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Interrogazioni parlamentari
4 agosto 2011
E-006049/2011
Risposta data da Michel Barnier a nome della Commissione

1. L’articolo 3 della direttiva 97/67/CE (modificata dalle direttive 2002/39/CE e 2008/6/CE, in appresso la direttiva «Servizi postali») stabilisce che gli Stati membri sono tenuti a garantire che gli utilizzatori godano del diritto a un servizio universale corrispondente ad un’offerta permanente di servizi postali di qualità determinata in tutti i punti del loro territorio a prezzi accessibili. Tale diritto ad un servizio postale universale di elevata qualità è ulteriormente rafforzato dall’articolo 19 della direttiva «Servizi postali». Questo articolo impone agli Stati membri di assicurare che tutti i fornitori di servizi postali stabiliscano procedure trasparenti, semplici e poco onerose per la gestione dei reclami degli utenti, in particolare in caso di smarrimento, furto, danneggiamento o mancato rispetto delle norme di qualità del servizio («procedura interna di reclamo»).

Inoltre quando i reclami degli utenti ai fornitori di servizi postali nell’ambito del servizio universale non siano stati trattati in maniera soddisfacente gli utenti, agendo individualmente o, quando il diritto nazionale lo consente, in collegamento con organismi che rappresentano gli interessi degli utenti e/o dei consumatori, possono presentare all’autorità nazionale competente il caso in questione («procedura esterna di reclamo»).

La direttiva «Servizi postali» non prevede tuttavia nessun obbligo in materia di eventuali compensazioni finanziarie in questi casi, obbligo che, a norma del principio di sussidiarietà, deve essere regolamentato dal diritto nazionale.

La Commissione è a conoscenza dei disservizi cui l’onorevole parlamentare fa riferimento e ha sollevato la questione con le autorità italiane e con il fornitore del servizio universale designato (Poste Italiane). Sulla base delle informazioni ottenute, la Commissione ritiene che i disservizi riguardassero soprattutto i servizi elettronici e finanziari forniti da Poste Italiane. Queste operazioni non sono soggette alle prescrizioni del servizio universale stabilite dalla direttiva «Servizi postali». Secondo le informazioni fornite alla Commissione, la fornitura di servizi postali ha subito disservizi di entità ridotta in particolare in relazione alla raccolta della corrispondenza, mentre la distribuzione è stata garantita conformemente alla legislazione nazionale in materia.

La Commissione ha inoltre ottenuto ulteriori informazioni in relazione ai quesiti sollevati.

Per quanto riguarda i disservizi registrati all’inizio di giugno 2011, la Commissione è stata informata che erano dovuti a difficoltà tecniche legate a problemi di software. Poste Italiane è intervenuta rapidamente per garantire la graduale disponibilità dei servizi per i clienti e, a decorrere dall’8 giugno 2011, la situazione si è normalizzata. Sono state adottate una serie di misure a breve termine (prolungamento degli orari di apertura degli uffici postali, rilascio ai clienti di una dichiarazione attestante l’impossibilità di avvalersi del servizio qualora questi non avessero potuto aspettare il completamento del servizio, istituzione di una task force incaricata di assistere gli uffici postali).

Il comitato di conciliazione ha incontrato a più riprese le associazioni di consumatori e sono stati stabiliti le modalità e i tempi per la presentazione delle richieste di rimborso per i cittadini che hanno registrato perdite o danni dovuti ai problemi informatici. La procedura di conciliazione è gratuita e Poste Italiane ha confermato alle associazioni di consumatori la sua intenzione di procedere a rimborsi per coloro che hanno subito dei danni tra il 1o e il 10 giugno, a condizione che siano in grado di fornire una documentazione in merito. Il termine per la presentazione di tali richieste che possono recapitate negli uffici postali o tramite le associazioni di consumatori (utilizzando un modulo disponibile su supporto cartaceo e scaricabile dal sito web dell'operatore postale e/o dai siti delle associazioni di consumatori) decorre dal 1o luglio 2011 e termina il 31 dicembre 2011. I casi saranno valutati singolarmente, l’organo di conciliazione è composto da un rappresentante di Poste Italiane e da un rappresentante a scelta del consumatore. Poste italiane ha inoltre proposto di presentare una serie di proposte specifiche per soddisfare le esigenze dei pensionati, come ulteriore gesto a favore di questa tipologia di clienti dell’azienda.

2. Poste Italiane ha beneficiato di prestiti della BEI dal 2001 in poi, per tre progetti che comprendevano in particolare la ristrutturazione di uffici postali e di centri logistici soprattutto nelle regioni di convergenza (progetto denominato «Poste Italiane rete logistica»), e l'innovazione e lo sviluppo dell’infrastruttura e dei processi IT relativi ai servizi postali a livello nazionale, progetto denominato «Poste Italiane innovazione e sviluppo»). L’importo complessivo tra il 2001 e il 2009 è stato di 1,2 miliardi di euro (POSTE ITALIANE — RETE LOGISTICA per 600 milioni di euro nel 2001-2002, POSTE ITALIANE RETE LOGISTICA II per 400 milioni di euro nel 2002 e POSTE ITALIANE INNOVAZIONE E SVILUPPO per 200 milioni di euro nel 2009). Questi prestiti sono avvenuti nel rispetto delle condizioni e delle modalità finanziarie tipiche della BEI. Tuttavia non si è trattato di finanziamenti sovvenzionati dalla BEI o dall’UE, né per quanto riguarda il capitale principale né per i tassi di interesse.

A fini di completezza, occorre affermare che il progetto «Posta verde» è stato finanziato con fondi europei per un importo pari a 71 000 euro nel 2008 e a 95 000 euro nel 2009.

GU C 128 E del 03/05/2012
Ultimo aggiornamento: 18 agosto 2011Avviso legale