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Eva-Britt Svennson: "Violenza sulle donne sia considerata reato in tutta Europa"

Diritti delle donne/Pari opportunità - 09-03-2010 - 12:39
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Eva-Britt Svensson. Una ricerca Istat del 2008 dice che in Italia una donna su tre fra i 16 e i 70 ha subito violenza o maltrattamenti nella sua vita.

Eva-Britt Svensson. Una ricerca Istat del 2008 dice che in Italia una donna su tre fra i 16 e i 70 ha subito violenza o maltrattamenti nella sua vita.

Il tema scelto dal Parlamento quest'anno per celebrare la Giornata internazionale della Donna è l'eliminazione della violenza contro il gentil sesso. La presidente della commissione parlamentare per i Diritti delle Donne del Parlamento, Eva-Britt Svensson, svedese, gruppo della Sinistra Unita, è stata personalmente vittima di violenza: ecco le sue idee su come l'UE può agire. E su come le donne devono reagire.

Che cosa ha fatto l'UE e in particolare il Parlamento per fermare la violenza sulle donne?
 
Prima di tutto penso che non abbia fatto abbastanza, perché la violenza di genere è ancora molto forte. Quello che abbiamo fatto, è iniziare a informare e fare campagne. Il programma dell'UE Daphne per prevenire e dare sostegno alle vittime di violenza va nella giusta direzione. Ma quello che manca è una legislazione europea: molti Stati membri UE hanno leggi efficaci contro la violenza, è ora che anche l'UE si muova.
 
Se dovesse scegliere tre misure a livello europeo, quali pensa che siano le più urgenti?
 
Prima di tutto il sostegno alle vittime. Ci deve essere una legge in tutti i Paesi UE che sancisce che maltrattare una donna è reato, e la donna deve trovare supporto e aiuto nelle autorità pubbliche, nella polizia e nel giudice. In secondo luogo, la presidenza spagnola dell'UE propone un numero di telefono unico. E' una buona idea perché se si ha un numero in testa, ed è lo stesso dappertutto, può essere più facile chiamare per chiedere aiuto. Terzo, dobbiamo raccogliere dati e analisi da tutti gli Stati membri, per capire quante vittime ci sono davvero, e perché succede.
 
Una donna su quattro/cinque nell'UE dice di aver subito violenza,e una su dieci molestie sessuali. Lei stessa ne è stata vittima. Che consigli dà alle altre donne?
 
Voglio dire a tutte le donne che vivono in una relazione violenta: è possibile tagliare questi rapporti negativi, andarsene e costruire la propria vita. Io so com'è: ti dai la colpa, lui controlla tutto e tu hai paura sempre, giorno e notte. Ogni istante della tua vita, hai paura della persona con cui stai, che hai amato e con cui hai dei bambini. Immaginate com'è. Lui è la persona più importante che hai ma è anche la tua minaccia. Devi riconoscere che non puoi più accettarlo, puoi andartene e rifarti una vita.
 
C'è in cantiere per i prossimi mesi qualche legge UE per aiutare le vittime?
 
Sì, c'è una proposta per estendere la protezione all'estero. Per esempio io sono svedese. Quando ho subito le molestie, sono andata dalla polizia e loro hanno negato alla persona in causa di avvicinarsi a casa mia e al posto dove lavoravo. Avevo addirittura un "bottone anti-panico" che potevo schiacciare nel caso lui mi apparisse di fronte. Con l'estensione della protezione a livello europeo, puoi allontanarti dal tuo Paese, fare un viaggio, ed avere la stessa protezione che a casa, mostrando alla polizia locale che hai diritto ad essere difesa.
 
 
RIF.: 20100226STO69661