all'Unione europea o rimanere liberi, riducendo così le dimensioni del Parlamento. I restanti 27 seggi saranno ridistribuiti tra i 14 Paesi dell'Unione che sono leggermente sottorappresentati, per compensare le attuali disparità in Aula.

 

All’Italia, toccherebbero 3 seggi in più (da 73 a 76).

 

Proposta di assegnazione dei seggi (tabella)

 

Nel testo si sottolinea, inoltre, che la nuova assegnazione si applicherà solo se il Regno Unito lascerà l'UE. In caso contrario, le attuali disposizioni rimarrebbero in vigore fino a nuovo ordine.

 

Il progetto di decisione del Consiglio europeo è stato approvato con 566 voti favorevoli, 94 contrari e 31 astensioni.

 

Citazioni

 

La co-relatrice Danuta Hübner (PPE, PL) ha detto: “La composizione del Parlamento europeo è la massima espressione della volontà dei cittadini europei. Per questo è importante che la rappresentanza dei cittadini sia equa, obiettiva e in linea con il diritto comunitario. Dopo lunghi e difficili negoziati, sono lieto che il Parlamento europeo abbia approvato in via definitiva la nostra proposta. Coinvolgere i cittadini nel processo democratico è questione di massima importanza e credo che una nuova composizione della nostra assemblea motiverà i cittadini a partecipare più attivamente al processo democratico.

 

Il co-relatore Pedro Silva Pereira (S&D, PT) ha affermato: “L’approvazione definitiva della nuova composizione del Parlamento europeo è il lieto fine di un processo molto impegnativo. Abbiamo motivi per essere soddisfatti del risultato finale: un’assegnazione più equa dei seggi, finalmente conforme al trattato di Lisbona e al principio di proporzionalità decrescente; nessuna perdita di seggi per nessuno Stato membro e riduzione delle dimensioni del Parlamento che lascia un numero di seggi disponibili da assegnare in vista di potenziali futuri allargamenti. Il nuovo Parlamento europeo assicurerà una rappresentazione più equa dei cittadini che rappresenta”.

 

Prossime tappe

 

La nuova composizione del Parlamento europeo richiederà ora il via libera formale dei leader dell'UE nel corso del Vertice di Bruxelles del 28 e 29 giugno. La decisione entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea.

 

Contesto

 

Ai sensi dell'articolo 14, paragrafo 2, del trattato sull'Unione europea, il numero dei membri del Parlamento europeo non può essere superiore a 750 più il Presidente. Si prevede, inoltre, che la rappresentanza sia "degressivamente proporzionale", con una soglia minima di sei rappresentanti per Stato membro, e che a nessuno Stato membro siano assegnati più di 96 seggi.

 

In termini semplificati, la rappresentanza "degressivamente proporzionale" dovrebbe soddisfare due requisiti:

 

1) nessuno Stato più piccolo può ottenere più seggi di uno più grande, e

 

2) il rapporto tra popolazione e seggi aumenta con l'aumentare della popolazione, prima degli arrotondamenti.

 

Ciò significa che l'assegnazione dei seggi al Parlamento europeo deve riflettere l'evoluzione demografica nei Paesi dell'Unione europea.