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Cambiamento climatico: sistema di scambio delle emissioni, vicini all'accordo
Ambiente - 04-07-2008 - 11:16
Nel countdown contro gli effetti del cambiamento climatico l'Unione europea si appresta a definire la terza fase del pacchetto "salva pianeta", che mira a ridefinire il sistema europeo di scambio delle quote di emissione dei gas a effetto serra, lanciato nel 2005. Questa iniziativa, che la Commissione europea ritiene debba essere estesa ad altri comparti industriali, fa parte delle misure per lottare contro il cambiamento climatico entro il 2020.
La relatrice del Parlamento europeo, l'eurodeputata irlandese Avril Doyle del gruppo del partito popolare europeo e democratici europei (PPE-DE), è in sintonia con questa proposta, ma chiede un ulteriore sforzo per convogliare i proventi delle aste di assegnazione delle quote, dando informazioni precise alle imprese sul da farsi dopo la seconda fase che scade nel 2012.
Il sistema ETS
Il sistema di scambio delle quote di emissioni di CO2, in inglese noto con la sigla ETS, viene attualmente disposto a livello nazionale dagli Stati membri previa approvazione di Bruxelles, che definisce quanto CO2 ogni paese e ogni industria può emettere. Le aziende che emettono meno gas nocivi del consentito possono "vendere" questa parte, oggi valutata a 28 euro la tonnellata di CO2.
“Includere l'industria dell'energia e altri comparti industriali responsabili di circa la metà delle emissioni europee di CO2 può a giusto grado essere definita una pietra miliare della strategia dell'Ue contro il cambiamento climatico", ha dichiarato Doyle il 25 giugno scorso in commissione parlamentare ambiente.
Le proposte della Commissione europea e di Doyle
Per la terza fase del sistema ETS, che dovrebbe essere adottata entro fine 2008, la Commissione europea propone l'estensione di tale misura non solo ad altri comparti industriali, come l'industria chimica e quella dell'alluminio, ma anche l'inclusione di gas nocivi come il protossido di azoto.
Nel suo intervento in commissione ambiente Doyle si è raccomandata per un "approccio bilanciato", ricordando come queste nuove proposte "miglioreranno significativamente il sistema ETS". Fra i suoi suggerimenti segnaliamo il carattere volontaristico da parte dei paesi Ue di almeno il 50% dei proventi delle aste, a differenza del 20% proposto dalla Commissione europea. L'eurodeputata chiede che entro il 2010 la Commissione europea informi sul possibile ammontare da mettere all'asta fra il periodo 2013-2020, e mette in guardia dalla cosiddetta "dispersione da carbonio" delle multinazionali, che "mette a rischio i negoziati internazionali sul cambiamento climatico".
Dispersione da carbonio
- È il rischio che industrie ad alta emissione di CO2 delocalizzino la loro produzione e dunque sfggano ai regolamenti europei o che concorrenti extra Ue rilevino le quote di mercato delle compagnie europee.
Chi è Avril Doyle?
Avril Doyle è nata a Dublino nel 1949 e si è laureata nel 1971 in biochimica. Già sindaco di Wexford all'età di 27 anni, Doyle proviene da una famiglia da decenni impegnata politicamente, con il padre e il nonno già deputati nazionali. Negli anni '80 e '90 fu eletta deputata in Irlanda, due volte ministro, siede al Parlamento europeo dal 1999, dove è vicepresidente della commissione parlamentare pesca e membro delle commissioni parlamentari ambiente e cambiamento climatico.
RIF.: 20080627STO32878
Per ulteriori informazioni :
- Progetto di relazione del Parlamento
- Commissione europea: il sistema di quote di scambio di emissioni (EN)
- Articolo: Cambiamento climatico: cattura e stoccaggio del biossido di carbonio
- Articolo: Cambiamento climatico: verso macchine "verdi"?
- Articolo: Cambiamento climatico: la scommessa delle energie rinnovabili
- Il Parlamento trova l'accordo - servizio stampa (EN)
- Commissione parlamentare Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare

