Comunicati stampa
Siria: tempi non maturi per un accordo di associazione
Relazioni esterne - 26-10-2006 - 16:06
Il Parlamento ritiene che un accordo d'associazione potrebbe dare un impulso decisivo alle riforme tese a migliorare la situazione in Siria. Tuttavia, malgrado taluni segnali incoraggianti, i deputati ritengono che le condizioni necessarie per la firma di un accordo non sono ancora soddisfatte. Alla Siria è chiesto di tutelare i diritti umani, garantire la sovranità del Libano, sospendere gli aiuti a gruppi terroristici e partecipare alla pacificazione della regione.
Adottando con 453 voti favorevoli, 11 contrari e 15 astensioni la relazione di Véronique DE KEYSER (PSE, BE), il Parlamento nota anzitutto la rilevanza geostrategica della Siria nel Vicino e Medio Oriente, con specifico riferimento al suo ruolo potenziale di collegamento tra le parti del processo di pace e «di catalizzatore per una soluzione del conflitto regionale». Per i deputati, peraltro, tale ruolo potrebbe essere potenziato «intensificando il dialogo con tale paese». Tuttavia, ritengono che, attualmente, «le necessarie condizioni per la firma di un accordo di associazione tra l'UE e la Siria non sono ancora soddisfatte».
Pur dicendosi convinti che tale Paese abbia le potenzialità per rispettarle, infatti, i deputati sostengono che la guerra in Iraq, le relazioni strategiche con l'Iran e il suo coinvolgimento nei fatti del Libano, «hanno inciso sulle relazioni della Siria con i suoi vicini e con la comunità internazionale in generale». Inoltre, deplorano la situazione interna al Paese riguardo al rispetto dei diritti umani e delle libertà civili, in particolare per quanto attiene alla libertà di espressione e di culto nonché alla tutela delle minoranze etniche. D'altra parte, ritengono che l'accordo d'associazione potrebbe imprimere un impulso decisivo alle riforme politiche, economiche e sociali necessarie per il miglioramento della situazione del Paese.
Per tale motivo, il Parlamento invita il Consiglio ad intensificare le sue iniziative finalizzate ad approfondire la cooperazione tra l'Unione europea e la Siria e a pervenire, come prospettiva ultima, alla firma di tale accordo.
Rispettare i diritti umani
Pur notando che la Siria ha già adottato talune misure economiche prescritte dal futuro accordo di associazione e che la posizione del governo, nel corso degli ultimi anni, seppur ambigua, «aveva suscitato speranze per una maggiore apertura del sistema politico siriano», il Parlamento osserva che la situazione dei diritti umani nel paese «è peggiorata» dal giugno di quest'anno. Sottolinea inoltre la mancanza di progressi nell'apertura al multipartitismo e nel rispetto dei diritti umani e delle libertà civili e, pertanto, invita il Consiglio a evidenziare al governo siriano che il rispetto dei diritti umani «costituisce un elemento fondamentale dell'accordo di associazione in parola».
Nell'osservare poi che non tutti gli attivisti incarcerati per aver firmato una petizione per il miglioramento delle relazioni siriano-libanesi sono stati rilasciati, i deputati chiedono al Consiglio di esigere da parte del governo siriano un riesame del caso dei detenuti politici, la liberazione di tutti i prigionieri di coscienza e degli attivisti pacifici. La Siria, inoltre, deve essere invitata a garantire che le persone arrestate e detenute «siano trattate correttamente, non siano sottoposte alla tortura e possano incontrare rapidamente, regolarmente e senza limitazioni di sorta i propri avvocati, i medici e i familiari». E' inoltre necessario che il Consiglio esprima le inquietudini dell'Unione europea circa il rispetto dei diritti delle minoranze religiose e delle altre minoranze, in particolare dei curdi. Infine, dovrà chiedere al governo siriano di revocare immediatamente lo stato di emergenza e di liberare Yacoub Hanna Shamoun, un cristiano assiro detenuto da oltre vent'anni senza regolare processo.
Allo stesso tempo, tuttavia, il Parlamento chiede al Consiglio di tener conto dei segnali politici lanciati dal decimo congresso regionale del partito Baath, «di cui il più visibile è il cambiamento della squadra dirigente a favore di responsabili più giovani, vicini al presidente Al-Assad». Occorre quindi incoraggiare e promuovere le iniziative del governo siriano in vista della creazione di un sistema democratico ed invitarlo a adottare misure per conformarsi alle disposizioni del diritto internazionale sui diritti umani, per quanto concerne il rispetto della libertà di espressione, la protezione degli attivisti impegnati nella difesa di tali diritti, la prevenzione e la lotta contro la tortura e l'abolizione della pena di morte.
Rispettare la sovranità del Libano e tagliare gli aiuti a Hezbollah
Per i deputati, il Consiglio dovrebbe invitare la Siria a rispettare la sovranità del Libano e ad astenersi dall'interferire nelle questioni interne di tale paese, in particolare bloccando le forniture di armi e impedendo il riarmo delle milizie Hezbollah, in piena cooperazione con l'UNIFIL. Alla Siria dovrà quindi essere chiesto di svolgere un ruolo costruttivo nell'attuazione delle risoluzioni 1559 e 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nonché di rafforzare i controlli sul suo versante della frontiera con il Libano «al fine di impedire la fornitura di armi ad entità non statuali».
Il Consiglio, inoltre, dovrebbe rilevare positivamente il ritiro delle truppe siriane dal territorio libanese ma, allo stesso tempo, invitare «con fermezza» il governo siriano, il quale a tutt'oggi si rifiuta, ad allacciare formalmente relazioni diplomatiche con il Libano e a cessare di sostenere Hezbollah. Per i deputati, poi, le conclusioni della commissione d'inchiesta internazionale indipendente sull'attentato che è costato la vita al Primo ministro libanese, Rafik Hariri, «costituiscono un elemento fondamentale ai fini della futura firma dell'accordo di associazione». Il Consiglio, pertanto, dovrà sottolineare il miglioramento della cooperazione da parte delle autorità siriane con la commissione d'inchiesta internazionale indipendente dell'ONU presieduta dal giudice Brammertz, pur insistendo affinché essa sia intensificata ulteriormente e sia dato un seguito concreto all'inchiesta nel rispetto delle sue conclusioni.
Processo di pace in Medio Oriente
Il Parlamento chiede al Consiglio di rilanciare «un autentico dialogo» con la Siria al fine di associare questo paese agli sforzi di pace in vista di un regolamento globale del conflitto in Medio Oriente. Dovrebbe anche prendere in considerazione la concessione alla Siria di incentivi e agevolazioni in aggiunta a quelli accordati nell'ambito dell'accordo di associazione. Lo scopo, per i deputati, sarebbe di incoraggiare la Siria «a rivedere la sua politica estera e il suo allineamento regionale» in modo da promuovere la pace, la stabilità e la prosperità nella regione e, in particolare, il riconoscimento del diritto all'esistenza dello Stato di Israele nonché il sostegno da parte della Siria all'avanzamento del processo di pace nel Medio Oriente.
D'altra parte, il Consiglio dovrebbe richiamare la Siria sull'importanza del suo ruolo potenziale nel Vicino e Medio Oriente, specie con l'Iran e la Palestina per una soluzione pacifica dei conflitti nella regione. Allo stesso tempo dovrebbe esprimere inquietudine in merito al sostegno accordato dalla Siria ai gruppi militanti con base a Damasco di Hamas e della Jihad islamica «a scapito delle forze moderate palestinesi che puntano alla coesistenza e alla pace con Israele». Il governo siriano dev'essere inoltre invitato a riferire sulle azioni concrete varate nella lotta contro la proliferazione d'armi nonché contro il terrorismo, Al Qaeda e in ordine al controllo delle sue frontiere «allo scopo di proibire il contrabbando di armi e il passaggio di terroristi nei paesi confinanti». Il Consiglio dovrebbe infine deplorare la firma di un accordo militare, stipulato il 15 giugno 2006 con l'Iran, sul potenziamento della mutua cooperazione di fronte alle "minacce" americane e israeliane.
20/10/2006
Véronique DE KEYSER (PSE, BE)
Relazione recante la raccomandazione del Parlamento europeo al Consiglio sulla stipula di un accordo euro-mediterraneo d'associazione fra, da una parte, la Comunità europea e i suoi Stati membri e, dall'altra, la Repubblica araba siriana
Procedura: Iniziativa
Dibattito: 25.10.2006
Votazione: 26.10.2006
RIF.: 20061021IPR11908
