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Riforma dei trattati: proposta di ripartizione dei seggi al Parlamento
Istituzioni - 05-10-2007 - 14:37
Il Consiglio europeo, aumentando fino a 750 il numero degli eurodeputati (contro i 736 previsti dal Trattato di Nizza) e fissando alcuni principi, ha chiesto al Parlamento di proporre una ripartizione dei seggi tra gli Stati membri a partire dalle elezioni del 2009. Una relazione all'esame dell'Aula, sulla base della popolazione residente in ogni paese, assegna all'Italia 72 deputati: quanti previsti dal Trattato di Nizza, abolendo però la tradizionale parità di seggi con Francia e Regno Unito.

Con 17 voti a favore, 5 contrari e 3 astensioni, la commissione degli affari costituzionali del Parlamento europeo ha approvato la relazione di Alain LAMASSOURE (PPE/DE, FR) e di Adrian SEVERIN (PSE, RO) sulla ripartizione dei seggi al Parlamento europeo in vista delle elezioni europee del 2009. Questa proposta è ora all'esame della Plenaria e, una volta adottata, sarà trasmessa al Consiglio europeo informale di Lisbona, convocato il 18 ottobre per approvare la riforma dei trattati.
 
I Capi di Stato e di governo, nel giugno scorso, avevano inserito nella proposta di riforma dei trattati l'innalzamento del numero dei seggi parlamentari da 736 (come previsto dal Trattato di Nizza, rivisto dopo le ultime adesioni) a 750 (come era proposto del progetto di Costituzione europea). Va ricordato che, a seguito dell'ampliamento dell'UE a Romania e Bulgaria, i trattati di adesione hanno aumentato fino a 785 il numero di seggi. Ma ciò solo a titolo temporaneo per il resto della legislatura, prevedendo poi una nuova riduzione a 736 a partire dalle elezioni del 2009.
 
In tale ambito, il Vertice di giugno aveva affidato al Parlamento il compito di proporre una formula fondata sul principio della “proporzionalità decrescente” per la ripartizione dei 750 seggi, in base al quale gli Stati membri più popolati debbono ottenere un numero di seggi meno che proporzionale rispetto alla popolazione, per permettere una partecipazione superiore a quelli meno popolosi. Aveva anche limitato a 96 il numero massimo di deputati per Stato membro (in particolare la Germania) e alzato a 6 il numero minimo di parlamentari per gli Stati membri più piccoli. La Presidenza portoghese aveva peraltro indicato che, qualora un'ampia maggioranza dei deputati avesse approvato la formula proposta, il Consiglio europeo l'avrebbe fatta propria (è richiesta l'unanimità) al margine del Vertice informale che dovrebbe concludersi il 19 ottobre.
 
Rispetto alla situazione prevista nel trattato di Nizza (736 seggi a decorrere dal 2009), la commissione degli affari costituzionali sostiene quindi le seguenti modifiche per un emiciclo di 750 seggi: Germania: 96 seggi (-3 seggi rispetto al trattato di Nizza), Francia: 74 seggi (+ 2), Regno Unito: 73 seggi (+ 1), Italia: 72 seggi (nessuna modifica), Spagna: 54 seggi (+ 4), Polonia: 51 seggi (+ 1), Romania: 33 seggi (nessuna modifica), Paesi Bassi: 26 seggi (+ 1), Grecia, Portogallo, Belgio, Ungheria e Repubblica ceca: tutti 22 seggi (nessuna modifica), Svezia: 20 seggi (+ 2), Austria: 19 seggi (+ 2), Bulgaria: 18 seggi (+ 1), Danimarca, Slovacchia, Finlandia: tutti 13 seggi (nessuna modifica), Irlanda e Lituania: tutti 12 (nessuna modifica), Lettonia: 9 seggi (+1), Slovenia 8 seggi (+ 1), Estonia, Cipro, Lussemburgo: tutti 6 seggi (nessuna modifica), Malta: 6 seggi (+ 1).
 
Questa proposta di ripartizione si fonda sulla "popolazione" residente in ogni Stato membro (compresi gli immigrati senza diritto di voto) e, di conseguenza, per la prima volta nella storia del Parlamento, assegna un numero diverso di deputati a Italia, Francia e Regno Unito (che attualmente ne contano 78 e che ne avrebbero avuti 72 in base al Trattato di Nizza). La commissione per gli affari costituzionali ha peraltro respinto gli emendamenti presentati da molti deputati italiani di tutti i gruppi politici che, in sostanza, chiedevano di prendere in considerazione il numero di "cittadini" di ogni Stato membro (anche se residenti in un altro Stato membro), al posto della "popolazione". Ciò avrebbe permesso di aumentare il numero di deputati italiani e, probabilmente, di ristabilire l'equilibrio tra i seggi assegnati ai tre Stati membri.
 
Sistema da rivedere per la legislatura 2014-2019
 
La commissione per gli affari costituzionali, tuttavia, chiede che la suddivisione proposta sia rivista prima delle elezioni del 2014, al fine di stabilire un sistema di ripartizione obiettivo e equo in seno al Parlamento europeo, di prendere in considerazione l'evoluzione demografica e di evitare i «tradizionali mercanteggiamenti» tra gli Stati membri. I deputati propongono inoltre di esaminare la fattibilità tecnica e politica di sostituire il numero di residenti, stimati annualmente da Eurostat, dal numero di cittadini europei.
 
I deputati hanno poi deciso di non considerare i futuri Stati membri dell'UE (come la Croazia) nella ripartizione dei seggi per non pregiudicare i prossimi ampliamenti. Propongono, tuttavia, che le nuove adesioni siano accompagnate da un aumento temporaneo del numero di deputati al di là della soglia di 750, come è peraltro avvenuto con l'adesione di Romania e Bulgaria.
 
Ripartizione dei seggi tra gli Stati membri
 
Stato membro
Situazione attuale
Trattato di Nizza (a partire dalle elezioni del 2009)
Proposta di relazione Lamassoure / Severin
Differenza Nizza/Lamassoure
Germania
99
99
96
-3
Francia
78
72
74
+2
Regno Unito
78
72
73
+1
Italia
78
72
72
 =
Spagna
54
50
54
+4
Polonia
54
50
51
+1
Romania
35
33
33
Paesi Bassi
27
25
26
+1
Belgio
24
22
22
Grecia
24
22
22
 =
Ungheria
24
22
22
 =
Rep. Ceca
24
22
22
 =
Portogallo
24
22
22
 =
Svezia
19
18
20
+2
Bulgaria
18
17
18
+1
Austria
18
17
19
+2
Danimarca
14
13
13
 =
Slovacchia
14
13
13
 =
Finlandia
14
13
13
 =
Lituania
13
12
12
 =
Irlanda
13
12
12
 =
Lettonia
9
8
9
+1
Slovenia
7
7
8
+1
Estonia
6
6
6
 =
Cipro
6
6
6
 =
Lussemburgo
6
6
6
 =
Malta
5
5
6
+1
Totale
785
736
750
+14
 
Le reazioni del governo italiano
 
Sulla ripartizione dei seggi, il governo italiano ha contestato formalmente la soluzione scelta dalla commissione per gli affari costituzionali, sostenendo che sia in contraddizione con il principio secondo cui il PE rappresenta “i cittadini” e non gli Stati. A suo parere, pertanto, la formula dei relatori potrebbe essere oggetto di un ricorso davanti alla Corte di giustizia. Il Rappresentante permanente italiano presso l'UE ha anche affermato che “difficilmente l'Italia potrà dare il proprio assenso a tale proposta che viola i principi fondanti del nuovo trattato e, penalizza l'Italia". Ha quindi sostenuto cha sarebbe più opportuno evitare di pronunciarsi immediatamente sulla ripartizione dei seggi, anche per non ostacolare un positivo andamento del prossimo vertice di Lisbona, chiamato ad approvare il nuovo trattato di riforma dell'UE.
 
Il 4 ottobre, il Presidente del Consiglio Romano PRODI ha incontrato a Roma il relatore Alain Lamassoure, al quale ha sottolineato che non vi è alcuna esigenza di concordare adesso una nuova composizione del Parlamento europeo, visto che essa diventerà operativa solo una volta entrato in vigore il trattato di riforma europeo. Ha poi ricordato che ove venisse adottato un criterio di ripartizione dei seggi basato sulla cittadinanza invece che sulla residenza, coerentemente allo spirito e alla lettera del trattato di riforma, i risultati sarebbero diversi e più favorevoli per l'Italia. IN precedenza, il Ministro degli Esteri Massimo D'ALEMA aveva assicurato che: «sosterremo fino in fondo le nostre ragioni, perchè riteniamo siano fondate».

A6-0351/2007
Relazione sulla composizione del Parlamento europeo

Alain LAMASSOURE (PPE/DE, FR) e Adrian SEVERIN (PSE, RO)
Procedura: Iniziativa
Dibattito: 10.10.2007

Ultimo aggiornamento: 7 dicembre 2007Avviso legale