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Più controlli e risoluzione alternativa dei contenziosi, per una migliore tutela dei consumatori

Consumatori - 09-03-2010 - 13:24
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SOLVIT è stato creato del 2002 dalla Commissione europea

SOLVIT è stato creato del 2002 dalla Commissione europea

Domani discussione e voto di tre rapporti del Parlamento sulla tutela dei consumatori e il funzionamento del mercato interno. Uno riguarda gli strumenti di controllo e la sicurezza dei prodotti, un altro la rete SOLVIT per la risoluzione delle controversie senza passare per le vie legali. E poi valutazione del livello di applicazione delle regole comunitarie nelle normative nazionali, e come fare per migliorare.

SOLVIT: risolvere i problemi senza passare alle vie legali
 
SOLVIT è una rete di consulenza online a cittadini e imprese, per la risoluzione di problemi legati all'applicazione scorretta delle leggi sul mercato interno europeo. L'idea è che i Paesi membri dell'UE collaborino fra loro senza ricorrere ai tribunali per sciogliere i nodi legati alla libera circolazione di beni, servizi o persone fra un Paese e l'altro, come previsto dalle leggi comunitarie. Per dare risposte entro dieci settimane dalla deposizione del caso.
 
Un esempio?  Un'impresa tedesca che noleggia yacht in Italia si è rivolta a SOLVIT perché le autorità italiane sostenevano che per operare il servizio servisse una licenza italiana. Il caso è stato risolto in nove settimane, dimostrando che secondo la normativa europea il noleggiatore tedesco poteva fornire il suo servizio anche in Italia.
 
La relazione del parlamentare rumeno Cristian Silviu Buşoi (ALDE) afferma che l'efficacia di SOLVIT può essere aumentata: molti cittadini non ne conoscono l'esistenza, e gli Stati dovrebbero promuoverlo di più. Il Parlamento chiede anche la creazione di un sito web centrale, da cui le istituzioni UE possano rispondere agli interessati indirizzandoli alle autorità competenti nel loro Paese.
 
 
Sicurezza dei prodotti, servono più controlli
 
Il rapporto della social-demcratica Anna Hedh si concentra sulla necessità di rafforzare le strutture di controllo nazionali sui prodotti importati, per essere sicuri che rispettino gli standard di qualità europei.
 
La svedese raccomanda alla Commissione europea di aggiornare periodicamente il sistema di allarme rapido per i beni non-alimentari considerati pericolosi (RAPEX). Quello che nel 2007 ha permesso di ritirare dal mercato europeo le Barbie made in China, ritenute poco sicure.
 
L'Aula chiede di rafforzare la cooperazione a livello internazionale e concludere accordi vincolanti sugli standard dei prodotti importati  dai Paesi terzi, in particolare Cina, USA e Giappone.
 
 
Mercato interno, a che punto siamo?
 
La Commissione europea stila ogni anno un quadro di valutazione della trasposizione delle regole del mercato interno da parte dei Paesi membri dell'UE. Risultato? Nel 2009 l'attuazione è stata piuttosto tempestiva, ma rimangono passi da fare nelle modalità di applicazione.        
 
L'Italia non brilla per zelo, e rimane fra i sette Paesi che non hanno trasposto le direttive europee secondo gli obiettivi previsti. Maglia nera anche per le infrazioni constatate: siamo il Paese con più procedure aperte.
 
Per risolvere i problemi legati alla trasposizione del diritto, la relatrice Róża Thun, popolare polacca, chiede alla  Commissione europea di organizzare un forum annuale in cui rappresentanti nazionali e europei possano stabilire obiettivi precisi e concreti di attuazione e applicazione delle leggi sul mercato interno.
 
Anche in questa relazione il Parlamento chiede uno sforzo supplementare ai Governi, per informare meglio e più chiaramente cittadini e aziende dei loro diritti  nel mercato unico europeo.
 
RIF.: 20100305STO70014