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Prospettiva nazionale - Comunicati stampa
 

Sì alla TAV in Val di Susa, purchè siano tutelati ambiente e salute

Petizioni - Italia - 30-01-2006 - 16:08
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Alta velocità in Val di Susa al Parlamento europeo

Alta velocità in Val di Susa al Parlamento europeo

La delegazione della commissione petizioni ha presentato a Bruxelles il rapporto della sua missione in Val di Susa. I deputati sono in principio favorevoli alle reti transeuropee su rotaia, ma solo se non danneggiano l’ambiente e la salute. Invitano poi la Commissione a chiarire se la procedura d’infrazione avviata contro l’Italia per non aver realizzato la valutazione d’impatto ambientale possa incidere sul progetto. Il dialogo deve comunque proseguire per trovare una soluzione soddisfacente.

 
Il treno ad alta velocità, il 25 gennaio scorso, ha fatto una sosta al Parlamento europeo. La commissione per le petizioni ha infatti accolto la relazione stilata dalla sua delegazione a seguito della missione ricognitiva (fact finding) svolta a Torino e in Val di Susa nel mese di novembre. Lo scopo della missione, decisa dopo aver esaminato una serie di petizioni presentate al Parlamento, era di acquisire nuovi elementi da interlocutori istituzionali e tecnici nonché di verificare il rispetto delle normative europee di tutela ambientale e di prevenzione dei rischi sanitari collegati alla realizzazione del corridoio ferroviario transeuropeo che dovrebbe congiungere Torino e Lione.
 
Composta da Michael CASHMAN (PSE, UK), Carlos ITURGAIZ ANGULO (PPE/DE, ES) e David HAMMERSTEIN MINTZ (Verdi/ALE, ES), la delegazione della commissione per le petizioni aveva incontrato la Presidente della Regione Piemonte (l’ex eurodeputata Mercedes BRESSO), diversi assessori regionali e provinciali, i consulenti dei promotori delle petizioni (o petenti), le autorità locali della Val di Susa e una folta rappresentanza di cittadini. Nel corso del breve dibattito tenutosi in commissione, è stato annunciato che la stessa delegazione si recherà prossimamente anche in Francia e che il Vicepresidente dell’Esecutivo UE responsabile dei trasporti, Jacques BARROT, sarà presto invitato a comparire davanti alla commissione per le petizioni.
 
Le critiche mosse dai petenti, e ribadite nel corso degli incontri in loco con la delegazione, sono molteplici. Dall'incertezza sull'analisi costi benefici dell'opera, all'esclusione della possibilità di potenziare la linea storica esistente, passando dal rischio d'instabilità idrogeologica e dall'elevato impatto acustico nei tratti fuori galleria. Ma suscitano anche preoccupazione la presenza di amianto e di uranio in alcune gallerie, le dubbie soluzioni tecniche per il trasporto dei detriti, i rischi d'inquinamento delle falde acquifere e d'interruzione delle sorgenti e l'inadeguatezza dell'indennità prevista per la perdita di valore degli immobili.
 
Una missione con tanti imprevisti
 
La relazione nota che, nel corso della missione, il programma delle visite sul terreno dei futuri cantieri «ha subito una serie d'inaspettate e radicali variazioni», nella maggior parte «dovute all'occupazione del terreno di proprietà della ditta Sitaf a Venaus effettuato nottetempo (fra il 28 ed il 29 novembre) dalle Forze pubbliche», ed alle conseguenti «pesanti limitazioni della libertà di circolazione di mezzi e persone sulla strada di Venaus».
 
Il 28 pomeriggio, durante la visita al presidio di Venaus, la delegazione ha incontrato cittadini e autorità locali che le hanno consegnato un appello per la democrazia in Val di Susa contro il finanziamento comunitario dell’opera «e la sua imposizione con l’impiego delle forze di polizia e contro i diritti delle popolazioni locali». L’occupazione del terreno di Venaus, ricorda la relazione, ha provocato lo sdegno degli eurodeputati presenti.
 
Questi hanno infatti stigmatizzato «l’affronto» compiuto soprattutto ai danni della popolazione locale, «che stava pacificamente manifestando contro l’inizio del primo scavo di sondaggio», ma anche «l’insulto all’integrità della stessa delegazione». E’ poi ricordato che, nei giorni successivi alla missione, il ricorso alla forza ed i blocchi della circolazione stradale e ferroviaria si sono ripetuti «con episodi di violenza a danno dei cittadini e delle forze dell’ordine» in seguito allo sgombero del presidio di Venaus e al susseguente tentativo di rioccupazione del sito da parte dei manifestanti.  
 
Lavori in corso
 
La relazione nota tuttavia che il Governo italiano, nella persona del sottosegretario Gianni Letta, ha poi avviato una trattativa con le parti interessate e delineato una bozza di accordo. La delegazione, pur premettendo che, a questo stadio, una valutazione della bozza d’accordo appare prematura «e in parte inopportuna», ritiene che l’avvio della trattativa rappresenti un progresso.
 
Soprattutto «rispetto all’anomala situazione, altamente pregiudizievole all’esercizio dei diritti di libera circolazione di persone e di proprietà», in cui la bassa Val di Susa ha vissuto prima,  durante e immediatamente dopo la missione. Nelle sue conclusioni, precisa nondimeno che «gli appelli per la democrazia» in Val di Susa saranno trasmessi alla commissione delle libertà civili «per eventuale esame in sede di elaborazione della relazione sui diritti fondamentali nell’Unione».
 
Sì alla TAV, ma ...
 
D’altra parte, la delegazione si dice in principio favorevole a trasferire il traffico stradale transfrontaliero verso quello su rotaia, attraverso le nuove reti transeuropee (nella fattispecie con il corridoio 5), «purché le soluzioni adottate siano rispettose dell'ambiente e non arrechino danno alla salute umana». A tale riguardo, è quindi sottolineata l'importanza dei principi di precauzione, della prevenzione dei rischi per la salute umana e per l'ambiente, e del principio "chi inquina paga".
 
Tali principi, è spiegato, hanno ricadute, non solo sulle attività delle autorità nazionali, ma anche sui compiti di gestione e controllo dell'uso dei fondi comunitari da parte dell'Esecutivo europeo. E ciò, indipendentemente dalle sue specifiche competenze in materia di prevenzione e/o risarcimento danni alla salute umana derivanti dall'uso di amianto o di uranio per l'esecuzione di opere pubbliche.
 
... costante attenzione all’impatto ambientale
 
Per i deputati, il nuovo collegamento ferroviario transeuropeo richiede, in ogni stadio della progettazione, «una particolare attenzione alle esigenze connesse con la tutela dell’ambiente che devono essere integrate nella definizione e nell’attuazione della politica comune dei trasporti e delle reti transeuropee», come previsto dal Trattato e ripreso dalla decisione 884/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio (il cui allegato prevede la tratta Torino - Lione).
 
I servizi competenti della Commissione europea, d'altra parte, sono esortati a impegnarsi maggiormente anche nelle fasi successive al via libera di un’opera, senza lasciare alle autorità nazionali l’esclusiva responsabilità sulla scelta del tracciato e sulle opzioni tecniche, poiché queste «possono ledere irreversibilmente gli interessi di tutela ambientale, oltre a ledere diritti fondamentali quali la salute e la proprietà».
 
Per quanto riguarda il controllo sull’attuazione delle direttive in materia di valutazione dell’impatto ambientale (VIA), è chiesto alla Commissione di chiarire se l’invio all’Italia, il 18 ottobre 2005, di un parere motivato per infrazione dovuta alla cosiddetta legge obiettivo, su cui poggiano numerose critiche dei petenti, «può inficiare anche l'iter in corso di approvazione del progetto definitivo della TAV».
 
... più trasparenza
 
La Commissione, inoltre, è esortata ad agire con «maggior trasparenza ed efficacia» nelle relazioni con la commissione parlamentare per l'ulteriore istruttoria delle petizioni in esame e a «non assumere atteggiamenti paternalistici» nei confronti dei loro promotori, per quanto riguarda il loro diritto a disporre d'informazioni tempestive e corrette, nonché di risposte adeguate alle loro critiche.
 
In proposito, è giudicata «insufficiente o del tutto carente» la pubblicità data alla nomina e al mandato del commissario ad acta, Loyola de Palacio, così come alla verifica dei requisiti richiesti dalla normativa UE sull’erogazione di fondi comunitari al progetto della TAV, o ancora alle decisioni del commissario ai trasporti per garantire il buon esito, anche nell'interesse delle popolazioni, della negoziazione avviata dal Governo italiano, il 10 dicembre.
 
... proseguire il dialogo
 
Le Autorità italiane di ogni livello e responsabilità, infine, sono invitate a proseguire la via intrapresa di dialogo e negoziazione con i rappresentanti di tutti gli Enti locali, al fine di pervenire ad un accordo «senza pregiudicare i diritti fondamentali alla salute, all'ambiente e di proprietà dei cittadini direttamente interessati». Più in particolare è chiesto alla commissione intergovernativa «di riferire tempestivamente e accuratamente» sulle trattative e i loro sviluppi.
 
RIF.: 20060130IPR04801