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Terremoto in Abruzzo: quale aiuto dall'Europa?

Istituzioni - 14-04-2009 - 18:30
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I pompieri scavano ancora fra le macerie all'Aquila ©BELGA_AFP PHOTO_GIUSEPPE CACACE

11 aprile: i pompieri scavano ancora fra le macerie all'Aquila ©BELGA_AFP PHOTO_GIUSEPPE CACACE

Il bilancio ancora provvisorio è pesantissimo: almeno 294 morti, oltre 40,000 sfollati e danni che superano i 4 miliardi di euro. La tragedia che ha colpito l'Abruzzo scuote tutto il continente: ma cosa può fare l'Unione europea per aiutare le vittime di disastri naturali come questo? Dal 2002, il Fondo Europeo di Solidarietà contribuisce agli interventi di emergenza e di ricostruzione delle aree colpite da terremoti, inondazioni, incendi e simili catastrofi.

Immediata la solidarietà dal Parlamento europeo
 
Mentre si celebra tristemente la Pasqua nelle tendopoli dell'Aquila e dintorni, da tutto il mondo arrivano messaggi di solidarietà e sostegno ai terremotati. Il Presidente del Parlamento europeo ha subito rivolto il suo pensiero "a tutte le vittime del terribile terremoto che ha colpito il centro Italia". A nome di tutti i parlamentari, all'indomani della tragica notte fra il 5 e 6 aprile Hans-Gert Pöettering ha espresso la speranza che "molte persone ancora possano essere salvate dalle macerie. Il nostro pensiero va ai feriti, i senzatetto e tutte le vittime di questa tragedia. Tutta la nostra solidarietà e comprensione è con loro".

Paesi beneficiari del FSUE:

  • 2008: Romania e Regno Unito per inondazioni, Cipro per siccità, Germania per tempeste
  • 2007: La Réunion e Guadalupe (regioni francesi) per uragano, Slovenia per inondazioni, Grecia per incendi
  • 2006: Romania, Bulgaria e Austria per inondazioni
  • 2005: Lituania, Estonia, Lettonia, Svezia e Slovacchia per tempeste catastrofiche
  • 2004: incendi in Spagna e inondazioni a Malta e in Francia
  • 2003: terremoto in Puglia e Molise, incendi in Portogallo e tragedia del Prestige in Spagna
  • 2002: Germania, Austria, Francia e Repubblica ceca per inondazioni disastrose
1 Miliardo l'anno per le vittime delle catastrofi naturali
 
Ma il contributo dell'UE non si ferma alla solidarietà. Dal 2002, il Fondo Europeo di Solidarietà (FSUE) integra gli stanziamenti nazionali per far fronte alle tragedie come quella abruzzese. I fondi europei possono essere usati per gli aiuti di emergenza, per ristrutturare le infrastrutture e il patrimonio artistico, per le cure sanitarie e i bisogni immediati della popolazione e per sgombrare e pulire le aree distrutte.
 
Il fondo può essere richiesto dalle autorità nazionali al massimo 10 settimane dopo la tragedia: il Governo italiano ha annunciato che la pratica verrà avviata non appena saranno disponibili dati certi sull'entità dei danni. E' il Parlamento europeo, insieme al Consiglio, a dare il via libera allo stanziamento dei fondi sulla base di una proposta della Commissione. Il fondo di solidarietà consiste in un 1 miliardo di euro all'anno per le catastrofi, ma all'Italia toccherà dividerlo con altri paesi che hanno già fatto richiesta di aiuti per il 2009.
 
La più grande cifra versata dall'UE fino a oggi è stata di 444 milioni per la Germania a seguito delle inondazioni nel 2002. Ma oltre al fondo di solidarietà, l'Italia può anche contare su altre risorse europee: in particolare può riprogrammare i fondi per lo sviluppo regionale destinati all'Abruzzo per far fronte all'emergenza.
 
RIF.: 20090414STO53644