Comunicati stampa
 

Un nuovo trattato prima delle elezioni europee

Costituzione - 07-06-2007 - 15:00
Sessioni plenarie
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Una roadmap per le riforme istituzionali

Una roadmap per le riforme istituzionali

Nel ribadire il proprio sostegno alla Costituzione e ricordando la responsabilità politica degli Stati membri che l'hanno firmata ma non ratificata, il Parlamento chiede di concludere il processo in tempo per le prossime elezioni europee. Se apre a una forma diversa dalla Costituzione, insiste sul mantenimento di tutti i principi basilari in essa contenuta e ammonisce che non accetterà qualsiasi compromesso. Chiede poi di essere pienamente coinvolto nella Conferenza intergovernativa.

Adottando con 469 voti favorevoli, 141 contrari e 32 astensioni la relazione di Enrique BARÓN CRESPO (PSE, ES) e Elmar BROK (PPE/DE, DE), il Parlamento ribadisce anzitutto il sostegno al contenuto del trattato costituzionale. I deputati sottolineano infatti che esso conferisce formalmente all'Unione europea «la sua intrinseca dimensione politica e rafforza l'efficacia del suo operato», incrementa inoltre il controllo democratico sui processi decisionali, contribuisce alla trasparenza e rafforza i diritti dei cittadini dell'Unione.
 
Sottolineando che i due terzi degli Stati membri lo hanno già ratificato e che altri quattro Stati membri si sono impegnati chiaramente a favore delle disposizioni in esso contenute, e prendendo atto delle preoccupazioni manifestate dai cittadini francesi e olandesi nonché dei timori espressi in altri Stati membri, i deputati ricordano «la responsabilità politica di quegli Stati membri che hanno sottoscritto il trattato costituzionale ma che non lo hanno ratificato». Ribadiscono quindi l'impegno a concludere l'attuale processo costituzionale dell'Unione europea sulla base del contenuto del trattato costituzionale, «eventualmente con una presentazione diversa», e «tenendo conto delle difficoltà sorte in taluni Stati membri».
 
E, al riguardo, appoggiano gli sforzi della Presidenza tedesca per impegnare il Consiglio europeo di giugno a convocare una conferenza intergovernativa (CIG) e a definire una tabella di marcia, una procedura, un chiaro mandato e l'obiettivo di raggiungere un accordo prima della fine dell'anno in corso. La relazione invita infatti a ultimare il processo di ratifica del nuovo trattato entro la fine del 2008, affinché il prossimo Parlamento, che sarà eletto nel 2009, «inizi il proprio mandato conformemente alle disposizioni del nuovo trattato». Chiede poi a tutti gli Stati membri di coordinare le proprie procedure di ratifica «affinché il processo si concluda simultaneamente».
 
Il Parlamento insiste sulla conservazione di tutti i principi basilari dell'Unione europea contenuti nella prima parte del trattato costituzionale. In particolare, cita la duplice natura dell'Unione europea quale unione di Stati e di cittadini, il primato del diritto europeo, la nuova tipologia di atti e procedure, la gerarchia delle norme e la personalità giuridica dell'Unione. Rileva inoltre che il trattato costituzionale comporta «altri miglioramenti importanti» quali il consolidamento dei trattati esistenti e la fusione dei pilastri, il chiaro riconoscimento dei valori fondanti dell'Unione europea e della forza giuridicamente vincolante della Carta dei diritti fondamentali e l'incremento della partecipazione dei cittadini alla vita politica dell'Unione europea. Ma anche la chiarificazione delle competenze dell'Unione europea e degli Stati membri, il rispetto del principio di sussidiarietà e il ruolo specifico dei parlamenti nazionali al riguardo - «senza compromettere l'equilibrio istituzionale dell'Unione europea sancito dal protocollo sulla sussidiarietà» - e il rispetto del ruolo delle autorità regionali e locali.
 
Nel sottolineare quindi che qualsiasi proposta di modifica del trattato costituzionale «dovrà ottenere lo stesso appoggio ottenuto a suo tempo dalla disposizione che si intende sostituire», i deputati ribadiscono l'intenzione di respingere la conclusione dei negoziati che, rispetto al trattato costituzionale, dovesse comportare una minore protezione dei diritti dei cittadini (al riguardo insistono sul mantenimento della Carta dei diritti fondamentali e della sua natura vincolante) e una riduzione della democrazia, della trasparenza e dell'efficienza del funzionamento dell'Unione.
 
D'altra parte, il Parlamento riconosce la necessità di tener conto di altre importanti questioni emerse durante il periodo di riflessione e di chiarirne altre che sono già state affrontate nel trattato costituzionale, «che possono essere affrontate solo da un'Europa più forte». E, al riguardo, cita gli esempi dello sviluppo sostenibile, della solidarietà nel settore energetico, della coerenza della politica migratoria, del modello sociale europeo nel contesto del cambiamento demografico e della globalizzazione, del terrorismo, del dialogo fra civiltà e dei meccanismi comuni efficaci per il coordinamento delle politiche economiche nella zona dell'euro, «salvaguardando al contempo il ruolo della Banca centrale europea in materia di politica monetaria», nonché dei criteri e delle procedure dell'Unione per l'allargamento.
 
Infine, nel rammentare che il Parlamento, in quanto unica istituzione comunitaria eletta direttamente dai cittadini, «deve partecipare pienamente alla CIG», i deputati chiedono la convocazione parallela di una conferenza interistituzionale allo scopo di tenere aggiornato il Parlamento europeo e «contribuire in maniera sostanziale alla creazione di un consenso transpartitico e transnazionale alla CIG». Sottolineano poi l'importanza del dialogo fra i parlamenti nazionali e i rispettivi governi attraverso la CIG ed esprimono la volontà di rimanere, nel corso delle prossime trattative, in stretto rapporto con i parlamenti nazionali, nonché con il Comitato delle regioni, il Comitato economico e sociale europeo, le parti sociali europee, le comunità religiose e la società civile.
 
Con 79 voti favorevoli, 534 contrari e 37 astensioni, il Parlamento ha respinto una risoluzione alternativa proposta dal gruppo IND/DEM.
 
06/06/2007
Enrique BARÓN CRESPO (PSE, ES) e Elmar BROK (PPE/DE, DE)
Relazione sul tracciato per il processo costituzionale dell'Unione
Procedura: Iniziativa
Dibattito: 6.6.2007
Votazione 7.6.2007
RIF.: 20070606IPR07541