Comunicati stampa
 

Nove miliardi di euro per la lotta contro l'AIDS

Sanità pubblica - 30-11-2006 - 13:42
Sessioni plenarie
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In vista della giornata mondiale della lotta contro l'AIDS, il Parlamento ha adottato una risoluzione che sollecita maggiori fondi per i programmi di prevenzione. Chiede poi di integrare l'informazione e l'assistenza su comportamenti sessuali responsabili e sull'efficace prevenzione delle malattie trasmissibili in tutti i servizi in materia di sanità riproduttiva e sessuale. Occorre poi rivedere l'accordo TRIPS e adottare altre misure per migliorare l'accesso ai farmaci nei paesi più poveri.

Con 546 voti favorevoli, 34 contrari e 24 astensioni, il Parlamento ha adottato una risoluzione sostenuta da PPE/DE, PSE, ALDE/ADLE, Verdi/ALE e GUE/NGL con la quale esprime la sua più «profonda preoccupazione» dinanzi alla diffusione dell'HIV/AIDS e di altre epidemie tra le popolazioni più povere del pianeta, così come dinanzi alla scarsa priorità attribuita alla prevenzione dell'HIV/AIDS, all'inaccessibilità dei farmaci essenziali, all'inadeguatezza dei finanziamenti e alla mancanza di sforzi di ricerca sulle grandi epidemie.
 
Rileva quindi l'importanza della responsabilizzazione dei governi, dei prestatori di servizi sanitari, dell'industria farmaceutica, delle ONG e della società civile nonché di tutti gli altri soggetti partecipanti alla prevenzione, alle cure e all'assistenza. E invita tutti i donatori internazionali a adoperarsi affinché si possa garantire che i programmi di prevenzione dell'HIV raggiungano le persone più esposte al rischio di infezione. Inoltre, osservando come gli orfani a causa dell'AIDS siano 15 milioni (di cui 12,3 milioni nella sola Africa subsahariana), il Parlamento sottolinea la necessità che l'UE finanzi programmi specifici per garantire che i bambini vittime dell'epidemia di AIDS, perché hanno perduto uno o entrambi i genitori o perché hanno contratto essi stessi la malattia, continuino a ricevere un'istruzione e beneficino di un sostegno.
 
I deputati chiedono poi che tutti i programmi di aiuto garantiscano la disponibilità di finanziamenti per un trattamento prolungato e ininterrotto, una volta che un paziente abbia iniziato una terapia. Ma sottolineano anche la necessità che l'UE finanzi programmi volti a tutelare le donne da qualsiasi forma di violenza suscettibile di diffondere l'AIDS e a garantire che le vittime possano avere accesso ai servizi sanitari e abbiano l'opportunità di reinserirsi nella società, «combattendo la stigmatizzazione che spesso le colpisce». Il Parlamento, in proposito, invita la Commissione a portare a 1 miliardo di euro il proprio contributo al Fondo mondiale per la lotta contro l'HIV/AIDS, la malaria e la tubercolosi e chiede a tutti gli Stati membri e ai membri del G8 di aumentare il proprio contributo, portandolo a 7 miliardi di euro per il 2007 e a 8 miliardi di euro per il 2008, «così da dotare l'UNAIDS delle risorse necessarie per contenere l'epidemia».
 
Salute sessuale e riproduttiva
 
Il Parlamento sottolinea che le strategie necessarie per combattere l'epidemia di HIV/AIDS in modo efficace «devono contemplare un approccio globale alla prevenzione, all'istruzione, all'assistenza e al trattamento e comprendere altresì le tecnologie attualmente in uso, un migliore accesso al trattamento e l'urgente sviluppo di vaccini». Inoltre, i deputati invitano la Commissione e gli Stati membri «a sostenere programmi di lotta all'omofobia e ad abbattere le barriere che impediscono di affrontare la malattia in modo efficace», soprattutto in Cambogia, Cina, India, Nepal, Pakistan, Thailandia e Vietnam, nonché in America latina, «dove si registrano segnali sempre più netti del propagarsi dell'HIV tra gli uomini che hanno rapporti omosessuali».
 
Facendo proprio un emendamento avanzato dal PSE e dalla GUE/NGL, il Parlamento sottolinea inoltre la necessità di un aumento globale dei finanziamenti da parte dei donatori nei prossimi anni per tutte le forniture di anticoncezionali, compresi i preservativi per la prevenzione dell'HIV, «al fine di colmare la lacuna esistente tra forniture e disponibilità economiche per acquistarle». Chiede, inoltre, che l'informazione, l'educazione e l'assistenza in relazione ad un comportamento sessuale responsabile e all'efficace prevenzione delle malattie trasmissibili sessualmente, compreso l'HIV, diventino componenti integranti di tutti i servizi in materia di sanità riproduttiva e sessuale.
 
Il Parlamento, d'altra parte, si compiace dell'inserimento della ricerca sull'HIV/AIDS nel Settimo Programma quadro di ricerca e sollecita attività di ricerca sui vaccini e i microbicidi, sugli strumenti diagnostici e di monitoraggio adatti alle esigenze dei paesi in via di sviluppo, sui modelli di trasmissione epidemica nonché sulle tendenze sociali e comportamentali. Esorta poi a investire nello sviluppo di metodi di prevenzione controllata dalle donne come i microbicidi, i preservativi femminili e la profilassi post-esposizione per le vittime di stupri.
 
D'altra parte, adottando un altro emendamento proposto dal PSE e dalla GUE/NGL, il Parlamento chiede al Congresso USA neoeletto di invertire l'approccio "global gag ruledell'amministrazione Bush che blocca i finanziamenti da parte di ONG non statunitensi destinati a organizzazioni nel settore della salute riproduttiva che esercitano attività di assistenza in materia di aborto e invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che il governo USA inverta la sua "global gag" sulla spesa in materia di salute riproduttiva.
 
Accesso ai farmaci
 
Il Parlamento nota che, 5 anni dopo la dichiarazione di Doha, secondo la quale ogni Stato membro dell'OMC ha il diritto di concedere licenze obbligatorie ed è libero di determinare le condizioni per il rilascio di tali licenze, l'OMS avverte che il 74% dei farmaci contro l'AIDS è ancora soggetto a un regime di monopolio e che il 77% degli africani non ha ancora accesso alle cure contro l'AIDS. Incoraggia quindi i governi ad avvalersi di tutte le possibilità offerte dall'accordo TRIPS, come le licenze obbligatorie, e invita tutti i paesi confrontati a grandi epidemie a far immediatamente ricorso all'articolo 30 dell'accordo TRIPS per accedere ai farmaci necessari «senza dover pagare diritti ai titolari dei brevetti».
 
In proposito invita la Commissione e gli Stati membri a riconoscere che l'applicazione della dichiarazione di Doha «è stata un fallimento», in quanto l'OMC non ha ricevuto alcuna notifica né da un paese esportatore o importatore di farmaci obbligatori, né ha ricevuto una siffatta notifica ai sensi della decisione del 30 agosto 2003. Più in generale, il Parlamento esorta l'OMS, l'OMC e i loro membri a rivedere l'intero accordo TRIPS al fine di migliorare l'accesso ai farmaci. I deputati sottolineano inoltre che, per combattere l'epidemia, «sono essenziali solidi servizi sanitari pubblici, anche per quanto riguarda la ricerca, e si dicono contrari «all'applicazione di condizioni che portino alla loro liberalizzazione». Esortano poi maggiori investimenti per lo sviluppo di medicinali pediatrici.
 
D'altra parte, approvando un emendamento proposto dal PPE/DE, il Parlamento ribadisce la preoccupazione, espressa anche di recente dall'OMS, in relazione al fatto che alcuni governi africani stanno imponendo una tassa sulla vendita o l'importazione di antiretrovirali (ARV) e altri farmaci che li rende troppo costosi per le comunità povere. Sollecita quindi la Commissione ad investigare sulla questione e a incoraggiare i governi ad abolire tali tasse e auspica un sostegno allo sviluppo e alla crescita di industrie nazionali e regionali per la produzione di farmaci generici nelle regioni colpite, onde consentire l'accesso a medicinali abbordabili.
 
 
Background - l'AIDS nel mondo e in Italia
 
L'AIDS nel mondo
 
Dai dati elaborati dall'UNAIDS e dall'Organizzazione mondiale della Sanità, risulta che, nel 2005, vi erano 38,6 milioni di persone infette dall'HIV. Lo stesso anno si sono osservati 4,1 milioni di nuovi casi di infezione e 2,8 milioni di persone sono decedute a causa dell'AIDS. I bambini di età inferiore a 15 anni che convivono con il virus erano 2,3 milioni, 540.000 l'hanno contratto nel 2005 e, lo stesso anno, ne sono morti 380.000.
 
E' l'Africa subsahariana che registra il poco invidiabile record del maggior numero di persone viventi con il virus (24,5 milioni di persone). Seguono Asia (8,3 milioni), America del Nord ed Europa centro-occidentale (2 milioni), America latina (1,6 milioni), Europa orientale e Asia centrale (1,6 milioni). E' sempre l'Africa ad aver registrato il maggior numero di decessi (2 milioni), seguita da Asia (600.000), America latina (59.000), Europa orientale e Asia centrale (53.000) e, infine, America del Nord ed Europa centro-occidentale (30.000).
 
L'AIDS in Italia
 
Da uno studio dell'Istituto Superiore di Sanità, risulta che, dal 1982 a dicembre 2005, in Italia sono stati notificati 56.076 casi di AIDS, di cui 1.577 nell’ultimo anno. Del totale dei casi diagnosticati il 77,6% erano di sesso maschile, l’1,3% in età pediatrica (pazienti con età alla diagnosi inferiore ai 13 anni o a trasmissione verticale). In tutto il periodo considerato risulta un totale di 34.757 (62%) pazienti deceduti. L’età media alla diagnosi dei casi adulti, sia maschi che femmine, mostra un aumento nel tempo. Il numero di casi diagnosticati è cresciuto costantemente fino al 1995 (5.653 casi), per poi iniziare una progressiva riduzione fino al 2001, mentre dal 2002 il numero dei casi diagnosticati sembra stabilizzarsi. Nel 2005 il numero di casi (1.141) ha raggiunto il livello più basso dal 1986.
 
Inoltre, si nota un aumento della proporzione dei casi attribuibili alla trasmissione sessuale e una diminuzione di quella delle altre modalità di trasmissione. Solo il 35% dei malati ha fatto uso di terapie antiretrovirali. Tra il 1982 e il 2005, il 49,5% dei casi è stato rilevato tra la fascia di età compresa tra 30 e i 39 anni (29% per la fascia 30-34 e 20,5 per quella 35-39). La fascia d'età compresa tra i 25 e i 29 anni riguarda il 19,4% e quella tra i 40 e i 49 il 16,5%. La Regione più colpita è la Lombardia (16.940 casi), seguita da Lazio (7.312 casi) ed Emilia Romagna (5.436).
 
29/11/2006
Risoluzioni comune sull'AIDS
Procedura: Risoluzione comune
Dibattito: 30.11.2006
Votazione: 30.11.2006
RIF.: 20061129IPR00714