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Interrogazioni parlamentari
20 marzo 2018
P-006251/2017
Risposta della Vicepresidente Federica Mogherini a nome della Commissione

La Commissione viene regolarmente informata di segnalazioni di presunte violenze che si verificano in alto mare nella regione del Mediterraneo centrale. Sebbene la Commissione non sia nella posizione di confermare la veridicità di tali segnalazioni, qualsiasi atto di violenza nel Mediterraneo centrale, qualora venga accertato, è deplorevole e viola chiaramente il diritto marittimo internazionale.

L’Unione Europea (UE) e i suoi Stati membri hanno delineato progressivamente una risposta politica più incisiva per affrontare le attività illecite e le conseguenti violenze in questa zona del Mediterraneo.

Oltre agli sforzi dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera durante l’operazione congiunta Themis, EUNAVFOR MED operazione SOPHIA continua a operare in alto mare nel Mediterraneo centrale dando un contributo significativo al miglioramento della sicurezza marittima.

L’operazione Sophia è stata progettata inizialmente per contrastare la tratta e il traffico di esseri umani tramite provvedimenti contro le reti criminali e lo smantellamento del loro modello di attività. A giugno 2016 il mandato dell’operazione Sophia è stato ampliato per includervi due attività di sostegno, ossia lo sviluppo di capacità e la formazione della marina militare e della guardia costiera libiche, contribuendo all’attuazione dell’embargo delle Nazioni Unite (ONU) sulle armi in linea con la risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UNSCR) 2292. L’ampliamento del mandato originario risponde all’obiettivo di contribuire a un ritorno alla stabilità sia al largo che lungo le coste libiche. Da un lato, il contributo alla lotta contro il contrabbando di armi in alto mare, ai sensi delle risoluzioni 2292 (2016) e 2357 (2017) del Consiglio di sicurezza dell’ONU, intende evitare un ulteriore peggioramento della sicurezza. D’altra parte, la decisione di sostenere lo sviluppo della capacità della guardia costiera libica punta a rafforzare l’abilità della marina militare e della guardia costiera libiche di smantellare le attività di traffico e tratta di esseri umani, di svolgere attività di ricerca e salvataggio e di migliorare la sicurezza generale nelle acque territoriali libiche.

Il 25 luglio 2017 il Consiglio, in linea con questo approccio, ha prorogato l’operazione Sophia per altri 17 mesi, fino al 31 dicembre 2018, e ne ha modificato il mandato per svolgere, tra l’altro, nuove attività di sorveglianza e di raccolta di informazioni sul traffico illecito delle esportazioni di petrolio dalla Libia, conformemente alle risoluzioni 2146 (2014) e 2362 (2017) del Consiglio di sicurezza dell’ONU, nonché per potenziare le possibilità di condividere informazioni sulla tratta di esseri umani con le autorità incaricate dell’applicazione della legge degli Stati membri, con l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (EBCGA) e con l’Ufficio europeo di polizia (EUROPOL).

Attraverso l’iniziativa MedFish4Ever, l’UE sta avviando un dialogo sulle problematiche della pesca con tutti i paesi del Mediterraneo non appartenenti all’UE. Sedici Stati rivieraschi hanno firmato la dichiarazione MedFish4Ever di Malta(1) accettando di impegnarsi per la salvaguardia dello sfruttamento sostenibile delle risorse alieutiche, la protezione dell’ambiente, la promozione della crescita blu e il potenziamento della cooperazione regionale.

(1)https://ec.europa.eu/fisheries/inseparable/en/medfish4ever#quicktabs-medfish4ever=6

Ultimo aggiornamento: 28 marzo 2018Avviso legale