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Volontariato, una risorsa che non ha prezzo
Cultura - 08-12-2009 - 17:18

In Italia ci sono 3 milioni di volontari, oltre trentamila organizzazioni non profit e settecentomila dipendenti impiegati nel terzo settore
"A ciascun individuo dovrebbe essere permesso di svolgere attività di volontariato" dice la risoluzione dell'On. Marco Scurria, PdL, votata alla quasi unanimità durante la seduta plenaria di novembre. L'Europa ha stabilito che il 2011 sarà l'Anno europeo delle "attività di volontariato che promuovono la cittadinanza attiva". E il Parlamento ha aumentato il budget destinato alle organizzazioni no-profit, per creare una rete trans-europea del volontariato e riconoscere lo statuto dei volontari.
Un elemento "fondamentale", che "arricchisce la società civile e rafforza la solidarietà": così la relazione di Marco Scurria (PdL, PPE) definisce le attività di volontariato, sottolineando che l'esperienza nel no-profit è un "apprendimento non formale che permette l'acquisizione di capacità e competenze professionali e sociali" e rappresenta una forma importante di partecipazione civica attiva.
Per promuovere il volontariato in Europa e dare maggiore certezza giuridica allo status dei volontari, il Parlamento ha proposto di aumentare il budget per l'Anno europeo del volontariato a 10 milioni di euro, contro i 6 proposti inizialmente della Commissione. Grazie al pressing dei deputati, i Governi accorderanno probabilmente 8 milioni. Fondi riservati, ha puntualizzato Mario Mauro (PdL, PPE), "non a eventi mondani e conferenze, ma ad iniziative concrete in grado di rendere l'esperienza dell'Anno europeo del volontariato un laboratorio stabile per le associazioni".
Un riconoscimento alla galassia del volontariato
Scurria, che è stato presidente di Modavi (Movimento delle Associazioni di Volontariato Italiano) ha spiegato che l'anno europeo potrà rappresentare un "riconoscimento" e un incoraggiamento alle associazioni europee per la "tutela sociale dei volontari, chiamati spesso a esercitare la loro attività in condizioni di estremo pericolo".
Ma il volontariato ha anche un valore formativo, contribuendo allo "sviluppo delle risorse umane e alla lotta all'esclusione sociale". Per questo secondo Scurria i richiedenti asilo, i rifugiati e gli immigrati legali potrebbero "avere un ruolo più importante nel mondo del volontariato, specialmente quando non possono lavorare".
"Un motore di democrazia"
Mario Mauro, almeno 15 anni al suo attivo nel sostegno e nel riconoscimento del terzo settore in Italia, ex- presidente di Compagnia delle Opere no profit e promotore del Forum del Terzo Settore, definisce il volontariato come un"motore di democrazia". "Nei Paesi non democratici" - spiega - "il volontariato è proibito o fortemente osteggiato. Fare volontariato è l'affermazione della capacità umana di donare, di affermare un ideale più grande di noi e dei nostri interessi".
Silvia Costa (PD, S&D), membro della commissione Cultura del Parlamento, ha ricordato che "Sono circa 100 milioni i cittadini europei impegnati nel volontariato con attività costanti o al servizio di progetti specifici". Ma, come ricorda la risoluzione del Parlamento, l'attività volontaria "non dovrebbe sostituirsi al lavoro retribuito", perché le attività nel no-profit non devono rimpiazzare "le opportunità professionali" ma piuttosto "apportare un valore aggiunto alla società in virtù delle loro finalità sociali e culturali".
RIF.: 20091207STO66062
