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REACH: registrazione, valutazione e autorizzazione

Ambiente - 11-12-2006 - 12:27
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Provette colorate

Compromesso politico su REACH

Non appena sentiamo la parola "sostanze chimiche", molti di noi immaginano un laboratorio scientifico pieno di provette e alambicchi. In realtà, gli agenti chimici fanno parte della nostra vita. Sul mercato europeo esistono più di 100.000 tipi di sostanze chimiche e migliaia di queste fanno parte della nostra vita quotidiana, basti pensare ai saponi, ai giocattoli o ai prodotti usati in agricoltura, solo per citare qualche esempio.

Dopo anni di intenso lavoro, il Parlamento europeo è in procinto di definire la nuova legislazione sulle sostanze chimiche, conosciuta con il nome di REACH. Ma cosa significa in realtà?
 
Dal 1981 la legislazione europea impone test obbligatori alle sostanze chimiche prima della loro immissione nel mercato europeo. Tuttavia, per oltre 100.000 di esse che esistevano già prima di quella data, non è obbligatorio alcun test, con il relativo rischio per le conseguenze su salute e ambiente.
 
Un lungo cammino legislativo
 
La storia di REACH, ovvero la problematica relativa alla registrazione, valutazione e successiva autorizzazione delle sostanze chimiche, iniziò circa otto anni fa nel Consiglio informale di Chester, nel Regno Unito.
 
In quell'occasione, emersero forti preoccupazioni sul sistema che regola le sostanze chimiche. In seguito ad altri dibattiti e incontri, nell'ottobre del 2003, la Commissione europea  propose la prima versione della proposta REACH e nel novembre dello scorso anno il Parlamento europeo approvò in prima lettura il testo al riguardo.
 
Lo scorso 30 novembre, il Parlamento europeo e i ministri dei 25 Stati dell'Unione europea (Ue) si sono accordati su un testo di compromesso e questa sera a Strasburgo il Parlamento europeo dibatterà su REACH, testo affidato all'eurodeputato italiano Guido Sacconi (gruppo socialista),  prima del voto definitivo del prossimo 13 dicembre.
 
Cosa cambia con REACH?
 
Lo scopo di REACH è il controllo delle sostanze chimiche pericolose e la loro sostituzione con sostanze più innocue e la riorganizzazione degli attuali 40 testi legislativi in un solo regolamento. Per fare ciò, è necessaria un'implementazione obbligatoria della registrazione di tutte le sostanze chimiche, una valutazione da parte delle autorità pubbliche dei documenti di registrazione e un'autorizzazione delle sostanze chimiche più pericolose (circa 1,500) da parte dell'Agenzia europea delle sostanze chimiche. Quando esistono altre sostanze sostitutive meno pericolose, l'autorizzazione non viene concessa.
 
La nuova legislazione REACH andrebbe a coprire solo 30.000 delle 100.000 sostanze in circolazione, visto che non saranno regolamentate le sostanze chimiche importate o quelle prodotte in piccole quantità (meno di una tonnellata l'anno).
 
Vantaggi e svantaggi sulla bilancia
 
Grazie  a questa nuova legislazione, che entrerà in vigore già dal prossimo 1° giugno, ci saranno evidenti vantaggi a livello ambientale e sulla salute dei consumatori. Vicecersa, i produttori saranno costretti a ridurre, rimuovere o porre rimedio alle conseguenze negative di queste sostanze, informando a proprio costo i consumatori e i lavoratori sui relativi rischi.
 
In pratica, gli svantaggi si tradurranno in costi addizionali per l'industria chimica, che attualmente impiega poco meno di 5 milioni di lavoratori nell'Ue. Per quanto riguarda alcune critiche sugli eventuali maggiori test per gli animali derivanti dai maggiori standard richiesti, va notato che REACH promuove metodi di test non-animali, e i produttori saranno obbligati a usare test alternativi, laddove possibile.
 
In fin dei conti, l'importante sarà trovare un giusto equilibrio fra gli interessi dell'industria e la necessità di proteggere la salute umana e l'ambiente.
 
Questa sera, a partire dalle ore 17.00, potrai seguire dal vivo il dibattito su "EP Live", e approfondire tutte queste tematiche.
 
RIF.: 20061207STO01168