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Nuove leggi antiterrorismo: protezione dei cittadini vs diritti dell'uomo?
Giustizia e affari interni - 09-04-2008 - 19:13
Come garantire la difesa della democrazia con il rispetto delle libertà fondamentali? Questo il nocciolo della riunione che ha impegnato lunedì 7 aprile eurodeputati, deputati dei parlamenti nazionali e rappresentanti del Consiglio d'Europa convenuti a Bruxelles per discutere di come aggiornare le leggi antiterrorismo in vigore nell'Unione europea.
La proposta della Commissione europea, tenendo conto delle capacità camaleontiche del terrorismo, mira a creare un quadro giuridico e una definizione degli attacchi terroristici comuni.
Provocazione pubblica
La Commissione europea propone in particolare di inserire tre nuovi crimini, così da coprire pratiche terroristiche nuove e vecchie, come il reclutamento e l'addestramento dei terroristi e la provocazione pubblica di commettere un atto terroristico. Uno dei momenti più controversi dell'incontro è stato il dibattito sul terzo aspetto, ovvero sulla definizione del concetto di "provocazione pubblica".
Secondo il relatore del Parlamento europeo, l'eurodeputato spagnolo Luis de Grandes Pascual del gruppo del partito popolare europeo e democratici europei (PPE-DE), c'è il rischio di arenarsi sulla dicotomia artificiale fra lotta al terrorismo e libertà di espressione: "La difesa della democrazia ha bisogno di una tutela ad hoc", ha ricordato.
Dove termina la libertà di espressione?
Più prudente la collega francese Roselyne Lefrançois del gruppo socialista (PSE), che chiede una definizione più precisa del termine. Sulla stessa linea, la deputata britannica Sarah Ludford del gruppo dell'alleanza dei democratici e dei liberali per l'Europa (ALDE), che si preoccupa del limite fra leggi antiterrorismo e proteste legittime, come recentemente accaduto a Londra durante le manifestazioni pro-Tibet. "Criminalizzare simili atti può criminalizzare la libertà di espressione", ritiene.
Europa sotto scacco?
Il direttore di Europol Max-Peter Ratzel, durante il suo intervento ha illustrato alcune cifre della piaga terroristica nel 2007: 583 attacchi falliti o sventati (517 dei quali dei gruppi terroristici separatisti spagnoli e francesi), 1.044 persone arrestate e 4 attacchi islamici falliti.
Il responsabile antiterrorismo dell'Unione europea Gilles de Kerchove, ha dal canto suo evidenziato che "il rischio è ai nostri confini" e che ad essere minacciati sono i cittadini dell'Ue". "Al-Qaeda è e rimarrà una minaccia terroristica internazionale". De Kerchove ha poi parlato del tema della condivisione dei dati dei passeggeri aerei, della cooperazione di polizia e della condivisione dei database personali, ricordando in questo ambito l'importanza dell'uso di meccanismi europei di cooperazione come Europol ed Eurojust.
Il rischio di internet
La Commissione europea ha inoltre puntato l'attenzione sul paradossale ostacolo di un mercato interno europeo che "facilita la mobilità dell'ideologia e della formazione terroristica", formando un campo virtuale di addestramento. "Internet gli offre un palcoscenico internazionale", ha dichiarato l'eurodeputata francese Roselyne Lefrançois del gruppo socialista (PSE).
"Ci sono circa 5.000 siti web che mirano a radicalizzare e catechizzare i nostri giovani in Europa", ha fatto notare De Kerchove. Concludendo il suo intervento, ha poi aggiunto: "Dobbiamo approfondire il dibattito democratico per trovare il giusto equilibrio fra sicurezza e libertà".
RIF.: 20080407STO25855

