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L'Iran smetta di sostenere i terroristi e sospenda le attività nucleari
Relazioni esterne - 15-02-2006 - 12:31
Tensione sul programma nucleare iraniano

Tensione sul programma nucleare iraniano

Sale tensione tra l'Iran e la comunità internazione da quando il governo iraniano ha deciso di riprendere il suo programma nucleare, i cui obiettivi pacifici sono messi in dubbio. Con una risoluzione, il Parlamento sostiene che la situazione debba essere risolta in forza al diritto internazionale, vedendo anche l'implicazione dell'ONU. I deputati, inoltre, condannano le dichiarazioni del Presidente iraniano contro Israele e esigono dall'Iran di cessare il suo appoggio a gruppi terroristici.

 
Il Parlamento ribadisce innanzi tutto la sua condanna alle «dichiarazioni minacciose» del Presidente Ahmedinejad contro Israele, «che non alimentano la fiducia nelle intenzioni del governo iraniano di assumere un ruolo pacifico e costruttivo in Medio Oriente». Nel criticare il recente incontro del Presidente Ahmedinejad con rappresentanti della Jihad islamica palestinese nel corso del suo viaggio in Siria, i deputati esigono che l'Iran «cessi immediatamente e totalmente di fornire sostegno a gruppi terroristici».
 
D'altra parte, l'Assemblea esprime «profonda preoccupazione» in merito all'attuale atteggiamento delle autorità iraniane nei confronti del programma nucleare, in particolare la rimozione dei sigilli da numerosi impianti nucleari e la decisione di riprendere le attività relative all'arricchimento. In tale contesto, i deputati appoggiano la risoluzione del Consiglio dei governatori dell'AIEA, in cui si critica l'Iran per il non rispetto della raccomandazione dell'AIEA e si sottolinea la mancanza di fiducia rispetto al fatto che il programma nucleare iraniano sia destinato esclusivamente ad obiettivi pacifici. E' anche sostenuta la sua decisione di chiedere al Direttore generale dell'AIEA di riferire al Consiglio di sicurezza dell'ONU.
 
E' quindi necessario che l'Iran ripristini «una piena e durevole» sospensione di tutte le attività di arricchimento e rigenerazione, riconsideri la costruzione di un reattore di ricerca moderato ad acqua pesante, ratifichi velocemente e riprenda l'applicazione integrale del Protocollo addizionale e, in termini generali, metta in atto le misure di trasparenza richieste dal Direttore generale dell'AIEA. Peraltro, pur riconoscendo il diritto dell'Iran di sviluppare un programma nucleare in conformità al Trattato di non proliferazione, il Parlamento ribadisce la sua richiesta al governo iraniano di astenersi da ogni minaccia nei confronti di qualsiasi Stato e di agire nel rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite. Il coinvolgimento del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, per i deputati, costituisce un passo necessario per valutare l'attuale situazione ed è chiesto un potenziamento del ruolo dell'AIEA.
 
La questione, per il Parlamento, va risolta in conformità delle norme del diritto internazionale e, a tal fine, è necessario un approccio improntato alla cooperazione e alla trasparenza nei confronti dell'AIEA da parte del governo iraniano. In tale ambito sostiene l'impegno dell'UE-3 volto a prevenire la proliferazione di armi nucleari e invita tutte le parti interessate a fare il possibile per giungere ad una soluzione negoziata della controversia nucleare prima del 6 marzo 2006, quando sarà presentata la prossima relazione del Direttore generale dell'AIEA.
 
L'Aula inoltre sottolinea l'importanza della collaborazione con gli USA, la Russia, la Cina e i paesi non allineati al fine di esaminare concetti complementari volti al conseguimento di un accordo globale con l'Iran sulle sue strutture nucleari e il loro uso, «che tenga conto delle preoccupazioni iraniane in materia di sicurezza». L'Iran è pertanto invitato «ad esaminare seriamente» la proposta russa - condivisa dall'UE-3 - relativa al processo di arricchimento dell'uranio, «che offrirebbe al paese la possibilità di avanzare nel proprio programma nucleare in un quadro multilaterale». D'altra parte, il Parlamento considera che l'instaurazione di una zona senza armi nucleari nel Medio Oriente potrebbe costituire un importante passo avanti per rispondere alle preoccupazioni in materia di sicurezza dei paesi della regione.
 
Il Parlamento, infine, invitando l'Iran a sfruttare le sue enormi riserve energetiche e le competenze tecnologiche esistenti nel paese per investire nello sviluppo delle energie rinnovabili e nell'uso moderno e razionale delle energie fossili, chiede alla Commissione di attuare ogni misura necessaria nel quadro dell'Iniziativa europea per la democrazia e i diritti umani. Si tratterebbe, più in particolare, di intensificare i contatti e la cooperazione con la società civile iraniana, i mezzi di informazione indipendenti e l'opposizione democratica, e di sostenere la democrazia e il rispetto per i diritti umani in Iran.
 
Va infine notato che il Parlamento non ha accolto un emendamento della GUE/NGL, né un'altro simile sostenuto da verdi e socialisti, che affermava l'opposizione ad ogni azione militare, anche preventiva, o  minaccia di ricorso alla forza.

15/02/2006
Risoluzione comune sul confronto tra l'Iran e la comunità internazionale
Procedura: Risoluzione comune
Dibattito: 15.2.2006
Votazione: 15.2.2006

RIF.: 20060210IPR05174

Per ulteriori informazioni :Risoluzione dell'AIEA del 4 febbraio 2006
Consiglio affari generali e relazioni esterne (31/01//2006)
Risoluzione del Parlamento del 13 ottobre 2005
Ultimo aggiornamento: 30 novembre 2007Avviso legale