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Interrogazioni parlamentari
30 gennaio 2014
E-013366/2013
Risposta di Janez Potočnik a nome della Commissione

La Commissione è a conoscenza delle attività di ricerca subacquea menzionate dall’onorevole deputato.

Gli operatori devono rispettare le disposizioni delle direttive Uccelli selvatici(1) e Habitat(2), sotto la responsabilità dell’autorità competente croata. In particolare, gli Stati membri devono adottare provvedimenti che vietino di perturbare deliberatamente le specie marine rigorosamente tutelate come i cetacei e le tartarughe marine, in conformità all’articolo 12, paragrafo 1, lettera b), della direttiva Habitat. Tra gli elementi da tenere in considerazione ai fini del rilascio dei permessi vanno annoverati anche gli effetti prodotti sugli ecosistemi marini e sugli habitat vulnerabili, e ciò nel rispetto del protocollo offshore della Convenzione di Barcellona per la protezione dell’ambiente marino e del litorale del Mediterraneo, alla quale l’UE ha aderito nel 2012. La Commissione è attualmente impegnata a verificare se tutti gli obblighi sono stati rispettati ed è in attesa che le autorità croate competenti le forniscano chiarimenti sul progetto in questione.

Inoltre, la direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino(3) fa obbligo agli Stati membri di elaborare strategie per l’ambiente marino finalizzate al conseguimento di un buono stato ecologico delle rispettive acque entro il 2020. L’inquinamento acustico subacqueo costituisce uno dei principali problemi da affrontare. I Direttori delle Acque degli Stati membri hanno approvato recentemente un documento, di prossima pubblicazione, contenente delle linee guida per il monitoraggio dell’inquinamento acustico subacqueo.

(1)Direttiva 2009/147/CE.
(2)Direttiva 92/43/CEE del Consiglio.
(3)Direttiva 2008/56/CE.

GU C 239 del 23/07/2014
Ultimo aggiornamento: 18 febbraio 2014Avviso legale