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Voce alle donne. Al Parlamento e fuori

Diritti delle donne/Pari opportunità - 09-03-2010 - 19:36
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I deputati intervenuti al dibattito, da sinistra: Wortmann-Kool Corien, PPE, Martin Schultz S&D, Diana Wallis ALDE, Marije CORNELISSEN, Verdi, Yannakoudakis Marina, ECR, Svensson Eva-Britt, GUE, Andreasen Marta, EFD Morvai Krisztina, non iscritti.

deputati intervenuti al dibattito, da sinistra: Wortmann-Kool Corien, PPE, Martin Schultz S&D, Diana Wallis ALDE, Marije CORNELISSEN, Verdi, Yannakoudakis Marina, ECR, Svensson Eva-Britt, GUE, Andreasen Marta, EFD Morvai Krisztina, non iscritti.

Disparità di salario tra uomini e donne, violenza, e partecipazione femminile alla vita politica sono state alcune delle questioni sollevate nel dibattito al Parlamento l'8 marzo, in occasione della Giornata internazionale della Donna. Alcuni deputati hanno criticato la Commissione per aver presentato un nuovo piano sull'eguaglianza senza discuterlo con il pubblico e le organizzazioni non governative.

Secondo il presidente del Parlamento Jerzy Buzek la giornata internazionale delle donne è un'opportunità per dibattere sull'eguaglianza, la violenza e il supporto alle mamme single: "La discriminazione nella società o nel lavoro dovrebbe appartenere al passato". Un augurio per il futuro? Più donne elette al Parlamento.
 
Anche Diana Wallis, Liberale inglese, vorrebbe una presenza femminile più consistente al Parlamento, ma sostiene che, con il trend attuale, ci vorranno almeno 200 anni per raggiungere la parità: "Molto è stato conquistato, ma resta ancora molto di più da fare".
 
Disparità di salari
 
Corien Wortmann-Kool, che ha parlato a nome del gruppo PPE, afferma che nonostante le donne siano il 50% della popolazione, guadagnano solamente il 10% del reddito mondiale. Sulla stessa lunghezza d'onda anche Martin Schulz, leader dei Socialisti-Democratici, che reclama "stessi stipendi per lo stesso lavoro", aggiungendo che una società non può essere basata sull'uguaglianza dei diritti se "per un lavoro identico uomini e donne ricevono stipendi diversi".
 
Secondo Marina Yannakoudakis, greca del gruppo dei Conservatori e Riformisti, è importante che le donne siano sostenute qualunque sia la loro scelta, carriera o famiglia. "L'espressione 'soltanto una casalinga' dovrebbe essere bandita per legge".
 
La deputata inglese Marta Andreasen, dell'Europa per la Libertà e la Democrazia, pone l'accento sul bisogno di un cambio di comportamento, più che di leggi: "Mi sentirei insultata se qualcuno mi concedesse un trattamento speciale solo per via dei miei cromosomi".
 
La 'Carta per le Donne' della Commissione
 
Il commissario per la politica dei consumatori John Dalli è intervenuto in Aula per presentare la 'Carta delle Donne' lanciata dal presidente Barroso il 5 marzo: "una buona base" l'ha definita Dalli. La Carta si propone di "integrare il principio dell'eguaglianza di genere" in tutte le politiche comunitarie per i prossimi 5 anni.
 
Eva-Britt Svensson, a nome della Sinistra unita, svedese, ha criticato aspramente l'iniziativa della Commissione: una Carta "debole", stilata senza consultare né il Parlamento, né le ONG del settore.  La deputata svedese ha proposto di usare quest'anno, fino alla prossima Giornata internazionale delle Donne, per discutere la proposta con il pubblico e il Parlamento. "Lavoriamo per i diritti delle donne tutti i giorni, non solo l'8 marzo. Questo è quello di cui hanno bisogno uomini e donne in tutta Europa".
 
RIF.: 20100305STO70017