Comunicati stampa
Dibattito in Aula sulla crisi in Georgia: la Russia rispetti gli impegni
Relazioni esterne - 01-09-2008 - 23:15
Sessioni plenarie
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A seguito del Vertice europeo, si è tenuto un dibattito in Aula sulla situazione in Georgia. Molti deputati hanno rilevato la necessità di rispettare l'integrità territoriale della Georgia e, ritenendo sproporzionata la reazione russa, hanno chiesto di rafforzare la politica di vicinato dell'UE. E' stata anche evocata la necessità di affrancarsi dalla dipendenza energetica. Molti hanno condannato il riconoscimento delle regioni indipendentiste, taluni hanno criticato l'azione della Georgia.
Il Parlamento voterà una risoluzione mercoledì.
Dichiarazione della Presidenza
Bernard KOUCHNER, Ministro degli esteri francese, ha ripercorso dettagliatamente l'azione diplomatica della Presidenza a seguito del conflitto in Georgia scoppiato nella notte del 7/8 agosto. Ha poi ricordato i principali elementi del "protocollo d'accordo" in sei punti concordato con la Russia e la Georgia, sottolineando il successo di aver portato a un cessate il fuoco immediato. Il ritiro delle truppe russe, invece, si è completato 8 giorni dopo, salvo per alcuni presidi che dovranno poi essere rilevati da osservatori internazionali.
Per quanto riguarda le conclusioni del Vertice straordinario, il Ministro ha sottolineato che - a differenza del "precedente" del 2003 in occasione della guerra in Iraq - «l'unità dell'Europa ha prevalso». Le divergenze tra i 27, infatti, sono state meno difficili da superare di quanto atteso. Il documento approvato dai Capi di Stato e di governo, in particolare, ritiene inaccettabili le azioni militari e sottolinea il carattere sproporzionato della reazione russa. Condanna poi il riconoscimento delle regioni separatiste e ricorda la necessità di garantire l'integrità della Georgia e riafferma la necessità di attuare l'accordo in 6 punti, in particolare il ritiro delle truppe russe. L'Unione afferma inoltre la propria disponibilità a inviare osservatori in loco ed a fornire aiuti d'urgenza, e intende rafforzare le proprie relazioni con la Georgia, anche attraverso un accordo sui visti e l'attuazione di una zona di libero scambio. Il Vertice ha inoltre deciso di nominare un rappresentante speciale e di intensificare gli sforzi in materia di sicurezza degli approvvigionamenti energetici.
Il Ministro ha poi sottolineato che l'8 e il 9 settembre una delegazione europea di recherà a Mosca e a Tbilisi per constatare l'effettivo rientro delle truppe russe entro i confini precedenti il conflitto e la sostituzione dei check point russi con osservatori internazionali. Ha poi evocato l'idea di organizzare una conferenza internazionale, con la partecipazione dell'ONU e di altri partner, per agevolare progressi nei negoziati. Ha tuttavia affermato che ogni riunione di partenariato con la Russia sarà sospesa fintantoché il ritiro non sarà completato. Ha quindi sottolineato la necessità per la Russia di non isolarsi e di attenersi a un comportamento responsabile.
Interventi in nome dei gruppi politici
Joseph DAUL (PPE/DE, FR) ha definito la situazione «inaccettabile», sostenendo che merita «una risposta decisa dell'UE». La Russia, ha aggiunto, ha gli stessi diritti e gli stessi doveri di tutti gli altri paesi e, pertanto, «deve rispettare l'integrità territoriale degli altri Stati». Il riconoscimento unilaterale delle regioni separatiste, pertanto, «viola il diritto internazionale». I 27, ha aggiunto, devono dare prova di unità e di fermezza, usando i propri strumenti politici ed economici per convincere la Russia a rispettare gli impegni presi, in particolare sul ritiro delle truppe, e, in caso contrario, sospendendo i negoziati per l'accordo di partenariato.
Nel condannare i saccheggi delle truppe russe e dei miliziani, ha lanciato un appello a favore del rimpatrio dei profughi. Ha poi rilevato la necessità di assicurare il flusso degli approvvigionamenti energetici, di rafforzare la politica estera europea (come sarebbe possibile con il trattato di Lisbona) e di potenziare la collaborazione con gli USA. Ha infine ricordato che la Georgia intende aderire alla NATO.
Per Hannes SWOBODA (PSE, AT) nulla giustifica l'intervento russo, che è «espressione di un comportamento imperialista». Neanche il riconoscimento del Kosovo, ha insistito, è una giustificazione, poiché in quel caso l'UE ha sempre cercato un consenso internazionale, tenendo presente la minoranza serba. Sottolineando la necessità di rafforzare la politica di vicinato europea nell'interesse della stabilità della regione, ha poi ricordato che è già stata proposta una Unione del Mar Nero, cui potrebbe partecipare anche la Russia. Le conclusioni del Vertice, ha infine affermato, rappresentano una buona base.
Secondo Graham WATSON (ALDE/ADLE, UK) è corretto condannare la reazione russa, ma «non si deve chiudere in un angolo l'orso russo». Il piano in 6 punti non è forse perfetto, ha proseguito, ma ha messo fine al conflitto e va realizzato totalmente. Ha poi apprezzato l'idea di un fondo per la ricostruzione e l'intenzione di predisporre l'aiuto umanitario, nonché la decisione di nominare un rappresentante speciale e l'invio di osservatori. Dicendosi d'accordo sull'idea della conferenza di pace, ha chiesto però di porre fine all'anomalia secondo cui i georgiani con passaporto russo hanno un più facile accesso all'UE dei concittadini che non ne dispongono.
Konrad SZYMAŃSKI (UEN, PL) ha sottolineato che la Russia non ha rispettato 3 dei 6 punti del protocollo d'accordo negoziato dal Presidente francese. A suo parere, pertanto, la Russia deve capire cos'è l'isolamento politico ed economico, «altrimenti si sentirà autorizzata ad agire come meglio crede». Ha poi rilevato la necessità di rivedere la politica energetica e di rinunciare a costruire i gasdotti nella regione.
Daniel COHN-BENDIT (Verdi/ALE, DE) ha sottolineato che è possibile realizzare le decisioni del Vertice. A suo parere, la questione fondamentale riguarda le relazioni UE/Russia ed è «sciocco» affrontare ora il tema dell'integrazione nella NATO della Georgia e dell'Ucraina. Pur concordando sul fatto che l'intervento russo è stato inaccettabile, ha però sottolineato che è stato altrettanto inaccettabile il bombardamento georgiano. Ha poi suggerito di proporre a Georgia e Ucraina un partenariato privilegiato come primo passo verso un'eventuale integrazione. Citando l'ex Presidente francese, François Mitterand, ha infine lanciato un appello ad estirpare dalla regione il nazionalismo «che porta alla guerra».
Francis WURTZ (GUE/NGL, FR) ha sottolineato che prendere una posizione a favore dell'uno o dell'altro contendente «porterebbe a un vicolo cieco», anche perché «il mosaico etnico e religioso offre un terreno fertile ai nazionalismi». Ha poi stigmatizzato il fatto che il Presidente georgiano non abbia smesso di parlare di rivincita nazionalista e ha condannato il bombardamento «alla cieca» di zone residenziali. Ha inoltre deplorato la brutalità della risposta russa e il riconoscimento delle regioni indipendentiste. Il deputato ha inoltre voluto ricordare i danni «dell'avventurismo americano» cui si è accodata l'Europa con il riconoscimento del Kosovo e lo scudo antimissile. In conclusione, ha sostenuto che la priorità è inviare gli osservatori e valutare la possibilità di concludere un nuovo trattato europeo per la sicurezza e la cooperazione, che affronti anche le tematiche energetiche. Ha infine ricordato che il 1° settembre è la giornata internazionale della pace.
Dopo aver ricordato la sua provenienza da un paese che ha sofferto a causa della guerra, Bernard WOJCIECHOWSKI (IND/DEM, PL), ha ribadito di essere in favore della pace in tutto il mondo. Gli Stati dell'Europa dell'Est, inclusi quelli baltici, vogliono che la Russia paghi per le sue azioni. A suo parere, l'Unione europea ha sì bisogno della Georgia, ma ancor di più della Russia, pertanto, «non dovrebbe partecipare a questo conflitto e neanche prendere posizione». Ricordando la necessità di «una politica indipendente nelle relazioni con gli Stati Uniti», ha anche sottolineato che la Russia è il terzo partner commerciale dell'UE e non si possono quindi mettere a rischio le relazioni con tale Paese. Infine, sottolineando che il Parlamento non è co-legislatore per gli affari esteri, si è interrogato sull'utilità del dibattito in Aula visto che tutto è già stato deciso dai Capi di Stato e di governo.
Interventi dei deputati italiani
Marco CAPPATO (ALDE/ADLE, IT) ha sostenuto che, di fronte a dati così divergenti sui morti e sui possibili crimini di guerra, occorre un'inchiesta internazionale eventualmente coordinata dal tribunale penale internazionale. Ha poi sottolineato che è forse vero che qualcuno ha incoraggiato troppo i georgiani, ma ha deplorato che molti li hanno «scoraggiati a sentirsi europei», ignorando la loro vocazione europea. Ha infine affermato che la conferenza internazionale dovrebbe raccogliere anche «tutti i popoli non rappresentati dell'area»
Per Vittorio AGNOLETTO (GUE/NGL, IT), «l'Ossezia e l'Abkhazia di oggi sono il Kosovo di ieri». Riconoscendo il Kosovo, infatti, gli USA e l'UE hanno creato un precedente destinato a destabilizzare il Caucaso. Ha poi affermato che gli USA e la NATO hanno spinto la Georgia ad attaccare, il che ha provocato una risposta russa «preparata da tempo». Nel deplorare poi il numero di vittime civili, ha sottolineato che alla guerra tra nazionalismi si è sovrapposta quella tra le grandi potenze per assicurarsi gli approvvigionamenti energetici. A suo parere, invece, l'UE deve lavorare per una soluzione pacifica e aiutare i rifugiati. Ha quindi concluso dicendo «no alla Georgia nella NATO» e perorando il ritiro delle navi USA dal Mar nero e la rinuncia alle basi missilistiche in Europa.
Mario BORGHEZIO (UEN, IT) ha giudicato le conclusioni del Vertice un messaggio chiaro a Mosca, ovvero che l'UE «difende i diritti dei popoli aldilà delle convenienze geopolitiche». D'altra parte, ha sostenuto la posizione di Silvio Berlusconi di «tenere aperto un canale d dialogo» tra la Russia e l'Europa. Anche perché «i popoli europei non vogliono la guerra fredda».
Stefano ZAPPALÀ (PPE/DE, IT) ha dato atto al Ministro francese di avere avuto coraggio per quanto affermato in Aula, condividendo appieno i contenuti della posizione «forte e precisa». Ha poi voluto sottolineare «il salto di qualità dell'UE» che ha dimostrato di esistere e che, pur senza il trattato di Lisbona, può affrontare temi di grande importanza. Approvando quanto realizzato da Sarkozy, Merkel e Berlusconi, ha concluso affermando di «andare piano con l'adesione alla NATO e all'UE» della Georgia.
Giulietto CHIESA (PSE, IT) ha sottolineato che il Presidente georgiano ha commesso l'errore di credere che la Russia non avrebbe reagito e l'UE non deve ripetere lo stesso errore. A suo parere, infatti, l'ingresso dell'Ucraina nella NATO non rafforza la sicurezza poiché la Russia reagirebbe anche più forte. Ha quindi concluso rilevando la necessità di «rimettersi al tavolo negoziale».
Dichiarazione del Consiglio e della Commissione - Situazione in Georgia
Dibattito: 1.9.2008
Votazione: 3.9.2008
RIF.: 20080829IPR35626

