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  • Primo strumento di controllo degli investimenti esteri diretti (IED) 
  • Verifica degli investimenti provenienti da società statali opache legate a governi in settori critici e tecnologie 
  • Scambio di informazioni tra gli Stati membri; la Commissione potrà emettere pareri 

Il Parlamento ha approvato giovedì il primo strumento UE per il controllo degli investimenti diretti esteri, con l’obiettivo di tutelare i settori strategici.

Sebbene l'UE rimanga aperta agli investimenti, gli investimenti diretti esteri (IDE) devono essere verificati per evitare che possano mettere in pericolo gli interessi strategici dell’UE. Le nuove disposizioni sulle modalità di controllo, già concordate in via negoziale con il Consiglio, sono state approvate con 500 voti favorevoli, 49 contrari e 56 astensioni. La proposta approvata dal Parlamento istituisce il primo sistema a livello UE per verificare gli IDE negli Stati membri.


Proteggere i settori strategici


Il nuovo regolamento protegge i settori industriali chiave come l'energia, i trasporti, le comunicazioni, i dati, lo spazio e la finanza, oltre che le tecnologie come i semiconduttori, l'intelligenza artificiale e la robotica. I negoziatori del Parlamento europeo hanno aggiunto l'acqua, la salute, la difesa, i media, la biotecnologia e la sicurezza alimentare.


Più cooperazione e maggiore pressione reciproca


I deputati hanno rafforzato il meccanismo di cooperazione per includere lo scambio di informazioni tra gli Stati membri, che potranno formulare osservazioni sugli investimenti diretti per altri Paesi UE. La Commissione europea potrà chiedere informazioni e fornire il suo parere al Paese cui è destinato l'investimento, ma la decisione finale spetterà al Paese interessato.


Citazione


Il relatore Franck Proust (EPP, FR) ha dichiarato: "L'Europa che protegge è diventata una realtà. Questo meccanismo è un passo concreto per contrastare le minacce alle nostre industrie e tecnologie, tutelando i nostri interessi strategici. Siamo riusciti a istituire rapidamente questo meccanismo, nonostante la sensibilità del tema, una certa reticenza e una pressione senza precedenti. L'Europa sta prendendo il controllo del proprio destino, rimanendo al contempo aperta agli investimenti esteri".


Prossime tappe


Il 5 marzo il Consiglio dovrebbe approvare l’accordo in via formale. Il regolamento entrerà in vigore 18 mesi dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale.


Contesto


Attualmente solo 14 Paesi dell'UE dispongono di meccanismi di controllo degli IDE, con notevoli differenze per portata e concezione (Austria, Danimarca, Germania, Finlandia, Francia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Portogallo, Spagna e Regno Unito). Il nuovo strumento mira ad affrontare anche gli effetti transfrontalieri degli IDE.


Negli ultimi 20 anni, la struttura e la provenienza degli IDE verso l'UE è cambiata drasticamente, con un aumento degli IDE provenienti dalle economie emergenti. Gli investimenti dalla Cina sono aumentati di sei volte, dal Brasile di dieci volte, mentre quelli provenienti dalla Russia sono più che raddoppiati e sono rivolti, ultimamente, ai settori ad alta tecnologia e spesso attraverso società di proprietà dello Stato o legate ai governi.