Focus
 

Seduta plenaria 23-26 Novembre 2009

Istituzioni - 20-11-2009 - 13:10
Condividi
Strasburgo, fuori dall'emiciclo

Intro of the Focus

Nell'ultimo giorno di seduta plenaria, il Parlamento ha adottato la sua posizione sui futuri allargamenti dell'UE, esprimendo una certa cautela. Una risoluzione chiede l'adozione di una direttiva europea contro la violenza sulle donne, e un'altra che sia vietato fumare in tutti i luoghi pubblici. Gli articoli di oggi e dei giorni scorsi in questo dossier.

 
 
Questo dossier contiene informazioni sui voti e i dibattiti più rilevanti della seduta plenaria del 23-26 novembre. Nel corso della settimana, le sezioni verranno aggiornate con i seguenti argomenti:
 
Sezione 1: I punti forti della settimana. Una panoramica veloce sui dossier più importanti.
 
Sezione 2: Pacchetto telecomunicazioni
 
Sezione 3: "Botta e risposta" con Barroso
 
Sezione 4: Pneumatici verdi
 
Sezione 5: Risarcimento per passeggeri delle compagnie che falliscono
 
Sezione 6: Trattato di Lisbona
 
Sezione 7: Clima, l'Europa mantenga obiettivi ambiziosi
 
Sezione 8: Allargamento, Croazia e Islanda vicine al traguardo
 
Sezione 9: Violenza contro le donne
 
Sezione 10: Zone senza fumo
 
 
 
RIF.: 20091113FCS64439

I punti forti della sessione

Inizio paginaSeguente
 
Voto finale sul "pacchetto Telecom", incluse le garanzie sull'accesso ad Internet - I deputati europei esprimeranno il loro voto finale sulla revisione delle regole UE in materia di telecomunicazioni, che mira a rinforzare i diritti degli utenti telefonici e di Internet e migliorare la competizione fra le compagnie telefoniche europee. Le nuove regole, che avranno effetto a partire dall'estate del 2011, garantiranno maggiori diritti ai consumatori, l'accesso ad Internet, la protezione dei dati personali, una maggiore competizione e un più moderno utilizzo delle frequenze radio.

Etichettatura degli pneumatici per aiutare i consumatori a compiere una scelta informata - Tutti i nuovi pneumatici d'Europa saranno etichettati per aiutare i consumatori a scegliere quelli con il minor impatto ambientale. Dal novembre 2012, infatti, gli pneumatici avranno un'etichetta che indicherà consumo di carburante, aderenza sul bagnato e rumorosità, con un sistema simile a quello già in uso per gli elettrodomestici, come ad esempio i frigoriferi. L'accordo raggiunto dai rappresentanti di Parlamento e governi UE sarà messo al voto.

I deputati chiedono un accordo ambizioso a Copenaghen - I deputati inviteranno i Capi di governo dei paesi europei ad considerare una priorità il successo del prossimo Summit di dicembre sui cambiamenti climatici a Copenaghen, dando prova così della loro leadership politica. In una risoluzione, che sarà votata mercoledì, i deputati sostengono che se l´azione globale verrà ulteriormente ritardata, le prossime generazioni non saranno in grado di controllare il cambiamento climatico.

I passeggeri dovrebbero essere ricompensati nel caso di fallimento di una compagnia - I passeggeri che hanno prenotato un volo presso una compagnia aerea che fallisce, non dovrebbero essere vittime della bancarotta, ma essere ricompensati del denaro speso. I deputati, in una risoluzione presentata dai gruppi PPE, S&D, ALDE e Verdi che sarà discussa e votata mercoledì, chiederanno alla Commissione di rivedere la legislazione attuale o proporne una nuova per assicurare che i passeggeri non siano lasciati a terra, senza un alloggio e un volo per tornare a casa.

Il Parlamento adotterà la sua posizione sulla strategia di allargamento del 2009 - Il Parlamento analizzerà i progressi compiuti nell´ultimo anno dai paesi candidati a entrare nell'UE. Giovedì sarà votata una risoluzione in relazione alla strategia di allargamento del 2009 preparata dalla Commissione europea, che conduce i negoziati con i paesi candidati. Il consenso del Parlamento è necessario per approvare l'adesione di un nuovo Stato membro alla fine della lunga procedura dei negoziati con i paesi candidati.

Il Parlamento si prepara per il Trattato di Lisbona - Il Parlamento si sta preparando per i cambiamenti che saranno introdotti dall'entrata in vigore del Trattato di Lisbona. I deputati voteranno una serie di riforme al proprio Regolamento interno per adattarlo all'arrivo di 18 nuovi deputati, ai nuovi e più ampi poteri legislativi e alla nuova procedura di bilancio che pongono il Parlamento ed i governi nazionali dell'UE sullo stesso piano.

Il Parlamento concederà il discarico 2007 al Consiglio - Il Parlamento dovrebbe approvare il discarico del bilancio 2007 del Consiglio. Questo in base alla raccomandazione formulata dalla commissione per il controllo dei bilanci, a seguito dell'accordo con il Consiglio sull'accesso ai documenti, alle risposte ottenute a varie interrogazioni e agli incontri organizzati con i rappresentanti del PE.
 

Per ulteriori informazioni :

Inizio paginaSeguente

Via libera al pacchetto Telecom: accesso a internet è "diritto fondamentale"

Inizio paginaSeguentePrecedente
 
Via libera al pacchetto telecomunicazioni. La relatrice Catherine Trautman soddisfatta fra gli applausi appena dopo il voto. La legge è passata con 510 voti a favore, 40 contro e 24 astensioni.

Green light for new EU telecoms rules. The rapporteur Ms Trautmann is pictured in the moment the Parliament has approved the revised EU telecoms framework directive adopted at the third and final reading by 510 votes to 40, with 24 abstentions.

Il Parlamento ha approvato una revisione globale delle norme UE in materia di telecomunicazioni, che mira a rafforzare i diritti degli utenti telefonici e di Internet e incoraggiare la concorrenza fra le compagnie telefoniche. Le nuove regole, che bisognerà applicare entro i prossimi 18 mesi, garantiranno maggiori diritti ai consumatori, la salvaguardia della libertà di Internet, la protezione dei dati personali e un più moderno utilizzo delle frequenze radio.
 
Il nuovo quadro regolamentare è stato approvato con 510 voti favorevoli, 40 contrari e 24 astensioni. Questo pacchetto legislativo, ha dichiarato il Presidente Buzek, "è un ottimo esempio di come il nostro lavoro di legislatori ha un impatto sulla vita quotidiana dei cittadini". "Sono lieto" - ha aggiunto - "che abbiamo contribuito a rafforzare i diritti degli utenti dei servizi di comunicazione elettronica e di Internet". Questo mercoledì, il Presidente Buzek e il ministro delle comunicazioni svedese Åsa Torstensson firmeranno insieme il pacchetto.
 
La relatrice francese Catherine Trautman (S&D) ha dichiarato: "abbiamo voluto garantire che i diritti dei cittadini non siano mai disprezzati o ignorati .... è la prima volta che un testo giuridico si riferisce all'uso di Internet come l'esercizio di un diritto e di una libertà fondamentale".
 
Accesso a Internet, un "diritto fondamentale"
 
In base all'accordo raggiunto con il Consiglio, qualunque provvedimento che restringa l'accesso a Internet potrà essere imposto solo se ritenuto "appropriato, proporzionato e necessario" in una società democratica. E a condizione che, "nel rispetto del principio della presunzione d'innocenza e del diritto alla privacy", sia garantita "una procedura preliminare equa ed imparziale, compresi il diritto della persona o delle persone interessate di essere ascoltate". Dev'essere inoltre garantito "il diritto ad un controllo giurisdizionale efficace e tempestivo".
 
I deputati hanno ottenuto che all'accesso a Internet sia riconosciuta, per la prima volta al mondo, una protezione giuridica equivalente a quella garantita a un diritto o a una libertà fondamentale. Gli Stati membri hanno fino al 24 maggio 2011 per adattare la propria legislazione a queste nuove garanzie.
 
La nuova legislazione include inoltre regole per:
 
  • l'armonizzazione delle norme sulla gestione delle frequenze radio nell'UE, specialmente in vista del passaggio (switch off) dalla TV analogica a quella digitale, previsto nel 2012.
 
  • il miglioramento della cooperazione fra le autorità di telecomunicazioni degli Stati membri

  • la facoltà di procedere alla cosiddetta "separazione funzionale", che permette agli operatori dominanti sul mercato di creare entità commerciali separate, con l'obiettivo di commercializzare l'uso delle proprie infrastrutture di rete.
 
I diritti dei cittadini e le autorità di telecomunicazione
 
Il Parlamento e il Consiglio si erano già accordati, nel maggio 2009, sulle rimanenti due parti del "pacchetto" (diritti dei cittadini e autorità di telecomunicazione). Restava aperto solo il capitolo sui diritti degli utenti di Internet.
 
La nuova legislazione amplia i diritti degli utenti, garantendo, ad esempio, la portabilità del numero di telefono al momento di cambiare l'operatore GSM. Intende poi rafforzare la protezione dei dati personali e della privacy, ad esempio sancendo l'obbligo di ottenere il consenso degli utenti prima dell'installazione di "cookies" sui computer.
 
I deputati hanno inoltre raggiunto un accordo con i ministri per le telecomunicazioni dell'UE sull'istituzione di un nuovo organismo comunitario (BEREC - Body of European Regulators for Electronic Communications) formato dalle 27 autorità nazionali di regolazione
 
Inizio paginaSeguentePrecedente

Botta e risposta con Barroso, domande su nuova Commissione e energia

Inizio paginaSeguentePrecedente
 
Barroso durante il question time

Question time for José Manuel Barroso, EC President, in the EP Chamber on Tuesday 24 of November 2009

Secondo turno di question time al Presidente della Commissione. I leader dei gruppi politici interrogano Barroso sul dossier energia e sulla composizione della nuova Commissione. Il presidente informa l'Aula di "aver ricevuto solo oggi i nomi definitivi di tutti i 27 commissari designati", aggiungendo che nove di loro saranno donne.
 
Il leader del gruppo popolare Joseph Daul ha chiesto al Presidente della Commissione se crede che nel corso del prossimo inverno si sperimenterà nuovamente una crisi del gas e se ritiene vi siano misure per proteggere i cittadini. Barroso ha risposto che il sistema di allarme rapido concordato con la Russia dovrebbe essere in grado di identificare per tempo i problemi.

Martin Scultz, a nome dei Socialisti e Democratici, ha chiesto invece come la Commissione valuta la dichiarazione del Primo ministro bulgaro secondo la quale il partito socialista bulgaro dovrebbe essere bandito. Per Barroso tutti i partiti democratici hanno una loro collocazione nei paesi democratici.

Per quanto riguarda la struttura della nuova Commissione, Guy Verhofstadt, del gruppo Liberale, ha dichiarato di "non essere convinto" della suddivisione del portafoglio Ambiente (fra Ambeinte, Energia e Cambiamento climatico) e si è detto preoccupato dell'attuale ripartizione delle competenze in materia di Giustizia e affari interni, poiché non è d'accordo sul collegamento della sicurezza con l'immigrazione. Barroso ha sottolineato che "i cambiamenti climatici sono un tema orizzontale e che lo scopo è di prenderli in considerazione in tutte le politiche".

Il co-presidente del Gruppo dei Verdi Daniel Cohn-Bendit, ha chiesto se la decisione sulla composizione della nuova Commissione spetterà a Barroso oppure se saranno gli Stati membri a imporre le loro preferenze. Il Presidente ha risposto che spetta a lui decidere l'organizzazione della Commissione e la distribuzione dei portafogli e che intende avvalersi di tale prerogativa, e ha annunciato che nove dei nuovi membri saranno donne.

Per Michał Tomasz Kaminski, alla testa del gruppo Conservatore e Riformista,  l'UE deve rafforzare il suo mercato interno e le normative sulla concorrenza. Barroso ha dichiarato che la Commissione ha già lanciato una consultazione pubblica sul mercato interno e ha confermato che Mario Monti sarà incaricato della relazione finale.

Lothar Bisky, della Sinistra Unita, facendo riferimento alla profonda crisi economica e ai suoi effetti a lungo termine, ha chiesto a Barroso se fosse preparato "a far sì che la nuova Commissione tragga insegnamento dalle false economie di mercato". Il Presidente ha sottolineato che l'accento verrà posto su istruzione, apprendimento nell'arco di tutta la vita, mobilità dei lavoratori e lotta alla povertà e all'esclusione sociale.

Rolandas Paksas, lituano, ha parlato a nome del gruppo Europa per la Libertà esprimendo preoccupazione per la chiusura di un impianto nucleare in Lituania. Barroso ha detto di aver avuto un incontro con Medvedev sul tema della fornitura di energia in Lituania e che la Commissione si sta adoperando attivamente su questo tema con le autorità lituane e altri partner.
 
Inizio paginaSeguentePrecedente

Etichette sugli pneumatici per una scelta consapevole

Inizio paginaSeguentePrecedente
 
Pneumatici ecologici? Lo sapremo con più chiarezza con il nuovo regolamento ©BELGA_AFP_JOEL SAGET

Pneumatici ecologici? Lo sapremo con più chiarezza con il nuovo regolamento

Dal novembre 2012, tutti i nuovi pneumatici venduti nell'UE saranno classificati ed etichettati in base al consumo di carburante, al rumore e all'aderenza sul bagnato. E' quanto prevede un regolamento adottato dal Parlamento volto a aumentare la sicurezza e l’efficienza ambientale dei trasporti stradali. Grazie all'etichetta, simile a quella degli elettrodomestici, i consumatori potranno paragonare le caratteristiche dei diversi pneumatici prima dell'acquisto.
 
Il Parlamento ha adottato un regolamento che mira ad aumentare la sicurezza e l’efficienza ambientale ed economica dei trasporti su strada promuovendo l’uso di pneumatici sicuri, più silenziosi e che riducono il consumo di carburante. Istituisce quindi un quadro relativo alle informazioni armonizzate sui parametri dei pneumatici da fornire mediante l’etichettatura, per consentire ai consumatori finali di fare una scelta consapevole al momento dell’acquisto dei pneumatici.
 
I negoziatori del Parlamento e del Consiglio avevano raggiunto un accordo a inizio ottobre. Il nuovo sistema di etichettatura - aveva dichiarato allora il relatore del PPE bega Ivo Belet  - "porterà importanti vantaggi sia per l'ambiente sia per i consumatori", mentre i costi supplementari per i produttori dovrebbero restare contenuti. 
 
Il regolamento si applica a pneumatici di classe C1, C2 e C3, ossia a quelli destinati alle autovetture e ai veicoli commerciali leggeri e pesanti, ai rimorchi e semirimorchi. Non si applica invece ai pneumatici ricostruiti, a quelli da fuori strada professionali e a quelli progettati per essere montati soltanto su veicoli immatricolati per la prima volta prima del 1 ottobre 1990. Non si applica nemmeno ai pneumatici di scorta ad uso temporaneo, a quelli di categorie di velocità inferiori a 80 km/h, a quelli chiodati e a quelli progettati per essere montati soltanto su veicoli da corsa.
 
Consumo di carburante, rumore e aderenza su bagnato
 
Come per l'etichettatura energetica europea, anche quella per i pneumatici presenterà una classificazione dell'efficienza nel consumo di carburante su una scala che va dalla migliore prestazione (classe "A" verde) alla peggiore (classe "G" rossa). Inoltre, dovranno essere fornite informazioni circa le prestazioni in termini di aderenza al bagnato e di rumore esterno del rotolamento (espresso in decibel). I criteri per la classificazione sono indicati all'allegato I del regolamento, mentre un esempio di etichetta figura nell'allegato II.
 
Dal 1° novembre 2012, inoltre, i fornitori dovranno dichiarare nel materiale tecnico promozionale e sui loro siti web la categoria d’appartenenza rispetto al consumo di carburante, al rumore e all'aderenza sul bagnato dei pneumatici per autovetture e veicoli commerciali leggeri e pesanti. Tali informazioni devono essere "di facile lettura e ... comprensione". Inoltre, se la classificazione di un determinato tipo di pneumatico varia a seconda delle dimensioni o di altri parametri, va indicato lo scarto tra il pneumatico che offre le migliori prestazioni e quello peggiore.
 
Tutti i pneumatici prodotti dopo il 1° luglio 2012 e destinati ad autovetture e veicoli commerciali leggeri dovranno essere muniti di un autoadesivo o essere accompagnati da un etichetta quando distribuiti da un fabbricante a un negozio o un garage.
 
Diversamente dagli elettrodomestici, i pneumatici non sono sempre esposti nei negozi. Pertanto, i deputati hanno insistito affinché i dettaglianti siano obbligati, prima della vendita, a informare gli utenti finali indicando le categorie dei prodotti sull'etichetta o sulle fatture.
 
Pneumatici molto silenziosi
 
Per promuovere i pneumatici molto silenziosi, il Parlamento ha negoziato la modifica del relativo pittogramma. Il livello del rumore esterno dovrà quindi essere indicato con un numero crescente di "onde" nere emesse da un "altoparlante". Ad esempio, i pneumatici silenziosi destinati alle autovetture (che producono meno di 68 decibel) saranno etichettati con un'onda nera e due bianche al fianco del valore in decibel.
 
Incentivi
 
In forza al regolamento, gli Stati membri non potranno offrire incentivi a favore di pneumatici inferiori alla classe C in relazione sia al consumo di carburante sia all’aderenza sul bagnato. E' peraltro precisato che misure fiscali e di bilancio "non costituiscono incentivi ai fini del presente regolamento".
 

Per ulteriori informazioni :

Inizio paginaSeguentePrecedente

Risarcire i passeggeri delle compagnie aeree fallite

Inizio paginaSeguentePrecedente
 
I voli di Skyeurope cancellati a seguito del fallimento della compagnia
©BELGA_CTK Photo_Michal Kamaryt

voli di Skyeurope cancellati a seguito del fallimento della compagnia

Il Parlamento chiede un quadro legislativo volto a garantire il risarcimento dei passeggeri in caso di fallimento di una compagnia aerea. Suggerisce di sancire il principio secondo cui tutti vettori che volano sulla stessa rotta hanno la responsabilità del rimpatrio dei passeggeri rimasti a terra, nonché di introdurre un sistema di assicurazione obbligatorio per le compagnie aeree ed un fondo di garanzia.
 
Approvando una risoluzione sostenuta da PPE, S&D, ALDE e Verdi/ALE, il Parlamento europeo invita la Commissione a presentare, entro il 1° luglio 2010, una proposta legislativa che abbia lo scopo specifico di prevedere un risarcimento per i passeggeri in caso di fallimento di una compagnia aerea.
 
I deputati notano infatti che, negli ultimi dieci anni, si è registrata una forte crescita del numero di vettori aerei a basso costo relativamente piccoli che operano voli verso destinazioni di vacanza riconosciute nonché del numero di passeggeri che essi trasportano. Osservano, tuttavia che, nello stesso periodo, si sono verificati 77 fallimenti, "con il risultato che in taluni casi svariate migliaia di passeggeri sono rimasti a terra nelle rispettive destinazioni, nell'impossibilità di utilizzare il loro biglietto aereo di ritorno".
 
Secondo il Parlamento, la proposta dovrà anche definire le modalità finanziarie e amministrative per il risarcimento, "compreso il principio della reciproca responsabilità per i passeggeri di tutte le compagnie aeree che volano sulla stessa rotta e hanno posti disponibili. Si potrebbe così "garantire il rimpatrio dei passeggeri lasciati a terra in aeroporti stranieri in caso di fallimento di una compagnia aerea".
 
Il Parlamento suggerisce inoltre di rafforzare la posizione dei passeggeri attraverso l'introduzione di un'assicurazione obbligatoria per le compagnie aeree, un programma di assicurazione volontaria per i passeggeri che le compagnie aeree sarebbero tenute a proporre, e l'istituzione di un fondo di garanzia.
 
Infine, in sede di revisione della direttiva le vacanze "tutto compreso", i deputati chiedono alla Commissione di proporre un'estensione del rimpatrio o dell'imbarco su un volo alternativo dei passeggeri interessati. La invitano anche a valutare la possibilità di estendere tali misure alle compagnie aeree che hanno cessato di operare "causando ai passeggeri inconvenienti analoghi a quelli provocati dal fallimento di una compagnia aerea". La Commissione dovrebbe poi analizzare la possibilità di un rapido svincolo degli aeromobili sequestrati da parte delle autorità nazionali di regolamentazione, "di modo che tali aeromobili possano essere utilizzati per rimpatriare i passeggeri lasciati a terra".
 
Inizio paginaSeguentePrecedente

Trattato di Lisbona: in arrivo 18 nuovi deputati

Inizio paginaSeguentePrecedente
 
Non più 736: con il Trattato di Lisbona il numero degli eurodeputati cresce a 751

Non più 736: con il Trattato di Lisbona il numero degli eurodeputati cresce a 751

Il Parlamento è pronto ai cambiamenti che saranno introdotti dall'entrata in vigore del Trattato di Lisbona e che gli conferiranno maggiori poteri. I deputati hanno votato una serie di riforme al proprio Regolamento interno per adattarlo all'arrivo dei 18 nuovi deputati, ai nuovi e più ampi poteri legislativi e alla nuova procedura di bilancio che pongono il Parlamento ed i governi nazionali dell'UE sullo stesso piano.
 
La modifica al regolamento interno del Parlamento è stata approvata dall'Aula. Durante il dibattito nell'emiciclo, il relatore David Martin, laburista britannico,  ha affermato: "Con l'Atto Unico da neonato il Parlamento è passato all'infanzia, Maastricht ci ha fatto entrare nella pubertà, Nizza e Amsterdam ci hanno portato all'età adulta e il trattato di Lisbona ci assegna i pieni diritti di un Parlamento adulto".
 
In tutto,18 deputati provenienti da 12 Stati membri (di cui uno italiano che si aggiunge agli attuali 72), si aggiungeranno agli attuali 736 non appena il Trattato entrerà in vigore. I deputati-designati non godranno del diritto di voto finchè tutti gli Stati membri non avranno ratificato questa modifica, ma potranno adottare lo status di "osservatori", una possibilità prevista ora dal regolamento interno.
 
I cambiamenti del Regolamento tengono conto anche dell'aumento significativo dei poteri legislativi del Parlamento. Con l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, infatti, la quasi totalità delle politiche europee è soggetta alla "procedura legislativa ordinaria", che pone il Consiglio ed il Parlamento sullo stesso piano in quanto legislatori. Anche i provvedimenti relativi alla procedura di bilancio sono rivisti: il Parlamento ha ora gli stessi poteri del Consiglio anche quando si tratta di stabilire il bilancio dell'UE.
 
Inoltre, è stata adattata la procedura per l'elezione del Presidente della Commissione per tenere conto dei maggiori poteri conferiti dal Trattato al Parlamento. Ulteriori cambiamenti riguardano le ricadute legislative della Carta dei diritti fondamentali, il diritto del Parlamento di proporre modifiche al Trattato e l'accresciuta influenza dei parlamenti nazionali.
 
Inizio paginaSeguentePrecedente

Clima, impegni vincolanti sulla riduzione delle emissioni e aiuto ai paesi poveri

Inizio paginaSeguentePrecedente
 
I leader dei governi UE devono mantenere la leadership mondiale per garantire il successo della conferenza di Copenhagen sul cambiamento climatico. Il Parlamento auspica un accordo ambizioso e giuridicamente vincolante sulla riduzione delle emissioni per i paesi sviluppati e per quelli in via di sviluppo, il finanziamento di azioni di mitigazione e adattamento nei Paesi poveri e a sanzioni per la non osservanza. Le generazioni future potrebbero non poter controllare i cambiamenti climatici se l'azione globale fosse ancora rinviata.
 
Mancano poche settimane alla riunione del COP15 a Copenhagen, il prossimo dicembre, che dovrebbe portare a un accordo globale internazionale post 2012 sui cambiamenti climatici. Il Parlamento, con un documento votato oggi, invita i Capi di Stato e di governo a "conferire alla questione la massima priorità e a dimostrare leadership politica". Esorta poi l'Unione europea "a continuare a sviluppare una politica esterna in materia di clima e a parlare con una sola voce per poter conservare il proprio ruolo guida nei negoziati durante la COP 15".

Ritiene che a Copenaghen i partecipanti debbano giungere come minimo a un accordo vincolante sugli obiettivi di riduzione delle emissioni e di finanziamento da parte dei paesi industrializzati. Inoltre, dovrebbero stabilire un processo formale per giungere, nei primi mesi del 2010, a un accordo globale che entri in vigore il 1° gennaio 2013.

In una risoluzione adottata con 516 voti favorevoli, 92 contrari e 70 astensioni, i deputati sostengono che l'accordo internazionale dovrebbe garantire che:

  • i paesi sviluppati riducano le loro emissioni di gas serra in maniera significativa: ossia dei valori più alti della scala compresa tra il 25 e il 40 % entro il 2020 e di almeno l'80% entro il 2050, rispetto ai livelli del 1990.

  • i paesi in via di sviluppo si impegnino collettivamente a contenere l'incremento delle loro emissioni a un livello inferiore del 15/30% rispetto alla progressione prevista; tuttavia, dato il loro peso economico, Cina, India e Brasile dovrebbero impegnarsi su obiettivi analoghi a quelli dei paesi industrializzati.

  • i paesi sviluppati garantiscano ai paesi in via di sviluppo sostegno finanziario e tecnico "sufficiente, sostenibile e prevedibile"  per consentire loro di impegnarsi a favore della riduzione delle proprie emissioni; l'UE dovrebbe impegnarsi almeno ad un finanziamento globale di 5-7 miliardi di euro l'anno per il periodo 2010-2012;

  • il contributo collettivo dell'Unione europea agli sforzi di mitigazione e adattamento dei paesi in via di sviluppo non sia inferiore a 30 miliardi di euro all’anno entro il 2020 - "una cifra che potrebbe aumentare con le nuove conoscenze acquisite sulla gravità dei cambiamenti climatici e l'entità dei relativi costi";

  • sia gli obiettivi di riduzione delle emissioni sia gli impegni di finanziamento debbano essere soggetti a un regime di conformità rafforzato, che comprenda un meccanismo di allerta rapida e sanzioni, quali il ritiro di future unità di quantità assegnate;

  • siano previste rigorose norme di qualità dei progetti nei futuri meccanismi di compensazione, per evitare che i paesi sviluppati sottraggano ai paesi in via di sviluppo le opzioni di riduzione a basso costo e per garantire che tali progetti abbiano standard elevati e consentano ulteriori riduzioni affidabili, verificabili ed effettive delle emissioni;

  • i trasporti aerei e marittimi internazionali siano inseriti in un accordo internazionale prevedendo gli stessi obiettivi vincolanti degli altri settori industriali, e che almeno il 50 % delle quote in tali settori siano messe all'asta;

  • sia fornito ai paesi in via di sviluppo "un cospicuo sostegno finanziario, nonché assistenza tecnica e amministrativa per fermare la grave deforestazione tropicale entro il 2020" e che sia creato un meccanismo mondiale per il carbonio forestale (GFCM) ai sensi della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici;


I deputati sottolineano che un accordo a Copenaghen potrebbe fornire l'impulso necessario per un "New deal" sostenibile che rilanci la crescita sociale ed economica sostenibile, promuova le tecnologie verdi, l'energia rinnovabile e l'efficienza energetica, riduca i consumi e garantisca nuovi posti di lavoro e coesione sociale sia nei paesi sviluppati che nei paesi in via di sviluppo.
 
Inizio paginaSeguentePrecedente

Allargamento UE: Croazia e Islanda vicine al traguardo

Inizio paginaSeguentePrecedente
 
Le speranze dei paesi candidati in una risoluzione approvata giovedì 26 novembre ©BELGA/MOODBOARD

EU enlargement. ©BELGA/MOODBOARD

I paesi candidati, attuali e potenziali, devono perseverare nelle riforme per poter aspirare all'adesione all'UE. E' quanto afferma il Parlamento nella risoluzione votata giovedì (26 novembre). L'Aula ha valutato i progressi nelle aree dello Stato di diritto, della libertà di espressione, il rispetto delle minoranze, la lotta alla corruzione e alla criminalità. La situazione di Croazia, Turchia, FYROM Macedonia, paesi dei Balcani Occidentali e Islanda è stata valutata caso per caso.
 
Approvando per alzata di mano una risoluzione presentata dal presidente della commissione affari esteri, Gabriele Albertini (PdL, PPE), il Parlamento europeo ribadisce il suo fermo impegno a favore della politica di allargamento, giudicandola "una delle più riuscite dell'UE" che "ha recato benefici sia ai vecchi che ai nuovi Stati membri".

Allo stesso tempo, invita le istituzioni UE "ad analizzare la capacità di integrazione dell'Unione europea". Approvando un emendamento del PPE, l'Aula ribadisce che, anche ai fini della capacità d'integrazione dell'Unione europea, "è imperativo che i paesi candidati così come l'Unione europea mantengano fermo l'impegno del rispetto pieno e rigoroso di tutti i criteri" politici per l'adesione (stabiliti al Consiglio europeo di Copenhagen del 1993).

Per avere il sostegno dei cittadini a favore di ulteriori allargamenti e l'impegno dei paesi candidati nei confronti delle riforme, il Parlamento ritiene “indispensabile” fornire informazioni chiare ed esaurienti sui benefici e sulle implicazioni degli eventuali allargamenti futuri: è importante "ascoltare i cittadini e rispondere alle loro preoccupazioni e alle loro domande".  

Il Parlamento sollecita a intensificare gli sforzi nella lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata, e rileva con preoccupazione che in alcuni paesi - come i Balcani occidentali e la Turchia - la libertà d'espressione e dei media non viene ancora rispettato appieno e li invita quindi “a istituire quadri giuridici appropriati”.

Croazia

Il Parlamento plaude alla Croazia per i continui progressi registrati nell'adempimento dei criteri di adesione all'Unione. Ritiene che i negoziati di adesione possano essere conclusi entro la metà del 2010, “a patto che la Croazia intensifichi i suoi sforzi e ottemperi a tutti i criteri e parametri di riferimento necessari, tra i quali la piena cooperazione con l'ICTY” (Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia).
 
Turchia

Il Parlamento plaude ai progressi compiuti dalla Turchia verso l'adempimento dei criteri politici per l'adesione. Evidenziando l'importanza cruciale della rapida attuazione della riforma giudiziaria, si dice preoccupato per la situazione riguardante la libertà di espressione e la libertà di stampa. Rammaricandosi per i progressi limitati realizzati nell'ambito della libertà di culto, sollecita il governo ad istituire un quadro giuridico che consenta a tutte le comunità religiose non musulmane e alla comunità alevita “di operare senza indebite restrizioni”.

Accogliendo con favore la firma da parte della Turchia dell'accordo intergovernativo sul gasdotto "Nabucco", i deputati chiedono l'apertura del capitolo energia nei negoziati di adesione. Invitano inoltre il governo turco e tutte le parti interessate "a contribuire attivamente a una soluzione globale della questione cipriota". Incoraggiandolo poi a prendere provvedimenti concreti per affrontare la situazione dei cittadini di origine curda, elogiano gli sforzi compiuti per normalizzare le relazioni con l'Armenia.

FYROM

Il Parlamento si congratula con l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia (FYROM) sui progressi realizzati e chiede l'apertura dei negoziati di adesione con il paese. Auspica inoltre che si riescano a trovare soluzioni soddisfacenti riguardo alla questione del nome del paese tuttora non risolta tra FYROM e Grecia. Invita le autorità a perseverare negli sforzi di riforma, in particolare per quanto riguarda la pubblica amministrazione e il sistema giudiziario, la politica anticorruzione, i diritti delle donne e le relazioni interetniche.

Balcani Occidentali

ll Parlamento accoglie positivamente il fatto che si possa prevedere l'entrata in vigore dell'esenzione dall'obbligo di visto per i cittadini della FYROM, del Montenegro e della Serbia a partire dal 19 dicembre 2009. Esorta inoltre la Bosnia-Erzegovina e l'Albania a portare avanti i preparativi perché la liberalizzazione dei visti possa applicarsi anche a loro a partire dal luglio 2010. La Commissione dovrebbe inoltre avviare il dialogo sui visti con il Kosovo “il prima possibile”.

Il Parlamento sottolinea che la piena collaborazione con il Tribunale penale internazionale costituisce per i paesi dei Balcani occidentali “una condizione fondamentale per progredire verso l'adesione all'Unione”. Invita inoltre tutti i paesi interessati risolvere i disaccordi con i paesi loro vicini al più presto.  D'altro lato, plaude alla volontà della Commissione di fornire aiuti finanziari straordinari per mitigare gli effetti della crisi.

I deputati chiedono una maggiore volontà politica e un migliore coordinamento per l'attuazione della strategia contro la tratta degli esseri umani, nel campo dei diritti delle donne e della parità tra i sessi. Allo stesso tempo, chiedono di migliorare la situazione delle minoranze etniche, in particolare dei rom che “sono sovente vittime di discriminazione”.

Prendendo atto con soddisfazione dei progressi compiuti dalla Serbia, i deputati chiedono di cooperare pienamente col Tribunale internazionale e plaudono alla firma del protocollo di polizia con l'EULEX. D'altro canto, l'Aula deplora l'invito rivolto dalle autorità serbe ai serbi del Kosovo a boicottare le elezioni locali del 15 novembre 2009.

I deputati si dichiarano insoddisfatti per i  limitati progressi conseguiti dalla Bosnia-Erzegovina in materia di sicurezza e gestione delle frontiere e rilevano con crescente preoccupazione “l'instabilità del clima politico e la mancanza di una visione comune condivisa da entrambe le entità”. Nel condannare “l'uso di un linguaggio incendiario", esortano il Consiglio a promuovere il dialogo al fine di aiutare il paese nel cammino verso l'integrazione europea.

Il Parlamento plaude all'intenzione della Commissione di rafforzare le relazioni con il Kosovo. Si aspetta inoltre che il processo di decentramento sia concluso entro la fine dell'anno assicurando in tal modo la rappresentazione politica per tutti gli abitanti del Kosovo e in particolare per la minoranza serba. Plaude inoltre al conseguimento da parte dell'EULEX di una piena capacità operativa tale da consentirle di “spianare la strada all'integrazione del Kosovo nell'Unione”.

Il Parlamento riconosce i progressi compiuti dal Montenegro e lo elogia per il regolare svolgimento delle recenti elezioni e per le solide prestazioni della sua economia.

I deputati riconoscono i progressi compiuti dall'Albania ed esortano l'opposizione a cessare di boicottare il parlamento. Incoraggiano poi le autorità albanesi a proseguire negli sforzi di riforma, “in modo che il paese possa avanzare sul cammino dell'adesione all'Unione europea”.

Islanda

Il Parlamento accoglie con favore la domanda di adesione dell'Islanda. Si aspetta inoltre che la Commissione si esprima presto al riguardo e che questo paese, “dati la sua consolidata tradizione democratica e il suo elevato grado di allineamento con l'acquis comunitario”, ottenga lo status di paese candidato in tempi brevi.

Background

La Turchia è un paese candidato dal 1999, la Croazia dal 2004 e l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia dal 2005. L'Albania, il Montenegro e l'Islanda hanno presentato richiesta di adesione all'Unione e la Commissione sta valutando le domande del Montenegro e dell'Islanda. Con la Bosnia-Erzegovina e con la Serbia sono stati firmati accordi di stabilizzazione e associazione. La Commissione ha annunciato l'intenzione di proporre accordi commerciali e la liberalizzazione dei visti per il Kosovo a medio termine.
 
 
Inizio paginaSeguentePrecedente

Una direttiva europea contro la violenza sulle donne

Inizio paginaSeguentePrecedente
 
Il 25 novembre è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne

giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Il Parlamento sottolinea che la violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani diffusa in tutta Europa e chiede una direttiva per prevenire e combattere questo fenomeno. Sollecita inoltre i governi a perseguire d'ufficio lo stupro in ambito familiare, a punire i responsabili di delitti d'onore e mutilazioni genitali femminili e a riconoscere le condanne inflitte in altri paesi UE. Occorre poi fornire assistenza legale gratuita alle vittime di violenza o della tratta e sostenere campagne di sensibilizzazione contro gli stereotipi sulle donne.
 
Numero "allarmante" di vittime, violazione del diritto alla vita, alla sicurezza, alla dignità, all'integrità mentale e fisica nonché alla scelta e alla salute sessuale e riproduttiva: c'è molta preoccupazione nella risoluzione adottata dall'Aula alla quasi unanimità giovedì 26 novembre. Si tratta di "un problema strutturale diffuso in tutta l'Europa e nel mondo intero ... collegato all'iniqua distribuzione del potere tra donne e uomini".

Il Parlamento chiede quindi l'istituzione di una base giuridica chiara per la lotta contro tutte le forme di violenza contro le donne: una direttiva globale sull'azione di prevenzione e di lotta. La Commissione dovrebbe sottoporre un piano strategico comunitario mirato. L'UE, più in generale, dovrebbe affrontare le cause profonde della violenza "attraverso misure preventive quali sanzioni, azioni nel campo dell'istruzione e campagne di sensibilizzazione".

I deputati esortano gli Stati membri a migliorare le proprie leggi e politiche e a sostenere le organizzazioni di volontariato che forniscono accoglienza e sostegno psicologico alle donne vittime di violenze. Li invitano inoltre a riconoscere come reati "la violenza sessuale e lo stupro a danno di donne, anche all'interno del matrimonio e di rapporti intimi non ufficializzati e/o se commessi da parenti maschi, nei casi in cui la vittima non sia consenziente, e ad assicurare che detti reati siano perseguiti d'ufficio".

Il Parlamento chiede inoltre di "respingere ogni riferimento a pratiche culturali, tradizionali o religiose o a tradizioni come circostanze attenuanti in casi di violenza contro le donne, compresi i cosiddetti "delitti d'onore" e le mutilazioni genitali femminili", che "sono una realtà nell'UE". I governi dovrebbero anche esaminare con urgenza "le gravissime violazioni" dei diritti umani perpetrate nei confronti delle donne rom, punire i colpevoli e a fornire un adeguato indennizzo alle vittime della sterilizzazione forzata.

I deputati insistono anche sulla necessità di migliorare la collaborazione tra gli operatori della giustizia. Chiedono poi che, nell'ambito del Sistema europeo d'informazione sui casellari giudiziari, "venga accordato un posto di rilievo ai precedenti di violenza di genere".

Il Parlamento sollecita inoltre l'istituzione di meccanismi atti ad agevolare, per le donne che sono vittime di violenza o delle reti della tratta, un'assistenza legale gratuita che consenta loro di far valere i propri diritti in tutta l'Unione, indipendentemente dalla loro nazionalità. Osserva che "la tolleranza che l'Europa manifesta nei confronti della prostituzione determina l'intensificarsi della tratta di donne nel suo territorio a fini sessuali, nonché l'aumento del turismo sessuale".

Il Parlamento, infine, nota che la rappresentazione della donna, "spesso distorta e consumistica", fornita dai media "pregiudica il rispetto della dignità umana". Invita quindi governi nazionali e Commissione a intraprendere un'azione concertata di campagne di sensibilizzazione e informazione sulla violenza domestica e strategie che consentano di modificare, tramite l'istruzione e i media, gli stereotipi sociali sulle donne.
 
Inizio paginaSeguentePrecedente

Vietare il fumo in tutti i luoghi pubblici chiusi

Inizio paginaPrecedente
 
15% delle morti nell'UE possono essere attribuite al fumo ©BELGA_AFP PHOTO_JOHN MACDOUGALL

15% delle morti nell'UE possono essere attribuite al fumo

Solo un divieto totale di fumare in tutti i luoghi di lavoro chiusi e in tutti gli edifici e i mezzi di trasporto pubblici può garantire la tutela della salute degli impiegati e dei non fumatori e incentivare i fumatori a smettere. E' quanto afferma il Parlamento chiedendo una particolare attenzione per chi lavora in hotel e ristoranti.
 
Approvando (giovedì 26 novembre) una risoluzione con 520 voti favorevoli, 53 voti contrari e 45 astensioni, il Parlamento europeo sottolinea che "soltanto un divieto totale di fumo in tutti i luoghi di lavoro chiusi, compreso il settore della ristorazione, e in tutti gli edifici e i mezzi di trasporto pubblici può garantire la tutela della salute degli impiegati e dei non fumatori nonché incentivare considerevolmente i fumatori a smettere di fumare".

Su proposta del PPE l'Aula ha però bocciato l'idea di richiedere una proposta legislativa alla Commissione per introdurre tale divieto entro il 2011.

I deputati evidenziano che il tabacco è la singola causa principale di decessi evitabili nell'UE, “essendo responsabile di oltre mezzo milione di morti all'anno”. Il 25% dei decessi per tumore e il 15% del totale del morti nell'UE possono essere attribuiti al fumo. Ricordano d'altronde che il 70% della popolazione dell'UE non fuma, mentre un'ampia maggioranza dei suoi cittadini è favorevole a un divieto di fumo in tutti i luoghi pubblici luoghi di lavoro, ristoranti, bar e pub.

Molte differenze tra gli Stati membri e tra le categorie professionali

La risoluzione sottolinea che il Parlamento ha ripetutamente sostenuto l'adozione di misure più incisive per contrastare la dipendenza dal tabacco e ridurre l'esposizione dei giovani al fumo passivo.  Accogliendo con favore le azioni intraprese da alcuni Stati, invita i governi nazionali “a proseguire nell'introduzione di norme volte alla protezione dei non fumatori”.
 
D'altro canto, i deputati deplorano che la mancanza di normative esaustive in materia di ambienti senza fumo nella maggior parte degli Stati membri - in particolare nei settori alberghiero e del tempo libero - “provochi disuguaglianze tra le diverse categorie professionali e i gruppi socio-economici”. Tant'è che per i lavoratori del settore alberghiero, ad esempio, “la probabilità di essere esposti al fumo di tabacco per più di cinque ore giornaliere è tre volte maggiore rispetto agli impiegati”. Le legislazioni nazionali sul divieto di fumo dovrebbero quindi rispettare “il principio di uguaglianza tra i diversi tipi di struttura ricettiva”.

Ruolo dell'UE

Il Parlamento accoglie con favore il fatto che l'UE sia attiva nello sviluppo di una politica globale di controllo del tabacco. In proposito, apprezza "la recente dimostrazione della coerenza delle sue politiche". Facendo proprio un emendamento proposto dal PPE, d'altro canto, l'Aula ha soppresso il riferimento alla cessazione nel 2010 dei sussidi diretti connessi alla produzione assegnati alla coltura del tabacco, in seguito alla riforma del settore del tabacco del 2004.

I deputati reputano poi essenziale che la Commissione collabori strettamente con gli Stati membri per dotarsi di nuovi strumenti di lotta contri i diversi tipi di traffico e di contraffazione dei prodotti del tabacco, in particolare su Internet.

Parlamento europeo libero dal fumo

I deputati invitano nuovamente il Presidente e l'Ufficio di presidenza ad introdurre un divieto di fumo “senza eccezioni in tutti i locali del Parlamento europeo con effetto immediato” e chiedono che detto divieto “sia applicato con rigore”.
 
Inizio paginaPrecedente