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Sessione plenaria 21-24 maggio, Strasburgo

Istituzioni - 21-05-2007 - 18:49
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Vista del Palamento europeo a Strasburgo    ©BELGA/AFP/Gerard Cerles

I punti forti della sessione plenaria

Gli eurodeputati si recano a Strasburgo per una sessione plenaria ricca di appuntamenti. In testa, il dibattito sui costi della telefonia mobile, per un accordo che potrebbe arrivare entro l'estate riducendo le tariffe del roaming internazionale. Il Parlamento dibatterà poi del futuro dell'Unione europea, assieme al Primo ministro italiano Romano Prodi e a quello olandese Jan Peter Balkenende.

Spazio, inoltre, alla relazione affidata al vice-presidente italiano Mario Mauro, per rafforzare gli strumenti finanziari nel settore delle reti transeuropee di trasporto e dell'energia. Si segnalano, infine, il dibattito sulla mobilità dei pazienti e la relazione sul programma comunitario di azione in materia di ambiente.
 
 
RIF.: 20070521FCS06814

Tutti i temi della settimana

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Bandiere nazionali sventolano di fronte al Parlamento europeo  ©BELGA/AFP/Gerard Cerles

I punti forti della sessione parlamentare

Lunedì

Il Parlamento è chiamato ad approvare il nuovo strumento finanziario che, con più di 2,1 miliardi di euro per sette anni, dovrà favorire l'attuazione del sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente e finanziare misure e progetti con valore aggiunto europeo negli Stati membri. Frutto della conciliazione con il Consiglio, il provvedimento potrà quindi entrare presto in vigore (relazione Isler Beguin).

L'Aula esaminerà una relazione sulla direttiva che fissa degli standard di qualità per le acque di superficie. I deputati chiedono un rafforzamento delle misure proposte con una riclassificazione delle sostanze inquinanti da tenere sotto controllo e imponendo uno scadenzario preciso per la riduzione di emissioni, scarichi e perdite di sostanze pericolose. Altri emendamenti prevedono la possibilità di procedere a controlli più stringenti e di adottare ulteriori misure più restrittive (relazione Laperrouze).

Il Parlamento approverà il Programma inteso a prevenire e combattere la violenza contro i bambini, i giovani e le donne e a proteggere le vittime e i gruppi a rischio (Daphne III). I deputati propongono infatti alla Plenaria di accettare la posizione comune del Consiglio che riprende molti dei suggerimenti avanzati dal Parlamento in prima lettura (relazione Gröner).

Una relazione all’esame della Plenaria avanza una serie di raccomandazioni riguardo alla mobilità dei pazienti e al miglioramento dell’informazione ad essi destinata, ai rimborsi delle prestazioni, alla mobilità del personale sanitario, ai meccanismi giudiziari e di risarcimento, nonché alla cooperazione tra gli Stati membri. Per i deputati, pazienti e medici hanno pienamente diritto, rispettivamente, a farsi curare e a esercitare la professione in un altro Stato membro (relazione Vergnaud).

Martedì

Il Parlamento continua a promuovere il dibattito sul futuro dell'Unione europea invitando Romano Prodi e Jan Peter Balkenende a fornire il loro contributo a questo dibattito, anche alla luce dell'adozione della Dichiarazione di Berlino. I loro interventi rischiano di essere molto diversi, visto che è stata proprio la bocciatura del referendum costituzionale nei Paesi Bassi (oltre che in Francia) ad aver aperto il periodo di riflessione sul futuro dell'Europa. (L'intervento del Premier olandese avrà luogo mercoledì 23 maggio)

Una relazione all'esame della Plenaria respinge la proposta della Commissione di aumentare le aliquote minime d'accisa su birra e bevande alcoliche. I deputati propongono di superare questo schema e di istituire al suo posto un codice di condotta che porti a un progressivo avvicinamento delle aliquote europee. A loro parere, inoltre, occorre lasciare agire la concorrenza fiscale e agevolare la libera circolazione delle merci nell'UE, con un'imposta applicata unicamente al punto vendita (relazione Lulling)

Il Parlamento è chiamato ad approvare un regolamento che intende rafforzare e adattare gli strumenti finanziari esistenti nel settore delle reti transeuropee di trasporto e dell'energia. Prevede infatti la possibilità di attribuire un’aliquota di cofinanziamento comunitario più elevata soprattutto ai progetti che si distinguono per il carattere transfrontaliero, la funzione di transito o per il superamento di barriere naturali (relazione Mauro).

Una relazione all'esame della Plenaria chiede l'adozione della Costituzione entro il 2008 e la nomina di un Ministro degli esteri per dare maggiore efficacia e coerenza alla PESC. Sollecita anche il coordinamento con gli Stati membri che fanno parte del Consiglio di Sicurezza ONU e una decisione sul seggio unico. Occorre poi dare priorità ai settori che rispondono alle aspettative dei cittadini, garantire un maggiore controllo parlamentare e modificare il sistema di finanziamento della PESC (relazione Brok).

Lo scorso mese di marzo il Parlamento si era pronunciato a favore di una normativa più stringente sui prodotti biologici, in particolare per evitare le contaminazioni da OGM. Tuttavia, aveva deciso di non procedere al voto finale sulla risoluzione visto che Commissione e Consiglio non erano intenzionate a concedergli il potere di codecidere in questo campo. A seguito di una serie di discussioni con la Presidenza, il dossier torna in Plenaria, ma l'esito resta incerto (relazione Aubert).

Mercoledì

Dopo una serie di negoziati con la Presidenza del Consiglio, la delegazione parlamentare ha annunciato di essere giunta ad un compromesso sulla nuova normativa relativa al roaming internazionale. Se sarà accolto con favore dai Ministri e confermato dai deputati nel corso della Plenaria, potrebbe presto entrare in vigore (relazione Rübig).

Una relazione all'esame dell'Aula accetta la proposta di riunire in un unico regolamento le OCM vigenti, ma chiede di escludere i settori degli ortofrutticoli, del vino e delle banane finché non sarà conclusa la riforma del loro mercato. I deputati sono anche favorevoli al trasferimento di talune competenze alla Commissione, a condizione però che la definizione delle disposizioni politiche restino al Consiglio. Indicano poi delle disposizioni specifiche per le barbabietole e per l'apicoltura (relazione Busk).
 
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Lunedì in plenaria: idrogeno, ambiente e violenza

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Una bambina con un peluche ©BELGA/MAXPPP/Claude Prigent

Daphne contro la violenza su donne a bambini

Nel primo giorno di plenaria a Strasburgo, il Parlamento europeo ha concentrato i suoi dibattiti sul futuro dell'economia all'idrogeno, sul programma Daphne contro la violenza e su diverse relazioni in materia di ambiente. Nel corso delle "domande da un minuto", è stato sollevato anche il caso della scomparsa della piccola Madeleine McCann.
 
Nel segno dell'idrogeno
 
In apertura di seduta, il Presidente Pöttering ha annunciato che il Parlamento europeo ha adottato ufficialmente la dichiarazione scritta "sull'economia all'idrogeno" sostenuta da oltre la metà dei membri dell'Assemblea parlamentare. Stando alla suddetta dichiarazione, l'Unione europea dovrà prevedere prossimamente il superamento dell'utilizzo dell'energia fossile e di quella nucleare. Tra gli obiettivi da raggiungere entro il 2020, si segnalano l'incremento del 20% dell'efficienza energetica, la riduzione del 30% dell'effetto serra rispetto ai livelli registrati nel 1990 e l'utilizzo di fonti di energia rinnovabili per coprire un quarto dell'energia complessiva.
 
Alla ricerca di Madeleine McCann
 
A inizio seduta, il deputato britannico Gary Titley del gruppo socialista europeo (PSE), ha sollevato il caso della piccola Madaleine Mc Cann, la bambina inglese di quattro anni scomparsa in Portogallo da ormai tre settimane.  Secondo Titley, benché la vicenda abbia ricevuto un'ampia copertura mediatica sia in Gran Bretagna che in Portogallo, é importante continuare a tenere accesi i riflettori in tutt'Europa in vista di una risoluzione positiva del caso.
 
Daphne contro la violenza
 
Lo scorso settembre, nell'approvare il bilancio 2007-2013, gli eurodeputati votarono a grande maggioranza per lo stanziamento di 125 milioni di euro per i prossimi 6 anni a favore delle organizzazioni impegnate nella lotta contro la violenza ai bambini e alle donne. Lunedì, il Parlamento europeo ha discusso della seconda lettura della relazione Daphne, affidata all'eurodeputata tedesca Lissy Gröner del gruppo socialista europeo (PSE). Il programma Daphne fu lanciato nel 1997 a sostegno delle organizzazioni che tutelano i bambini, gli adolescenti e le donne dalla violenza. Secondo la commissione parlamentare per i diritti delle donne, Daphne dovrebbe rimanere distinto da altre azioni europee contro la droga.
 
Il Parlamento ha inoltre assicurato che sarà mantenuta una stretta relazione con le ONG e le organizzazioni attive nel campo, e che verrà costituito un "think-tank" di esperti che collaborerà con la Commissione europea nella selezione dei progetti. I deputati, infine, si sono espressi a favore della proposta della deputata Gröner di destinare parte dei fondi del prossimo programma Daphne alla promozione dell'Anno europeo contro la violenza sulle donne.
 
"Più vita" alla politica ambientale
 
Il Parlamento ha inoltre discusso dell'accordo d'intesa in merito al programma Life+, il programma di finanziamento per progetti legati all'ambiente per il periodo 2007-2013. Life + é lo strumento attraverso cui il Parlamento intende assicurare una gestione più efficiente, flessibile e meno burocratica dei fondi destinati ai progetti per l'ambiente, raggruppando tutti i precedenti programmi di finanziamento in materia, e prevedendo lo stanziamento di poco più di 100 milioni di euro per progetti nel periodo 2007-2013.
 
Secondo l'eurodeputata francese Marie-Anne Isler Béguin del gruppo verde-alleanza libera europea (Verdi/ALE), i finanziamenti rappresentano "solo una goccia nell'oceano, se comparati al bilancio annuale dell'Unione europea". Il rapporto sarà votato nella giornata di martedì. Durante questa prima giornata di sessione plenaria, si è discusso anche della relazione del deputato francese Anne Laperrouze, del gruppo dell'alleanza dei liberali e democratici per l'Europa (ALDE), sulla qualità dell'acqua di fiumi, laghi e zone costiere, e di un'altra affidata alla deputata francese Bernadette Vergnaud del gruppo socialista europeo (PSE), che ha riguardato le conseguenze dell'esclusione dei servizi sanitari dalla direttiva europea sui servizi.
 
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Martedì in plenaria: Prodi, Palestina e commercio

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Il primo ministro italiano Romano Prodi sorride in plenaria a Strasburgo ©BELGA/AFP/Gerard Cerles

Prodi ritorna al Parlamento europeo

Nella seconda giornata di sessione plenaria, ritorna a Strasburgo in qualità di primo ministro italiano Romano Prodi, dopo il suo quinquiennio alla guida della Commissione europea. Prodi ha espresso le sue visioni sulla costituzione europea in vista del prossimo vertice che riunirà a giugno i capi di Stato dei 27 paesi dell'Unione europea. "Da oggi fino alle prossime elezioni europee del 2009, ha ammonito Prodi, il futuro dell'Europa è in gioco". Gli eurodeputati hanno poi affrontato il tema "Palestina", sostenendo il nuovo governo di unità nazionale e condannando la spirale di violenza nei territori occupati, in Israele e Libano.
 
Nessuna certezza sul futuro dell'Europa
 
Dando il benvenuto al primo ministro italiano, il Presidente del Parlamento europeo Hans-Gert Pöttering ha definito l'Italia come un paese "sempre all'avanguardia nell'integrazione europea". Nel suo discorso davanti agli eurodeputati, Prodi si è augurato che l'Europa colga questa opportunità, "non possiamo correre il rischio di divenire una nota a pié di pagina nel mondo occidentale, " ha ammonito, dichiarandosi contrario a qualsiasi "annacquamento" del Trattato costituzionale. Fra i punti chiave del suo discorso, il tema delle riforme istituzionali, e citando Delors, Prodi si è chiesto se l'Europa voglia davvero procedere "con la faccia mascherata, temendo di mostrare ai propri cittadini la sua faccia." "Mostriamola con fierezza", ha dichiarato il primo ministro italiano. Rispetto all'ipotesi di un'Europa a due velocità, Prodi ha confermato che "nessuno deve bloccare le aspirazioni dell'altro...credo che non necessariamente dobbiamo procedere tutti assieme alla stessa velocità."
 
La Palestina preoccupa
 
É grande la preoccupazione che accomuna tutti i gruppi politici del Parlamento europeo per l'escalation di violenza in Palestina, meta recentemente di una visita ufficiale di una delegazione del Parlamento.  "É una crisi grave", così l'ha definita l'eurodeputato spagnolo José Ignacio Salafranca del partito popolare europeo-democratici europei (PPE-DE), aggiungendo che "il governo di unità nazionale rappresenta la principale speranza per la Palestina". L'eurodeputata italiana Pasqualina Napoletano del gruppo socialista europeo (PSE), ha dal canto suo sottolineato la necessità di un cambio urgente nella politica europea, ristabilendo un'assistenza finanziaria e instaurando un dialogo con i ministri di Hamas.
 
Chris Davies, eurodeputato britannico del gruppo dell'alleanza dei liberali  e democratici per l'Europa  (ALDE) ha criticato le azioni israeliane, citando i "10.000 prigionieri palestinesi", e aggiungendo che "sembra ignoriamo le irregolarità israeliane ma ci attendiamo che i palestinesi si comportino come santi". Il deputato polacco Ryszard Czarnecki del gruppo per l'unione dell'Europa delle nazione (UEN), si è augurato che in Palestina  si finisca di riempire i libri di testo per le scuole "con messaggi pieni di odio". Il ministro tedesco Günter Gloser, in rappresentanza del Consiglio, ha dichiarato che il governo d'unità nazionale palestinese non ha ancora passato "la prova del nove", riferendosi alle condizioni richieste dal quartetto, ad esempio per quanto riguarda il riconoscimento di Israele e la rinuncia alla violenza.
 
Un nuovo approccio al commercio?
 
Il Parlamento ha adottato una relazione che chiede una quota duty-free per "l'accesso libero ai mercati europei" delle merci provenienti dai paesi africani, dei Caraibi e del Pacifico (ACP). In attesa delle prossime negoziazioni per il nuovo accordo economico di partenariato Ue-ACP entro il primo gennaio 2008, la relazione, affidata all'eurodeputato britannico Robert Sturdy del partito popolare europeo-democratici europei (PPE-DE), ha chiesto pertanto una "graduale liberalizzazione". Il testo sarà votata dall'Assemblea mercoledì.
 
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Mercoledì in plenaria: roaming, Balkenende ed elezioni in Nigeria

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Il Primo ministro olandese Jan Peter Balkenende sorride al suo ingresso al Parlamento europeo ©BELGA/AFP/Gerard Cerles

Un futuro di speranza per l'Europa

Gli eurodeputati hanno dato via libera al nuovo accordo sul roaming, che dal prossimo agosto garantirà un prezzo massimo per le chiamate internazionali dai cellulari di 49 centesimi al minuto. Il premier olandese Jan Peter Balkenende si è poi avvicendato a Prodi nell'emiciclo del Parlamento,  per fornire le sue visioni sul futuro istituzionale dell'Europa, dichiarandosi a favore di un approccio "'graduale". I deputati hanno inoltre espresso le loro preoccupazioni per le elezioni presidenziali in Nigeria.
 
Roaming
 
L'eurodeputato austriaco Paul Rübig del partito popolare europeo (PPE-DE) ha concluso con successo il ruolo di negoziatore del Parlamento raggiungendo un accordo sul roaming internazionale. É stato fissato a 0,49 centesimi al minuto il prezzo massimo per le chiamate emesse e a 0,24 quello per le chiamate ricevute all'estero. Per effetto della concorrenza, si ritiene che queste cifre siano destinate a scendere ulteriormente nei prossimi due anni. "Milioni di consumatori attendono ora le prime offerte degli operatori della telefonia mobile", ha dichiarato durante il suo intervento in plenaria Rübig", sottolineando l'importanza del voto del Consiglio il 7 giugno per suggellare l'accordo e beneficiare al più presto i consumaori, possibilimente entro l'estate.
 
Balkenende: approccio graduale
 
Durante il suo intervento in plenaria, il premier olandese Balkenende ha definito l'allargamento "un successo storico", aggiungendo però che "le cose sono cambiate rapidamente, troppo rapidamente per qualcuno." Rifewrendosi al NO sulla cistituzione europoea nel suo paese, Balkenende ha dichiarato come la parola 'costituzione' sia associata in Olanda a quella di nazione-stato, "Da noi 'essere in favore della costituzione', è come chiedere 'vuoi che l'Ue diventi una sorta di Stato?' e ciò per la maggioranza degli olandesi rappresenta un "passo troppo lungo". Comunque, pur dopo il rifiuto del referendum nel 2005, gli olandesi rimangono fondamentalmente pro-europei: "Nel 2006, ad esempio, 75% degli olandesi si è detto a favore della partecipazione all'Unione europea". Riguardo ai cambiamenti costituzionali necessari per proseguire nell'integrazione europe, Balkenende ha proposto un approccio 'graduale', dichiarandosi a favore di un ruolo più forte del Parlamento europeo e dell'influenza legislativa dei parlamenti nazionali. Il premier olandese si è detto inoltre a favore dell'estensione del voto a maggioranza qualificata, pur con certi limiti, e dell'inclusione nel nuovo trattato dei criteri di Copenhagen per l'allargamento.
 
Situazione preoccupante in Nigeria                                                  
 
Il Parlamento europeo voterà oggi una risoluzione sulle recenti elezione in Nigeria, oggetto della missione di osservazione elettorale di una delegazione di europarlamentari, guidata dal deputato italiano Agnoletto. Il testo adottato parla di elezioni "chiaramente inficiate da cattiva organizzazione, mancanza di trasparenza, diffuse irregolarità procedurali, evidenza significativa di frode, in particolare durante le operazioni di spoglio delle schede. Al termine delle elezioni, circa 200 hanno perso la vita. Ad oggi, non sono ancora stati resi noti i risultati finali ufficiali del voto. "Qualora si evidenziasse la presenza di frode, ha dichiarato il ministro tedesco Gloser, bisognerà indire nuove elezioni".
 
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Giovedì in Plenaria: il Kashmir tra pace e violazione dei diritti umani.

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Tre bambini mentre passano davanti ad un soldato in Srinagar, Kashmir.  ©BELGA/AFP/Rouf Bhat

Il PE si auspica una soluzione pacifica del conflitto in Kashmir

Nell'ultima giornata della sessione plenaria di maggio, il Parlamento europeo riferendosi alla situazione in Kashmir, ha auspicato una prossima risoluzione del conflitto che perdura nella regione da diversi decenni. Dopo aver riconosciuto gli sforzi congiunti compiuti da India e Pakistan per il compimento della pace, gli eurodeputati hanno insistito sull'urgenza di assicurare anche il rispetto dei diritti umani e della democrazia.
 
Giovedì é stato presentato e discusso dal Parlamento il rapporto sul Kashmir redatto dalla Baronessa Emma Nicholson di Winterbourne eurodeputata britannica del gruppo dell'alleanza dei liberali  e democratici per l'Europa  (ALDE). Il testo ha criticato duramente il Pakistan per i mancati progressi nel rispetto dei diritti umani e nell'assicurazione della democrazia. Gli eurodeputati hanno espresso la loro preoccupazione per le numerose violazioni documentate ed hanno sostenuto il modello europeo come esempio cui ispirarsi in materia di cooperazione inter-regionale e coesistenza pacifica.
 
Il Parlamento in difesa dei diritti umani
 
Dure le critiche espresse dal Parlamento nei confronti della condotta del Pakistan in Kashmir che non sta tutelando con azioni adeguate i diritti delle libertà fondamentali e i diritti delle donne, dei bambini e delle minoranze. Il rapporto della Baronessa Winterbourne denuncia le violazioni dei diritti umani in Pakistan, in Gilgit e in Baltistan e fa riferimento ai rapporti che testimoniano casi di torture, maltrattamenti, discriminazioni e corruzione in AJK (Azad Jammu e Kashmir). Il Pakistan sarebbe ancora lontano dall'India nell'applicazione dei principi democratici fondamentali, ammonisce il Parlamento.
 
Il rapporto chiede al governo indiano di "mettere fine alle pratiche di esecuzioni extragiudiziarie, alla scomparsa improvvisa di persone, alle torture e alle detenzioni stabilite in modo arbitrario in Jammu e in Kashmir" e di stabilire una commissione di inchiesta che indaghi le gravi violazioni di diritti umani perpetrate dalle forze di sicurezza indiane.
 
Il Parlamento europeo ha, quindi, esortato entrambi i governi a consentire libero accesso alle organizzazioni internazionali per i diritti umani in tutto il Kashmir, per indagare sulla situazione e collaborare attivamente con i governi stessi.
 
Il valore della democrazia
 
L'India e il Pakistan sono stati riconosciuti partner strategici per l'Europa. Se "l'India é la più grande democrazia secolare esistente, che ha affidato la gestione del paese ad ogni livello a strutture democratiche", "il Pakistan risulta ancora inadempiente nella completa applicazione dei principi democratici in Azad Jammu e Kashmir, Gilgit e Baltistan".
 
Kashmir: un problema che il mondo non può ignorare
 
Il Kashmir é un territorio che misura tre volte il Belgio, l'Olanda e il Lussemburgo insieme, conteso da decenni da India e Pakistan. Tre guerre, decine di migliaia di vittime e centinaia di migliaia di rifugiati, questo il bilancio complessivo del conflitto.
 
Nella regione staziona una presenza militare su entrambi i lati della Linea di Controllo, il confine stabilito dall'accordo bilaterale del 1972, nonostante dal 2003 il "cessate il fuoco". Importanti iniziative condotte bilateralmente hanno contribuito alla costruzione del processo di pace e i negoziati aperti il 17 gennaio 2007 lasciano intravedere una prossima riconciliazione.
 
"La divisione del Kashmir tra Pakistan e India e il dramma degli oltre 13 milioni di abitanti è, da circa 60 anni, un tema che interessa e preoccupa la comunità internazionale", ha dichiarato la Baronessa Nicholson. L'Unione europea stipulando accordi con Pakistan e India intende appoggiare l'integrazione della regione, la liberalizzazione del commercio e la cooperazione economica.
 
Il ruolo del Pakistan nella lotta al terrorismo
 
Il Parlamento europeo considera la questione di primaria importanza, essendo entrambe le nazioni in causa potenze nucleari; inoltre il Pakistan, confinando con l'Afghanistan, é un alleato importante dell'Europa nella lotta al terrorismo.
 
Per quanto riguarda il problema della presenza di Al Qaeda nella regione, il rapporto del Parlamento sollecita il Pakistan e gli stati membri dell'Unione ad intensificare gli sforzi per individuare e tenere sotto controllo il reclutamento di potenziali terroristi. Il Parlamento ha accolto con favore la recente collaborazione instauratasi tra i due paesi nella lotta al terrorismo e nello scambio di informazioni di intelligence.
 
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