Parlamento Europeo

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Interrogazioni parlamentari
23 febbraio 2004
E-0062/2004
Risposta di Anna Diamantopoulou a nome della Commissione

I cittadini dell’Unione europea hanno diritto a lavorare in altri Stati membri (articolo 39 del trattato CE). Tale diritto alla libera circolazione dei lavoratori comporta il diritto alla parità trattamento rispetto ai cittadini dello Stato membro ospitante, sia nell’accesso ai posti di lavoro, sia per quanto concerne le condizioni lavorative.

Conformemente all’articolo 39, i cittadini di altri Stati membri devono quindi avere la possibilità di candidarsi, alle stesse modalità dei cittadini tedeschi, a posti di ricercatore banditi dalla società tedesca Max Planck che prevedono un contratto di lavoro (quali i posti relativi al contratto BAT IIa/2, come indicato nell’interrogazione scritta).

In base alle informazioni della Commissione, i cittadini di altri Stati membri hanno pari diritto a candidarsi ai posti di ricercatore (per esempio, di dottorandi). Le offerte di lavoro per dottorandi (Doktorandenstellen) che attualmente figurano nella homepage della società Max Planck (23 gennaio 2004) non contengono condizioni relative alla nazionalità.

Per poter ulteriormente valutare se i fatti di cui nell’interrogazione scritta possano costituire una violazione della legislazione comunitaria, si invitano pertanto gli onorevoli parlamentari a trasmettere alla Commissione (direzione generale Occupazione e affari sociali) maggiori informazioni, in particolare sui casi di cittadini dell’Unione europea non tedeschi la cui la candidatura a tali posti per dottorandi è stata respinta a causa della nazionalità o che ricoprono tali posti, ma non alle condizioni di lavoro previste per i lavoratori dipendenti coperti dal contratto BAT IIa/2.

Ultimo aggiornamento: 23 aprile 2004Avviso legale