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Interrogazioni parlamentari
7 aprile 2015
E-002450/2015
Risposta di Karmenu Vella a nome della Commissione

A seguito della procedura di infrazione n. 2001/4156, la Corte di giustizia dell'Unione europea ha dichiarato che l'Italia è venuta meno agli obblighi derivanti dall'articolo 4, paragrafo 4, della direttiva Uccelli(1) e dell'articolo 6, paragrafo 2, della direttiva Habitat(2), nella misura in cui ha omesso di adottare misure idonee a prevenire il deterioramento di habitat, nonché le perturbazioni dannose per determinate specie nella zona di protezione speciale «Valloni e steppe pedegarganiche», appartenente alla rete Natura 2000 (sentenza del 20/9/2007 nella causa C-388/05). Il caso è stato archiviato nel 2012, dopo che le autorità italiane hanno adottato misure di compensazione adeguate per conformarsi alla sentenza.

Ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 3, della direttiva Habitat, un piano o progetto che possa avere incidenze significative su un sito di Natura 2000, singolarmente o congiuntamente ad altri piani e progetti, deve formare oggetto di una opportuna valutazione dell'incidenza che ha sul sito e, in linea di principio, può essere autorizzato soltanto se dalla valutazione emerge che esso non pregiudicherà l'integrità del sito.

Compete in primo luogo alle autorità italiane decidere, nel quadro di una valutazione ex articolo 6, paragrafo 3, se il progetto ENERGAS in oggetto è compatibile con gli obiettivi di conservazione della zona di protezione speciale, anche tenendo conto dei più recenti dati disponibili sullo stato attuale del sito.

(1)Direttiva 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979, concernente la conservazione degli uccelli selvatici (GU L 103 del 25.4.1979, pag. 1).
(2)Direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e semi naturali e della flora e della fauna selvatiche (GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7).

Ultimo aggiornamento: 7 aprile 2015Avviso legale