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"Non possiamo lasciare l'Ucraina in una sala d'attesa permanente"

Relazioni esterne - 10-02-2010 - 20:10
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Sostenitori del vincitore Victor Yanukovych festeggiano davanti alla commissione elettorale. Kiev, Ucraina, 9 febbraio ©BELGA_EPA_SERGEI CHIRIKOV

Sostenitori del vincitore Victor Yanukovych festeggiano davanti alla commissione elettorale. Kiev, Ucraina, 9 febbraio ©BELGA_EPA_SERGEI CHIRIKOV

Oggi l'Aula ha esaminato la situazione politica in Ucraina, soprattutto a seguito delle elezioni presidenziali di domenica scorsa, che hanno decretato la vittoria del candidato filorusso Yanukovich. I parlamentari in missione di osservazione elettorale a Kiev hanno giudicato lo svolgimento del voto corretto e in linea con gli standard internazionali. Parla Paweł Kowal, conservatore polacco a capo della delegazione.

Onorevole Kowal: che cosa significa l'esito di queste elezioni per l'UE?
 
Possiamo dire che ora l'UE ha un partner all'est. Uno stato in cui si tengono elezioni regolari, che portano a un'alternanza di governo. L'affluenza è stata del 70%, più che in molti paesi europei. Ora l'Europa deve rispondere a questo evento, e aprirsi all'Ucraina.
 
Che ricadute ha il risultato elettorale sulla nostra sicurezza energetica?
 
Il peggio che può succedere, è che Yanukovich mantenga le sue "promesse elettorali". In tal caso, metterebbe un mediatore russo a capo delle negoziazioni fra Gazprom e l'Ucraina, e di conseguenza con l'UE. E poi dice che vorrebbe fare entrare l'Ucraina nel progetto Nordstream. Peccato che l'Ucraina non sia nel percorso del gasdotto, anzi, che la Russia l'abbia proprio tagliata fuori. Un'altra minaccia potrebbe venire dalla decisione della Russia di trattare con la Bielorussia, e vendere il gas a basso prezzo in cambio della sua influenza politica.
 
D'altra parte, il nuovo presidente potrebbe optare per una seria cooperazione energetica con l'UE, e permettere all'Ucraina di legarsi gradualmente al sistema di sicurezza europeo. Vedremo...
 
 
Che direzione prenderanno dopo queste elezioni i rapporti fra l'UE e l'Ucraina?
 
La cosa più importante ora è la preparazione e la firma dell'accordo di Associazione con l'UE, specialmente per quello che riguarda la libertà di commercio e la possibile abolizione dei visti in futuro. La società civile è a favore dell'entrata nell'UE. Ma questo sarà possibile solo dopo molti sforzi e sacrifici da parte dell'Ucraina.
 
Io sono preoccupato che se non diciamo chiaramente 'la porta è aperta per l'Ucraina', perdiamo un'opportunità di cambiamento. Il livello di sicurezza dei Paesi all'est dell'Europa peggiorerà nei prossimi anni. Se vogliamo vedere un cambiamento vero in Ucraina, non possiamo lasciarla per sempre nella sala d'attesa dell'Europa.
 
 
Quali sono stati i punti importanti del dibattito in plenaria di oggi?
 
La nostra dichiarazione inequivocabile che la porta è aperta. Sapendo che non sarà facile e che servirà tempo. Ma tutto dipende da questa dichiarazione.
 
Altrimenti gli ucraini riterranno l'offerta che arriva dalla Russia più interessante. Il rafforzamento dell'influenza russa in Ucraina non può che incoraggiare le tendenze imperiali del Cremlino, peggiorando di conseguenza le relazioni di Mosca con l'UE. Penso che l'unica via d'uscita sia questa, dobbiamo agire nello spirito dei padri fondatori dell'UE.
 
 
YuliaTymoshenko vuole il riconteggio dei voti. Che cosa può succedere ora?
 
La Tymoshenko ha ottenuto un buon risultato, è normale che - vista la differenza di un pugno di voti - voglia che si facciano tutte le verifiche necessarie per essere sicuri del risultato. Questo accade in qualsiasi paese, anche europeo. Ad oggi non ci sono prove di brogli o di dati che cambierebbero sostanzialmente il risultato. La cosa migliore è che il presidente assuma le sue funzioni nel modo più sereno possibile. Una volta che i tribunali avranno effettuato tutti i controlli necessari, tutti i candidati dovrebbero accettare i risultati in nome del futuro del paese. La grande affluenza alle urne, non c'è dubbio, confida una grande responsabilità a tutti i politici ucraini.
 
 
Una delegazione di otto parlamentari di ritorno da Kiev lunedì ha confermato che i due turni elettorali si sono svolti in modo corretto e secondo gli impegni presi dall'amministrazione ucraina con la comunità internazionale.
 
Il Parlamento voterà una risoluzione il 25 febbraio.
 
RIF.: 20100205STO68541