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Abbas al Parlamento: un partner palestinese per la pace

Istituzioni - 18-05-2006 - 14:40
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Il Presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese è stato accolto in seduta solenne dal Parlamento europeo. Nel suo intervento ha sottolineato l'impegno per una soluzione pacifica al conflitto e rivolto dure critiche alla politica israeliana nei territori palestinesi che mette a repentaglio il processo di pace. Abbas ha chiesto all'Europa di continuare a sostenere la causa palestinese fino alla costituzione di uno Stato indipendente a fianco di Israele.

Il Presidente Josep BORRELL ha accolto Mahmud Abbas dicendosi onorato della sua presenza e ringraziandolo di essere tornato così presto a Strasburgo dopo l'interruzione della sua precedente visita. Da allora, ha proseguito, il Presidente dell'ANP è stato «nell'occhio del ciclone» poiché in Medio Oriente «il ciclone è sempre vivo» e i prossimi mesi «saranno decisivi per il futuro della popolazione palestinese e israeliana», ma avranno anche un importante impatto per tutta la regione e anche per l'Unione europea. Tutti noi, ha aggiunto, chiediamo un processo di pace sostenibile e siamo perfettamente coscienti che «se non si agisce correttamente, si corre il rischio di vedere il mondo avviarsi verso un periodo di guerre di religioni, anticipate dall'elezione di partiti potenzialmente aggressivi».
 
Dopo aver ricordato che Mahmud Abbas si è sempre battuto per la ricerca di una soluzione al conflitto attraverso il dialogo con l'avversario, il Presidente ha sostenuto che nessuno può mettere in dubbio il suo impegno a favore della pace e del rispetto degli accordi già sottoscritti. Sottolineando la legittimità democratica del Presidente dell'ANP, ha poi affermato che il risultato delle elezioni di gennaio - «che l'Europa rispetta e riconosce pienamente» - ha suscitato serie preoccupazioni nella comunità internazionale. La stessa comunità internazionale, ha aggiunto, si è resa conto del pericolo che rappresenta la sospensione degli aiuti al popolo palestinese ed è giunta ad un accordo su un meccanismo di finanziamento degli aiuti per i servizi essenziali. In conclusione, il Presidente ha affermato che Mahmud Abbas «è l'unico attore capace di parlare con tutte le parti in causa» e rappresenta «il cordone ombelicale che può portare una soluzione pacifica al conflitto».
 
Il Presidente Mahmud ABBAS ha anzitutto espresso la sua gratitudine per l'invito da parte di un'assemblea che incorpora la storia di successo per le nazioni del Continente europeo, che può servire da lezione per tante altre nazioni. Sottolineando poi i buoni rapporti di vicinato tra la Palestina e l'Europa e la necessità di rafforzarli ancora, ha osservato come molti deputati in Aula siano stati testimoni dei problemi della Palestina nel corso delle loro visite. Ha poi ricordato che il 15 maggio è stato celebrato il 58° anniversario della Nakba palestinese, «che significa catastrofe» e rappresenta «un'ingiustizia storica che ha portato all'espulsione dei palestinesi dalle loro terre, alla distruzione della nostra società e alla negazione dei nostri diritti».
 
Con l'OLP, ha proseguito, è iniziata una lotta politica che ha portato all'istituzione dell'Autorità Nazionale Palestinese nel 1994 che attribuisce all'UE un ruolo molto importante. Il popolo palestinese, ha spiegato, «non ha scordato il sostegno dimostrato da molti paesi europei sin dagli anni '70 «a favore dei loro diritti e del loro movimento di liberazione». Non ha nemmeno dimenticato il loro sostegno politico, economico e tecnico per l'avviamento delle istituzioni palestinesi e per far fronte «all'assedio israeliano». In questo momento difficile che apre la porta a numerosi pericoli, ha aggiunto, «ci attendiamo un ruolo di leadership dell'Europa». Il Presidente ha quindi ricordato che, nonostante le ingiustizie storiche, «la ricerca della pace è stata continua e siamo in grado di formulare politiche realistiche per restituire il diritto del nostro popolo all'autodeterminazione».
 
Il Presidente ha poi voluto ricordare il ruolo importante del leader storico Yasser Arafat che, «con una decisione difficile e molto coraggiosa», accettò uno Stato palestinese che rappresenta solo il 22% della Palestina storica. Il nocciolo del processo di pace, ha aggiunto, è stato sempre fondato sul principio della partnership volta a risolvere i problemi e porre nuove basi per le relazioni tra Palestina e Israele. Tuttavia, ha insistito, «Israele ha respinto questo approccio, insistendo con politiche distruttive, con la confisca delle terre e con la costruzione di muri che hanno portato pregiudizio ai negoziati». Israele, ha proseguito, «non ha rispettato gli impegni contratti con la comunità internazionale ed ha fatto vacillare e tolto slancio al processo di pace». La politica sviluppata negli ultimi anni era tesa «a distruggere completamente l'ANP, le sue istituzioni e le sue infrastrutture», alla cui realizzazione hanno partecipato i paesi europei.
 
Nonostante le frustrazioni, ha proseguito, «abbiamo fatto attenzione a che la causa palestinese non fosse deviata e fosse conforme al diritto internazionale». Abbiamo respinto e condannato tutti gli attacchi contro i civili e ogni forma di terrorismo, enfatizzando la cultura della pace e la natura pacifica e popolare della resistenza all'occupazione». Il Presidente ha poi sottolineato come l'impegno per la pace sia proseguito dopo le elezioni presidenziali ma, ciò nonostante, la controparte israeliana abbia continuato con la costruzione del muro che suddivide i territori in un mosaico di zone isolate e abbia proseguito con «gli assassini, gli arresti e le incursioni militari» e respingendo gli accordi presi. Ha quindi affermato di aver cercato di assicurare il ritiro israeliano dalla striscia di Gaza senza problemi e garantire la sicurezza alla frontiera con l'Egitto, anche grazie al supporto dell'UE. Ma Israele «non ha accettato la nostra disponibilità», ha «aggravato il deterioramento delle condizioni economiche» e ostacolato il movimento all'interno dei territori».
 
Per il Presidente la frustrazione generata dall'occupazione israeliana e l'assenza di prospettiva per il processo di pace, sono state sullo sfondo delle elezioni di gennaio. Tutto il mondo, ha aggiunto, ha però constatato come il passaggio dei poteri sia avvenuto in modo armonico e democratico, «ma la democrazia viene svilita se non vi è la libertà del popolo». Abbas ha però precisato che non condivide la piattaforma programmatica di Hamas e molti sforzi sono in atto affinché sia modificata per conformarsi agli impegni internazionali. A tal fine è anche necessario il sostegno della comunità internazionale, dando la possibilità al nuovo governo di adattarsi ai requisiti fondamentali. La sospensione degli aiuti, invece, «esaspera il deterioramento delle condizioni economiche e sociali» e indebolisce le capacità amministrative. Per tale ragione, il Presidente ha voluto ringraziare il Quartetto per la decisione di aiutare il popolo palestinese con un meccanismo che sarà sviluppato dall'UE. In proposito ha anche chiesto a Israele di svincolare immediatamente i proventi dei dazi doganali che spettano all'ANP.
 
Il Presidente ha poi sottolineato che Israele è tornato al «vecchio slogan» secondo cui non vi è un partner palestinese e si detto preoccupato dall'idea israeliana di tracciare le frontiere definitive all'interno del territorio palestinese. Questo progetto, ha quindi spiegato, comprometterebbe la soluzione dei due Stati, annettendo importanti porzioni del territorio palestinese occupato e rendendo il resto un mosaico di isolette, senza continuità geografica e senza le risorse idriche vitali. Lo slogan non ha fondamenta, ha insistito, e resta valido l'impegno a tornare al tavolo del negoziato. Reiterando poi l'invito alla comunità internazionale ad aiutare la regione, ha quindi sottolineato i valori comuni della libertà, della democrazia, della tolleranza e del dialogo. Rivolgendosi ai deputati, ha poi concluso dicendosi convinto che continueranno a fornire il loro sostegno alla «giusta causa palestinese», fino a che «non otterrà la libertà in uno Stato indipendente in Terra Santa all'interno delle frontiere del 1967 e a fianco dello Stato di Israele».
Seduta solenne - Allocuzione di Mahmoud Abbas, Presidente dell'Autorità palestinese
Dibattito: 16.5.2006