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Cina e Olimpiadi: corsa ad ostacoli fra i diritti umani
Diritti umani - 04-12-2007 - 15:11
Il simbolo delle olimpiadi e scritte in caratteri cinesi

Giochi olimpici e diritti dell'uomo: armonia cercansi

A meno di un anno dall'ora x, Pechino è impegnata a 360° in quella già è stata definita l'olimpiade del secolo. Ma non tutto sembra ancora funzionare alla perfezione... L'Unione europea segue i preparativi da vicino, attenta a verificare quali miglioramenti la Cina mette in campo in tema 'diritti dell'uomo'. É stato questo il tema principale che ha animato l'audizione pubblica del 26 novembre organizzata a Bruxelles dalla sottocommissione parlamentare diritti dell'uomo.

Un cambiamento troppo lento
 
Dal dibattito, che ha preso in considerazione anche la situazione in Tibet, è emerso come proprio a causa dell'appuntamento iridato il livello del rispetto dei diritti dell'uomo si sia drasticamente abbassato. "Un disastro per i diritti umani", l'ha definito il cyberdissidente cinese Hu Jia, candidato al premio Sakharov 2007 e da 200 giorni agli arresti domiciliari.
 
Sembra che una nuova, grande muraglia di censura stia avvolgendo la Cina: i media indipendenti sono stati messi sotto silenzio, il dissenso politico è stato represso ed è aumentato anche il controllo sui siti internet e i blog. I membri del gruppo religioso "Falun Gong" continuano a essere perseguitati, così come i tibetani. La tortura, i lavori forzati, gli arresti politici sono all'ordine del giorno. Come ha ricordato Hu Jia, sono oltre un milione le persone perseguitate e rinchiuse nei campi di lavoro, in prigione o negli ospedali psichiatrici. L'assenza di diritti sociali, il lavoro in condizioni di semi-schiavitù e la crescente disuguaglianza sociale completano un quadro preoccupante.
 
La Cina grande assente
 
Una fotografia drammatica, questa, che non ha trovato contraddittorio in aula: l'assenza di rappresentati dell'ambasciata cinese è stata definita "deludente" dalla presidente della sottocommissione parlamentare, la deputata francese Hélène Flautre del gruppo dei verdi (Verdi/ALE). Una sedia vuota che ha messo ancor più in evidenza l'appello all'Europa lanciato da Hu Jia, che ha chiesto all'Ue di mantenersi salda nei suoi principi e proseguire l'embargo delle armi nei confronti del suo paese. Perchè, come ha lucidamente analizzato, le speranze occidentali che i Giochi portino in Cina la democrazia si stanno scontrando con il desiderio delle autorità cinesi di utilizzarle per legittimare il potere.
 
Il ruolo del CIO
 
Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) "non è in una posizione tale da monitorare e fare pressione per il rispetto dei diritti umani in Cina", ha affermato l'eurodeputato ungherese Pál Schmitt del gruppo del partito popolare europeo e democratici europei (PPE-DE), parlando a nome del Comitato. Eppure, come ha ricordato il suo collega inglese Edward McMillan Scott (PPE-DE), quando in Sudafrica vigeva ancora l'apartheid, il CIO bandì il paese dalle Olimpiadi, assumendo perciò una forte posizione politica. "È giunto il momento che il CIO rilasci una dichiarazione politica", ha poi ammesso Schmitt.
 
Quale speranza per il Tibet?
 
Le Olimpiadi possono inoltre costituire una grande opportunità di miglioramento anche per la situazione in Tibet. È quanto emerso dalla conferenza sul Tibet organizzata dal Parlamento europeo lo scorso 7 novembre, a cui hanno partecipato il Presidente Pöttering, eurodeputati e diplomatici, ma anche monaci buddisti, campioni olimpici, attivisti dei diritti umani, ambientalisti e giornalisti.
 
Prigionieri politici, controllo del buddismo tibetano, presenza sistematica della regione dello Han e disastri ambientali sono i temi messi in evidenza da tutti i partecipanti. Per questo, se l'iniziativa del "team Tibet", presentata da un gruppo di atleti tibetani, riuscisse a far breccia, ci sarebbe uno spiraglio di speranza per il paese. La squadra del Tibet chiede infatti di potere gareggiare a Pechino 2008 con i colori del suo paese. "Bisogna smettere di sentirsi impotenti", ha rilanciato la deputata italiana Monica Frassoni, co-presidente del gruppo dei verdi (Verdi-ALE), "e concentraci invece su obiettivi precisi, usando le Olimpiadi in modo intelligente".
 
Secondo Pál Schmitt (PPE-DE), infatti, un'azione di boicottaggio "non servirebbe a niente e danneggerebbe solo gli atleti". I Giochi, però, ha denunciato Vincent Metten, direttore della politica Ue per la campagna internazionale per il Tibet, sono finora stati utilizzati dalla Cina come ulteriore strumento di repressione.
 
L'Ue e la Cina
 
Il livello di attenzione dell'Unione europea nei confronti della Cina rimane comunque alto. Durante questo autunno, infatti, sono stati due i summit Ue-Cina organizzati, il primo il 17 ottobre a Pechino, nell'ambito del 24esimo incontro sul "Dialogo Ue-Cina sui diritti umani" e l'altro il 27 novembre, sulle relazioni commerciali tra i due blocchi.


RIF.: 20071126STO13639

Per ulteriori informazioni :Diritti dell'uomo e Olimpiadi - servizio stampa (EN)
Sottocommissione parlamentare diritti dell'uomo
Intergruppo sul Tibet (EN)
Focus sul Premio Sacharov
Ultimo aggiornamento: 18 dicembre 2007Avviso legale