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RSI: impresa sensibile all'ambiente e al sociale

Politica sociale - 22-03-2007 - 12:24
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Una valigia 24ore piena di euro e un albero in fiamme

Responsabilità sociale d'impresa: business attento all'ambiente e al sociale

"Le imprese dovrebbero dedicare maggiore attenzione alla propria responsabilità sociale, integrando nel loro operato, seppur in maniera volontaristica, un'attenzione particolare a aspetti ambientali e sociali". Questo in sintesi l'invito del Parlamento europeo, contenuto nella relazione adottata lo scorso 13 marzo a Strasburgo.

Gli eurodeputati ritengono che una concorrenza "responsabile" contribuisca al raggiungimento degli obiettivi di Lisbona per la crescita e l'occupazione. La responsabilità sociale delle imprese non rappresenta uno slogan alla moda, può davvero aiutare a creare le condizioni favorevoli di crescita di tutti gli attori coinvolti: lavoratori, imprese, consumatori e cittadini.
 
RSI: di che cosa si tratta?
 
La responsabilità sociale delle imprese, in gergo RSI, rappresenta la nuova presa di coscienza da parte del mondo imprenditoriale dell'impatto che la globalizzazione e il progresso possono avere sulla sfera ambientale e sociale. É un approccio volontaristico che ha l'ambizione di trasformare eventuali ostacoli in nuove opportunità per la società.
 
Il dibattito sulla RSI risale ai primi anni '90, epoca in cui la Commissione europea evidenziò il legame fra business e lotta all'esclusione sociale, mentre nel 1993 la pubblicazione del libro bianco sulla crescita e l'occupazione produsse un'ulteriore richiamo al mondo imprenditoriale. Oltre al codice di condotta vincolante richiesto dal Parlamento europeo nel 1999, che regolasse globalmente il comportamento delle imprese in tema ambientale, lavorativo e dei diritti, nel 2000 i leader europei chiesero al mondo dell'impresa di sostenere la RSI come parte obiettivo dell'agenda di Lisbona per la crescita economica e la creazione di posti di lavoro.
 
Una sfida ambientale e sociale
 
Il libro bianco della Commissione sulla RSI pubblicato nel 2001 e la creazione di forum europeo di attori molteplici (imprenditori, sindacato, lavoratori, consumatori), creò i presupposti per un dibattito costruttivo in cui le imprese si sarebbero dovute fare carico delle preoccupazioni in termini ambientali e sociali, affiancandole  alla logica del  profitto d'impresa. Il Parlamento europeo spinse in questa direzione, adottando una serie di risoluzioni, ad esempio sugli standard lavorativi e la governance sociale, lo sfruttamento del lavoro giovanile nei paesi terzi o il piano d'azione europeo sulla governance d'impresa.
 
Lo scorso ottobre, il Parlamento è stato teatro di un'audizione pubblica sulla RSI, in cui si discusse di un eventuale approccio europeo. Sempre nello stesso anno, Parlamento e Commissione decisero di imprimere un nuovo slancio alla RSI e nel marzo 2006 e la Commissione propose alle imprese di creare dei poli d'eccellenza per la RSI, con una "piattaforma di imprese" che stimolasse lo scambio di buone prassi in campo sociale e ambientale,  legato all'operato delle aziende.
 
Relazione Howitt: "Dalle parole ai fatti"
 
In questa direzione, va la relazione di iniziativa "Howitt", in cui si propongono nuove misure per rendere più concreto il concetto di responsabilità sociale delle imprese,  sia a livello europeo che internazionale. Secondo il testo, maggior attenzione verso la RSI contribuirebbe non solo a migliorare la società nel rispetto dell’ambiente, ma aumenterebbe la redditività la competitività delle imprese. Il relatore inglese Howitt (gruppo socialista), ha criticato nel suo intervento in plenaria,il limitativo approccio volontaristico, chiedendo di "passare dalle parole ai fatti", attraverso una migliore implementazione della RSI in Europa, promuovendola nelle Istituzioni a livello mondiale.
 
Secondo il testo del Parlamento, andrebbero meglio diffuse e sfruttate le esperienze esistenti, incoraggiando lo sviluppo di prassi innovative, migliorando la trasparenza e rafforzando l’affidabilità della valutazione e la convalida delle varie iniziative realizzate in Europa. Monitoraggio, verifica, rispetto degli standard internazionali dell'OIL e la creazione di un apposito mediatore, è quanto chiedono alla Commissione gli europarlamentari.
 
RSI come risorsa
 
Un altro problema emerso nel dibattito, è che il concetto di responsabilità sociale è spesso promosso dalle grandi imprese, che a fronte di maggiori mezzi e capacità, hanno più possibilità di investire in tale direzione. Secondo i deputati, la RSI andrebbe più ampiamente sviluppata a livello di PMI e micro-imprese, dove tale concetto e' ancora avvertito ancora come un costo aggiuntivo. L'Aula non ha invece approvato un emendamento che chiedeva all'Ue di adottare standard europei per l'etichettatura di prodotti di aziende che rispettano i diritti dell'uomo e i diritti fondamentali dei lavoratori.
 
Un’impresa sensibile al sociale, questo il messaggio del Parlamento, otterrà il favore del mercato, l’approvazione della comunità e un maggior coinvolgimento dei dipendenti, elementi indispensabili per uno sviluppo duraturo.
 
RIF.: 20070314STO04227