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I deputati europei per una pesca sostenibile del tonno rosso
Pesca - 19-09-2006 - 19:39
A seguito della disputa che ha visto protagonisti, l'estate scorsa, Greenpeace e i pescatori di tonno sull'allevamento del tonno rosso nel mare Mediterraneo e sul suo utilizzo, la commissione pesca e agricoltura del Parlamento europeo ha tenuto la scorsa settimana un'audizione pubblica per discutere come poter al meglio "gestire" la sostenibilità di questa specie.
Gli esperti scientifici, gli ambientalisti e i rappresentanti dell'industria presenti all'incontro, hanno tutti convenuto sull'urgenza di un'azione rapida per evitare l'esaurimento degli stock e per risolvere il problema della pesca illegale.
Lo sfruttamento della pesca, i metodi spesso illegali e la ricostituzione rapida degli allevamenti di tonno, sono problemi che rischiano di compromettere il futuro del tonno rosso. A ciò va aggiunto il fatto che centinaia di posti di lavoro sono a rischio, pur se quest'industria rappresenta una delle più profittevoli del Mediterraneo.
Oltre il livello di guardia
Questo l'allarme lanciato da esperti e ambientalisti presenti all'audizione. Secondo Jean-Marc Fromentin, esperto dell'istituto francese per l'utilizzo del mare (IFREMER), il tonno rosso è divenuto un "prodotto di alto valore, grazie alla crescente domanda del Giappone" di sushi e sashimi; ciò ha stimolato lo sviluppo di nuovi metodi di pesca nel Mediterraneo, quali la ittiocoltura. Il recente sviluppo di quest'industria fa sì che non esistano ancora regole chiare che la delimitino. Generalmente i tonni vengono catturati e portati vivi in questi allevamenti, dove ricevono cibo a volontà per mesi, prima di essere definitivamente esportati, principalmente nel mercato giapponese.
Questo business, ogni giorno più redditizio, riguarda principalmente Francia, Italia e Spagna, ovvero i Paesi con il 50% della pesca mondiale di tonno rosso. Da notare, comunque, che queste cifre sono ben al di sopra della quota legale fissata dalla commissione internazionale per la conservazione del tonno atlantico (ICCAT), i cui membri principali sono gli Stati Uniti, il Giappone e l'Unione europea. La ICCAT regola la pesca del tonno rosso. Si stima che dal 1995 ad oggi, il livello di pesca annuale consentito sia stato infranto di due volte il livello consentito.
Cosa fare in concreto
Il totale ammissibile di catture (TAC) per l'Unione europea (Ue) nel 2006 è di 18.301 tonnellate (il 57% del TAC complessivo). L'alto livello tecnologico delle flotte europee e il massiccio sussidio ricevuto dai fondi europei durante gli ultimi 10 anni hanno permesso, fra le altre cose, il rinnovo completo della flotta francese, oggi la più importante del Mediterraneo. Va da sé che l'Unione europea eccella nel settore degli allevamenti ittici (con il 60% della quota di settore) anche grazie ai continui "generosi" sussidi ricevuti dall'Ue.
Chiaro il consenso emerso fra i deputati intervenuti, sulla necessità di un'azione riparatrice dell'Ue con l'adozione di misure drastiche per ricreare una popolazione congrua di tonni rossi. Diverse le proposte avanzate, incluso l'introduzione di quote massime. Per il conservatore britannico Struan Stevenson (gruppo PPE-DE), che ha invitato a creare zone off limit in cui i tonni rossi possano tranquillamente deporre le uova, "la crisi è palese". La liberale britannica Elspeth Attwooll (gruppo ALDE) ha dal canto suo chiesto la creazione di un Consiglio consultivo regionale mediterraneo (RAC) per negoziare e definire i limiti, ricordando che "i pescatori rispetteranno le misure e regolamenti che ritengono plausibili". La francese Marie-Hélène Aubert, del gruppo dei verdi, ha infine richiamato gli Stati membri ad assumersi le proprie responsabilità, utilizzando i fondi europei per ridurre, in maniera compatibile, la pesca eccessiva. Aubert ha poi aggiunto: "fin'ora abbiamo finanziato l'ammodernamento delle flotte navali, incrementandone la capacità, è ora di finanziare la loro riduzione".
Attualmente il tonno non è la sola specie di pesce che soffre di questo dannoso sfruttamento e che allarma gli eurodeputati. Sono recenti, infatti, le discussioni sulla gestione degli stock di merluzzo del Mar Baltico e sulla sogliola e la platessa del Mar del Nord
RIF.: 20060919STO10788

