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Revisione del Trattato di non proliferazione: verso un mondo senza armi nucleari?

Sicurezza e difesa - 10-03-2010 - 12:12
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Test nucleari in un atollo delle isole Bikini e a Enewetak, 21 ottobre 1952

Un mondo più sicuro con il nuovo Trattato TNP?

In piena guerra fredda il Trattato di Non Proliferazione Nucleare (TNP) fu la pietra miliare degli sforzi della comunità internazionale per controllare l'equilibrio fra potenze mondiali. Il Trattato viene rivisto ogni cinque anni, e nuove sfide si affacciano continuamente. Oggi, mentre Russia e USA promettono un progressivo disarmo, emerge la minaccia di Iran e Corea del Nord. Il Parlamento ha discusso oggi la posizione dell'UE in vista della prossima revisione, prevista per maggio.

 
Il Trattato, oltre 20 anni di vita
 
Il Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP) è un trattato internazionale istituito il 1° luglio 1968 su proposta di Irlanda e Finlandia, in seguito alla crisi missilistica di Cuba. Fra gli obiettivi principali quello di limitare la diffusione delle armi nucleari.
 
Da allora sono 189 i Paesi che lo hanno ratificato, fra cui tutti gli Stati membri dell'Unione europea. Attualmente cinque dei sette Stati in possesso di armi nucleari, fra cui Russia e USA, hanno ratificato il Trattato. All'appello, però, mancano India, Pakistan e Israele, mentre la Corea del Nord si è recentemente ritirata.  
 
Il Trattato si compone di tre pilastri: uno sulla non proliferazione, uno sul disarmo e un terzo sul diritto all'uso pacifico dell'energia nucleare. Per quanto riguarda la non proliferazione, gli Stati in possesso di armi nucleari s'impegnano a non trasferire ad altri Stati armi o tecnologia per la costruzione di ordigni, mentre le potenze non-nucleari danno il loro accordo a non svilupparle. Per quanto riguarda il disarmo, gli Stati si ingaggiano a ridurre ed eliminare gradualmente le proprie scorte di armi.
 
Il Trattato nel 2010: Iran e Corea del Nord sul banco degli imputati
 
Ogni 5 anni i paesi aderenti al Trattato si riuniscono per valutare i passi avanti e le nuove sfide, ma anche per rafforzare il patto. La prossima revisione avrà luogo a maggio a New York. L'UE parteciperà come osservatore, assicurando la coordinazione degli Stati membri.
 
Le questioni principali all'ordine del giorno saranno le sanzioni - o altra azione coordinata a livello internazionale - da imporre all'Iran e alla Corea del Nord. L'ostacolo da sorpassare, l'opposizione della Cina alle sanzioni contro l'Iran. E poi, l'impegno di USA e Russia a progredire nel processo di disarmo.
 
L'UE, un attore chiave
 
L'Europa dispone di vari strumenti per assicurare la messa in atto del Trattato dentro e fuori i suoi confini. A partire dal Trattato Euratom, che garantisce la sicurezza e il coordinamento nell'utilizzo dell'energia nucleare nell'UE, passando per la 'Strategia europea contro la proliferazione di materiali e armi di distruzione di massa', fino alle clausole di non-proliferazione che può esigere dai Paesi terzi quando negozia gli accordi internazionali.
 
Il Parlamento si era espresso già l'anno scorso, in vista di una conferenza europea preparatoria alla revisione, chiedendo fra l'altro al Consiglio UE di impegnarsi a un disarmo completo da parte europea e di verificare gli strumenti a disposizione della comunità internazionale per garantire la non proliferazione.
 
Oggi, con un'interrogazione orale al Consiglio e alla Commissione, i parlamentari riaprono il dibattito, domandando a Catherine Ashton e ai governi europei a che punto sono in vista della conferenza di maggio, quali priorità difenderà l'Europa, e in che termini siamo con gli USA. A un anno da quando Obama ha conquistato il mondo con la sua visione di un "pianeta senza armi nucleari".
 
RIF.: 20060920STO10816