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Tessuti più rispettosi dell'ambiente

Ambiente - 24-10-2006 - 09:29
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La Plenaria esaminerà la proposta di direttiva che prevede restrizioni all'immissione sul mercato e all'uso dei perfluottano sulfonati, un composto clorato presente in un'ampia gamma di prodotti di largo consumo e di uso comune. Questa sostanza, che contribuisce all'effetto serra e rappresenta un pericolo per l'organismo umano, sarà limitata il più possibile. Ma sono previste talune deroghe.

I perfluorottano sulfonati (PFOS) sono anioni disponibili in commercio sotto forma di sali, prodotti derivati e polimeri. Le sostanze di tipo PFOS sono state utilizzate principalmente per rendere resistenti ai grassi, oliorepellenti e idrorepellenti materiali quali i tessuti, i tappeti, le tappezzerie, i pellami, l'abbigliamento, la carta e in generale i rivestimenti. Altri impieghi, quantitativamente più limitati, riguardano i settori della cromatura, della fotografia, della fotolitografia, delle schiume antincendio e dei fluidi idraulici per l'aviazione.
 
Visto che i PFOS sono persistenti nell'ambiente, tendono al bioaccumulo e sono tossici per i mammiferi, la proposta di direttiva intende introdurre disposizioni armonizzate, preservando in tal modo il mercato interno e limitare la commercializzazione e l'uso di queste sostanze, assicurando così un livello di protezione elevato della salute umana e dell'ambiente.
 
La relazione di Carl SCHLYTER (Verdi/ALE, SE) presenta una serie di emendamenti alla proposta. Uno dei più importanti riguarda l'abbassamento - dallo 0,1% allo 0,005% - della concentrazione massima di PFOS presente in articoli o parti di essi immessi sul mercato. Un altro emendamento amplia il campo d'applicazione della direttiva all'acido perfluoroctanoico (PFOA), in merito al quale diversi studi hanno evidenziato potenziali tossicità sistemica e cancerogenicità. Lo PFOA e i suoi sali, inoltre, sono altamente persistenti nell'ambiente e negli esseri umani, non sono biodegradabili e non sono metabolizzati. Anche per esso varrà quindi la soglia massima di concentrazione dello 0,005%.
 
La direttiva, è precisato, riguarda i nuovi prodotti e non rientrano nel suo campo d'applicazione gli articoli già utilizzati o relativi al mercato dell'usato. Le schiume antincendio, peraltro, potranno essere utilizzate fino a 18 mesi dall'entrata in vigore del provvedimento. Gli Stati membri, tuttavia, dovranno prendere delle misure per evitare qualsiasi nuova emissione proveniente da questi prodotti. I sistemi chiusi controllati in cui la concentrazione di PFOS emessa nell'ambiente e nel luogo di lavoro è inferiore a 1μg per chilo di questi PFOS, potranno continuare ad essere utilizzati fino a sei anni dopo la promulgazione del testo.
 
I deputati hanno inoltre concesso una deroga di otto anni dall'entrata in vigore della direttiva alle resine fotosensibili o rivestimenti antiriflesso utilizzati per i processi fotolitografici, purché siano impiegati in sistemi chiusi controllati. I rivestimenti applicati nel settore della fotografia industriale, applicati a pellicole, carte o lastre di stampa potranno beneficiare di un termine supplementare di quattro anni. Non esistendo alternative valide e, vista la loro importanza per il buon funzionamento degli aeromobili, i fluidi idraulici beneficeranno di una deroga di dieci anni.
 
Se i fabbricanti saranno in grado di dimostrare di aver compiuto ogni sforzo per sviluppare alternative o processi alternativi più sicuri e che tali alternative o processi non sono ancora disponibili, le deroghe potranno essere prorogate, caso per caso, per un periodo di tempo limitato. Nessuna deroga è invece prevista per la cromatura.
Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso dei perfluorottano sulfonati (modifica della direttiva 76/769/CEE del Consiglio)
Carl SCHLYTER (Verdi/ALE, SE)
Procedura: Codecisione, prima lettura
Dibattito: 24.10.2006