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Giornalisti a Bruxelles, la sfida di raccontare l'Europa

Cultura - 04-03-2010 - 17:41
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La consegna del Premio europeo per il Giornalismo 2009. I vincitori di ogni categoria ricevono 5.000 euro.

La consegna del Premio europeo per il Giornalismo 2009. Il premio è di 5.000 euro per ogni categoria.

Con oltre 1200 giornalisti accreditatati, la sala stampa dell'Unione europea è seconda solo a quella di Washington. Ma che cosa significa per i corrispondenti coprire l'attualità europea? E come fanno a spiegare le notizie che emanano da Commissione, Parlamento e Consiglio ai cittadini? Lo abbiamo chiesto ad alcuni di loro, in occasione della scadenza per partecipare al Premio europeo per il Giornalismo il 31 marzo.

Essere corrispondenti da Bruxelles
 
"Le notizie dall'Europa non sono proprio le più sexy", dice Michael Stabenow, corrispondente del quotidiano tedesco Frankurter Allgemeine Zeitung. "Questo è quello che sperimentano, a volte con dolore, i 1200 giornalisti accreditati, che si muovono in un perimetro istituzionale, fra Commissione, Parlamento e Consiglio".
 
"Sono stato corrispondente negli anni '80, e poi da 1996 in poi", racconta Frans Boogaard, del giornale olandese Algemeen Dagblad. "A mio avviso l'Europa sta diventando sempre più complicata, il che rende sempre più difficile per le istituzioni e per la stampa spiegare ai cittadina cosa succede".
 
Più entusiasta Ann Cahill, che scrive per l'Irish Examiner: "E' un lavoro privilegiato, perché assisti al nascere d'idee che poi si sviluppano nella politica nazionale, nel settore privato, nella società civile, e all'interno delle istituzioni UE".
 
Per Maria Laura Franciosi, ex-vice direttore dell'ANSA a Bruxelles "muoversi fra molte istituzioni è come indossare diverse paia di scarpe, raccogliere varie fonti e poi mettersi alla scrivania e ordinare il tutto per renderlo comprensibile ai lettori".
 
"La quantità di materiale e il volume d'informazione generato dalle istituzioni è enorme - continua la Franciosi - La difficoltà sta nel cogliere quello che è importante e dargli un ordine".
 
"Il problema è che accadono varie cose allo stesso tempo. Può capitare di dover seguire un evento senza essere presenti", racconta Nikos Bellos, corrispondente dell'agenzia stampa cipriota. "In quei casi, lo streaming video fornito dalle istituzioni e i contatti con i loro addetti stampa sono preziosi".
 
Come si fa a spiegare l'Europa?
 
"Le nostre redazioni nazionali non solo sono distanti fisicamente e non conoscono la rete complessa d'istituzioni e interessi europei, ma hanno anche una certa 'paura mentale' di Bruxelles", dice Stabenow. "Ma per scrivere bene di Europa, bisogna tenere in conto l'interazione fra politica europea e nazionale, che sono due lati della stessa medaglia. Un buon articolo deve contemplare le due prospettive".
 
Per la Franciosi "le notizie sono quelle che si possono riportare alla vita quotidiana delle persone. Non le grandi strategie e le dichiarazioni magniloquenti. Quello che manca davvero in Europa è la voce della gente e le sue storie. Anche se copriamo benissimo l'attualità delle istituzioni, le persone vogliono capire in concreto cosa vuol dire per loro".
 
 
Lavorare insieme alle istituzioni
 
Preoccupato sui tagli ai corrispondenti Frans Boogaard, membro dell'Associazione della Stampa Internazionale, che denuncia: "chi comanda i media sta tagliando sui giornalisti da Bruxelles per ragioni economiche. E' un pessimo segnale, soprattutto ora che il Parlamento sta acquisendo nuovi poteri".
 
"Abbiamo chiesto più volte alle tre istituzioni - continua - di coordinarsi in modo di permettere ai corrispondenti di seguire la plenaria a Strasburgo senza perdersi importanti riunioni del Consiglio a Bruxelles. Abbiamo ricevuto immediatemente risposta positiva dal Parlamento, e dopo un po' di tempo anche dalla Commissione. Ma dal Consiglio niente."
 
Il 31 marzo scade il termine per la presentazione delle candidature al Premio europeo del Giornalismo, un riconoscimento del Parlamento per servizi e articoli sull'Europa in quattro categorie: carta stampata, internet, radio e TV.
 
 
RIF.: 20100226STO69653