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Tonno rosso a rischio: fine dell'epoca sushi?
Ambiente - 08-02-2010 - 18:37

Anche se l'UE si schierasse a favore del divieto, la proposta dovrebbe ancora trovare il favore della conferenza internazionale
Nelle prossime settimane l'UE deve prendere posizione sulla proposta di considerare il tonno rosso una specie in via d'estinzione, in quanto tale non più commercializzabile. Oggi il tonno del Mediterraneo finisce per l'80% in Giappone. Il divieto sarebbe una tutela indispensabile per la specie e un grave colpo contro il settore della pesca? Se ne discute domani in Aula.
Decisione mondiale a marzo
La CITES, detta anche "convenzione di Washington" per la protezione delle specie in pericolo, raccoglie 175 paesi da tutto il mondo, e si riunisce periodicamente per stabilire o aggiornare la lista degli animali e delle piante a rischio.
Le liste in realtà sono due. L'Appendice I include animali e vegetali "a rischio d'estinzione": circa 600 specie animali e 300 piante. Il commercio di questi viventi è permesso solo in circostanze eccezionali.
L'Appendice II, più ampio, comprende circa 33.000 specie, non necessariamente a rischio estinzione ma il cui commercio deve essere tenuto sotto controllo.
Fra il 13 e il 25 marzo la conferenza CITES dovrà decidere dell'inserimento nell'Appendice I di varie specie, dagli orsi polari agli elefanti africani e alcune varietà di tigri e squali. E all'ordine del giorno, c'è anche il tonno rosso.
Tonno, che dice l'Europa?
E' stato il principato di Monaco a domandare alla CITES di inserire il tonno nell'Appendice I. La proposta ha scatenato un dibattito vivace a livello europeo: il Mediterraneo, insieme al Messico, è fra i primi esportatori mondiali di tonno. L'inserimento del pesce nella lista avrebbe sicuramente ripercussioni sul comparto industriale.
L'Italia, che fino a ottobre era fra i Paesi opposti alla proposta, ha cambiato idea nelle ultime settimane, unendosi alla maggioranza di Stati europei schierati a difesa del tonno. Anche la Commissione europea fa parte di questo gruppo. Ma la linea finale dell'UE verrà definita solo al Consiglio dei ministri della Pesca europei, il 26 febbraio.
60% di pesci in meno negli ultimi dieci anni
La cattura di tonni è cresciuta vorticosamente negli ultimi decenni. I pesci nel Mediterraneo sono diminuiti del 75% dal 1957 al 2007, e il 60,9% di questo declino è avvenuto negli ultimi 10 anni. Anche i tonni di allevamento è diminuito della metà fra il 2002 e il 2007.
L'80% del pesce pescato finisce sulle tavole giapponesi, insaziabili di sushi e sashimi. Ma le cifre dell'export mettono in luce un fatto allarmante: la pesca di tonno è altamente superiore a quello che sarebbe permesso se si rispettassero le quote europee. E le quote stabilite sono molto più elevate di quello che gli scienziati raccomandano.
Divieto, unica soluzione?
Come prevedibile, le organizzazioni ambientaliste chiedono a gran voce di "salvare il tonno rosso", mentre le associazioni del settore della pesca mettono l'accento sul rischio di perdere "migliaia di posti di lavoro". E anche al Parlamento il dibattito è acceso.
La risoluzione che verrà discussa martedì 9 febbraio e votata mercoledì "esorta la Commissione e gli Stati membri a sostenere l'inclusione nell'Appendice I del tonno rosso". Ma un gruppo di deputati, fra cui la delegazione del PD nel gruppo S&D capitanata dal vice-presidente della commissione Pesca Guido Milana, non è d'accordo, e ha presentato due emendamenti per chiedere l'inclusione del tonno nell'Appendice II.
Milana si oppone al "totale divieto di commercializzazione" e ritiene che la linea da seguire sia di effettuare "controlli più rigidi sul rispetto delle quote, consentendo le attività di pesca e commercializzazione sui mercati nazionali”.
Di un'opinione diversa il presidente della commissione Ambiente Jo Lienen, tedesco, che ritiene “Il tonno rosso a serio rischio di estinzione", per cui è necessaria "un'azione rapida dell'UE per un divieto temporaneo della commercializzazione alla conferenza CITES di marzo".
E se passa il divieto, mai più sushi?
Il tonno, con buona pace degli amici giapponesi, diminuirebbe drasticamente dalla tavola, ma non scomparirebbe totalmente. L'inclusione nell'Appendice I, infatti, permette la pesca per le imbarcazioni di piccole dimensioni. Ma mette al bando la cattura a scala industriale. In pratica, fine delle esportazioni, il tonno si potrà consumare solo dove viene pescato.
E poi il tonno rosso non è l'unica specie esistente: il tonno bianco, detto Alalunga, e il Bonito, sono meno a rischio, e potranno continuare ad essere pescati.
Puoi seguire il dibattito martedì dalle 15.00 e il voto mercoledì dalle 12.00.
RIF.: 20100205STO68535
