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Da Copenhagen a Cancún: si torna a parlare di clima, ma resta la delusione
Ambiente - 10-03-2010 - 19:29
In un dibattito sul dopo-Copenhagen in Aula martedì, i deputati hanno ascoltato le proposte della neo-commissaria per il Clima Connie Hedegaard, che ha proposto le linee guida per l'Europa: mantenere la rotta e obiettivi ambiziosi, senza sovraccaricare di aspettative la prossima conferenza ONU sul clima, prevista per fine anno a Cancún, Messico.
Il dibattito si è centrato sull'ultima comunicazione della Commissione sulle "politiche internazionali del cambiamento climatico dopo Copenhagen", pubblicata e presentata ieri 9 marzo da Connie Hedegaard, nuova rappresentante europea sulle questioni legate al clima.
"Le aspettative su Cancún devono essere maneggiate con cura, perché un fallimento darebbe voce a coloro che ritengono che un accordo mondiale non è necessario" - ha affermato l'ex-Ministro dell'Ambiente danese, ricordando che resta fondamentale la "pressione" dell'UE su Cina e USA.
Parlamentari fra scetticismo e amarezza
L'austriaco Richard Seeber del Partito Popolare ha espresso apprezzamento per la comunicazione della Commissione, ma ha criticato il processo decisionale dell'ONU.
Secondo lui non bisogna sottovalutare lo scetticismo diffuso: "Pare che solo il 30% dei cittadini europei ritenga che il CO2 ha un impatto sul clima".
"Ho paura che i negoziati sul clima si trasformino in una ripetizione di Doha sul commercio internazionale, in cui l'accordo finale è rimandato di anno in anno", dice Jo Leinen, presidente della Commissione Ambiente del Parlamento e social-democratico tedesco.
Per Chris Davis, liberale britannico, l'Europa ora non ha molto da fare: "la palla è nel campo degli altri. Noi ora dobbiamo solo trovare più alleati possibili".
Mentre i Verdi chiedono di andare oltre l'obiettivo del 20% di emissioni in meno entro il 2020, e impegnare l'UE " a una riduzione di almeno il 30%", secondo la finlandese Satu Hassi.
Dubbi sulla posizione europea anche dal gruppo dei Conservatori e Riformisti, ma per motivi opposti: " se non c'è un accordo mondiale - sostiene Martin Callanan - un impegno unilaterale dell'UE non farebbe che danneggiare la competitività della nostra economia".
Non è d'accordo la commissaria. Secondo lei "per l'UE tagliare le emissioni resta un obiettivo importante, avremo comunque un vantaggio dal risparmio energetico e l'uso di tecnologie efficienti". Per cui bisogna già "guardare oltre gli obiettivi di oggi, e pensare a domani".
Non è d'accordo la commissaria. Secondo lei "per l'UE tagliare le emissioni resta un obiettivo importante, avremo comunque un vantaggio dal risparmio energetico e l'uso di tecnologie efficienti". Per cui bisogna già "guardare oltre gli obiettivi di oggi, e pensare a domani".
RIF.: 20100305STO70028

