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Caro vita e inflazione nell'Ue: un circolo vizioso pericoloso

Affari economici e monetari - 29-04-2008 - 15:07
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Inflazione: un aumento inarrestabile?

Con l'impennata del prezzo dell'energia e degli alimenti ai più alti livelli dalla creazione dell'Unione monetaria europea nel 1999, l'inflazione ha sfondato lo scorso marzo quota 3.6% e sembra destinata "a protrarsi nel tempo". Questa l'analisi del vicepresidente della Banca centrale europea (BCE) Lucas Papademos, in occasione della presentazione il 21 aprile della relazione annuale della BCE in commissione parlamentare affari economici.

Ecco cosa ne pensano l'eurodeputato svedese Gunnar Hökmark del gruppo del partito popolare europeo e democratici europei (PPE-DE) e il collega lussemburghese Robert Goebbels del gruppo socialista (PSE).
 
Alto prezzo energia e cibo =  inflazione?
 
"Disponiamo ancora di una bassa inflazione, grazie agli effetti della concorrenza in molte aree e alla globalizzazione, ritiene Hökmark, che ci mette a disposizione più prodotti e a prezzi più concorrenziali. Pur con l'aumento dei tassi di interesse degli ultimi mesi, esistono analogia con dieci o vent'anni fa".
 
"La lotta all'inflazione sarà dura con questi livelli dei prezzi del cibo e dell'energia", ritiene Goebbels, che imputa alle politiche dei governi per contrastare gli effetti del cambiamento climatico, l'aumento dei prezzi dell'energia che "colpisce le tasche dei consumatori".
 
Allarme inflazione
 
Ma l'aumento dell'inflazione differisce sia nei paesi della zona euro che negli Stati che ancora non partecipano al "club della moneta unica". Dai minimi dell'Olanda a quota 1.9%, si passa infatti al 2.5% del Regno Unito e al 3% dell'Italia, per salire in Lettonia fino a quota 16.6%! "Non è un caso che alcuni dei nuovi paesi membri abbiamo un'inflazione superiore", afferma Hökmark, che ritiene "una buona opportunità" l'avere una forte crescita economica. Secondo il deputato svedese, in questi paesi "manca però la capacità di sviluppare strutture economiche" per gestire una simile crescita e tale trend "contribuisce ad aumentare la media del livello d'inflazione in Europa".
 
"Le differenze nei livelli di inflazione derivano da una serie di fattori come l'aumento dei prezzi amministrativi o l'aumento delle tasse, dichiara Goebbles, l'Ue dovrebbe smettere per un periodo di spingere verso aumenti dell'IVA".
 
Il ruolo dei tassi di interesse
 
L'inflazione aumenta quando nei mercati circola più denaro, quando i tassi i interesse balzano alle stelle e la gente investe di meno, rifugiandosi nelle banche. "Il solo modo che ha la BCE di combattere l'inflazione è modificare il tasso d'interesse, fa notare Goebbels, ma mi auguro che ora mantenga l'attuale 4%, un'inflazione importata non può essere infatti contrastata con aumenti del tasso d'interesse!"
 
"La BCE dovrebbe valutare come implementare la politica dei tassi di interesse", ribatte Hökmark.
 
Sì all'aumento dei salari?
 
Per controbilanciare tale fenomeno, i sindacati chiedono a gran voce un aumento dei salari, anche se simili manovre potrebbero avere un ulteriore effetto sull'aumento dei prezzi, generando una spirale inflazionistica. "Tocca ai sindacati difendere il potere d'acquisto delle persone, ricorda Goebbels, ma con simili scenari abbiamo bisogno di un equilibrio". Hökmark riflette invece sul binomio fra crescita economica e potere d'acquisto: "Se è vero che la crescita del potere d'acquisto è parzialmente 'neutralizzata' dall'aumento dei prezzi, oggi possiamo comunque comprare più di un tempo".
 
Nell'ambito del "dialogo monetario fra BCE e Parlamento che si tiene quattro volte l'anno, il Presidente della BCE Trichet sarà di nuovo a Bruxelles il prossimo giugno per dibattere assieme ai deputati della commissione parlamentare affari economici.  Questa prassi è l'unica che consente a un'istituzione democraticamente eletta di porre questioni al Presidente della BCE.
 
RIF.: 20080428STO27727