Circa l'80% della popolazione europea vive in aree urbane ormai sature, dove è costretta a convivere con un traffico in costante aumento e con un inquinamento che ha superato i limiti di guardia. Nell'Unione europea, in media, metà degli spostamenti giornalieri in macchina non superano i 6 chilometri e il 10 % non arriva al chilometro. Un'abitudine malsana che ahimè contraddistingue oggi anche il Belpaese.
Il valore del trasporto alternativo
Strade chiuse al traffico pesante, corsie aperte per biciclette, skater e pattinatori o ai semplici pedoni. É questo lo spirito dell'iniziativa lanciata nel 2002 con l'intento di sensibilizzare cittadini e autorità pubbliche a rimodellare le proprie città e inventare nuovi spazi per il trasporto 'alternativo'. Un modo diverso per combattere l'inquinamento atmosferico e acustico, ma soprattutto per migliorare la qualità dell'ambiente urbano.
Recenti statistiche confermano la crescente preoccupazione dei cittadini europei riguardo queste problematiche: ingorghi, degrado, inquinamento acustico e sovrappopolazione sono infatti sovente alla base del peggioramento delle condizioni di vita e di una speranza di vita minore.
La parola ai deputati
Alla domanda se la settimana della mobilità può contribuire a una migliore consapevolezza del problema, il deputato italiano Sepp Kusstatscher del gruppo verde (verdi/ALE) si dichiara scettico: "Cambiare la mentalità è un processo che richiede tempo, anche se la frequenza di questo genere di iniziative può portare a cambiamenti di approccio". Positivo il commento del collega bulgaro Evgeni Kirilov del gruppo socialista (PSE), che loda l'iniziativa perchè "aiuta la gente a comprendere le dimensioni del problema".
Il deputato svedese Jens Holm del gruppo confederale della sinistra unitaria europea (GUE/NGL), punta invece il dito sull'insufficienza di mezzi di trasporto alternativi. Per Holm, i trasporti pubblici dovrebbero essere "a basso prezzo se non addirittura gratuiti". "Rispetto delle regole e mancanza di educazione" costituiscono piuttosto il nocciolo del problema per il deputato italiano Alessandro Foglietta del gruppo unione per l'Europa delle nazioni (UEN).
"Mobilità in senso globale"
Il deputato rumeno Alexandru Mortun del gruppo dell'alleanza dei democratici e dei liberali per l'Europa (ALDE), ritiene dal canto suo che "costruire più strade non risolva il problema; le autorità pubbliche dovrebbero creare maggiori zone a traffico limitato e promuovere campagne educative mirate". "La mobilità va intesa in senso globale", commenta inoltre l'eurodeputata ceca Zuzana Roithová del gruppo del partito popolare europeo (PPE-DE), riferendosi alle necessità proprie di tutti i mezzi di trasporto impiegabili.
Chi va in bicicletta?
L'italiano Sepp Kusstatscher dichiara di andare "in ufficio a piedi da tre anni", mentre la collega Zuzana Roithová si dice entusiasta di usare la bicicletta sia a Bruxelles che a Strasburgo, "indipendentemente dal livello di traffico". "Mi piacerebbe molto", commenta Evgeni Kirilov, ma sinora non ci sono riuscito...comunque vado a piedi ogni volta che posso".