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Donne e Europa, si può fare di più

Diritti delle donne/Pari opportunità - 03-03-2010 - 19:13
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Rodi Kratsa-Tsagaropoulou durante il seminario, 2 marzo 2010

Rodi Kratsa-Tsagaropoulou durante il seminario, 2 marzo 2010

Il Parlamento deve fare più attenzione alle sue elettrici, intrappolate in un circolo vizioso in cui la ridotta rappresentanza causa uno scarso interesse e viceversa. Il 2 marzo un gruppo di esperti ha analizzato il legame tra donne e UE, concludendo che una maggiore partecipazione femminile è fondamentale. Quote rosa come soluzione?

 
Un'audizione organizzata da tre vicepresidenti in rosa: la greca Rodi Kratsa Tsagaropoulou, popolare, la tedesca Silvana Koch-Mehrin, liberale e la portoghese Edite Estrela, socialista. Un filo conduttore: "Avvicinare le donne all'UE e l'UE alle donne".
 
Donne meno interessate degli uomini all'Europa
 
Cercando di identificare le cause del lievemente minore interesse delle donne rispetto agli uomini verso l'UE, diversi esperti hanno identificato un circolo vizioso: in media le donne si dichiarano meno informate sugli affari UE, hanno un'immagine meno positiva dell'Unione, ne sanno di meno, e considerano l'Europa poco rilevante nelle loro vite.
 
Poco rappresentate a livello politico e mediatico
 
Guardando poi alla partecipazione alle ultime elezioni europee, si evidenzia una percentuale minore di candidate, alle quali comunque i media tendono a dare meno risalto rispetto ai colleghi maschili.
 
I numeri sono chiari: le donne sono il 35% dei candidati, il 24% dei membri eletti e ricevono solamente il 19% della copertura mediatica, come dimostra uno studio condotto da Susan Balducci della University of Exeter.
 
 
Le soluzioni possibili
 
Per rompere il circolo vizioso, l'UE deve diventare più importante per le donne: più attenzione alle problematiche a cui il genere femminile attribuisce più rilevanza, soprattutto il sociale. Ma anche più rappresentativa: da qui l'idea delle quote rosa proposta da Edite Estrela. E infine, più comunicazione e più mediatizzazione delle donne attive nella politica UE. Non solo per parlare del loro aspetto fisico e della vita privata, ma di competenze e di programmi.
 
 
RIF.: 20100226STO69651