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I deputati chiedono un vero mercato del credito al consumo
Consumatori - 14-01-2008 - 15:31
Chi di voi non ha mai comprato una tv, un elettrodomestico o una vettura usufruendo di un credito al consumo? Beh, sappiate che quantomeno siete in buona compagnia, visto che ben due terzi dei cittadini europei ricorre a tale canale. Ma se oltre a essere in molti si usufruisse anche di crediti più agevolati, certo non guasterebbe...
Il mercato del credito al consumo rimane infatti una pratica essenzialmente nazionale, caratteristica che ne limita le potenzialità e diminuisce i benefici per i consumatori.
É per questo che, sulla scia di una proposta della Commissione europea, gli eurodeputati dibatteranno domani e voteranno mercoledì a Strasburgo una direttiva ad hoc volta a promuovere un veritiero mercato unico del credito al consumo.
Un credito via sms
La proposta avanza dal Parlamento, che prende in considerazione prestiti a partire da 200 euro fino a un massimo di 75.000 euro, mira a incrementare la concorrenza fra le imprese che si fronteggiano sul mercato europeo. I deputati chiedono in particolare di ridurre la disomogeneità di un mercato "anomalo", dove persiste un'offerta non uniforme dei tassi di credito. Se ad esempio i finlandesi possono permettersi il lusso di pagare un interesse del 6% e i tedeschi dell'8%, i portoghesi devono accontentarsi di un "amaro" 12%. In Italia, dove il tasso praticato raggiunge il 9.40%, qualora adottata, la direttiva produrrebbe effetti positivi per le tasche dei consumatori.
Da uno studio effettuato lo scorso gennaio dall'Europarlamento, che prende in considerazioni i paesi della zona euro, si evince come dei 4.553 miliardi di euro del mercato del credito, 588, ovvero il 13%, venga destinato a operazioni di credito al consumo. Tuttavia, i crediti al consumo transfrontalieri rappresentano un mero 1% del volume totale.
Trasparenza e mobilità
Ecco perchè il Parlamento propone un accesso al credito a pari condizioni per tutti gli europei, dove i crediti possano essere proposti e forniti indipendentemente dalla nazionalità delle banca o istituti di credito, maggiore trasparenza delle operazioni e la possibilità di rescissione del contratto entro due settimane.
Il relatore tedesco Kurt Lechner del gruppo del partito popolare europeo e democratici europei (PPE-DE), rassicura da eventuali spinte consumistiche: "Non si può prevenire per legge che la gente si indebiti, ritiene Lechner, anche perchè a questo punto bisognerebbe vietare di fornire i crediti". Lechner fa inoltre notare che l'approccio sin'ora tenuto dai ministri dei paesi membri che siedono al Consiglio sia "troppo complesso", e che la mole di informazioni generi paradossalmente "disinformazione" fra i consumatori.
Piuttosto critica con il relatore è la collega tedesca Evelyne Gebhardt del gruppo socialista (PSE), che si rammarica di un mancato accordo con il Consiglio prima del voto in plenaria mercoledì. "Il mio gruppo presenterà assieme ai liberali e ai verdi alcuni emendamenti, già condivisi sia dal Consiglio che dalla Commissione europea, che qualora adottati faciliteranno il passaggio del testo e l'adozione in seconda lettura della direttiva".
Accordo in vista? Scoprilo in diretta sul web!
Qualora si trovasse l'accordo fra Parlamento e Consiglio dei ministri, sfumato questo weekend per disaccordi sul metodo di calcolo delle compensazioni per le banche nel caso di rimborso anticipato, si chiuderebbe una "gestazione legislativa" durata oltre 36 mesi.
Segui domani in diretta sul web "EP Live" il dibattito in plenaria a partire dalle 10.00 e il voto il giorno seguente a partire dalle 12.00.
RIF.: 20080111STO18360

