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Seduta plenaria 5-8 luglio 2010, Strasburgo

Istituzioni - 02-07-2010 - 18:14
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  • Passaggio di consegne fra presidenza spagnola e belga
  • Voti importanti su SWIFT, supervisione finanziaria e servizio d'azione esterna dell'UE
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L'ultima sessione plenaria prima della pausa estiva si annuncia densa. I parlamentari daranno una valutazione sulla presidenza spagnola appena conclusa, e accoglieranno quella belga, rappresentata dal premier uscente Yves Lerme. In agenda anche l'approvazione della posizione sull'accordo SWIFT e il futuro servizio diplomatico dell'UE.

 
 
Il voto legislativo più importante dovrebbe essere quello sul pacchetto di supervisione finanziaria. In questo dossier, tutti gli aggiornamenti.
 
 
RIF.: 20100625FCS76850

Ordine del giorno: i punti caldi

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  • Supervisione finanziaria e diritti dei passeggeri
  • Ma anche carne clonata e emissioni industriali

Anche i sistemi di trasporto intelligenti al centro del dibattito

Limitare i bonus dei manager bancari - I deputati discuteranno e voteranno il testo dell'accordo raggiunto fra i negoziatori del Parlamento e del Consiglio sui requisiti patrimoniali e i bonus manageriali. Durante tutta la discussione fra le due istituzioni, il relatore del PE ha insistito per l'inclusione nel testo di un tetto ai bonus dei banchieri: sarebbe il primo caso di tale limite fissato per legge.
 
È il momento di accelerare sulla supervisione finanziaria  - Martedì i deputati discuteranno il sistema UE di controllo delle organizzazioni finanziarie e i poteri che le future autorità europee di supervisione dovrebbero avere. Il Parlamento dovrebbe votare sul pacchetto legislativo mercoledì.
 
Lotta contro il finanziamento del terrorismo e SWIFT- Quattro mesi fa il Parlamento europeo aveva respinto l'accordo SWIFT sullo scambio dei dati bancari con gli Stati Uniti. A Strasburgo, i deputati dovrebbero invece approvare la nuova versione dell'accordo, dopo aver negoziato col Consiglio e gli USA alcune garanzie e aver ottenuto che l'Unione si doti presto di un sistema che permetta di evitare qualsiasi trasferimento di dati non selezionati.
 
Diritti dei passeggeri: regole più severe per i viaggi in nave  - Chi viaggia in nave otterrà presto nuovi diritti, analoghi a quelli fissati nella Carta europea dei diritti dei passeggeri aerei, come prevede un accordo con il Consiglio che dovrebbe essere confermato la prossima settimana a Strasburgo. La nuova legislazione copre il risarcimento per i ritardi e le cancellazioni, i pagamenti in caso d'incidenti e l'assistenza ai passeggeri disabili. Autobus e pullman saranno trattati in autunno.
 
No alla carne di animali clonati sulla nostra tavola - La carne e i latticini derivati da animali prodotti e dalla loro progenie potrebbero essere vietati se il Parlamento sosterrà gli emendamenti approvati dalla commissione per l'ambiente e la sanità pubblica nella sua seconda lettura.
 
Standard più severi sulle emissioni industriali  - Si prevede che i deputati approveranno regole più stringenti per le emissioni industriali, con limiti più severi per ossidi di azoto, anidride solforosa e polveri, sostanze particolarmente pericolose per la salute e per l'ambiente.
 
Sì alla la candidatura dell'Islanda nell'UE  -Martedì il Parlamento si esprimerà sulla recente decisione da parte dei leader dell'UE di aprire i negoziati di adesione con l'Islanda. La prospettiva che l'Islanda diventi il 28° Stato membro dell'UE è stata accolta favorevolmente dalla commissione per gli affari esteri, che ha anche sottolineato che la polemica sui rimborsi al governo britannico e olandese deve essere risolta "bilateralmente".
 
Voto sul futuro servizio diplomatico dell'UE - L'accordo raggiunto dai negoziatori del Parlamento sull'organizzazione e il funzionamento del Servizio di azione esterna dell'UE sarà sottoposto a votazione prima nella commissione affari esteri martedì e poi, giovedì, in plenaria.
 
Escludere il legno illegale dal mercato UE   -I consumatori al momento hanno limitate garanzie che i mobili acquistati non siano prodotti con legno tagliato illegalmente, visto che esso rappresenta una quota di mercato UE pari a circa il 20%. Da tempo richiesta dai deputati, la proposta di legge promette di vietare il legno illegale e di punire i commercianti senza scrupoli.
 
Disastri petroliferi: rischi, responsabilità e prevenzione   -Alla luce del recente disastro ambientale nel Golfo del Messico, gli eurodeputati discuteranno i rischi di esplorazione e estrazione di petrolio con i rappresentanti del Consiglio e della Commissione. Il dibattito è previsto per mercoledì sera.
 
Conclusioni della presidenza spagnola e presentazione del semestre belga - La presidenza spagnola del Consiglio martedì presenterà le sue conclusioni ai membri del Parlamento europeo. Il Primo ministro Zapatero sarà presente a Strasburgo per discutere i risultati raggiunti durante il primo semestre del trio di presidenza Spagna-Belgio-Ungheria.
 
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Emilie Turunen: combattere la piaga della disoccupazione giovanile

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Emilie Turunen, del gruppo dei Verdi, è la più giovane europarlamentare di questa legislatura.

Emilie Turunen, del gruppo dei Verdi, è la più giovane europarlamentare di questa legislatura

La disoccupazione colpisce i giovani il doppio che il resto della popolazione. In tempi di crisi, un problema strutturale si trasforma in una piaga sociale. Emilie Turunen, Verde danese, 25 anni, è autrice di un rapporto che propone due idee concrete per combattere la disoccupazione giovanile in Europa.
 
 
Perché il tasso di disoccupazione è così alto oggi, che barriere incontrano i giovani a causa della crisi?
 
Sappiamo dalle crisi del passato che i giovani pagano il prezzo più degli altri, perché sono gli ultimi arrivati. Significa che saranno gli ultimi ad essere impiegati, e probabilmente i primi ad essere licenziati. Tantissimi giovani, soprattutto nel sud Europa, hanno contratti a termine o contratti atipici, per cui è facile liberarsi di loro se c'è crisi.
 
Se le aziende non assumono più a casa della crisi, saranno i neo-laureati e neo-diplomati a rimetterci. L'abbiamo visto anche negli anni '80, quando quasi una generazione non è riuscita ad accedere al lavoro stabile. Temo che stiamo ripetendo lo stesso errore oggi. Tutti i datori di lavoro dicono: "non possiamo prenderlo perché non ha esperienza", vogliono tutti persone già capaci di lavorare. Ma come fa uno a farsi l'esperienza, se c'è questa barriera all'ingresso? Dobbiamo trovare il modo di superarla.
 
...E alla fine un sacco di giovani accettano stage sottopagati e senza alcuna garanzia sociale. Lo stage sta rimpiazzando il lavoro vero?
 
E' un'evidenza! Il numero degli stage è cresciuto in paesi come Francia e Germania, mentre i posti di lavoro diminuiscono. Questo è un indicatore del fatto che gli stage stanno sostituendo i veri lavori. E non parliamo di qualche centinaia, ma di milioni di posti!
 
E' necessario garantire che gli stage siano veramente parte di un percorso formativo, e non siano il surrogato di un vero lavoro. Nel rapporto chiediamo una "Carta europea per la qualità degli stage". E' importante che ci sia un contratto con l'università o l'istituto di formazione, perché lo stage sia fatto durante gli studi, e non una volta finiti. Non deve durare più di sei mesi, e non può rimpiazzare il vero lavoro. Abbiamo fatto varie proposte in questa Carta.
 
Quali potrebbero essere gli effetti a lungo termine della disoccupazione sui giovani, e sulla società in generale?
 
L'effetto della disoccupazione non si può sottovalutare, è come se la società ti dicesse "non c'è bisogno di te". Ho letto molti studi sulla situazione negli anni '80, e il paragone con i giorni nostri. Oggi la disoccupazione è un fenomeno interiorizzato. Significa che la gente, invece di dare la colpa ai politici e  alla società, pensa di non essere adeguata, che sia colpa sua. Ti chiedi: "ma sono abbastanza bravo?". E allora la crisi, invece di essere una crisi collettiva diventa una crisi privata.
 
E' una sfida epocale per la nostra società. Il costo di un livello così elevato di disoccupazione giovanile è troppo alto. E' uno spreco di risorse umane, di capitale sociale, di competenze, di persone che devono costruire la società di domani. Credo che, se continuiamo a non affrontare il nodo, mettiamo in pericolo le nostre economie.
 
Ma in tempi di rigore finanziario, è realistico chiedere agli Stati di investire di più sulle politiche giovanili?
 
Sfortunatamente, credo di no. Guardando alle decisioni dei governi oggi, c'è poco da sperare. Il nostro gruppo ha una posizione diversa da quella maggioritaria, e crede che il cammino tedesco seguito da tutti i governi europei per la riduzione del debito porterà a debiti raddoppiati. Finiremo in una recessione, la disoccupazione crescerà e soffocheremo quel poco ripresa che stava iniziando. E' chiaro che dobbiamo ridurre i debiti pubblici, ma la questione è in che modi e che tempi.
 
Due cose che si possono fare a livello UE per aiutare i giovani.
 
Una cosa è la "Carta europea per la qualità degli stage", che dovrebbe assicurare che l'esperienza pratica faccia parte del percorso formativo, e sia sottoposta a certe condizioni. Non c''è niente che regola gli stage oggi, per cui i giovani sono intrappolati fra la condizione di studenti e il mercato del lavoro, ed è una fase in cui non hanno alcun diritto. La Carta riempirebbe questo vuoto.
 
Seconda cosa, proponiamo una  garanzia europea per i giovani, che assicurerebbe che un ragazzo non resti senza far niente per più di quattro mesi. Dopo, gli si dovrebbe offrire una formazione, un corso di studi o un vero lavoro.  E' un obiettivo ambizioso, è chiaro, ma i governi europei quattro anni fa l'avevano approvato. Sarebbe l'ora di tirarlo fuori dal cassetto. Stare seduti in poltrona troppo a lungo, può essere molto pericoloso.
 
La relazione Turunen verrà discussa lunedì 5 e votata martedì 6 luglio.
 
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ITS: trasporti più intelligenti per i viaggiatori, l'ambiente e l'economia

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Il GPS: un grande aiuto, ma si può fare di più ©BELGA_PhotoAlto_Ale Ventura

Driver using GPS for navigation assistance ©BELGA_PhotoAlto_Ale Ventura

 Stanchi di sprecare le vostre giornate in coda, rischiando magari di perdere il traghetto delle vacanze? Se solo i navigatori satellitari fossero davvero intelligenti come li vendono, si potrebbe viaggiare con qualche preoccupazione in meno. I sistemi di trasporto intelligente (ITS) non aiutano solo a pianificare percorsi più efficienti: possono anche contribuire ad aumentare la sicurezza e a rispettare l'ambiente. Ma come rendere compatibili le diverse apparecchiature?
 
Oggi 5 luglio, i deputati discuteranno principalmente delle applicazioni ITS relative al trasporto su strada. Uno strumento che tutti conosciamo è il navigatore GPS, che aiuta a pianificare i viaggi e a non perdere la rotta, ma ce ne sono molti altri.
 
La gestione dinamica del traffico, per esempio, permette di analizzare i dati provenienti da fonti diverse e adattare i limiti di velocità sulle autostrade per facilitare lo scorrimento. Ma esistono anche la guida per i parcheggi, che mostra dove sono i posti disponibili, il controllo elettronico di stabilità e le chiamate elettroniche, che avvisano automaticamente i servizi di emergenza in caso di incidente.
 
Anche i passeggeri possono beneficiare del sistema. I dati sulle strade più libere evitano ingorghi, con conseguenze positive anche per l'ambiente, mentre gli avvisi su incidenti e lavori in corso preparano gli automobilisti a superare gli intoppi facendo più attenzione. Tutto questo si può riflettere sull'economia UE, aumentandone la competitività: l'1% del PIL europeo viene bruciato ogni anno dalla congestione stradale.
 
Compatibilità entro il 2013
 
Il problema è che ogni paese UE ha sviluppato soluzioni proprie, spesso non compatibili con quelle degli altri Stati, rendendo difficile una futura armonizzazione dei sistemi. Questa è la sfida principale: superare la situazione attuale in cui i vari ITS sono incompatibili e mantengono dei prezzi molto alti a causa della frammentazione del mercato.
 
La soluzione proposta dal Consiglio e supportata dalla commissione Trasporti del Parlamento prevede nuovi ITS, compatibili con quelli esistenti e da lanciare sul mercato entro il 2013.
 
Entro la fine del 2012 dovrebbero essere disponibili i servizi di chiamata automatica in caso di incidente, quelli di informazione sui parcheggi sicuri per camion e veicoli commerciali e il sistema di informazione universale sulla sicurezza stradale, disponibile gratuitamente. Per la fine del 2013 i servizi d'informazione sul traffico dovrebbero essere operativi, mentre il servizio d'informazione multimodale sul viaggio vedrà la luce entro il 2014.
 
Secondo la relatrice danese Anne Jensen dell'ALDE, "l'approccio volontario ai sistemi di trasporto intelligente non ha funzionato. E' necessario un livello minimo di standardizzazione, se vogliamo che gli utenti possano usare gli ITS durante i loro viaggi".
 
 
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Apertura della seduta

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Apertura - Strasburgo 5 luglio 2010

Opening

Il Presidente del Parlamento Jerzey Buzek, in apertura della sessione plenaria, ha espresso il proprio cordoglio per le recenti alluvioni che hanno colpito la Romania, la regione spagnola delle Asturie e altre parti del Continente. Buzek ha anche condannato gli attacchi in Iran contro la comunità Baha'i e il perpetuato uso della pena di morte, anche nei confronti di minori.
 
Infine, ha ricordato il 10° anniversario della morte di Jan Karski, combattente polacco della resistenza durante la guerra che nel 1942 fu la prima persona che divulgò notizie dello sterminio degli ebrei nell'Europa occupata dai nazisti.

L'Aulla ha approvato due cambiamenti all'ordine del giorno. La votazione sulla relazione Gallo sulla proprietà intellettuale è stata spostata a settembre e l'ordine di dibattito sulle questioni d'urgenza del giovedì vedrà prima la discussione sullo Zimbabwe, poi sul Venezuela e infine sulla Corea del Nord.
 
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SWIFT II: verso il voto finale sull'accordo USA-UE

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Giovedì a mezzogiorno il Parlamento voterà l'accordo per il trasferimento dei dati bancari tra Stati Uniti e UE. ©BELGA/imagebroker/Michaela Begsteiger

Giovedì a mezzogiorno il Parlamento voterà l'accordo per il trasferimento dei dati bancari tra Stati Uniti e UE. ©BELGA/imagebroker/Michaela Begsteiger

Quattro mesi fa i deputati hanno rifiutato un accordo per il trasferimento dei dati bancari dall'UE agli USA, usando per la prima volta i nuovi poteri del Trattato di Lisbona. Da allora, hanno fatto pressing su governi UE e Dipartimento del tesoro USA per trovare una soluzione che tenesse più in conto la tutela dei dati personali dei cittadini europei. Ora il frutto dei negoziati è sul tavolo: per il relatore Alvaro "il nuovo testo protegge sia la privacy che la sicurezza. Permetterà di tracciare i finanziamenti dei terroristi, senza effetti sui cittadini UE".
 
Ieri 5 luglio la commissione per le Libertà civili ha approvato il progetto di raccomandazione per autorizzare la conclusione dell'accordo SWIFT II. Se i deputati appoggeranno la decisione nel voto della plenaria di giovedì prossimo, l'accordo sarà ratificato l'1 agosto.
 
Il relatore tedesco Alexander Alvaro dell'ALDE ha dichiarato che "il rifiuto dell'accordo di febbraio scorso ha dato il via a una nuova era per il Parlamento europeo. Anche il nuovo accordo rappresenta uno storico passo avanti".
 
Trasferimenti di massa: approccio in due fasi
 
Il problema più grande per i deputati era il trasferimento in massa dei dati europei alle autorità statunitensi. Per trovare una soluzione, alla fine tutte le parti hanno accettato la richiesta del Parlamento di un approccio a due fasi legalmente vincolante.
 
La prima fase, a breve termine, permetterà il trasferimento di dati, ma alcuni funzionari europei vigileranno sulla loro estrazione in territorio americano e avranno il potere di bloccarla. La seconda fase prevede l'istituzione nel medio periodo di una struttura tecnica e legale per l'estrazione dei dati sul suolo UE, così da rendere inutili i trasferimenti alle autorità USA.
 
Gli altri punti salienti
 
A tutti i cittadini UE sarà garantito il diritto a un'indennità in caso di trattamento illegale dei dati personali, che saranno trattenuti solamente per la durata delle investigazioni. Inoltre all'Europol (il coordinamento delle forze di polizia europee) sarà conferita l'autorità di controllare ogni richiesta degli Stati Uniti, e di bloccarla nel caso in cui non sia giustificata dalla lotta al terrorismo.
 
Secondo Alvaro, "l'accordo finale dimostra che alla fine perfino gli obiettivi giudicati impossibili dal Consiglio e dalla Commissione possono essere raggiunti. All'inizio la cooperazione tra le istituzioni è stata tutto tranne che perfetta. Quest'accordo segna un passo fondamentale verso un nuovo modo di lavorare insieme, ma bisognerà migliorare ancora".
 
Libertà vs. sicurezza: dov'è il confine?
 
"Ovviamente il confine dev'essere posto là dove uno di questi obiettivi si trovi in pericolo. Comunque, con questo accordo è possibile assicurare che le preoccupazioni per libertà e sicurezza vengano entrambe rispettate, senza dover rinunciare a nessuna delle due. In ogni caso penso che alla fine, se ci fossero dubbi, la libertà debba sempre venire al primo posto".
 
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Presidenza spagnola: un bilancio mitigato

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Zapatero si toglie le cuffie dell'interpretazione: è la fine della presidenza spagnola dell'UE

José Luis Zapatero is taking away the headphones in the EP hemicycle on Tuesday 06 of July 2010 a day that mark the end of the Spanish presidency of the EU

"Abbiamo lavorato per rafforzare l'Europa nel mondo", ha detto il premier spagnolo José Luis Zapatero oggi al Parlamento di Strasburgo, facendo il bilancio del semestre di presidenza spagnola del Consiglio UE. Ma - se non sono mancati gli apprezzamenti da parte dei gruppi più grandi, il PPE e S&D - i leader delle altre coalizioni hanno dato voce alle critiche.
 
 
Zapatero: passi avanti su economia e esteri
 
"L'economia, la crisi e la volontà di rafforzare la governance economica europea sono stati gli obiettivi della presidenza, e abbiamo ottenuto grandi risultati", ha esordito José Luís Rodriguez Zapatero davanti ai deputati, sottolineando che - durante il semestre-  il Consiglio ha approvato la strategia EU2020 per lo sviluppo e la crescita, ha stanziato gli aiuti per la Grecia, ha delineato nuove prospettive per il Patto di Stabilità e ha fatto passi avanti sulla regolamentazione finanziaria.
 
Altro asse prioritario, la politica estera: il premier spagnolo ha ricordato di aver portato a casa l'accordo politico sul Servizio d'azione esterna dell'UE, e concordato "punti chiave con gli USA come SWIFT, il programma "cieli aperti" e il protocollo sulla lotta al finanziamento del terrorismo, "anche senza un summit formale UE-USA". Ma molto resta da fare: "Abbiamo bisogno di una politica estera più unita, con più spazi in comune e una voce più coesa: noi abbiamo lavorato per rafforzare la presenza dell'UE nel mondo", ha concluso il primo ministro socialista.
 
Nonostante, come ha evidenziato il presidente della Commissione José Manuel Barroso, la presidenza spagnola abbia conciso con "il periodo di transizione per l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona" e "una tremenda crisi economica", per Madrid arrivano anche complimenti.
 
PPE: contesto difficile, ma SEAE è un progresso
 
"Il nuovo contesto istituzionale è caduto in un'epoca molto dura di crisi" - è l'analisi di Joseph Daul, che dà  comunque atto alla Spagna di aver contribuito alla creazione del Servizio diplomatico europeo. "Occasione mancata", invece l'annullamento del Summit UE-USA: "dobbiamo costruire un mercato trans-atlantico, per dare agli europei la possibilità di riprendere la crescita".
 
Sul piano interno, per il leader del gruppo popolare è necessario "dare un messaggio di fiducia nell'unità, e difendere il metodo comunitario".
 
S&D: SEAE e SWIFT "grandi successi"
 
Per la famiglia socialista-democratica - la stessa del governo spagnolo - è intervenuto il capogruppo Martin Schultz, che ha menzionato i "notevoli successi" di Madrid: il Servizio d'azione esterna, "a cui hanno lavorato molti colleghi di questo Parlamento", ma che alla fine "è da considerare un risultato della presidenza, allo stesso modo che l'accordo SWIFT".
 
Ma il progresso più importante, secondo il deputato tedesco, è "la regolamentazione finanziaria, su cui - spera "si giungerà presto a un compromesso. Abbiamo bisogno di regole mondiali e quello che possiamo fare è cominciare da noi, qui in Europa".
 
 
Giudizi più critici dagli altri gruppi
 
"Non siamo delusi dalla presidenza in sé, ma dagli Stati membri", dice il liberale tedesco Alexander Graf Lambsdorff, riferendosi soprattutto al pacchetto di regolamentazione finanziaria: "abbiamo raggiunto un accordo sui requisiti minimi di capitale, ma sugli hedge funds non ci sono stati passi avanti". Poi "la supervisione europea sul livello nazionale è fallita. Ma non possiamo opporci a organismi di supervisione UE, perché i contribuenti non pagheranno di nuovo il salvataggio delle banche".
 
"Sorpresa" per il leader dei Verdi Daniel Cohn-Bendit: "Sembra che siano tutti contenti, ma è solo facciata. Nessuno qui ha visto i progressi di cui ci parla, presidente Zapatero. Abbiamo deciso sull'agenda 2020, ma non c'è nemmeno un soldo per sostenerla. Se non facciamo ripartire l'economia, può dire quello che le pare, ma non avrà alcun effetto" - ha concluso.
 
Non è più benevolo il parere del conservatore britannico Timothy Kirkhope, che ha parlato a nome del gruppo ECR: "Sui dossier economici la presidenza è stata praticamente invisibile. Con un deficit all'11%, forse è normale che la Spagna non volesse essere sotto i riflettori internazionali. Con questi conti pubblici e un piano di riforma modesto per la propria economia, non era certo nella posizione di offrire una leadership all'Europa o dare il buon esempio".
 
A nome della Sinistra Unita -GUE, Willy Meyer si è chiesto se "l'Europa ha davvero la forza per cambiare questa politica economica. Perché se non cambiamo direzione, ogni presidenza di turno è destinata al fallimento".
 
"Avete condotto la presidenza dell'UE nello stesso modo in cui governate la Spagna: dando le spalle ai cittadini" - ha attaccato a nome del gruppo EFD la deputata spagnola Marta Andreasen, citando il caso di cittadini inglesi residenti in Spagna che "devono sopportare la confisca e la demolizione delle loro case" (per ragioni di carattere ambientale, ndr). "Si rende conto, il signor Zapatero, che si tratta di una violazione dei diritti umani?"
 
 
 
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Più diritti per chi viaggia in nave, negoziati ancora aperti per bus e pullman

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I passeggeri via nave avranno pari diritti di quelli via treno e via aereo. La legislazione entra però in vigore fra due anni. ©BELGA_PressAssociation_Niall Carson

Da oggi i passeggeri via nave avranno pari diritti di quelli via treno e via aereo. La legislazione entra però in vigore fra due anni.

Chi viaggia in nave avrà più diritti dal 2012, grazie a un regolamento approvato dal Parlamento europeo martedì. Le nuove norme coprono il risarcimento per i ritardi, le cancellazioni e l'assistenza ai passeggeri disabili. Il PE insiste per ottenere le stesse garanzie per i passeggeri di autobus e pullman, ma per ora non trova l'accordo dei governi nazionali. I negoziati continueranno dopo l'estate.
 
 
Secondo le nuove regole, le imprese di trasporto marittimo dovranno rimborsare ai passeggeri il prezzo del biglietto o fornire loro un mezzo di trasporto alternativo se la partenza del viaggio è ritardata per oltre 90 minuti, a meno che la società dimostri che il ritardo è stato causato da condizioni meteorologiche o da circostanze eccezionali indipendenti dalla propria volontà. I passeggeri, qualora fattibile, dovrebbero anche ricevere cibo e bevande.

Inoltre, indipendentemente dal fatto che scelgano di viaggiare o no, i passeggeri avranno diritto a un risarcimento del 25% del prezzo del biglietto per:

- I viaggi programmati per durare fino a 4 ore che sono in ritardo all'arrivo di almeno un'ora;
- I viaggi di 4-8 ore con ritardo all'arrivo di almeno due ore;
- I viaggi di 8-24 ore con ritardo all'arrivo di almeno tre ore;
- I viaggi di oltre 24 ore con ritardo all'arrivo di almeno sei ore.

Se il ritardo è superiore al doppio di questi tempi, i passeggeri avranno diritto ad un risarcimento pari alla metà del prezzo del biglietto, che dovrà essere pagato in denaro, su richiesta del passeggero. Inoltre, se a causa del ritardo i passeggeri devono pernottare prima di completare il loro viaggio, l'operatore dovrà pagare le spese in albergo fino a 80 € a notte (per non più di 3 notti).

Diritti delle persone con mobilità ridotta

Il regolamento stabilisce che la disabilità del passeggero non può essere usata come motivo per negare il diritto all'imbarco. Nei porti dovrà, infatti, essere fornita assistenza gratuita alle persone disabili, a condizione che l’operatore o il vettore sia avvisato al momento della prenotazione o al massimo 48 ore prima dell’imbarco.

Le nuove norme entreranno in vigore dal 2012 e si applicheranno a chi viaggia su navi con più di 12 passeggeri, con qualche eccezione per escursioni e visite guidate. I passeggeri di nave godranno così di maggiore diritti che quelli che viaggiano in aereo, poiché quest'ultimi non hanno diritto a compensazione in caso di ritardo (solo in caso di cancellazione del volo).

Negoziati in corso per i viaggi di autobus e pullman

I deputati hanno anche approvato una serie di emendamenti al progetto di regolamento sui diritti dei passeggeri di autobus e pullman, redatto dal deputato del PdL (PPE) Antonio Cancian.  Le proposte includono il diritto a un rimborso economico o a un nuovo viaggio, per ritardi superiori alle due ore o il diritto al risarcimento fino a un massimo di 1.800 euro in caso di perdita dei bagagli.

Poiché i deputati e i governi nazionali non hanno raggiunto un accordo, è molto probabile che si vada in procedura di conciliazione.
 
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Crisi, finanza, occupazione: il Belgio presenta le priorità del semestre di presidenza UE

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Yves Leterme: meno promesse, più impegni

Strasburgo, 7 luglio - L'economia e la crisi hanno dominato il dibattito di stamattina, durante il quale il premier belga Yves Leterme ha presentato le priorità della presidenza ai parlamentari. Regolamentazione del settore finanziario e ripresa, ma anche lotta alla povertà e alla disoccupazione i temi caldi.
 
Cinque le priorità per i sei mesi di presidenza, che saranno guidati dal premier uscente Yves Leterme finché il Belgio non avrà un nuovo governo. Economia in primo luogo, con l'accento su stabilità, disciplina e rigore finanziario, ma anche la promessa di chiudere sul pacchetto di regolamentazione finanziaria: "l'Europa ha bisogno più che mai di governance economica".
 
In secondo luogo, attenzione al sociale: la lotta alla povertà, la disoccupazione, e incentivi alla ricerca, all'innovazione (e ai brevetti europei) saranno temi all'ordine del giorno da qui alla fine dell'anno.
 
Poi l'ambiente: creare lavori 'verdi' per combinare ripresa e lotta al cambiamento climatico, e arrivare pronti all'appuntamento di Cancún di dicembre, dove tutti i paesi del mondo dovranno mettersi d'accordo su come ridurre le emissioni globali.
 
Un altro capitolo riguarda l'immigrazione, la lotta al terrorismo, il pacchetto asilo e il mutuo riconoscimento delle sentenze emesse in uno Stato membro dell'UE.
 
Infine, rendere funzionante ed efficace il Servizio d'azione esterna dell'UE, su cui le tre istituzioni hanno da poco trovato un accordo.
 
Alla lista del democristiano fiammingo il presidente della Commissione José Manuel Barroso ha chiesto di aggiungere due punti: il rilancio del mercato interno (seguendo le indicazioni del rapporto stilato da Mario Monti), e il futuro della politica commerciale. "La storia mostra che è nei momenti di crisi, che l'Europa mostra di poter superare le difficoltà" - così il portoghese ha fatto gli auguri alla nuova presidenza.
 
 
Priorità numero uno: regole per la finanza e occupazione
 
Il "problema numero uno" per il gruppo popolare, per voce di Joseph Daul, è incoraggiare la crescita. "L'Europa dovrebbe dare il buon esempio regolando il settore finanziario", ha aggiunto il francese, esprimendo sostegno anche per la decisione di occuparsi di mutuo riconoscimento delle decisioni giudiziarie, "un modo per fare capire meglio ai cittadini come funziona l'UE".
 
 
"Più regole per ridurre il divario sociale in Europa" ha chiesto Martin Schultz, leader dei Socialisti e Democratici, rilevando che il settore bancario deve ripagare, almeno in parte, i costi della crisi. Il tedesco ha poi invitato la presidenza a chiarire la posizione dell'UE sull'allargamento alla Turchia: "continuare con questa ambiguità è il miglior modo per rovinare le relazioni con Ankara".
 
"Ora dobbiamo davvero fare la nostra parte sulla crisi" - per l'ex-premier belga Guy Verhofstadt, ora alla testa del gruppo Liberale, cinque sono i punti chiave: stress test per le banche e ricapitalizzazione se necessario, Patto di Stabilità più forte, una vera politica economica, regole per certi prodotti finanziari, e supervisione delle banche.
 
Regolamentazione finanziaria al primo posto anche per i Verdi: "solo così potremo ridare fiducia ai cittadini", dice Rebecca Harms. "Ma bisogna guardare anche oltre l'economia e i bilanci, e pensare - per esempio - alle questioni sociali".
 
Belgio, un governo legittimo?
 
Belga il deputato intervenuto a nome dei Conservatori e Riformisti: "Non abbiamo bisogno di più Europa nel senso di più soldi dall'Europa", ha affermato Derk Jan Eppink, "ma di più riforme, un euro stabile e un uso migliore delle risorse a disposizione. La Germania non può continuare a pagare per tutti".
 
"Aumentare il potere di acquisto della gente" è l'unico modo per raggiungere gli obiettivi esposti dal premier belga, secondo il rappresentante della Sinistra Unita (GUE) Patrick Le Hyaric, che teme che il Patto di Stabilità possa essere "una corda al collo per i giovani, i disoccupati, i pensionati e i lavoratori".
 
L'euroscettico Nigel Farage, a nome del gruppo EFD, ha attaccato Leterme dicendo che non ha nessuna legittimità, in quanto primo ministro di un governo già caduto. "La straordinaria ironia è che un paese sul punto di dividersi dica ad altri 26 Stati europei cosa dovrebbero fare nei prossimi sei mesi"
 

Per ulteriori informazioni :

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Nuove regole sui bonus dei manager

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Voto per alzata di mano per la relazione Mc Carthy

MEPs voted on Bank Bonus

Il Parlamento europeo ha adottato alcune fra le più rigide norme esistenti riguardanti i bonus manageriali e ha inasprito le regole sui requisiti patrimoniali che le banche hanno l'obbligo di rispettare a garanzia dei rischi derivanti dalle loro attività commerciali e dall´esposizione a titoli estremamente rischiosi. Saranno fissati tetti sui premi in denaro e almeno la metà del bonus finanziario dovrà essere pagata in capitale contingente e in azioni.
 
 
"A due anni dalla crisi finanziaria globale, queste nuove e più rigide regole sui bonus trasformeranno la cultura stessa dei bonus, e metteranno fine agli incentivi a rischi eccessivi", ha dichiarato Arlene McCarthy (S & D, UK), responsabile della direttiva. Ha inoltre sottolineato che "l'impiego di bonus ad alto rischio e a breve termine ha gettato nel caos l'economia mondiale e i contribuenti ne hanno pagato il prezzo; poiché le banche hanno fallito nel riformarsi, stiamo facendo il lavoro per loro ". La relazione è stata approvata con 625 voti favorevoli, 28 contrari e 37 astensioni.

Una diversa concezione dei bonus

Per i bonus in denaro sarà fissato un limite del 30% del totale e del 20% per quelli particolarmente elevati. Ciascun bonus dovrà essere dilazionato tra il 40 e il 60% su un periodo non inferiore a tre anni e dovrà essere restituito qualora gli investimenti non diano i risultati previsti. Inoltre, almeno il 50% del bonus totale sarà pagato sotto forma di "capitale contingente " (fondi ai quali attingere in caso di difficoltà per la banca) e di azioni.

I premi dovranno essere regolati sulle retribuzioni: ciascuna banca, infatti, dovrà stabilire dei limiti per i bonus in base agli stipendi, per limitare il loro uso sproporzionato nel settore finanziario, secondo le linee guida comunitarie.

Infine, anche i bonus-pensione saranno inclusi nel regolamento: infatti, il pagamento delle pensioni straordinarie dovrà essere limitato da strumenti come il capitale contingente, che lega il loro valore finale alla situazione finanziaria dell'ente creditizio. Ciò consentirà di evitare situazioni verificatesi di recente, in cui alcuni manager hanno beneficiato di pensioni elevate, nonostante la crisi che stava attraversando la loro banca.

Trattamento più severo per le banche salvate con denaro pubblico

Le nuove regole mirano a introdurre misure specifiche per le banche salvate dal fallimento con denaro pubblico, al fine di contenere gli importi complessivi pagati in bonus, incoraggiando i manager a rafforzare la propria base di capitale ed erogando prestiti per aiutare la ripresa dell'economia reale con prelievi dalle loro retribuzioni e incentivi. In particolare, le norme stabiliscono che nessun premio debba essere pagato ai direttori di tali istituti finanziari, se non debitamente giustificato.

Requisiti patrimoniali per le banche più stabili

Sono due le questioni principali analizzate dalla nuova normativa adottata: norme più severe sui requisiti patrimoniali per il portafoglio di negoziazione e sulle ricartolarizzazioni. Tali regole assicureranno che le banche coprano adeguatamente i propri rischi per quanto concerne le loro attività di scambio, incluse le tipologie d'investimento come i titoli garantiti da ipoteche che sono stati al centro della crisi.

Secondo alcuni studi, il regolamento permetterà alle banche di detenere fino a 3-4 volte più capitale per sostenere i rischi d'investimento rispetto a quanto si sta facendo attualmente.

Le prossime tappe

Dopo il voto in plenaria, si prevede che il Consiglio approvi l'accordo il prossimo 13 luglio. Le regole sui bonus entreranno quindi in vigore nel gennaio 2011, e quelle sulle disposizioni dei requisiti patrimoniali entro il 31dicembre 2011.  

Principi per i pagamenti anche per le società quotate

Una seconda risoluzione, preparata da Saïd EL KHADRAOUI (S&D, BE) e approvata con 594 voti favorevoli, 24 contrari e 35 astensioni, sostiene la necessità di applicare i principi sulle politiche di remunerazione a tutte le società quotate. Il testo chiede alla Commissione di adottare principi vincolanti sulle politiche retributive nel settore finanziario, nonché un regime che obblighi le società quotate a offrire spiegazioni nel caso che le proprie politiche di remunerazione non rispettino i principi improntati a rimuovere gli incentivi per investimenti ad alto rischio e decisioni a breve termine. La risoluzione d'iniziativa propone inoltre di dare agli azionisti maggior potere di controllo sugli amministratori delle società quotate.

Infine, i deputati vogliono fissare un tetto all'entità del cosiddetto "paracadute d'oro" offerto agli amministratori a un massimo di due anni del loro salario fisso e di vietare l'erogazione del trattamento di fine rapporto in caso di mancato rendimento o dimissioni volontarie.
 
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Vietare il commercio di legname di provenienza illegale nell’UE

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Un sito disboscato in Laos © AFP PHOTO/HOANG DINH Nam/Belga

Logging site in Laos

I deputati hanno approvato un progetto di regolamento che vieta la vendita di legname di provenienza illegale nel mercato interno e stabilisce misure di tracciabilità e sanzioni. La nuova legislazione mira a ridurre la deforestazione illegale e a offrire ai consumatori una migliore garanzia sui prodotti che acquistano.
 
Il Parlamento europeo ha approvato con 644 voti favorevoli 25 contrari e 16  astensioni, un testo che conferma l’accordo raggiunto con il Consiglio. Satu Hassi (Verdi / ALE, FI), che ha sostituito l'ex deputato Caroline Lucas, ha dichiarato: "la legislazione UE che intende vietare la vendita di legname di origine illegale rappresenta un importante passo in avanti a livello internazionale, dalle foreste che in tutto il mondo sono devastate dal disboscamento illegale fino al mercato europeo, dove sono commercializzati legnami e prodotti di legno. Le severe regole approvate, ha aggiunto, non sarebbero state possibili senza il forte sostegno del Parlamento europeo".

Divieto di commercio per il legname di provenienza illegale

Il nuovo regolamento vieta l’immissione nel mercato dell’UE di legname ottenuto illegalmente o di prodotti da esso derivati, impedendo che possano essere riutilizzati una volta che abbiano raggiunto il mercato europeo. Attualmente, si stima che almeno il 20% del legname e dei prodotti del legno commercializzati in Europa provengano da fonti illegali.

Sanzioni e tracciabilità

La normativa stabilisce che spetta agli Stati membri la responsabilità dell'applicazione delle sanzioni nei confronti degli operatori che violano le regole, definendone anche le linee guida per la loro imposizione: esse dovranno tener conto, per stabilirne l'entità, del danno ambientale, del valore del legname o dei prodotti del legno e delle perdite fiscali causate. Inoltre, i Paesi membri potranno anche sanzionare penalmente i commercianti disonesti. Infine, per assicurare la tracciabilità, ciascun operatore, nell’ambito della catena interna di approvvigionamento, dovrà dichiarare da chi ha comprato legname e a chi l'ha venduto.

Protezione del clima

Il disboscamento illegale ha effetti devastanti sull'ambiente: è stimato che a livello globale esso contribuisce a circa il 20% delle emissioni di CO2. Il disboscamento favorisce l’erosione del suolo, minacciando la biodiversità e aggravando i fenomeni meteorologici estremi e le inondazioni. Inoltre, minaccia la sopravvivenza delle comunità locali che dipendono dalla foresta, compromettendo fortemente le economie in via di sviluppo.

Le prossime tappe

Il Consiglio ha già concordato in maniera informale i termini di entrata in vigore dell’attuale progetto di regolamento, ma sarà necessaria la sua approvazione formale prima che diventi legge. Le norme dovrebbero entrare in vigore alla fine del 2012, per concedere agli operatori del settore il tempo necessario per conformarsi.
 
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No del Parlamento al cibo derivato da animali clonati

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I deputati dicono no al cibo proveniente dagli animali clonati e dalla loro progenie. ©Bloomberg News/MAXPPP/BELGA

I deputati dicono no al cibo proveniente dagli animali clonati e dalla loro progenie. ©Bloomberg News/MAXPPP/BELGA

I deputati hanno rinnovato il loro appello al divieto della commercializzazione di alimenti derivati da animali clonati in una votazione di mercoledì per una legislazione sui nuovi alimenti. Hanno inoltre invocato una moratoria sui cibi prodotti grazie all'uso di nanotecnologie fino a quando possano essere esclusi eventuali rischi per la salute.
 
L'uso di nuovi cibi - derivati da processi di produzione innovativi o tradizionalmente consumati solo fuori dall'Unione europea - è regolamentato già dal 1997. Il Parlamento europeo ha approvato una serie di emendamenti tesi a rinnovare la normativa vigente, in particolare l'introduzione di una procedura semplificata di autorizzazione, sottoposta a una valutazione dei rischi eseguita dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare. I deputati hanno anche espresso la loro preoccupazione riguardo al consumo di alimenti derivati da animali clonati e all'uso di nanotecnologie.

No alla carne di animali clonati

Attualmente, non esiste una normativa europea che autorizzi o vieti prodotti lattiero caseari e carne provenienti da animali clonati. Invece di disciplinare tali prodotti in base alle norme sui nuovi alimenti, come sostenuto dalla Commissione e dal Consiglio, i deputati insistono sul fatto che la nuova legislazione europea dovrebbe espressamente vietare tutti il cibi derivati da animali clonati e dalla loro progenie, e chiedono una moratoria sulla vendita, in attesa che tale normativa entri in vigore,.

Per la relatrice Kartika Liotard (GUE, NL) "una netta maggioranza in seno al Parlamento solleva obiezioni etiche riguardo alla produzione industriale di carne proveniente da animali clonati che soffrono in maniera sproporzionata di malattie, malformazioni e morte prematura. Per anni i deputati hanno chiesto una corretta regolamentazione: è ora che la Commissione ascolti il Parlamento e i cittadini su questo problema".

Una moratoria sui nano-prodotti

Il Parlamento europeo sostiene che gli ingredienti di dimensioni nano-metriche e gli alimenti provenienti da processi nano-tecnologici dovrebbero essere soggetti alla normativa sui nuovi cibi. I deputati hanno invocato una moratoria su questi alimenti fino a che una specifica valutazione dei rischi dimostri la sicurezza dei processi nano-tecnologici o dei nano-ingredienti. Ha inoltre espresso preoccupazione riguardo alla possibilità che le nano-tecnologie siano già in uso nella produzione degli alimenti o degli imballaggi. Qualsiasi nano-ingrediente approvato dovrà essere indicato in etichetta.

Alimenti derivati da animali allevati con OGM

La maggioranza dei deputati ha respinto un emendamento che chiede l'etichettatura obbligatoria dei prodotti alimentari provenienti da animali allevati con mangimi geneticamente modificati.

Le prossime tappe

Se il Consiglio non accetterà la posizione in seconda lettura del Parlamento europeo, si passerà alla procedura di conciliazione, al fine di raggiungere un accordo su un testo condiviso.
 
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Il Parlamento approva un piano di riforme radicali sulla supervisione finanziaria

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Conferenza stampa con i relatori del pacchetto supervisione finanziaria : da sinistra a destra, Silvie Goulard (ALDE), Peter Skinner (S&D), Sven Giegold (Verdi), José Manuel Garcia-Margallo y Marfil (PPE), Antolin Sánchez Presedo (S&D)

Press conference on Financial market supervisions with all the rapporteurs: (R-L) Goulard, Skinner, Giegold, Garcia-Margallo y Marfil, Sánchez Presedo

I deputati, a grande maggioranza, hanno inviato un forte segnale ai governi nazionali affermando che la sola possibilità per avere una supervisione finanziaria efficace è una riforma sostanziale del sistema esistente e la creazione di autorità europee con poteri adeguati ad affrontare crisi e evitare salvataggi ai danni dei contribuenti.
 
 
Approvando una serie di emendamenti, ma sospendendo il voto finale sul testo legislativo, il Parlamento ha espresso pieno sostegno alla posizione assunta dai negoziatori e ha anche lasciato la porta aperta a un possibile accordo col Consiglio dei Ministri in prima lettura. In una dichiarazione, non inclusa nel testo adottato, i gruppi politici principali del PE hanno indicato che la palla ora passa nel campo del Consiglio che dovrà proporre un testo accettabile per entrambe le Istituzioni.

Pronti a nuovi negoziati, ma solo per un buon accordo

La dichiarazione dei gruppi politici afferma che il Parlamento é intenzionato a continuare i negoziati col Consiglio, ma senza rinunciare al punto principale, ossia garantire che le nuove autorità europee abbiano i giusti poteri per prevenire crisi future e rinforzare il mercato interno.

Questo gesto rappresenta lo sforzo finale dalla parte dei relatori del PE per aiutare la Presidenza belga a spingere gli Stati membri verso una posizione più soddisfacente, secondo quanto afferma la dichiarazione.

Autorità di supervisione con poteri effettivi...

L'Aula ha votato in favore della concessione di un certo numero di poteri alle tre autorità europee di supervisione (AES) che avranno il compito di controllare rispettivamente banche, assicurazioni e mercati finanziari.

Le AES sarebbero dunque in grado di prendere decisioni con effetti diretti nei confronti di un istituto di credito, quale una banca, nel caso che l'autorità nazionale non sia stata in grado di modificarne il comportamento considerato non corretto. Le nuove autorità avrebbero anche il potere di dirimere i litigi fra autorità nazionali e di controllare i grandi istituti finanziari con interessi trans-frontalieri attraverso i supervisori nazionali.

Il testo approvato chiede inoltre ai relatori di spingere per la creazione di un fondo di stabilità collegato a ognuno dei tre settori finanziari in considerazione per evitare l'utilizzo di denaro pubblico in caso d'interventi futuri. Un'altra proposta é che le autorità europee lavorino per rafforzare il sistema europeo dei regimi nazionali di garanzia dei depositi (RGD). Infine, le AES avrebbero anche il potere di proibire temporaneamente alcune tipologie di attività finanziarie che potrebbero colpire negativamente il corretto funzionamento del sistema finanziario.

... tutte situate nello stesso posto

Per promuovere un'interazione efficace fra le autorità, i deputati chiedono che siano tutte basate a Francoforte piuttosto che disperderle in giro per l'Unione. Allo stesso tempo, tuttavia, sarebbe possibile avere diverse sedi di rappresentanza delle AES nei principali mercati finanziari dell'UE.

Un Comitato europeo per il rischio sistemico (ESRB) per una valutazione rapida dei rischi

I deputati vogliono assicurare che l'obiettivo assegnato dalla Commissione all'ESRB di monitorare la creazione di rischi finanziari nel mercato europeo sia espletato meglio e in modo più chiaro e di conseguenza anche più velocemente.

Il testo approvato mira anche a semplificare la definizione dei livelli di rischio. In particolare, si chiede all'ESRB di sviluppare un insieme comune d'indicatori per assegnare, in modo uniforme, un rating sul livello di rischio agli istituti transfrontalieri.

Per migliorare la comprensione dei rischi, la risoluzione legislativa chiede inoltre che l'ESRB stabilisca un sistema basato su un codice cromatico corrispondente ai livelli di rischio. Qualora l'autorità individui un rischio che potrebbe mettere gravemente in pericolo il corretto funzionamento dei mercati finanziari o la stabilità del sistema finanziario dell'Unione, l'ESRB emetterebbe una segnalazione di emergenza. Il Parlamento europeo in tal caso avrebbe il potere di invitare il destinatario della segnalazione a uno scambio di opinioni per valutare le azioni intraprese per rispettare i commenti del Comitato.

Infine, il testo propone che sia il Presidente della BCE a presiedere il Comitato europeo per il rischio sistemico.

Prossime tappe

La risoluzione adottata ha la funzione di mandato, sostenuto dalla plenaria, per i negoziatori del PRE che continueranno cosi le discussioni col Consiglio per cercare di raggiungere un accordo nel prossimo futuro, possibilmente prima della pausa estiva.
 
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Regole più severe sulle emissioni industriali

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Ciminiere industriali © AFP PHOTO JOEL SAGET/Belga

Smoke pouring from industrial chimneys

Regole più chiare e aria più pulita sono gli obiettivi principali della Direttiva sulle emissioni industriali approvata dal Parlamento europeo mercoledì. Il testo, frutto di un accordo col Consiglio dei Ministri, stabilisce limiti più severi, ad esempio per l'inquinamento atmosferico e offre ai governi nazionali una certa flessibilità nell'applicazione delle limitazioni per le centrali elettriche e la possibilità di sospendere le regole, a particolari condizioni, per un certo numero d'impianti.
 
 
La Direttiva sulle emissioni industriali mira a migliorare la protezione dell'ambiente e della salute e a rendere le regole in materia più chiare e semplici da applicare. Il testo approvato aggiorna e riunisce sette diverse legislazioni, inclusa la Direttiva sui grandi impianti di combustione e quella sulla Prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento (IPPC); quest'ultima copre circa 52.000 impianti industriali e agricoli con grande potenziale d'inquinamento, dalle raffinerie agli allevamenti di maiali.

Il Parlamento ha approvato l'accordo raggiunto col Consiglio con 639 voti in favore, 35 contrari e 10 astensioni. Holger Krahmer (ALDE, DE), relatore per il PE, ha commentato: " Dopo oltre due anni di negoziati difficili, abbiamo raggiunto un compromesso che contribuirà a migliorare l'attuazione della direttiva. Rispetto alla situazione attuale, l'accordo offre maggiore chiarezza e condizioni eque in tutta Europa sui requisiti ambientali per gli impianti industriali".

Limiti sull'inquinamento atmosferico: più tempo per talune centrali elettriche

Ossidi di azoto, anidride solforosa e polveri possono essere sostanze molto dannose per la salute e contribuire a provocare, ad esempio, cancro, asma e piogge acide: il testo approvato stabilisce limiti più severi per le emissioni di tali sostanze dal 2016. Deputati e governi nazionali si sono accordati anche sulla possibilità, per gli Stati membri, di utilizzare piani nazionali transitori per un certo numero d'impianti di combustione, inclusi quelli a combustibili fossili, e avere cosi tempo fino a luglio 2020 per conformarsi alle nuove regole. Le nuove regole potrebbero invece non applicarsi mai a un certo numero d'impianti di vecchia data, nel caso questi cessino ogni attività nel 2023 o 17.500 ore di lavoro dopo il 2016. Le nuove centrali elettriche ed energetiche dovranno comunque conformarsi alle nuove regole entro il 2012.

Holger Krahmer ha aggiunto: "E 'una tragedia europea che a un certo numero di centrali elettriche a carbone obsolete sarà permesso di inquinare per un altro decennio. Questo è anche gravemente iniquo nei confronti degli Stati membri che hanno agito tempestivamente per conformarsi ai requisiti".

Ottimizzare le prestazioni ambientali

Gli impianti coperti dalla Direttiva IPPC dovranno utilizzare le migliori tecniche disponibili sul mercato (best available techniques o BAT) per ottimizzare le loro prestazioni ambientali al fine di ricevere il permesso di attività.

Gli Stati membri avranno la possibilità di applicare in modo flessibile tali regole solo se il livello complessivo di protezione ambientale è mantenuto invariato. Su insistenza dei deputati, i governi dovranno dimostrare che i costi relativi all'applicazioni dei nuovi limiti sono sproporzionati rispetto ai benefici in termini ambientali, a causa di ragioni tecniche o circostante locali specifiche. Per evitare che tale flessibilità porti a una disapplicazione ingiustificata delle nuove regole, ogni decisione di questo tipo dovrà essere seguita da una valutazione d'impatto.

Prossime tappe

Il PE ha approvato l'accordo raggiunto col Consiglio in seconda lettura, che dovrà ora adottarlo formalmente. A quel punto, gli Stati membri dovranno trasporre la direttiva nelle legislazioni nazionali.
 
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Sì alla candidatura dell'Islanda all'UE

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La bandiera islandese svetta fra le stelle dell'Europa © Xinhua/Wu Wei/Belga

Icelandic and EU flags flying in Brussels

La prospettiva che l'Islanda diventi il 28° Stato membro dell'UE è stata accolta favorevolmente dal Parlamento europeo, che ha anche sottolineato che la polemica sui rimborsi al governo britannico e olandese deve essere risolta "bilateralmente", mentre chiedono la fine della caccia alle balene.
 
I deputati hanno espresso il loro sostegno alla recente decisione (17 giugno) di aprire formalmente i negoziati di adesione con l'Islanda, che aveva presentato domanda nel luglio 2009. Allo stesso tempo, il Parlamento chiede all'Islanda di cessare tutte le attività di caccia alla balena e di abbandonare ogni riserva formulata nei confronti della Commissione baleniera internazionale.

L'adesione dell'Islanda permetterebbe all'Unione di avere un ruolo più attivo nella regione artica, secondo la risoluzione preparata dal rumeno Cristian Dan Preda (PPE), che sottolinea la "forte cultura democratica" del Paese. L'Islanda fa già parte dell'accordo di Schengen, oltre ad avere contratto un accordo di libero scambio con l'UE nel 1973.

Circa la controversa questione dei rimborsi al governo inglese e olandese, i deputati ricordano che l'Islanda è tenuta a garantire il pagamento del compenso minimo ai depositanti della banca Icesave nel Regno Unito e nei Paesi Bassi, secondo quanto dichiarato dall'Autorità di vigilanza EFTA nella sua lettera di diffida del 26 maggio. In un referendum tenutosi il 6 marzo scorso, i cittadini islandesi si erano già detti contrari a un piano di rimborso a seguito del collasso della banca Icesave.

Sistema di vigilanza finanziaria da riformare

I deputati hanno rilevato come l'Islanda si sia già conformata alla maggior parte della legislazione dell'UE in quanto membro dello Spazio economico europeo, in particolare nel settore del mercato interno. Tuttavia, il paese ha ancora bisogno di riformare in modo sostanziale l'organizzazione e il funzionamento del proprio sistema di vigilanza finanziaria, oltre che il modo in cui sono nominati i giudici, i pubblici ministeri e le supreme autorità giudiziarie. I settori che dovranno essere integralmente negoziati con l'Islanda sono l'agricoltura, la pesca, la tassazione, la politica economica e monetaria e le relazioni esterne.

Il sostegno pubblico nazionale per l'adesione all'UE si è spostato in una direzione negativa dall'estate del 2009, affermano i deputati. Le autorità islandesi sono pertanto tenute ad avviare un dibattito pubblico per affrontare le preoccupazioni dei cittadini islandesi per quanto riguarda l'adesione all'Unione.

Infine, i deputati considerano che la nuova commissione inter-parlamentare UE-Islanda contribuirà a rafforzare la cooperazione.
 
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Servizio diplomatico dell'UE: il Parlamento conferma l'accordo

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Catherine Ashton, durante il dibattito del 7 luglio sul Servizio d'azione esterna

Catherine Ashton, EC Vice-President and High Representative of the Union for Foreign Affairs and Security Policy

Due settimane dopo l'accordo raggiunto a Madrid sul Servizio europeo di azione esterna (SEAE), il Parlamento ha approvato giovedì una serie di raccomandazioni sulla sua organizzazione e metodo di lavoro. Il nuovo servizio diplomatico é una delle novità principali nell'architettura dell'Unione seguite all'entrata in vigore del Trattato di Lisbona.
 
Anche se il Parlamento é stato formalmente solo consultato sull'organizzazione e il funzionamento del SEAE, i deputati hanno negoziato e ottenuto cambiamenti importanti rispetto alla proposta originaria fatta dall'Alto rappresentante per la politica estera dell'UE Catherine Ashton. L'identità comunitaria del nuovo servizio sarà rafforzata, cosi come la responsabilità democratica sia politica che di bilancio nei confronti del Parlamento, secondo quanto hanno affermato i negoziatori del Parlamento Elmar Brok (PPE), Guy Verhofstadt (ALDE) e l'italiano Roberto Gualtieri (PD/S&D).
 
La risoluzione é stata approvata con 549 voti a favore, 78 contrari e 17 astensioni.
 
Il SEAE assisterà l'Alto rappresentante (AR) nella sua funzione di condurre la politica estera dell'Unione e assicurarne la coerenza dell'azione esterna. Il controllo sulla politica di sviluppo e di vicinato rimarrà di responsabilità della Commissione europea, al contrario di quanto richiesto nella proposta originaria di Ashton, che dava maggiori poteri al Sevizio diplomatico.
 
Responsabilità politica e di bilancio del SEAE
 
Lo scrutinio del Parlamento, sia politico che di bilancio, sul nuovo servizio é garantito dall'accordo raggiunto. Mentre il bilancio esecutivo sarà responsabilità della Commissione, che dovrà comunque tenere i deputati informati sulle spese per le azioni esterne e le delegazioni, il discarico del bilancio del SEAE nel suo complesso sarà eseguito dal Parlamento.
 
Prima di assumere l'incarico, i Rappresentanti speciali dell'UE e I capi delegazione nei paesi considerati dal Parlamento di'importanza strategica dovranno comparire davanti alla commissione affari esteri del PE. l'Alto rappresentante dovrà anche chiedere il parare del Parlamento sulle questioni principali di politica estera comune e i deputati che avranno incarichi istituzionali potranno avere accesso a documenti riservati. I deputati hanno anche sottolineato l'importanza di rafforzare le relazioni coi parlamenti nazionali.
 

Almeno il 60% di personale sarà dell'UE
 
I deputati hanno ottenuto che almeno il 60% del personale del SEAE sarà composto da funzionari dell'Unione. Ciò garantirà l'identità comunitaria del servizio. I funzionari dei servizi diplomatici nazionali costituiranno un terzo del personale e saranno assunti come agenti temporanei per un massimo di 8 anni estendibili a 2. Le assunzioni saranno basate sul merito, tenendo in considerazione il criterio di equilibrio geografico e di genere, come afferma la relazione Brok.
 
Il quartier generale del nuovo servizio sarà a Bruxelles. Il SEAE sarà composto da un'amministrazione centrale e dalle 136 ex delegazioni esterne della Commissione. Ci sarà una struttura dedicata ai Diritti umani a livello di sedi principali e nelle delegazioni locali, oltre a dipartimento per assistere l'Alto rappresentante nelle sue relazioni col PE in questo campo.
 
Prossime tappe
 
Le modifiche necessarie al Regolamento finanziario, allo Statuto dei funzionari e al bilancio 2012, sulle quali il PE ha pieni poteri di codecisione col Consiglio, saranno votate dopo la pausa estiva e dopo che il Consiglio avrà formalmente approvato la posizione del PE sull'organizzazione del Servizio diplomatico. Un anno dopo l'entrata in vigore della decisione sul SEAE, l'AR Ashton presenterà alla Commissione una stima di bilancio.
 
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SWIFT: arriva il via libera definitivo del Parlamento

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Swift: un voto storico

Swift vote

Il Parlamento ha approvato giovedì la nuova versione dell'accordo antiterrorismo sul trasferimento dei dati bancari verso gli Stati Uniti. I deputati avevano respinto l'accordo precedente 4 mesi fa, ma da allora hanno negoziato alcune garanzie e ottenuto che, a partire dal secondo semestre di quest'anno, l'Unione lavori alla creazione di un sistema che permetta di evitare il trasferimento dei dati in blocco verso gli USA.
 
 
La raccomandazione di approvare l'accordo, redatta da Alexander Alvaro (liberale tedesco) è stata adottata con 484 voti a favore, 109 contrari e 12  astensioni. L'accordo dovrebbe entrare in vigore il 1° agosto.

Nel mese di febbraio, il Parlamento aveva lanciato un segnale molto chiaro. "Abbiamo fatto capire che il Trattato di Lisbona conferisce delle possibilità e delle responsabilità" - ha dichiarato Alvaro durante il dibattito tenutosi il giorno precedente. "Durante i negoziati, il Parlamento ha potuto ottenere dei miglioramenti all'accordo", ha aggiunto.

Il relatore ha anche sottolineato che l'accordo non copre il trasferimento dei dati all'interno dell'Europa, ma solo quelli che riguardano i movimenti finanziari verso i paesi terzi. In particolare, l'articolo 4 esclude i dati relativi all'Area Unica dei Pagamenti in Euro (SEPA).

Il compromesso è stato sostenuto dai gruppi PPE, S&D, ALDE e ECR, mentre Verdi/ALE, GUE/NGL e una parte dell'EFD hanno votato contro.
Eliminazione, a breve, del trasferimento dei dati "in blocco"

Punto principale dell'accordo del PE è l'eliminazione, a breve, dei trasferimenti di dati in blocco. In cambio del loro sostegno, i deputati hanno ottenuto che - entro dodici mesi - s'inizierà a lavorare alla creazione di un sistema europeo equivalente al Terrorism Finance Tracking Programme" (TFTP) nord americano per porre termine ai trasferimenti dei dati bancari non effettuati su basi individuali.

L'Europa si doterà di una struttura che permetterà il trattamento di basi in loco e il trasferimento solo di quelli relativi a indagini precise.

Un nuovo ruolo per Europol

Un'altra novità del nuovo accordo è il conferimento a Europol del potere di bloccare il trasferimento di dati verso gli Stati Uniti. L'agenzia, con base all'Aia, avrà il compito di verificare che ogni richiesta effettuata dalle autorità americane sia giustificata nel contesto della lotta al terrorismo e che la quantità di dati trasmessi sia la minore possibile.

Un rappresentante dell'UE negli Stati Uniti per sorvegliare l'utilizzo dei dati

Inoltre, la nuova versione dell'accordo prevede che l'utilizzo di dati da parte statunitense, al solo fine di combattere il terrorismo, sia supervisionato da un gruppo di controllori indipendenti, incluso un rappresentante dell'UE, designato dalla Commissione europea e dal Parlamento europeo. Egli avrà la possibilità di chiedere giustificativi prima di ogni utilizzo dei dati e di bloccare le ricerche a suo parere illegali.

L'accordo vieta al TFTP americano di procedere al "data mining" dei dati o di profilazione algoritmica o automatica o di filtraggio elettronico. Tutte le ricerche condotte sui dati forniti si devono basare su informazioni o prove preesistenti che inducono a ritenere che l’oggetto delle ricerche abbia un nesso con il terrorismo o il suo finanziamento.

Diritto di ricorso per i cittadini europei

Lo scorso febbraio i deputati hanno chiesto che siano garantite ai cittadini europei le stesse procedure giudiziarie d'impugnazione che si applicano ai dati raccolti sul territorio dell'Unione europea. Nel nuovo accordo, si stabilisce che la legge americana deve prevedere il diritto ai ricorsi senza discriminazione di nazionalità.

Conservazione e cancellazione dei dati

Le informazioni estratte dai dati sono conservate solo per il tempo necessario alle indagini o azioni penali specifiche per le quali sono richieste. Ogni anno il dipartimento del Tesoro americano dovrà stilare un bilancio dei dati non estratti che non sono più necessari per lottare contro il terrorismo e cancellarli al massimo entro cinque anni.

Prossime tappe

L'accordo entrerà in vigore il 1° agosto 2010, per una durata di cinque anni e, in seguito, sarà rinnovabile su base annua. Tuttavia, gli europei e gli americani devono valutare il funzionamento dell'accordo per quanto attiene la sicurezza e i sistemi di controllo, al più tardi entro sei mesi dalla sua entrata in vigore. La Commissione dovrà avviare i suoi lavori per la creazione del TFTP europeo nella seconda metà del 2010 e pubblicare una relazione sui progressi compiuti entro tre anni.
 

Per ulteriori informazioni :

  • La sfida dell'accordo SWIFT
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L'Europa può imparare la lezione dal disastro petrolifero americano?

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  • Strasburgo, 8 luglio
  • Dibattito sulla tragedia americana: l'Europa potrebbe rischiare lo stesso?
Un'esplosione e ha causato l'affondamento della piattaforma Deepwater Horizon e la conseguente fuoriuscita di petrolio. ©BELGA_UPI_eyevine

Un'esplosione e ha causato l'affondamento della piattaforma Deepwater Horizon e la conseguente fuoriuscita di petrolio. ©BELGA_UPI_eyevine

La catastrofe Deepwater Horizon è stata descritta dal presidente Obama come "l'11 settembre dell'ambiente". Mentre decine di migliaia di barili di petrolio al giorno continuano a inquinare le acque del Golfo, gli eurodeputati sono preoccupati del rischio che un disastro del genere si possa abbattere anche sul nostro continente. Martedì 22 giugno la commissione per l'Ambiente ha interrogato un esperto di energie fossili della Commissione, che ha intervenuto anche il 7 luglio in plenaria dicendo che intende suggerire una moratoria sulle nuove trivellazioni petrolifere in Europa.
 
Il rappresentante della presidenza belga dell'UE Paul Magnette ha spiegato che la situazione europea è molto diversa da quella americana: le regole sono più rigide, non si può trivellare così lontano dalla costa e si opera a profondità molto più basse. Magnette ha comunque accolto favorevolmente l'iniziativa della Commissione per valutare un rafforzamento degli strumenti legislativi.
 
Il commissario Günther Oettinger ha spiegato che la Commissione europea sta analizzando la situazione tenendo in considerazione soprattutto i problemi di responsabilità e sicurezza.
 
Settimana prossima la Commissione si riunirà con le compagnie petrolifere e con le autorità dei paesi membri, a cui suggerirà una moratoria sulle nuove trivellazioni, specialmente nelle situazioni più estreme. Inoltre, quasi certamente si insisterà su un'assicurazione obbligatoria per la responsabilità ambientale, e nonostante la supervisione continuerà a essere nazionale, "sarebbe una buona idea" avere anche degli standard europei di riferimento, e un'autorità di sorveglianza UE.
 

Una catastrofe senza precedenti

  • A una profondità di 1500 m sotto il fondale marino, la chiusura del pozzo si sta rivelando una sfida tecnologica estrema
  • E' il più grave disastro ambientale degli Stati Uniti, in grado di oscurare perfino quello della superpetroliera Exxon Valdez in Alaska
  • Immensamente più grave delle catastrofi simili avvenute in Europa, come il naufragio delle petroliere Erika (1999) e Amoco Cadiz (1978) al largo della costa bretone
Maria Damanaki
, commissario per la pesca e gli affari marittimi, ha dichiarato che "l'Europa è il continente marittimo per eccellenza. Dobbiamo applicare fino in fondo il principio chi inquina paga".
 
La caccia al petrolio
 
La francese Corinne Lepage dell'ALDE ha chiesto una revisione della normativa sulle autorizzazioni per le piattaforme oceaniche. La deputata ha anche ricordato ai colleghi il bisogno di abbandonare la 'società del petrolio': "C'è sempre meno petrolio disponibile, e lo si va a cercare in condizioni sempre più estreme".
 
Secondo Peter Liese, tedesco del PPE, "questo incidente è un'ulteriore motivazione per lasciarci il petrolio alle spalle. Dobbiamo investire nelle energie rinnovabili, nonostante le difficoltà. E' giusto tenere in conto le difficoltà, ma dall'altro lato tutti possono vedere le conseguenze dei disastri petroliferi".
 
"La sicurezza non è una priorità"
 
Il verde Bart Staes ritiene che "per le compagnie petrolifere la sicurezza non è una priorità. Non conosciamo realmente la situazione in Europa". Il deputato belga ha aggiunto anche che "abbiamo l'EMSA (Agenzia europea per la sicurezza marittima) che sta facendo un ottimo lavoro, ma è stata costituita a seguito dei disastri delle petroliere, e non ha competenza sulle piattaforme oceaniche. Forse dovremmo estendere il suo mandato".
 
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