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Ridurre l'uso di animali per esperimenti scientifici: ecco le nuove regole

Agricoltura - 08-09-2010 - 13:36
Sessioni plenarie
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Il numero di animali utilizzati per esperimenti scientifici dovrebbe ridursi in futuro, a seguito dell'approvazione da parte del Parlamento dell'accordo raggiunto col Consiglio su una nuova legislazione che traccia un punto d'equilibrio fra protezione del benessere degli animali e le necessità della ricerca scientifica.

La direttiva, approvata ora in via definitiva, prevede l'obbligo per le autorità competenti nazionali di valutare le implicazioni sul benessere degli animali per ogni test scientifico effettuato. L'obiettivo della nuova legislazione è anche la promozione di metodi alternativi di ricerca scientifica e la riduzione dei livelli di dolore inflitti alle cavie. Essa stabilisce anche limiti più severi per l'uso di primati e un regime di ispezioni per assicurare il rispetto delle regole. Gli Stati membri avranno ora due anni per conformarsi alle nuove regole.
 
Elisabeth Jeggle (PPE, DE), relatrice per il Parlamento, ha affermato, durante il dibattito tenutosi in mattinata di mercoledì, che il compromesso raggiunto é un buon accordo e ha detto ai deputati: "se volete proteggere il benessere degli animali, sostenete la relazione".
 
Priorità a metodi alternativi
 
Tutti gli Stati membri dovranno garantire l'utilizzo, ove possibile, di una procedura alternativa, scientificamente soddisfacente e riconosciuta dalla legislazione europea, che non comporti l’uso di animali. Un'altra disposizione garantisce che potranno essere approvati solo le procedure di sperimentazione che implicano metodi di soppressione che provocano il minimo di dolore, sofferenza e angoscia possibile.
 
L'utilizzo di animali è pertanto consentito per la ricerca di base e per, ad esempio, la cura di malattie di esseri umani, animali o piante, i test di efficacia dei farmaci, ma anche per l’insegnamento superiore e le indagini medico-legali.
 
Una serie di clausole di salvaguardia sono state introdotte per lasciare la possibilità ai governi nazionali di derogare ad alcune specifiche disposizioni per rispondere a situazioni di emergenza, ma solo nel caso che tale deroga sia scientificamente giustificabile e dopo aver informato la Commissione. L'eventuale utilizzo di tali clausole deve comunque essere approvato dagli altri Stati membri
 
Ridurre l'uso di primati senza ostacolare la ricerca
 
Il divieto proposto dalla Commissione sull'uso di grandi primati quali lo scimpanzé, il bonobo, il gorilla o l'orangutango, è stato in linea generale confermato dal testo approvato. Tuttavia, la proposta della Commissione avrebbe anche limitato l'uso di altri tipi di primati, quali ad esempio i macachi e gli ustiti, con il possibile effetto, secondo i deputati, di ostacolare la ricerca europea a fini medici per malattie neurodegenerative quali l'Alzheimer.
 
Pertanto, il Parlamento ha deciso di permettere l'uso di tali primati, qualora sia scientificamente provato che è impossibile raggiungere lo stesso risultato utilizzando specie diverse.
 
Classificazione della gravità delle procedure
 
La nuova legislazione introduce una serie di categorie del dolore inflitto alle cavie ("non risveglio", "lievi", "moderate" o "gravi"), secondo un emendamento approvato dal Parlamento durante la prima lettura della legge.

Per evitare la ripetizione della sofferenza infitta alle cavie, la Commissione aveva proposto di permettere il riutilizzo dell'animale solo per le procedure di sperimentazione con un livello di dolore al massimo classificato come "lieve". I deputati hanno invece ritenuto che tale limite potesse risultare troppo severo e avere l'effetto indesiderato di richiedere l'uso di un maggior numero di animali per il raggiungimento dei risultati scientifici. Pertanto, in accordo coi governi nazionali, i deputati hanno deciso di consentire il riutilizzo delle cavie per esperimenti classificati come "moderati", dopo aver consultato un veterinario.
 
Ispezioni e clausola di revisione
 
Per assicurare il rispetto delle nuove regole, i deputati europei hanno insistito sulla necessità di ispezioni regolari dei laboratori che effettuano esperimenti scientifici con l'uso di animali.
 
L'accordo raggiunto con il Consiglio prevede che siano ispezionati, annualmente, almeno un terzo dei laboratori, con una porzione di tali ispezioni da effettuarsi senza preavviso. La Commissione dovrà vegliare al rispetto di tale disposizione.
 
Infine, la Commissione dovrà presentare una relazione sull'efficacia della nuova legislazione, insieme a una proposta di revisione, 5 anni dopo la su entrata in vigore.
 
Interventi dei deputati italiani
 
Durante il dibattito della mattina di mercoledì, sono intervenuti 4 deputati italiani.
 
Giancarlo Scottà (EFD) ha sottolineato che il testo trova un punto di equilibrio che permette di "utilizzare metodi che provocano il minor dolore possibile ... senza ostacolare la lotta contro le malattie".
 
Paolo De Castro (S&D), presidente della commissione per l'agricoltura, ha ricordato che la votazione arriva dopo un anno e mezzo di "difficili negoziati", affermando che il testo in esame "migliora la direttiva del 1986, ormai obsoleta" e rappresenta "un avanzamento rispetto alla legislazione attuale".
 
Cristiana Muscardini (PPE) ha espresso la speranza che l'accordo sia presto rivisto per smettere di "esercitare esperimenti inutili e ripetitivi", aggiungendo che con esprimenti in vitro o con simulatori del metabolismo umano "si possono raggiungere obiettivi più certi di quelli delle sperimentazioni animali".
 
Elisabetta Gardini (PPE) ha invece sostenuto che "purtroppo, la ricerca sugli animali resta fondamentale e non esistono ancora alternative... a detta dei ricercatori". "Grazie a questi metodi, abbiamo cure contro leucemia, diabete e certi tipi di tumori", ha concluso.
 
Prima dell'inizio della votazione, Sonia Alfano (ALDE) ha criticato l'accordo, poiché permette "l'esperimento per scopi didattici e il riutilizzo degli animali anche con metodi che provocano dolore" e "non incentiverà l'uso di metodi alternativi". Ha quindi chiesto il rinvio del testo in commissione parlamentare ma l''Aula ha respinto a maggioranza tale richiesta e dato il suo via libera al testo.
 
RIF.: 20100907IPR81606