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Interrogazioni parlamentari
7 agosto 2017
P-002883/2017
Risposta di Dimitris Avramopoulos a nome della Commissione

In ciascuna regione di ricerca e soccorso un obbligo sancito dal diritto internazionale(1) vincola lo Stato della regione in cui ha luogo un incidente ad esercitare, tramite il proprio centro di coordinamento dei soccorsi, la responsabilità primaria del coordinamento delle operazioni di soccorso. Il comandante di qualsiasi nave che interviene per prestare assistenza, sia essa privata o controllata dallo Stato, deve seguire le istruzioni del competente centro di coordinamento dei soccorsi(2), il quale designa un luogo sicuro in tempi ragionevoli. Secondo le linee guida dell'Organizzazione marittima internazionale (IMO) sul trattamento delle persone soccorse in mare, inoltre, un'ulteriore considerazione rilevante nel caso dei richiedenti asilo e dei profughi è l'esigenza di non sbarcare coloro che hanno un fondato timore di subire persecuzioni in territori in cui ne sarebbero minacciate la vita e la libertà.

Per quanto riguarda più precisamente le operazioni di ricerca e soccorso (SAR) effettuate dai mezzi navali di organizzazioni non governative (ONG), la Commissione sostiene l'iniziativa dell'Italia di redigere, in consultazione con la Commissione stessa e in dialogo con le ONG, un codice di condotta per le ONG attive nella ricerca e soccorso nel Mediterraneo, in linea con il piano d'azione varato dalla Commissione a sostegno dell'Italia il 4 luglio 2017(3).

Non spetta alla Commissione tenere un registro completo delle fonti di finanziamento delle attività di soccorso effettuate dalle organizzazioni non governative.

La Commissione continuerà a monitorare le informazioni sulle missioni di ricerca e soccorso nell'ambito dell'impegno profuso per affossare il modello di business dei trafficanti(4) e salvare vite umane in mare.

(1)Il principio è sancito dalla convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) (articolo 98), dalla convenzione internazionale per la salvaguardia della vita umana in mare (SOLAS) e dalla convenzione internazionale sulla ricerca ed il salvataggio marittimo (SAR). La disciplina giuridica applicabile comprende anche altri trattati relativi al traffico marittimo e al salvataggio e risoluzioni dell'IMO.
(2)Linee guida dell'IMO sul trattamento delle persone soccorse in mare, punto 5.1.7.
(3)SEC(2017) 339.
(4)Si ricorda che il traffico di migranti e la tratta di esseri umani sono due fenomeni giuridicamente distinti, i cui principali fattori distintivi sono: il consenso, b) le frontiere e c) la responsabilità dello Stato nei confronti delle vittime. Nel caso del traffico i migranti scelgono spontaneamente la migrazione irregolare pagando i servizi di un trafficante per attraversare una frontiera, mentre nel caso della tratta le vittime sono sottoposte a coercizione con varie modalità: la minaccia dell'uso o l'uso stesso della forza o di altre forme di coercizione, il rapimento, la frode, l'inganno, l'abuso di potere o di una posizione di vulnerabilità. La tratta di esseri umani, infine, non implica necessariamente l'attraversamento di una frontiera.

Ultimo aggiornamento: 10 agosto 2017Avviso legale