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Interrogazioni parlamentari
25 settembre 2009
E-3857/2009
Risposta data da Viviane Reding a nome della Commissione

La Commissione è ben consapevole dei rischi potenziali di alcuni videogiochi e ritiene fondamentale garantire un'adeguata protezione dei minori, come sancito nella sua «Comunicazione sulla protezione dei consumatori, in particolare dei minori, per quanto riguarda l'utilizzo dei videogiochi», del 22 aprile 2008(1). Nell'audizione pubblica sui videogiochi organizzata dalla Commissione l'8 luglio 2009(2) è stata ribadita all'industria la necessità urgente di migliorare la protezione dei minori.

Come accennato dall'onorevole parlamentare, il sistema di classificazione PEGI — Pan-European Games Information System — e, per i videogiochi online, PEGI online, fornisce a genitori e insegnanti utili informazioni sui videogiochi in circolazione.

È chiaro tuttavia che nessun sistema per la protezione dei minori può impedire del tutto la distribuzione di contenuti nocivi.

Il videogioco «RapeLay», commercializzato in Giappone nel 2006, è stato oggetto di numerose controversie nel paese asiatico.

L'ente giapponese EOCS (Ethics Organization of Computer Software), un organismo di valutazione dei videogiochi per PC (software per adulti), ha informato la Commissione di aver annunciato in data 4 giugno 2009 il divieto di commercializzare videogiochi contenenti scene di violenza sessuale analoghe a quelle di RapeLay e di aver chiesto ai distributori e ai rivenditori di astenersi dalla vendita/commercializzazione di programmi (incluso RapeLay) contenenti scene di violenza sessuale e di ritirare dalla vendita RapeLay. Attualmente secondo l'EOCS i giochi RapeLay non sono più in vendita nei principali negozi giapponesi (grandi negozi di elettronica, principali rivenditori di software, ecc.).

L'ISFE (Interactive Software Federation of Europe) ha informato la Commissione che il gioco RapeLay è stato inoltre ritirato dal sito Amazon.com e messo al bando dai principali rivenditori dopo che un parlamentare britannico aveva sollevato pubblicamente il problema.

Apparentemente il gioco era destinato al mercato giapponese e, a quanto risulta, non ne era prevista la distribuzione in Europa. Unicamente in base alle informazioni in possesso della Commissione nessuna società europea commercializza il videogioco in questione.

Non si può escludere tuttavia che via siano ancora in circolazione copie del videogioco e che esso continui a essere copiato e distribuito illegalmente e a circolare in Europa, come asserito dall'onorevole parlamentare.

La società Illusion non è membro dell'ISFE e non ha sottoscritto il PEGI, che è un accordo volontario i cui firmatari si impegnano affinché il contenuto, la distribuzione (con qualsiasi mezzo avvenga), la promozione e la pubblicità dei prodotti siano sempre conformi alle leggi attuali e future e alla normativa in vigore nella UE e negli Stati membri (articolo 6 del codice PEGI).

Per quanto riguarda la possibilità di scaricare contenuti, a norma dell'articolo 3, paragrafi 4, 5 e 6, della direttiva sul commercio elettronico [2000/31/CE(3)], gli Stati membri possono adottare provvedimenti per la tutela dei minori (articolo 3, paragrafo 4, lettera a), punto i), primo trattino.

Per quanto riguarda le vendite online — o qualsiasi altra forma di trasporto e distribuzione materiali — di copie tangibili di videogiochi, compete agli Stati membri stabilire restrizioni o divieti della vendita sul loro territorio.

L'analisi sulla normativa e le prassi vigenti negli Stati membri in materia di vendita e distribuzione di videogiochi, svolta dalla Commissione in preparazione della comunicazione sui videogiochi, ha dimostrato che esse variano da Stato membro a Stato membro. In alcuni la vendita di videogiochi è disciplinata dal diritto civile e penale in altri no(4).

Il caso in oggetto, in cui Amazon ha immediatamente ritirato il videogioco dal proprio catalogo e i principali rivenditori dai loro negozi, dimostra che i distributori non sempre sono informati sulla natura dei prodotti che offrono.

(1)COM(2008)207 del 22.4.2008; Cfr. http://ec.europa.eu/avpolicy/reg/minors/video/index_en.htm
(2)http://ec.europa.eu/avpolicy/reg/minors/video/hearing/index_en.htm
(3)Direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2000, relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno (Direttiva sul commercio elettronico), GU L 178 del 17.7.2000.
(4)Cfr. comunicato stampa relativo alla comunicazione sui videogiochi. http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/08/618&format=HTML&aged=0&language=EN&guiLanguage=it

Ultimo aggiornamento: 6 ottobre 2009Avviso legale