La ricerca ha compiuto passi in avanti, prolungando il periodo fra l'infezione con il virus e lo scatenarsi della malattia, ma ad oggi non esiste un vaccino o una cura. Purtroppo, le continue campagne di sensibilizzazione e informazione non hanno abbattuto l'ignoranza e i pregiudizi al riguardo. Lo scorso 21 marzo, la commissione parlamentare sanità e ambiente, ha adottato una relazione d'iniziativa sulla lotta contro l'HIV/AIDS nell'Unione europea, in vista dell'adozione dell'Assemblea nella prossima sessione plenaria di aprile.
Il testo, affidato al deputato lettone Georgs Andrejevs (gruppo dell'alleanza dei democratici e dei liberali per l'Europa) e adottato con una maggioranza schiacciante, sostiene le proposte della Commissione europea per una strategia 2006-2009 che rinnovi lo sforzo contro l'AIDS, e non si limiti all'Unione europea ma si estenda ai paesi limitrofi.
HIV/AIDS e pregiudizi
Furono dei medici californiani i primi a diagnosticare nel 1981 la malattia. L'HIV è il virus di immunodeficienza umana, l'organismo che causa l'AIDS. L'HIV è trovato nei liquidi corporali (in modo particolare nel sangue, nello sperma, nelle secrezioni vaginali, e nel latte materno) delle persone infette dal virus. Una persona può essere infettata dall'HIV senza neanche saperlo. È credenza generale, che la maggior parte delle persone infette dall'HIV contrarranno l'AIDS. Tuttavia esse possono essere infette dall'HIV per molti anni (spesso più di 10 anni) prima di contrarre l'AIDS.
Secondo l'Eurobarometro 2006, il 54% della popolazione europea crede ancora, o è quantomeno convinta, che si possa contrarre il virus dell'HIV semplicemente baciandosi con persone infette, mentre il 45% crede che il contagio possa avvenire bevendo dallo stesso bicchiere usato da persone con HIV o AIDS.
Africa, Russia e Ucraina
Con l'aumento dell'immigrazione illegale in Europa, particolarmente dal continente africano, così come del traffico di prostituzione dai paesi dell'ex blocco sovietico, sta crescendo la paura di una diffusione incontrollata dell'AIDS. Secondo uno studio pubblicato lo scorso anno, infatti, circa tre quarti degli eterosessuali che hanno contratto il virus nell'Unione europea, sono persone migranti o immigrate. Se si prende in considerazione la situazione a livello mondiale, l'Africa detiene il triste primato dei due terzi di persone contagiate dall'HIV, e solo l'1% si è sottoposto a dei test.
Andando verso Est, in particolare in Russia o in Ucraina, la situazione non migliora. Qua, il traffico illegale che spinge la prostituzione verso l'Ue, rappresenta una prassi consolidata. Secondo una relazione dell'EuroHIV, il centro europeo per il monitoraggio epidemiologico dell'AIDS, nel 2005 nell'Ue sono circa 51 ogni milione di abitanti le nuovi infezioni da HIV, mentre Russia e Ucraina assieme totalizzano 280 nuovi casi.
La relazione Andrejevs
Secondo il testo del Parlamento, fra i gruppi più esposti al contagio troviamo gli utilizzatori di droghe, coloro che praticano rapporti sessuali con lo stesso sesso, prostitute, immigrati, detenuti e giovani sotto i 25 anni. I deputati chiedono una maggiore attenzione alle donne infette con l'HIV, rispetto alla pianificazione familiare, alle nascite e all'allattamento.
La relazione promuove nuove campagne d'informazione per gruppi specifici, come gli immigrati, le prostitute e i loro clienti. Il report 2006 delle Nazioni Unite sull'AIDS, stima siano 40 milioni nel mondo le persone con il virus dell'HIV, mentre dal 1981 sono 25 milioni coloro che hanno perso la vita a causa dell'AIDS.