Procedura : 2011/2307(INI)
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Ciclo del documento : A7-0101/2012

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A7-0101/2012

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PV 20/04/2012 - 7
CRE 20/04/2012 - 7

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PV 20/04/2012 - 10.9
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P7_TA(2012)0146

RELAZIONE     
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3 aprile 2012
PE 478.540v02-00 A7-0101/2012

sulla nostra assicurazione sulla vita, il nostro capitale naturale: la strategia dell'UE sulla biodiversità fino al 2020

(2011/2307(INI))

Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

Relatore: Gerben-Jan Gerbrandy

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia
 PARERE della commissione per lo sviluppo regionale
 PARERE della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale
 PARERE della commissione per la pesca
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla nostra assicurazione sulla vita, il nostro capitale naturale: la strategia dell'UE sulla biodiversità fino al 2020

(2011/2307(INI))

Il Parlamento europeo,

–   vista la comunicazione della Commissione dal titolo "La nostra assicurazione sulla vita, il nostro capitale naturale: strategia dell'UE sulla biodiversità fino al 2020" (COM(2011)0244),

–   visti la visione per il 2050 e l'obiettivo chiave per il 2020, adottati dai capi di Stato e di governo dell'UE nel marzo 2010,

–   viste le conclusioni del Consiglio "Ambiente" del 21 giugno e del 19 dicembre 2011 sulla "strategia dell'UE sulla biodiversità fino al 2020",

   visti, in particolare, i risultati della decima Conferenza delle Parti (COP 10) della Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica (CBD), con particolare riferimento al piano strategico per la biodiversità 2011-2020 e agli obiettivi di Aichi, al protocollo di Nagoya sull'accesso alle risorse genetiche e alla giusta ed equa ripartizione dei benefici derivanti dal loro uso, e alla strategia di finanziamento per la biodiversità a livello mondiale,

–   viste la Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e di fauna selvatiche minacciate di estinzione (CITES) e la Convenzione sulla conservazione delle specie migratrici (CMS),

–   vista la comunicazione della Commissione dal titolo "La PAC verso il 2020: rispondere alle future sfide dell'alimentazione, delle risorse naturali e del territorio" (COM(2010)0672), e le proposte della Commissione per la riforma della PAC dopo il 2013,

–   visti la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dal titolo "Un bilancio per la strategia 2020" (COM(2011)0500) e i relativi documenti giustificativi,

–   visto il quadro finanziario strategico per il periodo 2014-2020,

–   vista la "Relazione globale sullo stato di conservazione di tipi di habitat e specie richiesta a norma dell'articolo 17 della direttiva sugli habitat" (COM(2009)0358),

–   vista la sua risoluzione del 21 settembre 2010 sull'applicazione della normativa UE per la conservazione della biodiversità(1),

–   vista la sua risoluzione dell'8 luglio 2010 sul futuro della politica agricola comune dopo il 2013(2) e la sua risoluzione del 23 giugno 2011 sulla "PAC verso il 2020: rispondere alle future sfide dell'alimentazione, delle risorse naturali e del territorio"(3),

–   visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione dal titolo "Finanziamento di Natura 2000 – investire in Natura 2000: garantire benefici per la natura e le persone" (SEC(2011)1573),

–   visto lo studio dal titolo "L'economia degli ecosistemi e della biodiversità (TEEB)"(4),

–   visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e i pareri della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, della commissione per lo sviluppo regionale, della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale e della commissione per la pesca (A7-0101/2012),

A. considerando che l'Unione europea non è riuscita a raggiungere il suo obiettivo in materia di biodiversità entro il 2010;

B.  considerando che le Nazioni Unite hanno dichiarato il periodo 2010-2020 "Decennio per la biodiversità";

C. considerando che la biodiversità è essenziale ai fini dell'esistenza della vita umana e del benessere delle società, sia direttamente che indirettamente, attraverso i servizi ecosistemici che fornisce; che si stima, ad esempio, che i benefici economici derivanti dalla sola rete Natura 2000 delle aree protette dell'Unione europea ammontino a 200-300 miliardi di EUR e che il numero di posti di lavoro equivalenti a tempo pieno direttamente finanziati dalla spesa dei visitatori in tali aree e nei loro dintorni sia pari a circa 4,5-8 milioni;

D. considerando che la perdita di biodiversità è attualmente responsabile di una riduzione annuale del PIL mondiale pari al 3%;

E.  considerando che il 65% dei tipi di habitat e il 52% delle specie elencati negli allegati alla direttiva sugli habitat mostrano uno stato di conservazione insoddisfacente;

F.  considerando che l'88% degli stock ittici è stato sfruttato oltre il rendimento massimo sostenibile (RMS);

G. considerando che i confini dell'UE sono già stati attraversati da oltre 11 000 specie esotiche, di cui almeno il 15% è invasivo e dannoso per la biodiversità;

H. considerando che gli agricoltori svolgono un ruolo essenziale per il raggiungimento degli obiettivi dell'UE in materia di biodiversità; che nel 1992 è stato dato un primo impulso all'integrazione della tutela della biodiversità nella politica agricola comune (PAC) e che la riforma del 2003 ha successivamente introdotto misure quali la condizionalità, il pagamento unico per azienda (disaccoppiamento) e lo sviluppo rurale, che producono effetti favorevoli sulla biodiversità;

I.   considerando che il pagamento per i servizi ecosistemici è uno strumento finanziario promettente e innovativo ai fini della conservazione della biodiversità;

J.   considerando che una direttiva quadro globale sul suolo è di fondamentale importanza affinché l'UE possa conseguire i propri obiettivi nell'ambito della nuova strategia sulla biodiversità;

K. considerando che gli habitat e le specie sono minacciati dai cambiamenti climatici; che la conservazione della natura e la biodiversità sono essenziali ai fini della mitigazione dei cambiamenti climatici e dell'adattamento agli stessi;

Osservazioni generali

1.  deplora il fatto che l'Unione europea non sia riuscita a raggiungere il suo obiettivo in materia di biodiversità entro il 2010;

2.  accoglie favorevolmente e sostiene la strategia dell'UE sulla biodiversità fino al 2020, ivi compresi i relativi obiettivi e le azioni nella loro totalità; è tuttavia del parere che talune azioni andrebbero potenziate e specificate con maggiore chiarezza, e che vadano attuate misure più concrete per garantire un'efficace attuazione della strategia;

3.  rileva l'urgente necessità di intervenire e la necessità di attribuire una maggiore priorità politica alla biodiversità, al fine di raggiungere l'obiettivo chiave dell'UE per la biodiversità per il 2020 e rispettare gli impegni internazionali per la biodiversità; pone l'accento sul fatto che, ove sussistano risorse finanziarie adeguate e la necessaria volontà politica, è possibile, attraverso gli strumenti già disponibili, arrestare la perdita di biodiversità; sottolinea che la preservazione della biodiversità è una sfida collettiva da affrontare con l'impegno e il coinvolgimento delle diverse parti interessate;

4.  accoglie positivamente la comunicazione della Commissione sulla biodiversità fino al 2020 e osserva che i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità, le minacce rappresentate dalle specie invasive e lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali costituiscono sfide transnazionali e transregionali che interessano ogni cittadino dell'Unione europea, che viva in aree urbane o in aree rurali, e rileva la necessità di interventi urgenti a ogni livello governativo – locale, regionale e nazionale – per attenuare tali effetti;

5.  invita pertanto gli Stati membri a integrare la strategia nei rispettivi piani, programmi e/o strategie nazionali;

6.  ritiene che gli strumenti di salvaguardia della biodiversità previsti dalla vigente normativa dell'UE non debbano essere indeboliti;

7.  sottolinea che non deve fallire anche la nuova strategia; invita pertanto la Commissione a presentare al Parlamento ogni due anni una relazione sui progressi conseguiti, contenente un'analisi della situazione a cura del Consiglio e della Commissione;

8.  evidenzia che il vero banco di prova dell'impegno assunto dall'UE a realizzare l'obiettivo in materia di biodiversità, e l'elemento chiave per affrontare questa sfida, non risiedono in questa nuova strategia, bensì nelle future riforme delle politiche agricola e della pesca comuni nonché nel quadro finanziario pluriennale; segnala inoltre che l'insuccesso della prima strategia è imputabile al fatto che la tutela della biodiversità non è stata sufficientemente integrata nelle altre politiche dell'UE;

9.  è del parere che le difficoltà riscontrate a livello di conseguimento dell'obiettivo stabilito per il 2010 richiedano una profonda revisione dei metodi finora applicati; sostiene che è necessario eseguire studi strategici riguardanti tutti i fattori che potrebbero influire sulle aree protette, e che tali studi dovrebbero essere integrati nella pianificazione urbanistica e abbinati a campagne educative e di informazione in merito all'importanza delle risorse naturali locali e della relativa conservazione;

10. sottolinea che la perdita di biodiversità si riferisce non solo alle specie e agli habitat, ma anche alla diversità genetica; invita la Commissione a elaborare una strategia per la conservazione della diversità genetica;

11. osserva che il nostro patrimonio naturale rappresenta un importante capitale ecologico, fondamentale per il benessere dell'umanità; ritiene che tutti gli Stati membri debbano cooperare e coordinare i propri sforzi per assicurare un uso più efficiente delle risorse naturali ed evitare perdite nette in termini di biodiversità e di servizi ecosistemici sia nelle zone rurali che nelle zone urbanizzate;

Obiettivi – l'integrazione della biodiversità in tutte le politiche dell'Unione europea

12. rileva l'importanza di integrare la tutela e la conservazione della biodiversità nello sviluppo, nell'attuazione e nel finanziamento di tutte le altre politiche dell'UE, tra cui quelle in materia di agricoltura, silvicoltura, pesca, sviluppo e coesione regionale, energia, industria, trasporti, turismo, cooperazione allo sviluppo, ricerca e innovazione, al fine di rendere più coerenti le politiche settoriali e di bilancio dell'Unione europea e di garantire che essa rispetti i propri impegni vincolanti relativi alla tutela della biodiversità;

13. sottolinea che la strategia dell'UE sulla biodiversità dovrebbe essere pienamente integrata nelle strategie di mitigazione dei cambiamenti climatici e di adattamento agli stessi;

14. ricorda che il principio di precauzione costituisce una base giuridica da applicare a tutta la legislazione e a tutte le decisioni che incidono sulla biodiversità;

15. sottolinea che la protezione, la valorizzazione, la mappatura e il ripristino della biodiversità e dei servizi ecosistemici sono essenziali per conseguire gli obiettivi della tabella di marcia per un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse e invita la Commissione e gli Stati membri a considerare, nel quadro di misure specifiche, la presentazione di un calendario per la mappatura e la valutazione dei servizi ecosistemici nell'UE, che permetterà di adottare misure mirate ed efficaci per arrestare il degrado della biodiversità e dei servizi ecosistemici;

16. sottolinea che la perdita di biodiversità ha per la società un costo economico devastante, fino ad ora non sufficientemente integrato nelle politiche economiche e di altra natura; esorta pertanto la Commissione e gli Stati membri a determinare il valore dei servizi ecosistemici e a integrare tale valore nei sistemi contabili quale base per politiche più sostenibili; reputa impraticabile ogni modello economico che non tenga conto della buona preservazione della biodiversità; sottolinea inoltre che gli interventi volti a ripristinare gli ecosistemi e la biodiversità possono contribuire in modo significativo a creare nuove competenze, posti di lavoro e opportunità commerciali;

17. pone l'accento sulla necessità di eseguire un'attenta valutazione delle ripercussioni negative sulla biodiversità dei diversi settori dell'economia;

18. sottolinea che la strategia sulla biodiversità rientra nel quadro dell'iniziativa faro "Un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse" e ricorda il ruolo essenziale svolto dalla politica regionale nel garantire la crescita sostenibile grazie agli interventi che essa promuove per far fronte ai problemi climatici, energetici e ambientali;

19. sostiene che un numero significativo di malattie infettive emergenti sia di natura zoonotica (ossia trasmissibile tra fauna selvatica, animali domestici ed esseri umani), e riconosce che il commercio di specie selvatiche e i cambiamenti nell'uso e nella gestione del territorio potrebbero determinare nuovi o diversi modi di interazione tra uomo, animali domestici e fauna selvatica tali da favorire, eventualmente, la trasmissione delle malattie e la perdita di biodiversità; sottolinea che l'integrazione delle strategie sulla biodiversità nelle politiche in materia di salute, benessere e commercio degli animali è una questione di primaria importanza;

20. è del parere, tuttavia, che possa essere necessario eseguire un'approfondita valutazione dell'impatto ambientale, economico e sociale nei casi in cui mancano i dati;

Conservare e ripristinare l'ambiente naturale

21. sottolinea la necessità di arrestare il deterioramento dello stato di tutte le specie e gli habitat contemplati nella legislazione dell'UE in materia di conservazione della natura e di conseguire un suo miglioramento significativo e quantificabile a livello di UE; pone l'accento su come ciò possa consistere in un miglioramento di almeno uno dei parametri per lo stato di conservazione secondo le definizioni contenute nell'articolo 1 della direttiva sugli habitat, senza alcun deterioramento degli altri parametri;

22. invita la Commissione e gli Stati membri a impegnarsi a sviluppare strategie integrate intese a individuare in ogni zona geografica i valori naturali e le caratteristiche del patrimonio culturale, nonché le condizioni necessarie alla loro salvaguardia;

23. sottolinea che gli obiettivi in materia di biodiversità, per essere efficaci, devono essere realizzati attraverso azioni concrete; deplora che, nonostante le azioni intraprese per combattere la perdita di biodiversità, nell'UE solo il 17% degli habitat e delle specie e l'11% dei principali ecosistemi protetti dalla legislazione dell'UE si trovino in uno stato soddisfacente; invita la Commissione ad analizzare con urgenza il motivo per cui gli sforzi attuali non hanno ancora prodotto risultati e a valutare se siano disponibili altri strumenti potenzialmente più efficaci;

24. sottolinea che, per definire un percorso chiaro in vista del conseguimento della visione per il 2050, entro il 2020 almeno il 40% di tutti gli habitat e di tutte le specie dovrà godere di uno stato di conservazione soddisfacente; ricorda che, entro il 2050, il 100% (o quasi) degli habitat e delle specie dovrà godere di uno stato di conservazione soddisfacente;

25. esprime preoccupazione per il crescente degrado di habitat essenziali, come le zone umide, che dovrebbero essere oggetto di un'attenzione prioritaria e di misure urgenti effettivamente rispondenti allo status di protezione speciale loro accordato dall'UE;

26. riconosce che la realizzazione di infrastrutture, l'urbanizzazione, l'industrializzazione e, in generale, gli interventi fisici sul territorio rientrano tra le principali ragioni alla base della frammentazione degli ecosistemi e degli habitat; chiede agli enti locali e regionali come pure ai governi nazionali, nel contesto dei loro piani regolatori e provvedimenti attuativi e nel rispettivo ambito di competenza, di tenere conto di tali fattori, che rappresentano una minaccia per gli ecosistemi e gli habitat, nei loro progetti di pianificazione e di sviluppo, sia su grande che su piccola scala; è consapevole delle pressioni e della necessità a livello locale e regionale di provvedere a uno sviluppo economico sostanziale e raccomanda agli enti locali e regionali di tener presente la necessità di conciliare le esigenze di sviluppo e la tutela della biodiversità e degli habitat naturali; è favorevole a ulteriori riforme e all'impiego delle politiche di sviluppo regionali e locali per conseguire benefici in termini di biodiversità e arrestare l'ulteriore perdita di habitat, soprattutto in periodi di crisi economica e finanziaria;

27. appoggia il maggiore ricorso alle valutazioni dell'impatto ambientale (VIA), alle valutazioni d'impatto per la sostenibilità (VIS), alle valutazioni ambientali strategiche (VAS) e ad altri strumenti affinché la perdita di biodiversità e gli effetti dei cambiamenti climatici vengano presi in considerazione nei processi decisionali a livello regionale e locale; rileva che tutte le regioni trarranno beneficio dai progetti che promuovono la mitigazione dei cambiamenti climatici e la protezione contro la perdita di biodiversità, incluse le regioni meno sviluppate;

28. esorta gli Stati membri a garantire che il processo di definizione dei siti Natura 2000 si compia entro il 2012, conformemente all'obiettivo 11 di Aichi; esprime profondo rammarico per il ritardo nella definizione dei siti marini; è preoccupato per la reintroduzione della caccia nell'area del delta del Danubio e per il possibile impatto negativo di tale decisione sulla biodiversità; invita la Commissione a verificare che gli Stati membri diano attuazione all'articolo 7 della direttiva sugli uccelli (2009/147/CE(5)), con particolare riferimento alla caccia;

29. sottolinea l'urgente necessità di rafforzare l'impegno volto a proteggere gli oceani e gli ambienti marini, sia mediante azioni a livello di UE sia attraverso il miglioramento della governance internazionale degli oceani e delle aree non soggette a giurisdizione nazionale;

30. esorta gli Stati membri a rispettare il termine legale per l'elaborazione di piani di gestione o strumenti equivalenti per tutti i siti Natura 2000, come previsto dagli articoli 4 e 6 della direttiva sugli habitat (92/43/CEE(6));

31. ritiene che una migliore cooperazione transfrontaliera possa essere assai proficua ai fini del conseguimento degli obiettivi di Natura 2000; sottolinea la necessità di una più intensa cooperazione tra le autorità europee, nazionali, regionali e locali per quanto concerne la tutela della biodiversità e delle risorse naturali; evidenzia, a tale riguardo, le opportunità offerte dalla cooperazione transfrontaliera, interregionale e transnazionale al fine di risolvere il problema della perdita di biodiversità e ritiene che un migliore utilizzo del potenziale della cooperazione territoriale e degli scambi di informazioni, esperienze e buone prassi contribuisca in maniera significativa al raggiungimento del suddetto obiettivo; ricorda che l'inclusione delle priorità relative alla biodiversità nelle macrostrategie regionali rappresenta un passo importante verso la salvaguardia e il ripristino della biodiversità;

32. invita la Commissione e gli Stati membri a garantire una buona conservazione della rete Natura 2000, finanziando tali siti in modo adeguato; invita, in particolare, gli Stati membri a elaborare strumenti nazionali vincolanti in collaborazione con le diverse parti interessate, grazie ai quali poter definire misure di conservazione prioritarie e indicare le relative fonti di finanziamento previste (sia da fondi UE sia dai bilanci propri dei singoli Stati membri);

33. ritiene che l'applicazione della legislazione dell'UE, soprattutto in materia di ambiente, debba essere migliorata;

34. invita la Commissione, alla luce delle enormi differenze tra gli Stati membri per quanto concerne l'attuazione della legislazione Natura 2000, a fornire, ove necessario, ulteriori chiarimenti o linee guida sulla base delle migliori prassi; chiede altresì alla Commissione di fornire linee guida o di condividere le migliori prassi per la gestione delle aree adiacenti ai siti Natura 2000;

35. invita la Commissione ad aumentare la propria capacità di trattare ed esaminare efficacemente le denunce e le violazioni relative alla corretta attuazione delle direttive sugli uccelli e sugli habitat, nonché a elaborare linee guida adeguate per gli Stati membri in materia di controllo dell'attuazione sul campo di tali direttive; invita inoltre la Commissione a introdurre misure volte a migliorare l'attuazione e l'applicazione congiunta delle direttive sugli uccelli e sugli habitat nei lavori che attualmente porta avanti al fine di migliorare l'attuazione della legislazione ambientale e i controlli in materia; ritiene fondamentale, alla luce della sua risoluzione del 20 novembre 2008 sul riesame della raccomandazione 2001/331/CE che stabilisce i criteri minimi per le ispezioni ambientali negli Stati membri(7), rafforzare la rete dell'UE per l'attuazione e l'applicazione della normativa ambientale (IMPEL) ed esorta la Commissione a riferire in merito alle possibili soluzioni in tal senso, compresa la possibilità di creare una forza ispettiva ambientale dell'UE, nonché a presentare una proposta di direttiva sulle ispezioni ambientali;

36. sostiene l'iniziativa della Commissione concernente i programmi di formazione per giudici e pubblici ministeri; sottolinea, tuttavia, che la Commissione e gli Stati membri dovrebbero garantire la disponibilità di tali programmi di formazione anche per i professionisti che si occupano dei siti Natura 2000, ad esempio i funzionari delle autorità locali o regionali chiamate a far rispettare le norme e di altri organismi amministrativi incaricati dell'attuazione delle direttive sugli uccelli e sugli habitat;

37. ritiene necessario disporre di mappe digitalizzate e accessibili, recanti informazioni precise sulle principali risorse naturali, le aree protette, l'utilizzo del suolo, i corpi idrici e le zone a rischio, al fine di agevolare il rispetto, da parte delle autorità regionali e locali, della normativa ambientale, in particolare quella in materia di biodiversità;

38. prende atto della scarsa sensibilizzazione dell'opinione pubblica dell'Unione europea in merito all'importanza della conservazione della biodiversità e agli elevati costi, sia in termini ambientali che socio-economici, associati alla sua perdita; sottolinea la necessità di una più ampia strategia di comunicazione, in linea con l'obiettivo 1 di Aichi;

39. si compiace dell'intenzione della Commissione e degli Stati membri di avviare un'importante campagna di comunicazione per Natura 2000 entro il 2013 al fine di migliorare l'applicazione delle norme dell'UE in materia di tutela ambientale e di promuovere la coesistenza di tutela dell'ambiente, crescita economica sostenibile e sviluppo sociale quali principi paritari e non contraddittori; chiede, a tal fine, la promozione di progetti di successo e la diffusione di informazioni al pubblico riguardo alla possibilità di uno sviluppo economico ecocompatibile nelle zone che costituiscono un importante patrimonio naturale e culturale, come quelle facenti parte della rete Natura 2000;

40. rileva la necessità di organizzare campagne di sensibilizzazione e di informazione sul tema della biodiversità rivolte a tutte le fasce d'età e categorie sociali, fermo restando che la sensibilizzazione dei bambini e degli adolescenti, che sono fortemente interessati a questo argomento, deve avere luogo innanzitutto all'interno del contesto scolastico; ritiene che i programmi di istruzione e formazione professionale, in particolare in materia di agricoltura, silvicoltura e settori connessi, debbano essere maggiormente incentrati sul ruolo della biodiversità;

41. riconosce che le ONG hanno un ruolo importante da svolgere nella tutela della biodiversità, contribuendo al processo decisionale, agendo sul campo e sensibilizzando il pubblico;

42.  raccomanda di estendere la governance alla mobilitazione dei cittadini nonché a organizzazioni senza scopo di lucro e a taluni attori economici, sottolineando come questi ultimi debbano integrare la biodiversità nelle proprie strategie aziendali; riconosce il valore e le conoscenze del settore associazionistico e del volontariato nella tutela della biodiversità, nonché il lavoro da essi fornito, e chiede agli enti locali e regionali di includere questi gruppi nelle fasi di pianificazione e consultazione relative ai progetti attraverso l'istituzione di partenariati tra le autorità, il settore privato e le organizzazioni non governative;

43. riconosce la grande importanza di mantenere strette relazioni con gli attori locali e i responsabili diretti del territorio in questione; esorta quindi la Commissione a compiere maggiori sforzi in tal senso, tenendo in considerazione l'esperienza e le conoscenze specifiche che tali attori possono mettere a disposizione in sede di elaborazione della legislazione, in modo da garantire uno stato soddisfacente degli habitat che ospitano la biodiversità che l'UE intende preservare;

44. sostiene che una delle ragioni per cui non si è riusciti a invertire la costante tendenza verso la perdita di biodiversità e il degrado dell'ecosistema a livello globale sia la nostra conoscenza incompleta della complessità della biodiversità e delle interazioni delle sue parti tra loro e con l'ambiente di vita, compreso il valore della biodiversità per le generazioni umane odierne e future; ribadisce che la scienza della biodiversità rimane necessariamente la colonna portante di qualsiasi tipo di attuazione delle politiche;

45. sottolinea quindi la necessità di investire maggiormente nella ricerca nel campo della biodiversità, anche in relazione a una o più "sfide sociali" affrontate dall'iniziativa Orizzonte 2020, per evitare la frammentazione della politica di ricerca; è del parere che tale aumento dei fondi per la ricerca nel campo della biodiversità possa essere ottenuto nell'ambito delle risorse complessive esistenti, dato il basso utilizzo; ritiene, da un lato, che la ricerca possa fornirci una migliore comprensione della biodiversità e della sua importanza per tutti gli aspetti delle attività umane e, dall'altro, che contribuirà, grazie a concetti innovativi, all'elaborazione di nuove e migliori politiche e strategie di gestione e sviluppo;

46. sottolinea la necessità di un approccio multidisciplinare e transnazionale in materia di ricerca nel campo della biodiversità, la quale è intrinsecamente collegata a settori quali l'ecologia, la genetica, l'epidemiologia, la climatologia, l'economia, l'antropologia sociale e la modellizzazione teorica; sottolinea la necessità di politiche fondate su una base scientifica per la gestione sostenibile degli ecosistemi e delle risorse naturali, soprattutto nei settori economicamente e socialmente vitali dell'agricoltura, della pesca e della silvicoltura;

47. ritiene essenziale che i dati scientifici disponibili in materia di biodiversità, gli esempi di migliori prassi per arrestare la perdita di biodiversità e ripristinare la biodiversità nonché le informazioni riguardanti il potenziale dell'innovazione e dello sviluppo fondati sulla natura siano maggiormente divulgati e condivisi tra i responsabili delle politiche e le principali parti interessate e che le TIC pertinenti svolgano un ruolo cruciale nel contribuire all'offerta di nuove opportunità e strumenti; accoglie pertanto con favore l'istituzione da parte della Commissione della piattaforma europea imprese e biodiversità e incoraggia la Commissione a sviluppare ulteriormente la piattaforma nonché a promuovere una maggiore cooperazione tra amministrazioni e imprese nell'UE, comprese le PMI;

48. chiede che il portale web del sistema d'informazione sulla biodiversità per l'Europa (BISE) sia disponibile in tutte le lingue ufficiali dell'UE al fine di contribuire alla condivisione dei dati e delle informazioni;

Preservare e ripristinare gli ecosistemi e i loro servizi

49. prende atto del requisito previsto dalla CBD concernente il ripristino del 15% degli ecosistemi degradati entro il 2020; ritiene tuttavia che questo sia un requisito minimo e auspica che l'UE fissi un obiettivo di ripristino notevolmente maggiore, che rifletta il suo più ambizioso obiettivo chiave e la sua visione per il 2050, tenendo conto delle condizioni naturali specifiche di ogni paese; esorta la Commissione a offrire una chiara definizione del concetto di "ecosistema degradato" e a fissare uno scenario di riferimento utile alla misurazione comparativa dei progressi;

50. riconosce, tuttavia, che è improbabile che la fissazione di un obiettivo dell'UE più ambizioso per il ripristino degli ecosistemi degradati possa costituire uno stimolo per un maggiore impegno a livello internazionale e nazionale, sia nel quadro della CBD che al di fuori di essa;

51. esorta la Commissione ad adottare entro e non oltre il 2012 una strategia specifica per le infrastrutture verdi che abbia come obiettivo principale la tutela della biodiversità; sottolinea che tale strategia dovrebbe essere applicabile agli obiettivi relativi sia alle aree rurali che a quelle urbane, anche al fine di adempiere meglio alle disposizioni dell'articolo 10 della direttiva sugli habitat;

52. deplora il fatto che lo sviluppo di una strategia della Commissione per le infrastrutture verdi sia previsto soltanto per il 2012, mentre i corridoi energetici e di trasporto sono già stati identificati nella proposta del pacchetto per le infrastrutture europee; esorta quindi la Commissione ad accelerare i lavori riguardanti la strategia per le infrastrutture verdi e a garantire il raggiungimento dell'obiettivo 2 proposto; riconosce che è necessario ottimizzare le sinergie tra i progetti nei settori dell'energia, dei trasporti e delle TIC al fine di limitare l'impatto negativo sulla biodiversità e che solo le azioni conformi alla normativa dell'Unione e in linea con le politiche pertinenti dell'Unione dovranno ricevere i fondi dell'UE;

53. sottolinea che la creazione di ambienti naturali non dovrebbe essere limitata esclusivamente alle aree designate ma che dovrebbe essere incoraggiata in diversi luoghi, ad esempio nelle città, lungo le autostrade e i binari ferroviari nonché nelle aree industriali, al fine di creare una vera e propria infrastruttura verde;

54. esorta la Commissione a sviluppare un quadro normativo efficace basato sull'iniziativa "impedire la perdita netta", tenendo conto dell'esperienza pregressa degli Stati membri, avvalendosi altresì delle norme applicate dal Business and Biodiversity Offsets Programme; prende atto, a tale proposito, dell'importanza di applicare l'approccio descritto non soltanto a tutti gli habitat e a tutte le specie dell'Unione europea già contemplati dalla legislazione in vigore, ma in generale a tutti quelli esistenti nell'UE;

55. invita la Commissione a riservare particolare attenzione alle specie e agli habitat le cui "funzioni" hanno un valore economico inestimabile, dal momento che in futuro gli sforzi per preservare la biodiversità saranno orientati alle aree destinate a produrre, almeno secondo le aspettative, vantaggi economici nel breve termine;

56. riconosce che la biodiversità e i servizi ecosistemici apportano notevoli benefici non monetizzati alle industrie e agli altri attori economici; invita le organizzazioni che rappresentano il settore privato a presentare proposte sul miglior modo per preservare e ripristinare la biodiversità su una scala significativa;

57. riconosce la necessità di promuovere le infrastrutture verdi, l'ecoinnovazione e il ricorso a tecnologie innovative ai fini di un'economia più verde e invita la Commissione a redigere una guida di buone prassi in tale settore; esorta la Commissione, gli Stati membri e gli enti locali e regionali a tener conto delle raccomandazioni dello studio TEEB, trattandosi di uno studio destinato ad essere un utile strumento di consultazione per gli esponenti politici, gli amministratori e i manager a livello locale e regionale; sottolinea la necessità di ampliare e intensificare la formazione per i beneficiari dei Fondi strutturali e del Fondo di coesione e per gli enti locali e regionali e i governi nazionali nel gestire la complessa legislazione europea e nazionale che mira a proteggere la natura e a sensibilizzare sull'importanza della perdita della biodiversità; invita la Commissione a porre in essere meccanismi di assistenza tecnica finalizzati alla promozione, a livello regionale e locale, delle conoscenze relative ai problemi correlati all'attuazione della suddetta legislazione;

Agricoltura

58. ricorda che oltre la metà del territorio dell'UE è gestita dagli agricoltori, che i terreni agricoli forniscono importanti servizi ecosistemici e hanno un notevole valore socioeconomico e che le somme erogate per la PAC rappresentano una parte consistente del bilancio dell'Unione; sottolinea che la PAC non si limita a garantire l'approvvigionamento alimentare e lo sviluppo rurale, ma è uno strumento indispensabile per la biodiversità, la conservazione, la mitigazione del cambiamento climatico e il mantenimento dei servizi ecosistemici; osserva che la PAC comprende già misure finalizzate alla protezione ambientale, quali il disaccoppiamento, la condizionalità e le misure agroambientali; si rammarica, tuttavia, che tali misure non siano finora riuscite ad arrestare la perdita generale di biodiversità nell'UE e che la biodiversità nei terreni agricoli sia in continuo declino; auspica pertanto una modifica nell'orientamento della PAC verso l'indennizzo agli agricoltori per la fornitura di beni pubblici, poiché attualmente il mercato non riesce a integrare il valore economico dei beni pubblici di grande importanza che l'agricoltura può fornire;

59. sottolinea il nesso esistente tra la gestione delle risorse idriche e la biodiversità quale elemento essenziale ai fini della conservazione della vita e dello sviluppo sostenibile;

60. sottolinea la necessità di passare dalla logica dei mezzi a quella dei risultati, al fine di valutare l'efficacia degli strumenti impiegati;

61. auspica una maggiore sensibilità ecologica per il primo pilastro della PAC, così da garantire la conservazione della biodiversità in tutte le zone rurali, migliorare i collegamenti e il livello di adattamento agli effetti del cambiamento climatico; accoglie con favore la proposta della Commissione per la riforma della PAC, che prevede un approccio più verde grazie all'attribuzione delle erogazioni del primo pilastro a un pacchetto di buone pratiche basilari compiute nelle aziende, fra cui: rotazione e diversificazione delle colture, pascoli permanenti e delimitazione di un'"area di interesse ecologico" minima; sottolinea che le misure di "ecologizzazione" devono essere realizzabili e non devono creare inutili oneri burocratici; ribadisce l'invito a un sostegno basato sull'area per la rete Natura 2000 nell'ambito del regime di pagamenti diretti; ritiene che le pratiche agricole efficienti in termini di risorse e rispettose dell'ambiente e del clima garantiranno sia la sostenibilità delle aziende agricole sia la sicurezza alimentare a lungo termine e riconosce che la PAC dovrebbe svolgere un ruolo centrale nel raggiungimento di tale obiettivo;

62. sostiene l'adeguamento delle pratiche di "ecologizzazione" ai diversi tipi di agricoltura dei vari Stati membri, tenendo conto, ad esempio, della situazione specifica dei paesi del Mediterraneo, che non è contemplata nel quadro dei limiti proposti in merito alla diversificazione delle colture e delle aree di interesse ecologico; osserva che le aree di querceti (montado o dehesa), le colture permanenti (oliveti, vigne, frutteti) e la coltivazione del riso sono alcuni esempi di pratiche che devono essere rese compatibili con un approccio più verde, visto l'elevato valore ecologico e di conservazione di alcuni di questi sistemi agricoli;

63. ribadisce che nell'ambito della nuova PAC deve essere aumentata l'assistenza agli operatori pubblici e privati che proteggono la biodiversità delle foreste in termini di specie, habitat e servizi ecosistemici e deve altresì essere estesa l'ammissibilità alle aree di collegamento ai siti Natura 2000;

64. chiede che tutti i pagamenti della PAC, compresi quelli effettuati dal 2014, siano vincolati a rigide regole di condizionalità che aiutino a preservare la biodiversità e i servizi ecosistemici, che comprendano le direttive sugli uccelli e sugli habitat (senza indebolire le attuali norme applicabili dal 2007 al 2013), la legislazione sui pesticidi e i biocidi e la direttiva quadro sulle acque(8); auspica per tutte le parti interessate norme semplici e trasparenti;

65. chiede che il secondo pilastro sia potenziato e che in seno a tale strumento siano migliorati notevolmente in tutti gli Stati membri l'interesse ecologico e l'efficacia delle proprie misure agroambientali, anche attraverso una spesa minima obbligatoria per gli interventi ambientali – ad esempio misure agroambientali, misure relative all'ambiente forestale e a Natura 2000 – nonché il sostegno all'agricoltura a elevata valenza naturale e biologica; sottolinea che le misure ambientali di cui ai due pilastri dovrebbero rafforzarsi a vicenda;

66. prende atto dell'importante relazione della Corte dei conti europea sui regimi agroambientali; nota che con i 22,2 miliardi di EUR disponibili per il 2007-2013 è stato raggiunto un numero molto limitato di obiettivi ambientali; esorta la Commissione a garantire che i futuri sussidi agroambientali siano approvati esclusivamente sulla base di rigidi criteri ambientali;

67. sottolinea che l'aumento della domanda di agrocarburanti e le crescenti pressioni conseguentemente esercitate sui paesi in via di sviluppo per la produzione degli stessi costituiscono un pericolo per la biodiversità, in particolare in tali paesi, a causa del degrado e della conversione degli habitat e degli ecosistemi, tra i quali le zone umide e le foreste;

68. ritiene che si debba rafforzare l'ispezione delle pratiche agricole per evitare la perdita di biodiversità; ritiene, in particolare, che lo spargimento di liquami debba essere controllato e persino vietato nelle zone più sensibili ai fini della conservazione degli ecosistemi;

69. chiede che il partenariato europeo per l'innovazione (PEI) nel settore dell'agricoltura abbia un orientamento agroecologico, al fine di accrescere le prestazioni ecologiche dei sistemi di produzione;

70. incoraggia la Commissione e gli Stati membri a esaminare il fenomeno dell'abbandono delle campagne in alcune regioni europee come potenziale opportunità per riportare vaste aree di paesaggio allo stato selvatico, rendendole zone a natura protetta, tutelando così in modo mirato la biodiversità ed evitando la desertificazione, offrendo al contempo nuove opportunità socio-economiche per lo sviluppo rurale; sottolinea tuttavia l'esigenza di rispettare le proprietà territoriali esistenti; sottolinea inoltre che gli agricoltori europei svolgono un ruolo di grande importanza come "custodi" del paesaggio;

71. segnala che varie specie e vari habitat con un valore elevato dal punto di vista della conservazione, inclusi quelli protetti dalla legislazione dell'UE, dipendono dai sistemi agroambientali, in cui la presenza dell'uomo svolge un ruolo chiave; rammenta, alla luce di ciò, l'importanza di porre fine all'abbandono delle zone rurali e di invertire tale tendenza; invoca un maggiore sostegno alle piccole e medie imprese agricole, all'agricoltura familiare e alle pratiche agricole estensive, che favoriscono la conservazione efficace delle risorse naturali;

72. invita la Commissione, nel quadro della nuova riforma della PAC, a intensificare gli sforzi a sostegno dei settori agricoli atti ad apportare un valido contributo alla preservazione della biodiversità, in particolare il settore dell'apicoltura; rileva che insetti selvatici e addomesticati quali le api contribuiscono all'80% dell'impollinazione delle piante da fiori e che il declino che minaccia tali insetti rappresenta una sfida enorme per la nostra società, in quanto dall'impollinazione delle suddette piante dipende in buona parte la produzione agricola e, di conseguenza, l'alimentazione; sottolinea pertanto che occorre prestare particolare attenzione alla questione dell'apicoltura nel quadro delle misure che saranno adottate ai fini della tutela della biodiversità;

73. sottolinea l'importanza di arrestare e invertire la tendenza alla riduzione della diversità delle specie e delle colture che conduce a un'erosione della base genetica da cui dipendono l'alimentazione umana e animale; sostiene la necessità di promuovere l'uso di varietà agricole tradizionali specifiche di determinate regioni; chiede la definizione di una legislazione adeguata e di incentivi per il mantenimento e l'ulteriore sviluppo di un'ampia varietà di risorse genetiche agricole, ad esempio razze e varietà adattate a livello locale;

74. rileva la necessità di cooperare più efficacemente a livello europeo nell'ambito della ricerca scientifica e in quella applicata sulla diversità delle risorse genetiche animali e vegetali, onde garantirne la conservazione, migliorarne la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici e favorirne un'adeguata utilizzazione nei programmi di miglioramento genetico;

Settore forestale

75. auspica azioni specifiche per il raggiungimento dell'obiettivo 5 di Aichi, che prevede, entro il 2020, almeno il dimezzamento e, ove possibile, il quasi totale azzeramento del tasso di perdita di tutti gli habitat naturali, comprese le foreste, nonché la significativa riduzione del degrado e della frammentazione;

76. invita la Commissione, una volta completato lo studio sulle ripercussioni dei consumi dell'Europa sul disboscamento, a rispondere politicamente alle conclusioni di tale studio con nuove iniziative che consentano di porre rimedio ai tipi di impatto rilevati;

77. invita gli Stati membri ad adottare e attuare piani di gestione delle foreste che tengano conto delle opportune consultazioni pubbliche, che comprendano misure efficaci per la conservazione e il ripristino delle specie e degli habitat protetti nonché dei relativi servizi ecosistemici;

78. esorta gli Stati membri e la Commissione a incoraggiare l'adozione di piani di gestione forestale, anche con il ricorso alle misure di sviluppo rurale e al programma LIFE+; sottolinea l'esigenza di inserire nei piani di gestione forestale misure speciali per la biodiversità, in particolare misure specifiche per la conservazione delle specie protette e degli habitat naturali, al fine di migliorarne lo status, nelle aree Natura 2000 e al di fuori di esse;

79. esorta gli Stati membri a definire la propria politica forestale in modo da tenere pienamente conto dell'importanza delle foreste nella protezione della biodiversità, nella prevenzione dell'erosione del suolo, nella cattura del carbonio e purificazione dell'aria e nel mantenimento del ciclo dell'acqua;

80. esorta gli Stati membri a garantire che i sistemi di prevenzione degli incendi forestali nei rispettivi piani di gestione forestale comprendano misure ecosistemiche volte a incrementare la resilienza delle foreste nei confronti degli incendi;

Pesca

81. accoglie con favore la proposta della Commissione per la riforma della PCP attraverso la quale si intende garantire l'attuazione dell'approccio ecosistemico e l'applicazione di informazioni scientifiche aggiornate da utilizzare come base per piani di gestione a lungo termine per tutte le specie ittiche sfruttate ai fini commerciali; sottolinea che solo garantendo la sostenibilità a lungo termine degli stock ittici è possibile assicurare la fattibilità economica e sociale dell'intero settore europeo;

82. sottolinea che nessun paese può far fronte individualmente al problema della perdita di biodiversità, in particolare negli ecosistemi marini, e che i governi degli Stati membri devono cooperare e coordinare gli sforzi in maniera più efficace per affrontare tale problema di portata mondiale; ribadisce che un'attuazione decisa della politica sulla biodiversità è nell'interesse sia della società che dell'economia;

83. invita la Commissione e gli Stati membri a implementare le aree marine protette in cui le attività economiche, inclusa la pesca, sono oggetto della rafforzata gestione ecosistemica, rendendo possibile la riconciliazione tra conservazione dell'ambiente e pratica della pesca sostenibile;

84. sottolinea che persiste una conoscenza alquanto lacunosa dello stato in cui versano gli ecosistemi marini e le risorse ittiche e chiede che si intensifichino gli sforzi a livello UE a favore della ricerca marina;

85. chiede alla Commissione e agli Stati membri di consolidare i loro sforzi nella raccolta di dati scientifici sulle popolazioni ittiche, ove siano carenti, al fine di offrire una consulenza scientifica più attendibile;

86. invita la Commissione e gli Stati membri a cooperare per l'istituzione di una "guardia costiera europea" al fine di potenziare la supervisione comune e le capacità di controllo e garantire il rispetto delle norme;

87. esorta la Commissione e gli Stati membri a intensificare i loro sforzi per garantire che le catture non eccedano i livelli di RMS per il 2015 e a tenere conto delle considerazioni di carattere ambientale nella definizione degli RMS; sottolinea, pertanto, che la mancanza di adeguati dati scientifici non dovrebbe essere utilizzata come scusante per l'inattività, e che in tali circostanze i tassi di mortalità per pesca dovrebbero essere ridotti a titolo precauzionale; ricorda l'obbligo giuridico, come definito nella direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino(9), di garantire che tutti gli stock ittici sfruttati a fini commerciali rientrino nei limiti biologici di sicurezza entro il 2020;

88. segnala che l'impegno a mantenere o ripristinare gli stock ittici, entro il 2015, a livelli superiori a quelli atti a produrre l'RMS quale previsto nel pacchetto di riforme della PCP proposto dalla Commissione, è stato avallato dai capi di Stato e di governo riuniti nel vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile del 2002 a Johannesburg;

89. sottolinea che la gestione della pesca dovrebbe contribuire ad ottenere uno status di conservazione favorevole, ai sensi delle direttive sugli uccelli e sugli habitat, e a raggiungere l'obiettivo del buono stato ecologico, come previsto dalla direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino; sottolinea che i piani di gestione a lungo termine devono basarsi su più specie, piuttosto che su singole specie, tenendo conto di tutti gli aspetti che caratterizzano la popolazione ittica – in particolare le dimensioni, l'età e la situazione riproduttiva – al fine di riflettere al meglio un approccio basato sull'ecosistema, e che è necessario definire un calendario rigoroso per il loro sviluppo;

90. sottolinea che la nuova PCP e tutte le successive misure adottate dagli Stati membri devono risultare pienamente conformi alle direttive 92/43/CEE, 2009/147/CE e 2008/56/CE;

91. sottolinea che l'obiettivo di eliminare i rigetti di specie bersaglio di scarso valore e le catture accessorie delle specie non bersaglio protette, inclusi cetacei, tartarughe marine e uccelli marini, dovrebbe essere introdotto nella PCP e attuato con la massima urgenza; ritiene inoltre che la nuova PCP debba prevedere un chiaro obbligo di rilascio delle specie non bersaglio con elevata possibilità di sopravvivenza;

92. sottolinea la necessità di definire misure finalizzate a eliminare i rigetti in mare di novellame e di pesce sottotaglia o le catture superiori alla quota, in modo tale da non fornire alcun incentivo perverso allo sbarco e alla commercializzazione dei rigetti;

93. sottolinea che gli obiettivi e il calendario devono essere impostati in relazione alla riduzione della sovraccapacità in modo da rendere possibile il perseguimento di una netta riduzione della capacità delle flotte;

94. osserva che la biodiversità dell'ambiente marino è seriamente minacciata dalla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (pesca INN) e sottolinea che, per combattere la pesca INN, occorre rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri e i paesi terzi;

95. prende atto che la creazione di riserve di pesca (aree in cui le attività di pesca potrebbero essere vietate o limitate) rappresenta una misura particolarmente efficace ed efficiente in termini di costi al fine di raggiungere la conservazione a lungo termine degli stock ittici; invita gli Stati membri e il Consiglio, a tale riguardo, a designare riserve di pesca e a stabilire regole di gestione, prestando particolare interesse ai fondali di crescita o alle zone di riproduzione degli stock ittici;

96. invita la Commissione a sviluppare indicatori affidabili della sostenibilità ambientale, anche per quanto concerne la sostenibilità marina e costiera, al fine di valutare il livello dei progressi compiuti verso il conseguimento dell'obiettivo globale di protezione della biodiversità;

Specie esotiche invasive

97. invita la Commissione e gli Stati membri a garantire l'adozione di misure che impediscano sia l'ingresso di nuove specie esotiche invasive nell'UE, sia la diffusione verso nuove zone di specie esotiche invasive attualmente presenti; richiede, in particolare, chiare linee guida, in conformità del regolamento "sviluppo rurale" nel quadro della PAC, volte a garantire che il rimboschimento non danneggi la biodiversità e ad evitare il sostegno finanziario alla piantumazione di specie esotiche invasive; sottolinea la necessità di stabilire strategie ambiziose e inventari aggiornati sia a livello dell'UE che negli Stati membri; ritiene che tali strategie non debbano essere orientate solamente alle specie considerate "prioritarie", come indicato all'obiettivo 5 della strategia sulla biodiversità; incoraggia la Commissione, al fine di ampliare la base di conoscenze, a sostenere attività simili a quelle relative al progetto DASIE (Delivering Alien Invasive Species Inventories for Europe);

98. esorta la Commissione a presentare, nel 2012, una proposta di legge che affronti la questione delle specie animali e vegetali esotiche invasive mediante un approccio integrato al problema al fine di stabilire una politica comune dell'UE relativa alla prevenzione, al monitoraggio, all'eradicazione e alla gestione di tali specie nonché a sistemi di allarme rapido in tale settore;

99. riconosce che la prevenzione risulta più efficiente in termini di costi e più auspicabile in termini ambientali rispetto alle misure adottate in seguito all'introduzione e all'inserimento di una specie esotica invasiva; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a dare priorità alla prevenzione dell'introduzione di specie esotiche invasive, secondo quanto sostenuto nell'approccio gerarchico verso tali specie adottato nella CBD;

100. sottolinea la necessità di assicurare che il commercio delle specie minacciate di estinzione – incluse nella lista rossa dell'Unione internazionale per la conservazione della natura – sia soggetto a maggiori restrizioni e, in particolare, a rigide norme; invita inoltre la Commissione e gli Stati membri a monitorare l'importazione di specie esotiche e non autoctone e a presentare regolarmente relazioni in merito nonché a garantire la piena attuazione della direttiva sui giardini zoologici(10); chiede alla Commissione di valutare l'introduzione di un divieto di cattura degli animali selvatici ai fini del commercio di animali da compagnia e di presentare proposte in merito;

101. invita la Commissione a considerare le strategie e i piani d'azione nazionali attuali e a garantire che gli habitat insulari ricevano un'adeguata attenzione nel prossimo regolamento sulle specie esotiche invasive;

Cambiamento climatico

102. ricorda le interconnessioni tra biodiversità e sistema climatico; è consapevole del notevole impatto negativo del cambiamento climatico sulla biodiversità e sottolinea che la perdita di biodiversità ha gravi conseguenze sul cambiamento climatico a causa della degradazione del pozzo di assorbimento del carbonio fornito dall'ambiente naturale; sottolinea l'urgenza della tutela della biodiversità, tra l'altro quale mezzo per mitigare il cambiamento climatico e preservare i pozzi naturali di assorbimento del carbonio;

Dimensione internazionale

103. esorta la Commissione a elaborare proposte per una legislazione che attui il protocollo di Nagoya onde consentire all'Unione di ratificare al più presto il protocollo;

104. sottolinea, tenendo presente la natura globale della biodiversità e dei servizi ecosistemici e il loro ruolo cruciale per il raggiungimento degli obiettivi globali di sviluppo sostenibile, che la strategia dell'UE deve altresì rafforzare gli sforzi dell'Unione volti a evitare la perdita di biodiversità e contribuire, in tal modo, ad un più efficace raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del millennio entro il 2015;

105. ritiene che la conservazione della biodiversità marina debba essere affrontata ai più alti livelli al vertice Rio+20, che si terrà nel giugno 2012 a Rio de Janeiro;

106. accoglie con favore la risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 6 dicembre 2011 volta a garantire la sostenibilità della pesca mondiale(11), in cui si sottolinea la necessità di interventi urgenti per raggiungere un utilizzo sostenibile degli oceani e dei mari a livello mondiale;

107. si compiace del piano – presentato nel novembre 2011 – sviluppato da quattro agenzie delle Nazioni unite (UNESCO, FAO, PSNU e IMO) al fine di incoraggiare i paesi a rinnovare il loro impegno a limitare il degrado degli oceani e ad affrontare minacce quali l'eccessivo sfruttamento delle risorse alieutiche, l'inquinamento e la perdita di biodiversità;

108. incoraggia la Commissione e gli Stati membri a continuare a promuovere un approccio comune alla conservazione della natura in tutta l'UE, si compiace del fatto che la Commissione abbia riconosciuto la necessità di collaborare con gli Stati membri per poter garantire una tutela efficace della biodiversità nelle regioni ultraperiferiche e nei paesi e territori d'oltremare dell'Unione europea, in cui vive un numero di specie endemiche superiore all'intero continente europeo; auspica un miglioramento degli strumenti specifici volti alla salvaguardia e alla tutela della biodiversità in tali territori, in particolare dell'azione preparatoria BEST (programma volontario per la biodiversità e i servizi ecosistemici nelle regioni ultraperiferiche dell'UE e nei paesi e territori d'oltremare), promossa dal Parlamento europeo sin dal 2011, e finanziamenti adeguati per la tutela della biodiversità e i servizi ecosistemici nelle regioni ultraperiferiche e nei paesi e territori d'oltremare dell'Unione europea;

109. invita la Commissione e gli Stati membri ad attuare e far rispettare in modo rigoroso gli accordi ambientali multilaterali, incluse (a titolo non esclusivo) la convenzione CITES e la convenzione CMS;

110. invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere efficacemente la sostenibilità ambientale nelle loro relazioni con i paesi terzi e in processi globali, come gli Obiettivi di sviluppo del millennio;

111. esorta la Commissione a rafforzare il contributo della politica commerciale dell'UE a favore della conservazione della biodiversità e sostiene quindi la proposta della Commissione di inserire in tutti i nuovi accordi commerciali un capitolo dedicato allo sviluppo sostenibile che presenti disposizioni ambientali di rilievo nell'ambito commerciale, inclusi gli obiettivi in materia di biodiversità;

112. prende atto dell'aumento del traffico internazionale illegale di specie oggetto della convenzione CITES; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri ad adoperarsi per aumentare la capacità dell'Interpol in tale ambito e a porre l'accento sul problema del commercio illegale di fauna e flora selvatiche nelle consultazioni bilaterali con i paesi terzi;

113. riconosce che l'UE è uno dei maggiori importatori di fauna e flora selvatiche e che influisce sulla conservazione della biodiversità in altre parti del mondo attraverso le sue politiche e attività commerciali; invita l'UE ad adottare misure per ridurre le conseguenze negative dei modelli di consumo dell'UE sulla biodiversità, integrando in tutti gli accordi commerciali iniziative relative all'agricoltura sostenibile e al commercio di fauna e flora selvatiche;

114. invita il vertice sulla terra Rio +20 ad effettuare progressi concreti in materia di fonti di finanziamento innovative e indipendenti per la protezione della biodiversità nei paesi in via di sviluppo e insiste affinché l'UE e i suoi Stati membri agiscano in modo proattivo nel conseguimento di risultati in materia;

115. invita la Commissione e gli Stati membri a una cooperazione per lo sviluppo dell'UE "a prova di biodiversità", al fine di prevenire la perdita di biodiversità, tenendo conto del fatto che le persone a più basso reddito dipendono maggiormente dai servizi ecosistemici;

116. riconosce che è necessario pervenire a un'economia basata su fonti energetiche sostenibili in modo economicamente vantaggioso senza compromettere gli obiettivi della biodiversità e che questo tipo di economia può contribuire al raggiungimento di tali obiettivi; ritiene necessario, in tale contesto, introdurre ulteriori garanzie per quanto riguarda le fonti, l'efficienza e la quantità di biomassa utilizzata per produrre energia; invita la Commissione, nello stesso contesto, a chiarire rapidamente l'effetto dei biocarburanti sulla biodiversità, incluso l'impatto dell'uso indiretto del suolo, e chiede la fissazione di criteri di sostenibilità efficaci per la produzione e l'impiego di tutti i biocarburanti, inclusa la biomassa solida;

Finanziamento

117. esorta la Commissione e gli Stati membri a individuare, sulla base di criteri oggettivi, fra tutte le sovvenzioni esistenti quante risultino dannose per l'ambiente e invita la Commissione a pubblicare entro la fine del 2012 un piano d'azione (che preveda una tabella di marcia) per l'eliminazione di tali sovvenzioni entro il 2020, come previsto dagli impegni di Nagoya;

118. evidenzia l'importanza di mobilitare il sostegno finanziario sia europeo sia nazionale proveniente da ogni fonte possibile, inclusa la creazione di uno strumento specifico per il finanziamento della biodiversità, e di sviluppare meccanismi finanziari innovativi – in particolare l'habitat banking (la creazione di riserve di habitat) in relazione alla compensazione – per raggiungere gli obiettivi fissati in materia di biodiversità;

119. sottolinea la necessità di aumentare il bilancio per la ricerca incentrata sull'ambiente e sulla biodiversità, in accordo con il prossimo programma quadro di ricerca, proporzionalmente alle enormi esigenze e sfide derivanti dalla lotta alla perdita della biodiversità e al cambiamento climatico, al fine di contribuire ad apportare le conoscenze mancanti e a sostenere l'azione strategica;

120. invita la Commissione a verificare se l'attuale regime normativo incentivi in modo adeguato le strategie per migliorare la biodiversità e a proporre soluzioni economicamente vantaggiose per trasferire la spesa per la biodiversità dalla burocrazia alla tutela e alla valorizzazione;

121. riconosce che strumenti basati sul mercato e ben concepiti, finalizzati a internalizzare i costi esterni per l'ambiente delle attività di produzione e di consumo, possono contribuire a conseguire l'obiettivo di arrestare la perdita di biodiversità, se combinati a incentivi agli investimenti verdi nei settori interessati;

122. accoglie con favore l'avvio della piattaforma per la biodiversità e le imprese da parte della Commissione per coinvolgere il settore privato nell'agenda per la biodiversità;

123. esorta la Commissione a informare il Parlamento e il Consiglio sulle opzioni per l'introduzione di pagamenti per i servizi ecosistemici, tenendo conto del ruolo della conservazione della biodiversità;

124. invita la Commissione e gli Stati membri ad attuare e a finanziare integralmente la nuova strategia sulla biodiversità fino al 2020, assicurandosi che ciascuna misura di finanziamento adottata dall'Unione sia coerente con le leggi in materia di protezione della biodiversità e delle acque;

125. sottolinea l'esigenza imperativa di garantire che il prossimo quadro finanziario pluriennale (2014-2020) dedichi almeno l'1% delle risorse alla protezione dell'ambiente e favorisca gli sforzi finalizzati al conseguimento dei sei obiettivi enunciati nella strategia per la biodiversità e che sia rafforzato il finanziamento per il programma LIFE; sottolinea la necessità di concentrarsi su progetti di responsabilità sociale aziendale che promuovano la biodiversità;

126. osserva altresì che l'enorme valore economico della biodiversità offre un importante utile sugli investimenti nella sua conservazione; chiede di conseguenza un aumento dei finanziamenti per le misure di conservazione della natura;

127. esorta la Commissione e gli Stati membri, al fine di assicurare un adeguato finanziamento alla rete Natura 2000, a garantire che le erogazioni dell'Unione e degli Stati membri si attestino, ogni anno, al di sopra di un minimo di 5,8 miliardi di EUR; invita inoltre la Commissione e gli Stati membri a garantire che diversi fondi europei (come i fondi PAC, il fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, il fondo di coesione e il fondo LIFE+ rafforzato) eroghino finanziamenti per importi adeguati alle esigenze, migliorando il coordinamento e la coerenza tra tali fondi, anche mediante il concetto di progetti integrati, al fine di ottenere una maggiore trasparenza per le diverse regioni che beneficiano dei finanziamenti dell'Unione; auspica un coinvolgimento della BEI nello sviluppo di strumenti finanziari innovativi e di servizi tecnici e di consulenza per il cofinanziamento di progetti relativi alla biodiversità;

128. esprime rammarico per le sovvenzioni proposte per il nuovo programma LIFE, il quale, nonostante l'indiscusso successo riscosso per oltre vent'anni, continua a beneficiare di una minima parte del bilancio dell'UE; ritiene che le sfide affrontate nel piano per la biodiversità e la conservazione della natura richiedano un aumento significativo dei finanziamenti concessi al programma LIFE;

129. osserva con preoccupazione che il numero di progetti finanziati con il programma LIFE+ ogni anno è inferiore all'assegnazione indicativa di vari Stati membri; invita la Commissione a valutare le ragioni di tale sottoutilizzazione e, ove necessario, a proporre modifiche alle regole del programma, in particolare per quanto riguarda i livelli di cofinanziamento;

130. riconosce l'importanza di appalti pubblici ecocompatibili e ritiene che occorra prestare maggiore attenzione al loro impiego, soprattutto da parte delle autorità pubbliche che beneficiano dei finanziamenti dell'Unione; raccomanda alle autorità responsabili dei sistemi di gestione e di controllo istituiti negli Stati membri per gestire i Fondi strutturali e di coesione di sostenere i progetti che prevedono tali procedure;

131. accoglie favorevolmente la proposta della Commissione di investire, a titolo del Fondo di coesione, nella tutela e nel ripristino della biodiversità durante il periodo di finanziamento 2014-2020; raccomanda altresì che si tenga conto delle possibilità offerte da Natura 2000 alle economie locali e ai mercati del lavoro;

132. riconosce che l'"economia verde" costituisce un modo per creare qualifiche e occupazione e insiste affinché essa venga sostenuta tramite finanziamenti che contribuiranno a creare capacità a livello locale, nonché a fondare la lotta a difesa della biodiversità sul bagaglio di conoscenze locali e tradizionali; sottolinea che circa il 30% degli stanziamenti totali destinati alla politica di coesione per il periodo 2007-2013 possono essere utilizzati per attività aventi un particolare impatto sulla crescita sostenibile; incoraggia gli Stati membri e in particolare gli enti locali e regionali, nel contesto degli interventi tesi ad arrestare la perdita di biodiversità, a essere più attivi e a intensificare i loro sforzi per investire nel capitale naturale nonché a utilizzare i fondi della politica regionale per la prevenzione dei rischi naturali, quale strumento per la conservazione delle risorse naturali e l'adattamento ai cambiamenti climatici, soprattutto in vista del periodo di programmazione 2014-2020;

133. incoraggia gli Stati membri ad avvalersi pienamente della possibilità di riallineare i programmi operativi in corso agli obiettivi di crescita sostenibile fissati nella strategia Europa 2020, attraverso il riesame delle priorità d'investimento in progetti e li esorta a impiegare in modo più efficace le risorse disponibili;

°

°    °

134.    incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1)

GU C 50E del 21.2.2012, pag. 19.

(2)

GU C 351E del 2.12.2011, pag. 103.

(3)

Testi approvati, P7_TA(2011)0297.

(4)

http://www.teebweb.org.

(5)

GU L 20 del 26.1.2010, pag. 7.

(6)

GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7.

(7)

GU C 16E del 22.1.2010, pag. 67.

(8)

Direttiva 2000/60/CE, GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1.

(9)

Direttiva 2008/56/CE, GU L 164 del 25.6.2008, pag. 19.

(10)

Direttiva 1999/22/CE, GU L 94 del 9.4.1999, pag. 24.

(11)

A/RES/66/68.


MOTIVAZIONE

Nel corso dell'anno internazionale per la biodiversità (2010) abbiamo ascoltato straordinarie dichiarazioni da parte degli esponenti politici di tutto il mondo sull'estrema importanza della biodiversità e sul ruolo fondamentale che essa svolge per l'umanità. Tuttavia, mentre parlavano, la strategia UE per arrestare la perdita di biodiversità entro il 2010 falliva completamente. Mentre parlavano, le specie si estinguevano ad un ritmo accelerato di cento o mille volte rispetto all'evoluzione naturale. Mentre parlavano, fallivano tutti i tentativi di trovare un accordo sulle misure di lotta al cambiamento climatico.

In qualche modo, le appassionate parole sull'importanza della biodiversità non si sono tradotte in vigorose misure politiche. Le cifre parlano da sole: il 60% degli ecosistemi del pianeta versa in condizioni di degrado o è utilizzato secondo modalità non sostenibili (FAO, 2010); il 90% dei nostri stock ittici è soggetto ad eccessivo sfruttamento e il 25% di tutte le specie europee è a rischio di estinzione. Secondo lo studio delle Nazioni Unite "L'economia degli ecosistemi e della biodiversità" (TEEB, 2010), ogni anno si spreca il 3% del PIL mondiale a causa della perdita di biodiversità. Attualmente, il costo dell'inazione supera di gran lunga l'investimento necessario. Risulta evidente la necessità di agire con urgenza.

La strategia dell'UE sulla biodiversità fino al 2020 ci offre la possibilità di intraprendere le iniziative necessarie per tutelare la natura e garantire i servizi ecosistemici alle generazioni future. Per evitare l'ennesimo fallimento servono soltanto determinazione politica, coraggio e impegno.

La sfida più importante risiede nell'integrazione della biodiversità in tutti gli altri settori strategici. Il momento è propizio. Tutte le principali politiche europee sono attualmente in fase di revisione. La politica agricola comune, la politica di coesione, la politica comune della pesca e le tabelle di marcia europee per l'energia, i trasporti, l'efficienza delle risorse saranno presto trasposte in atti legislativi. È tempo di dimostrare che le appassionate affermazioni sulla biodiversità sono ben più di semplici promesse e che devono riflettersi in misure politiche concrete.

Finanziamenti per la biodiversità

I finanziamenti futuri avranno un ruolo fondamentale. È chiaro che il denaro pubblico non potrà mai essere l'unica soluzione per arrestare la perdita di biodiversità. Tuttavia, è necessario prevedere nel prossimo quadro finanziario pluriennale la disponibilità di adeguati strumenti finanziari. Il valore della biodiversità e dei servizi ecosistemici deve essere integrato nelle nostre economie. Solo così si vedranno i loro costi e benefici riflessi sui prezzi dei prodotti. Ecco perché gli Stati membri devono integrare il capitale naturale nei propri conti pubblici. Al tempo stesso, dovremmo anche sviluppare, in collaborazione con il mondo degli affari, strumenti finanziari innovativi come il meccanismo di sviluppo verde.

Inoltre, è necessario cambiare la nostra mentalità. Non possiamo confinare la natura ad alcune aree predeterminate, anzi, dobbiamo cercare di inserire la natura ovunque: lungo le autostrade, le ferrovie, nelle città, nei poli industriali, ecc...

Attuazione

La biodiversità richiede una severa e rapida attuazione di tutte le politiche ambientali. Il cambiamento climatico, la qualità dell'aria, del suolo e dell'acqua hanno un immenso peso sulla biodiversità. Lo stesso vale per la rete Natura 2000 e per le direttive sugli uccelli e sugli habitat. Quanto alla vita marina, come requisito minimo è necessario elaborare una PCP basata almeno sul conseguimento del rendimento massimo sostenibile da abbinare a più rigorose misure attuative.

Dimensione internazionale

L'Europa influenza altresì la biodiversità in altre regioni del globo. L'impronta è enorme. A causa del legname che impieghiamo, dei combustibili che consumiamo, del cibo che mangiamo, degli abiti che indossiamo, siamo responsabili di una larga parte della perdita di biodiversità nel mondo intero. Dobbiamo ridurre il nostro impatto, per cui abbiamo bisogno di sviluppare ulteriori strumenti di misurazione della nostra impronta.

A livello internazionale, l'UE dovrebbe mantenere la propria centralità e assumere posizioni coerenti al proprio interno.

Conclusione

È possibile raggiungere gli obiettivi fissati nella strategia sulla biodiversità dell'UE fino al 2020. Dobbiamo solamente tradurre in azioni programmatiche concrete il sostegno alla biodiversità manifestato dal mondo politico internazionale e dai suoi esponenti.

"Nel mondo c'è quanto basta per le necessità dell'uomo, ma non per la sua avidità". ~Mohandas K. Gandhi


PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (7.2.2012)

destinato alla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

su "La nostra assicurazione sulla vita, il nostro capitale naturale: strategia dell'UE sulla biodiversità fino al 2020"

(2011/2307(INI))

Relatore per parere: Romana Jordan Cizelj

SUGGERIMENTI

La commissione per l'industria, la ricerca e l'energia invita la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  concorda con l'analisi della Commissione secondo cui la perdita di biodiversità ha un prezzo non soltanto per la società nel suo insieme, ma anche per gli operatori economici dei settori che dipendono direttamente da servizi ecosistemici nonché dalla disponibilità a lungo termine e dalla diversità del patrimonio naturale; concorda, inoltre, che l'innovazione fondata sulla natura e gli interventi per ripristinare gli ecosistemi e conservare la biodiversità possono contribuire in modo significativo a creare nuove competenze, posti di lavoro e opportunità commerciali;

2.  sottolinea che l'UE e gli Stati membri dovrebbero coinvolgere maggiormente i cittadini, particolarmente sensibili alle tematiche ambientali, e in particolare i giovani che, rappresentando il futuro dell'UE, sono fortemente interessati alla questione; osserva altresì che l'enorme valore economico della biodiversità offre un importante utile sugli investimenti destinati alla sua conservazione; chiede di conseguenza un aumento dei finanziamenti per le misure di conservazione della natura;

3.  sottolinea che gli obiettivi in materia di biodiversità, per essere efficaci, devono essere realizzati attraverso azioni concrete; deplora che, nonostante le azioni intraprese per combattere la perdita di biodiversità, nell'UE solo il 17% degli habitat e delle specie e l'11% dei principali ecosistemi protetti dalla legislazione dell'UE si trovino in uno stato favorevole; invita la Commissione ad analizzare con urgenza il motivo per cui gli sforzi attuali non hanno prodotto risultati e a valutare se vi siano altri strumenti a disposizione, potenzialmente più efficaci;

4.  invita la Commissione a intensificare ulteriormente gli sforzi per integrare la biodiversità nell'elaborazione, nell'attuazione e nel finanziamento di altre politiche dell'UE, rafforzando in tal modo la coerenza tra le politiche settoriali e di bilancio dell'UE e garantendo così il rispetto degli impegni vincolanti in materia di tutela della biodiversità;

5.  sottolinea tuttavia che le misure in materia di biodiversità nell'ambito delle politiche settoriali non dovrebbero creare ulteriori oneri amministrativi e normativi per le parti interessate, quali il settore agricolo, e ritiene che l'elemento di ecologizzazione della PAC proposto debba rimanere concentrato sulla creazione di incentivi per il singolo agricoltore ai fini di una produzione agricola attiva più sostenibile;

6.  ritiene particolarmente importante mantenere lo stato di conservazione di tutti gli habitat e le specie protetti registrati fino al 2020 nell'UE, compresi i siti ubicati nelle aree Natura 2000 e al di fuori di essa, onde garantire uno stato di conservazione favorevole per tutti gli habitat e le specie fino al 2050;

7.  deplora il fatto che lo sviluppo di una strategia della Commissione per le infrastrutture verdi sia previsto soltanto per il 2012, mentre i corridoi energetici e di trasporto sono già stati identificati nella proposta del pacchetto per le infrastrutture europee; esorta quindi la Commissione ad accelerare i lavori riguardanti la strategia per le infrastrutture verdi e a garantire il raggiungimento dell'obiettivo 2 proposto; riconosce che è necessario ottimizzare le sinergie tra i progetti nei settori dell'energia, dei trasporti e delle TIC al fine di limitare l'impatto negativo sulla biodiversità e che solo le azioni conformi alla normativa dell'Unione e in linea con le politiche pertinenti dell'Unione dovranno essere finanziate con fondi dell'UE;

8.  ritiene che gli strumenti di salvaguardia della biodiversità previsti dalla normativa dell'UE non debbano essere indeboliti;

9.  riconosce che è necessario pervenire a un'economia basata su fonti energetiche sostenibili in modo economicamente vantaggioso senza compromettere gli obiettivi della biodiversità e che questo tipo di economia può contribuire al raggiungimento di tali obiettivi; ritiene necessario, in tale contesto, introdurre ulteriori garanzie per quanto riguarda le fonti, l'efficienza e la quantità di biomassa utilizzata per produrre energia; invita la Commissione, nello stesso contesto, a chiarire rapidamente l'effetto dei biocarburanti sulla biodiversità, incluso l'impatto dell'uso indiretto del suolo, e chiede la fissazione di criteri di sostenibilità efficaci per la produzione e l'impiego di tutti i biocarburanti, inclusa la biomassa solida;

10. ritiene che una delle ragioni per cui non si è riusciti a invertire la costante tendenza verso la perdita di biodiversità e il degrado dell'ecosistema a livello globale sia la nostra conoscenza incompleta in merito alla complessità della biodiversità e alle interazioni delle sue parti tra loro e con l'ambiente di vita, tra cui il valore della biodiversità per le generazioni umane odierne e future; ribadisce che la scienza della biodiversità rimane necessariamente la colonna portante di qualsiasi tipo di attuazione delle politiche;

11. sottolinea quindi la necessità di investire maggiormente nella ricerca nel campo della biodiversità, in particolare in una o più delle "sfide sociali" corrispondenti nel quadro dell'iniziativa Orizzonte 2020, per evitare la frammentazione della politica di ricerca; ritiene che tale potenziale aumento dei fondi per la ricerca nel campo della biodiversità potrebbe essere ottenuto nell'ambito delle risorse complessive esistenti grazie al basso utilizzo; ritiene che la ricerca possa consentire, da una parte, di comprendere meglio la biodiversità e la sua importanza per tutti gli aspetti delle attività umane e, dall'altra, di contribuire, grazie a concetti innovativi, allo sviluppo di nuove e migliori politiche e strategie di gestione e di sviluppo;

12. sottolinea l'importanza di dimostrare ai cittadini dell'UE, soprattutto nel clima economico attuale, che la tutela della biodiversità non è in contraddizione con uno sviluppo economico e sociale sostenibile; chiede, a tal fine, la promozione dei progetti di successo e la diffusione di informazioni al pubblico riguardo alla possibilità di uno sviluppo economico eco-compatibile nelle zone che costituiscono un importante patrimonio naturale e culturale, come la rete Natura 2000;

13. sottolinea la necessità di un approccio multidisciplinare e transnazionale in materia di ricerca nel campo della biodiversità, la quale è intrinsecamente collegata all'ecologia, alla genetica, all'epidemiologia, alla climatologia, all'economia, all'antropologia sociale, ai modelli teorici, ecc.; sottolinea la necessità di politiche fondate su una base scientifica per la gestione sostenibile degli ecosistemi e delle risorse naturali, soprattutto nei settori economicamente e socialmente vitali dell'agricoltura, della pesca e della silvicoltura;

14. ritiene essenziale che i dati scientifici disponibili in materia di biodiversità, gli esempi di migliori pratiche per arrestare la perdita di biodiversità e ripristinare la biodiversità nonché le informazioni riguardanti il potenziale dell'innovazione e dello sviluppo fondati sulla natura siano maggiormente divulgati e condivisi tra i responsabili delle politiche e le principali parti interessate; ritiene altresì che le TIC applicabili abbiano un ruolo cruciale da svolgere per contribuire all'offerta di nuove opportunità e strumenti; accoglie pertanto con favore l'istituzione da parte della Commissione della piattaforma europea sulla biodiversità e le imprese ed incoraggia la Commissione a sviluppare ulteriormente la piattaforma e a favorire una maggiore cooperazione tra amministrazioni e imprese in Europa, comprese le PMI;

15. chiede che il portale web del sistema d'informazione sulla biodiversità per l'Europa (BISE) sia disponibile in tutte le lingue ufficiali dell'UE al fine di contribuire alla condivisione dei dati e delle informazioni;

16. invita la Commissione e gli Stati membri a considerare la presentazione di un calendario, nel quadro di misure specifiche, per la mappatura e la valutazione dei servizi degli ecosistemi in Europa, che permetterà di adottare misure mirate ed efficaci per arrestare il degrado della biodiversità e dei servizi ecosistemici;

17. invita la Commissione a verificare se l'attuale regime normativo incentivi in modo adeguato le strategie per migliorare la biodiversità e a proporre soluzioni economicamente vantaggiose per trasferire la spesa per la biodiversità dalla burocrazia alla tutela e alla valorizzazione;

18. valuta positivamente l'intenzione della Commissione di riformare, eliminare gradualmente e sopprimere le sovvenzioni dannose, conformemente alla strategia Europa 2020, e riconosce che strumenti basati sul mercato e ben concepiti, finalizzati a internalizzare i costi esterni per l'ambiente delle attività di produzione e di consumo, possono contribuire a conseguire l'obiettivo di arrestare la perdita di biodiversità, se combinati a incentivi agli investimenti verdi nei settori interessati; ritiene, alla luce delle negoziazioni del quadro finanziario pluriennale 2014-2020 (QFP), che la Commissione dovrebbe considerare l'importanza fondamentale di fornire le risorse finanziarie adeguate per realizzare pienamente gli obiettivi della strategia per la biodiversità;

19. riconosce che i cambiamenti climatici hanno un'incidenza sempre maggiore sulla perdita di biodiversità; concorda quindi con l'iniziativa faro della Commissione sull'efficienza delle risorse, con l'approccio basato sul consumo e l'utilizzo sostenibile nonché con l'adattamento ai cambiamenti climatici;

20. invita la Commissione europea e gli Stati membri a impegnarsi a sviluppare strategie integrate intese a identificare in ogni zona geografica i valori naturali e le caratteristiche del patrimonio culturale, nonché le condizioni necessarie alla loro salvaguardia; invita a tenere conto, al fine di preservare la biodiversità e tutte le specie, degli ecosistemi specifici, che comprendono l'agricoltura, l'acqua e le altre condizioni minime necessarie;

21. riconosce che la biodiversità e i servizi ecosistemici apportano notevoli benefici non monetizzati alle industrie e agli altri attori economici; invita le organizzazioni che rappresentano il settore privato a presentare proposte sul miglior modo per preservare e ripristinare la biodiversità su una scala significativa;

22. invita la Commissione a condurre costantemente indagini sull'impatto delle politiche nuove ed esistenti, compreso il divieto dell'UE relativo alla vendita di prodotti derivati dalla foca, sulla biodiversità negli Stati membri dell'UE e nei paesi interessati, compresi i membri dell'EFTA e OCTA;

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

6.2.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

54

0

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Gabriele Albertini, Amelia Andersdotter, Josefa Andrés Barea, Jean-Pierre Audy, Ivo Belet, Maria Da Graça Carvalho, Giles Chichester, Pilar del Castillo Vera, Dimitrios Droutsas, Christian Ehler, Vicky Ford, Norbert Glante, Robert Goebbels, András Gyürk, Jacky Hénin, Kent Johansson, Romana Jordan, Krišjānis Kariņš, Béla Kovács, Philippe Lamberts, Marisa Matias, Judith A. Merkies, Jaroslav Paška, Vittorio Prodi, Herbert Reul, Michèle Rivasi, Jens Rohde, Paul Rübig, Amalia Sartori, Salvador Sedó i Alabart, Patrizia Toia, Evžen Tošenovský, Ioannis A. Tsoukalas, Claude Turmes, Marita Ulvskog, Kathleen Van Brempt, Alejo Vidal-Quadras, Henri Weber

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Antonio Cancian, António Fernando Correia De Campos, Françoise Grossetête, Cristina Gutiérrez-Cortines, Jolanta Emilia Hibner, Yannick Jadot, Seán Kelly, Bernd Lange, Werner Langen, Marian-Jean Marinescu, Zofija Mazej Kukovič, Morten Messerschmidt, Vladko Todorov Panayotov, Mario Pirillo, Silvia-Adriana Ţicău

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Marta Andreasen, Michael Theurer


PARERE della commissione per lo sviluppo regionale (2.3.2012)

destinato alla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

su "La nostra assicurazione sulla vita, il nostro capitale naturale: strategia dell'UE sulla biodiversità fino al 2020"

(2011/2307(INI))

Relatore: Catherine Bearder

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo regionale invita la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, in qualità di commissione competente, a includere nella propria proposta di risoluzione i seguenti suggerimenti ai fini della relativa approvazione:

1.  accoglie positivamente la comunicazione della Commissione sulla biodiversità fino al 2020 e osserva che i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità, le minacce rappresentate dalle specie invasive e lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali costituiscono sfide transnazionali e transregionali che interessano ogni cittadino dell'Unione europea, che viva in aree urbane o in aree rurali, e rileva la necessità di interventi urgenti a ogni livello governativo – locale, regionale e nazionale – per attenuare tali effetti;

2.  sottolinea che la strategia in questione rientra nel quadro dell'iniziativa faro "Un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse" e ricorda il ruolo essenziale che svolge la politica regionale nel garantire la crescita sostenibile grazie agli interventi da essa sostenuti per far fronte ai problemi climatici, energetici e ambientali;

3.  si compiace del fatto che la Commissione abbia riconosciuto la necessità di collaborare con gli Stati membri per poter garantire una tutela efficace della biodiversità nelle regioni ultraperiferiche e nei paesi e territori d'oltremare dell'Unione europea, in cui vive un numero di specie endemiche superiore all'intero continente europeo; auspica un miglioramento degli strumenti specifici volti alla salvaguardia e alla tutela della biodiversità in tali territori, in particolare dell'azione preparatoria BEST (Biodiversity and Ecosystem Services in Territories of European Overseas), promossa dal Parlamento europeo sin dal 2011, e finanziamenti adeguati per la tutela della biodiversità e i servizi ecosistemici nelle regioni ultraperiferiche e nei paesi e territori d'oltremare dell'Unione europea;

4.  riconosce che la realizzazione di infrastrutture, l'urbanizzazione, l'industrializzazione e, in generale, gli interventi fisici sul territorio rientrano tra le principali ragioni alla base della frammentazione degli ecosistemi e degli habitat; chiede agli enti locali e regionali come pure ai governi nazionali, nel contesto dei loro piani regolatori e provvedimenti attuativi e nel rispettivo ambito di competenza, di analizzare tali fattori che rappresentano una minaccia per gli ecosistemi e gli habitat nell'ambito dei loro progetti di pianificazione e di sviluppo, sia su grande che su piccola scala; è consapevole delle pressioni e delle necessità esistenti a livello locale e regionale di provvedere a uno sviluppo economico sostanziale e raccomanda agli enti locali e regionali di tener presente la necessità di conciliare le esigenze di sviluppo e la tutela della biodiversità e degli habitat naturali; è favorevole a ulteriori riforme e all'impiego delle politiche di sviluppo regionali e locali per conseguire benefici in termini di biodiversità e arrestare l'ulteriore perdita di habitat, soprattutto in periodi di crisi economica e finanziaria;

5.  riconosce che la "economia verde" costituisce un modo per creare qualifiche e occupazione e insiste affinché essa venga sostenuta tramite finanziamenti che contribuiranno a creare capacità a livello locale, nonché a fondare la lotta a difesa della biodiversità sul bagaglio di conoscenze locali e tradizionali; sottolinea che circa il 30% degli stanziamenti totali destinati alla politica di coesione per il periodo 2007-2013 possono essere utilizzati per attività aventi un particolare impatto sulla crescita sostenibile; incoraggia gli Stati membri e in particolare gli enti locali e regionali, nel contesto degli interventi tesi ad arrestare la perdita di biodiversità, a essere più attivi e a intensificare gli sforzi per investire nel capitale naturale nonché a utilizzare i fondi della politica regionale per la prevenzione dei rischi naturali, quale strumento per la conservazione delle risorse naturali e l'adattamento ai cambiamenti climatici, soprattutto in vista del periodo di programmazione 2014-2020;

6.  incoraggia gli Stati membri ad avvalersi pienamente della possibilità di riallineare i programmi operativi in corso agli obiettivi di crescita sostenibile fissati nella strategia Europa 2020, attraverso il riesame delle priorità d'investimento in progetti e li esorta a impiegare in modo più efficace le ricerche disponibili;

7.  riconosce la necessità di promuovere le infrastrutture verdi, l'ecoinnovazione e il ricorso a tecnologie innovative ai fini di un'economia più verde e, a tale riguardo, invita la Commissione a redigere una guida di buone prassi; esorta la Commissione, gli Stati membri e gli enti locali e regionali a tener conto delle raccomandazioni dello studio sull'economia degli ecosistemi e della biodiversità (TEEB), trattandosi di uno studio destinato ad essere un utile strumento di consultazione per gli esponenti politici, gli amministratori e i manager a livello locale e regionale; sottolinea la necessità di ampliare e intensificare la formazione per i beneficiari dei Fondi strutturali e del Fondo di coesione e per gli enti locali e regionali e i governi nazionali nel gestire la complessa legislazione europea e nazionale che mira a proteggere la natura e a sensibilizzare sull'importanza della perdita della biodiversità; invita la Commissione a porre in essere meccanismi di assistenza tecnica finalizzati alla promozione, a livello regionale e locale, delle conoscenze relative ai problemi correlati all'attuazione della suddetta legislazione;

8.  riconosce l'importanza di appalti pubblici ecocompatibili e ritiene che occorra prestare maggiore attenzione al loro impiego, soprattutto da parte delle autorità pubbliche che beneficiano dei finanziamenti dell'Unione; raccomanda alle autorità responsabili dei sistemi di gestione e di controllo istituiti negli Stati membri per gestire i Fondi strutturali e di coesione di sostenere i progetti che prevedono tali procedure;

9.  invita la Commissione e gli Stati membri a fornire sostegno e assistenza in materia di partenariati per la biodiversità, allo scopo di diffondere una maggiore sensibilizzazione e di consentire a un maggior numero di partner potenziali di intervenire nelle problematiche relative alla biodiversità attraverso l'adozione di azioni positive; considera necessario condurre campagne di sensibilizzazione e di informazione sulla biodiversità, destinate alle categorie di tutte le fasce di età e di ogni estrazione sociale, in collaborazione con le autorità locali e regionali; ritiene che i programmi di istruzione e di formazione professionale, così come i programmi destinati ai settori connessi, dovrebbero affrontare in maniera più mirata il problema della tutela della biodiversità;

10. chiede una maggiore coerenza politica e a una verifica sotto il profilo climatico e ambientale nell'ambito degli strumenti di finanziamento dell'UE, segnatamente i Fondi strutturali e il Fondo di coesione, al fine di raggiungere gli obiettivi delle strategie "Biodiversità 2020" e "Europa 2020"; chiede una migliore assegnazione di tutti i fondi disponibili nonché un impiego più efficace e coordinato degli stanziamenti a titolo dagli strumenti della politica di coesione, dal programma quadro R&S, dal programma LIFE+ e dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) per il finanziamento di progetti per la protezione dell'ambiente, della biodiversità e del clima, se necessario attraverso la fornitura di ulteriore assistenza tecnica; insiste, in previsione del prossimo periodo di programmazione, sulla creazione di un coordinamento efficace tra i cinque fondi del QSC, al fine di garantire il raggiungimento ottimale dell'obiettivo di crescita sostenibile fissato dall'Unione;

11. accoglie favorevolmente la proposta della Commissione di investire, a titolo del Fondo di coesione, nella tutela e nel ripristino della biodiversità durante il periodo di finanziamento 2014-2020; raccomanda altresì che si tenga conto delle possibilità offerte da Natura 2000 alle economie locali e ai mercati del lavoro;

12. appoggia il maggiore ricorso alle valutazioni dell'impatto ambientale (VIA), alle valutazioni d'impatto sulla sostenibilità (VIS), alle valutazioni ambientali strategiche (VAS) e ad altri strumenti, affinché la perdita di biodiversità e gli effetti dei cambiamenti climatici vengano presi in considerazione nei processi decisionali a livello regionale e locale; rileva che tutte le regioni trarranno beneficio dai progetti che tengono conto dell'attenuazione dei cambiamenti climatici e della protezione contro la perdita di biodiversità, incluse le regioni meno sviluppate;

13. riconosce il valore e le conoscenze del settore associazionistico e del volontariato nella protezione della biodiversità, nonché il lavoro da essi fornito, e chiede agli enti locali e regionali di includere questi gruppi nelle fasi di pianificazione e consultazione relative ai progetti attraverso l'istituzione di partenariati tra le autorità, il settore privato e le organizzazioni non governative;

14. sottolinea la necessità di una più intensa cooperazione tra le autorità europee, nazionali, regionali e locali per quanto concerne la tutela della biodiversità e delle risorse naturali; sottolinea a tale riguardo le opportunità di risoluzione dei problemi relativi alla biodiversità offerte dalla cooperazione transfrontaliera, interregionale e transnazionale e ritiene che un migliore utilizzo del potenziale della cooperazione territoriale e degli scambi di informazioni, esperienze e buone prassi contribuirebbe in maniera significativa al raggiungimento del suddetto obiettivo; ricorda che l'inclusione delle priorità relative alla biodiversità nelle macrostrategie regionali rappresenta un passo importante verso la salvaguardia e il ripristino della biodiversità.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

28.2.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

38

1

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Luís Paulo Alves, Catherine Bearder, Jean-Paul Besset, Victor Boştinaru, John Bufton, Salvatore Caronna, Nikos Chrysogelos, Ryszard Czarnecki, Francesco De Angelis, Tamás Deutsch, Rosa Estaràs Ferragut, Danuta Maria Hübner, Filiz Hakaeva Hyusmenova, María Irigoyen Pérez, Seán Kelly, Mojca Kleva, Constanze Angela Krehl, Petru Constantin Luhan, Riikka Manner, Iosif Matula, Erminia Mazzoni, Ana Miranda, Wojciech Michał Olejniczak, Younous Omarjee, Monika Smolková, Ewald Stadler, Csanád Szegedi, Nuno Teixeira, Lambert van Nistelrooij, Oldřich Vlasák, Hermann Winkler, Joachim Zeller, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Vasilica Viorica Dăncilă, Ivars Godmanis, James Nicholson, Elisabeth Schroedter, László Surján, Michael Theurer, Patrice Tirolien


PARERE della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (5.3.2012)

destinato alla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

sulla nostra assicurazione sulla vita, il nostro capitale naturale: la strategia dell'UE sulla biodiversità fino al 2020

(2011/2307(INI))

Relatore per parere: Vasilica Viorica Dăncilă

SUGGERIMENTI

La commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale invita la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  osserva che il nostro patrimonio naturale rappresenta un importante capitale ecologico, fondamentale per il benessere dell'umanità; ritiene che tutti gli Stati membri dell'UE debbano cooperare e coordinare i propri sforzi per assicurare un uso più efficiente delle risorse naturali ed evitare perdite nette in termini di biodiversità e di servizi ecosistemici sia in zone rurali che in zone urbanizzate;

2.  plaude alla nuova strategia dell'UE sulla biodiversità, ma non appoggia la proposta della Commissione concernente l'introduzione di una componente supplementare relativa ai pagamenti "ecologici" (greening), come proposto nel progetto di riforma della PAC verso il 2020; ritiene che le proposte della Commissione aumenteranno i costi amministrativi, contrastando così l'obiettivo di semplificare la PAC;

3.  ritiene che, prima di intraprendere qualsiasi iniziativa atta a rendere "più ecologica" la PAC, sarebbe necessario valutare l'impatto di tali iniziative sulla competitività dell'agricoltura dell'UE nel mercato globale;

4.  prende atto delle raccomandazioni della Commissione relative alla riforma della PAC, le quali contengono misure precise, sia nel primo sia nel secondo pilastro, miranti a preservare e a migliorare la biodiversità; sottolinea a tale proposito il ruolo particolare rivestito dal settore agricolo, il quale ha già apportato un contribuito significativo alla preservazione della diversità delle specie e dei biotopi e contribuirà in modo decisivo al successo della strategia europea sulla biodiversità, la quale è basata su una buona pratica agricola e include un uso sostenibile delle risorse idriche;

5.  sottolinea la necessità di passare dalla logica dei mezzi a quella dei risultati, al fine di valutare l'efficacia degli strumenti impiegati;

6.  è persuaso che la cosiddetta "ecologizzazione" della PAC debba essere attuata in modo efficiente e non burocratico, senza dare adito a discriminazioni nei confronti delle misure agroambientali esistenti; chiede, inoltre, che in vista della necessaria riduzione dell'onere amministrativo, tutti i pagamenti a titolo della PAC continuino ad essere soggetti a rigorose norme sulla condizionalità anche dopo il 2014, che dovrebbero essere caratterizzate dalla trasparenza e dalla massima facilità di attuazione e di controllo;

7.  ritiene che, nel quadro della PAC, sia possibile conseguire ulteriori efficienze ambientali a livello UE basandosi principalmente su un'attuazione più efficace delle norme sulla condizionalità (tra cui l'applicazione da parte di tutti gli Stati membri delle norme per il mantenimento dei terreni in buone condizioni agronomiche e ambientali (BCAA) nonché l'adeguamento delle modalità di attuazione delle direttive), sull'attuazione dei programmi agroambientali e sul sostegno alle aree della rete Natura 2000 grazie a un miglior finanziamento del secondo pilastro della PAC;

8.  ricorda il ruolo centrale svolto dalla PAC nel garantire la sicurezza dell'approvvigionamento di prodotti alimentari di elevata qualità e a prezzi accessibili per i consumatori; sottolinea a tale proposito l'inadeguatezza e l'impraticabilità della proposta della Commissione di adibire obbligatoriamente e indiscriminatamente il 7% della superficie agricola ad area ecologica, in particolare laddove, nelle regioni produttive, tali superfici non sarebbero più destinate alla produzione alimentare;

9.  ribadisce l'importanza di mantenere un'attività agricola e forestale forte ed economicamente competitiva al fine di garantire la preservazione del paesaggio e della biodiversità in Europa; sottolinea che la sottoutilizzazione e l'abbandono delle terre agricole possono determinare conseguenze disastrose per l'ambiente naturale; invita in tale contesto a mantenere quanto meno inalterato il bilancio della PAC dopo il 2013, al fine di garantire la vitalità delle aree rurali e il proseguimento delle pratiche agricole in Europa;

10. invita la Commissione, nel quadro della nuova riforma della PAC, a intensificare gli sforzi a sostegno dei settori agricoli, in particolare dell'apicoltura, atti ad apportare un valido contributo alla preservazione della biodiversità; rileva che insetti selvatici e addomesticati quali le api contribuiscono all'80% dell'impollinazione delle piante da fiori e che il declino che minaccia tali insetti rappresenta una sfida enorme per la nostra società, in quanto dall'impollinazione delle suddette piante dipende in buona parte la produzione agricola e, di conseguenza, l'alimentazione; sottolinea pertanto che occorre prestare particolare attenzione alla questione dell'apicoltura nel quadro delle misure che saranno adottate ai fini della tutela della biodiversità;

11. rileva, considerando che oltre la metà del territorio europeo è gestita dagli agricoltori, che la PAC è uno strumento assolutamente indispensabile per la biodiversità, in quanto gli agricoltori europei contribuiscono in modo significativo al raggiungimento degli obiettivi in materia di biodiversità e di clima; appoggia l'adozione di un pacchetto di misure realizzabili a livello di azienda che miri a riorientare ulteriormente la PAC verso la remunerazione per i beni pubblici messi a disposizione;

12. ritiene che attualmente il mercato non riesca a tenere conto del valore economico dei servizi ecosistemici e a ricompensare coloro che gestiscono adeguatamente la terra e forniscono tali servizi; ritiene pertanto necessario remunerare i beni pubblici forniti dal settore agricolo, al fine di assicurare la preservazione e il miglioramento della biodiversità; in tale contesto, ritiene che alle soluzioni innovative e ai progetti di cooperazione debba essere riservato un ruolo fondamentale; invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere progetti che prevedano la partecipazione degli agricoltori in qualità di partner;

13. rileva che, già nel quadro della PAC, sono state adottate numerose misure che contribuiscono al miglioramento della tutela ambientale e alla preservazione delle risorse naturali e che rispondono alle sfide rappresentate dai cambiamenti climatici, dalla preservazione della biodiversità nonché dall'esaurimento delle risorse idriche e della fertilità del terreno; sottolinea che il suolo svolge un ruolo vitale nel raggiungimento dell'obiettivo della biodiversità perseguito dall'UE; ritiene che la PAC dovrebbe ricompensare, attraverso un contributo integrativo e diretto per superficie finanziato dall'UE, gli agricoltori che forniscono servizi ecosistemici aggiuntivi anche per attività di promozione della biodiversità, attuate a complemento degli obblighi derivanti dalle norme per il mantenimento dei terreni in buone condizioni agronomiche e ambientali (BCAA);

14. ritiene che le misure di sviluppo rurale debbano continuare ad affrontare le sfide rappresentate dai cambiamenti climatici, dalla preservazione della biodiversità, dalla sicurezza alimentare e dalla gestione sostenibile delle risorse naturali, e promuovere una coesione territoriale equilibrata e l'occupazione; chiede pertanto un rafforzamento del secondo pilastro nonché un notevole miglioramento della relativa strategia ambientale e dell'efficacia delle sue misure agroambientali, anche attraverso l'imposizione di una spesa minima obbligatoria di fondi agricoli per le misure agroambientali;

15. sottolinea come soltanto un'agricoltura funzionale, sostenibile, estesa e produttiva sia in grado di offrire i servizi aggiuntivi richiesti dalla società sotto forma di beni pubblici; è favorevole pertanto a un approccio equilibrato che integri l'introduzione di misure supplementari per la tutela dell'ambiente con il ruolo chiave svolto dalla PAC nel garantire l'efficienza della produzione;

16. rileva la necessità di cooperare più efficacemente a livello europeo nell'ambito della ricerca scientifica ed applicata sulla diversità delle risorse genetiche animali e vegetali, onde garantirne la conservazione, migliorarne la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici e favorirne un'adeguata utilizzazione nei programmi di miglioramento genetico a fini produttivi;

17. sottolinea la necessità di sostenere pratiche agricole rispettose dell'ambiente, anche attraverso l'impiego di sementi tradizionali e di varietà vegetali locali al fine di preservare la biodiversità; sottolinea come la diversità delle specie e dei biotopi, ora considerata meritevole di tutela, possa essere attribuita ai modi in cui in passato è stato usato il suolo per l'agricoltura e la silvicoltura, che pertanto è opportuno portare avanti nel quadro di una strategia di impiego sostenibile del suolo; rileva in tale contesto come l'eterogeneità di alcuni fattori, quali il clima, il suolo e la disponibilità idrica, sia legata prevalentemente a un contesto locale e regionale e come, di conseguenza, sia necessario prendere in considerazione le condizioni regionali e individuare possibilità di impiego che corrispondano a tale eterogeneità;

18. raccomanda di estendere la governance alla mobilitazione dei cittadini nonché ad organizzazioni senza scopo di lucro e a taluni attori economici, sottolineando come questi ultimi debbano integrare la biodiversità nelle proprie strategie aziendali; rileva la necessità di organizzare campagne di sensibilizzazione e di informazione sul tema della biodiversità, rivolte a tutte le fasce d'età e categorie sociali, fermo restando che la sensibilizzazione dei bambini e degli adolescenti deve avere luogo innanzitutto all'interno del contesto scolastico; ritiene che i programmi di istruzione e di formazione professionale, in particolare in materia di agricoltura, silvicoltura e settori connessi, debbano essere maggiormente incentrati sul ruolo della biodiversità; ritiene che gli agricoltori svolgano un ruolo importante nella salvaguardia della biodiversità e dovrebbero essere pertanto incoraggiati e motivati a partecipare attivamente ai programmi pertinenti;

19. richiama l'attenzione della Commissione sulle conseguenze che alcune politiche di sostegno alla biodiversità esercitano sull'attività agricola, in particolare l'impatto determinato dai grandi predatori (soprattutto orsi e lupi) sull'economia agricola, le condizioni di lavoro e la psicologia degli allevatori.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

28.2.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

32

5

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

John Stuart Agnew, Liam Aylward, Vasilica Viorica Dăncilă, Michel Dantin, Paolo De Castro, Albert Deß, Diane Dodds, Herbert Dorfmann, Robert Dušek, Hynek Fajmon, Iratxe García Pérez, Béla Glattfelder, Sergio Gutiérrez Prieto, Martin Häusling, Esther Herranz García, Peter Jahr, Elisabeth Jeggle, Jarosław Kalinowski, Elisabeth Köstinger, Agnès Le Brun, Mairead McGuinness, Mariya Nedelcheva, James Nicholson, Rareş-Lucian Niculescu, Wojciech Michał Olejniczak, Marit Paulsen, Britta Reimers, Alfreds Rubiks, Giancarlo Scottà, Czesław Adam Siekierski, Sergio Paolo Francesco Silvestris, Alyn Smith, Marc Tarabella

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Luís Paulo Alves, Margrete Auken, María Auxiliadora Correa Zamora, Marian Harkin, Sandra Kalniete, Christa Klaß, Anthea McIntyre, Milan Zver, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Rosa Estaràs Ferragut


PARERE della commissione per la pesca (25.1.2012)

destinato alla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

sulla nostra assicurazione sulla vita, il nostro capitale naturale: la strategia dell'UE sulla biodiversità fino al 2020

(2011/2307(INI))

Relatore per parere: Crescenzio Rivellini

SUGGERIMENTI

La commissione per la pesca invita la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea che nessun paese può far fronte individualmente al problema della perdita di biodiversità, in particolare negli ecosistemi marini, e che i governi degli Stati membri devono cooperare e coordinare gli sforzi in maniera più efficace per affrontare tale problema di portata mondiale; ribadisce che un'attuazione decisa della politica sulla biodiversità è nell'interesse sia della società che dell'economia;

2.  segnala che l'impegno a mantenere o ripristinare gli stock ittici a livelli superiori a quelli atti a produrre il rendimento massimo sostenibile entro il 2015, quale previsto nel pacchetto di riforme della politica comune della pesca proposto dalla Commissione, è stato avallato dai capi di Stato e di governo riuniti nel vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile del 2002 a Johannesburg;

3.  invita la Commissione a sviluppare ulteriormente l'approccio basato sul rendimento massimo sostenibile, tenendo conto di tutti gli aspetti che caratterizzano la popolazione ittica, in particolare le dimensioni, l'età e la situazione riproduttiva, affrontando la questione degli stock composti da diverse specie e prendendo in considerazione le interazioni tra gli ecosistemi;

4.  sottolinea l'importanza di disporre di consulenze scientifiche basate su dati affidabili e sufficienti per una gestione efficace e sostenibile della pesca; sottolinea che occorrono dati riferiti a un'ampia gamma di parametri degli ecosistemi per poter elaborare un approccio ecosistemico alla pesca e invita gli Stati membri ad adoperarsi per migliorare in modo significativo la raccolta e la fornitura di tali dati;

5.  si compiace della nuova strategia dell'UE sulla biodiversità fino al 2020, in particolare l'obiettivo 4 concernente una gestione ottimale degli stock ittici;

6.  si rallegra dell'impegno a evitare la cattura accessoria di specie indesiderate, a preservare gli ecosistemi marini vulnerabili e a eliminare i rigetti in mare;

7.  invita la Commissione e gli Stati membri ad attuare e a finanziare integralmente questa nuova strategia, assicurandosi che ciascuna misura di finanziamento adottata dall'Unione sia coerente con le leggi in materia di protezione della biodiversità e delle acque;

8.  sottolinea che il raggiungimento dei sei obiettivi della nuova strategia dell'UE in materia di biodiversità fino al 2020 dipende dal rispetto delle norme già definite dall'UE e da una corretta gestione delle iniziative e dei programmi pertinenti, in particolare la rete di zone protette Natura 2000 e il programma LIFE+; chiede che il prossimo periodo di programmazione finanziaria preveda un finanziamento adeguato per i siti Natura 2000;

9.  evidenzia che il vero banco di prova dell'impegno assunto dall'UE a realizzare l'obiettivo in materia di biodiversità e l'elemento chiave per affrontare questa sfida non risiedono in questa nuova strategia, bensì nelle future riforme delle politiche comuni dell'agricoltura e della pesca nonché nel quadro finanziario pluriennale; segnala inoltre che l'insuccesso della prima strategia è imputabile al fatto che la tutela della biodiversità non è stata sufficientemente integrata nelle altre politiche dell'UE;

10. invita la Commissione a sviluppare indicatori affidabili della sostenibilità ambientale, anche per quanto concerne la sostenibilità marina e costiera, al fine di valutare il livello dei progressi compiuti verso il conseguimento dell'obiettivo globale di protezione della biodiversità;

11. ritiene che la conservazione della biodiversità marina debba essere affrontata ai più alti livelli al vertice Rio+20, che si terrà nel giugno 2012 a Rio de Janeiro;

12. accoglie con favore la risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sulle azioni volte a garantire la sostenibilità della pesca mondiale, adottata il 6 dicembre 2011, in cui si sottolinea la necessità di interventi urgenti per raggiungere un utilizzo sostenibile degli oceani e dei mari a livello mondiale;

13. si compiace del piano presentato nel novembre 2011 e sviluppato da quattro agenzie delle Nazioni unite (UNESCO, FAO, PSNU e IMO) al fine di incoraggiare i paesi a rinnovare il loro impegno a limitare il degrado degli oceani e ad affrontare minacce quali l'eccessivo sfruttamento delle risorse alieutiche, l'inquinamento e la perdita di biodiversità.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

24.1.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

22

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Kriton Arsenis, Alain Cadec, Chris Davies, João Ferreira, Carmen Fraga Estévez, Pat the Cope Gallagher, Dolores García-Hierro Caraballo, Marek Józef Gróbarczyk, Carl Haglund, Ian Hudghton, Iliana Malinova Iotova, Werner Kuhn, Isabella Lövin, Gabriel Mato Adrover, Guido Milana, Maria do Céu Patrão Neves, Ulrike Rodust, Raül Romeva i Rueda, Struan Stevenson, Catherine Trautmann

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Izaskun Bilbao Barandica, Ioannis A. Tsoukalas

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Bogdan Kazimierz Marcinkiewicz


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

21.3.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

58

0

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

János Áder, Elena Oana Antonescu, Kriton Arsenis, Sophie Auconie, Pilar Ayuso, Paolo Bartolozzi, Sandrine Bélier, Lajos Bokros, Nessa Childers, Yves Cochet, Chris Davies, Esther de Lange, Anne Delvaux, Bas Eickhout, Edite Estrela, Elisabetta Gardini, Gerben-Jan Gerbrandy, Matthias Groote, Satu Hassi, Jolanta Emilia Hibner, Christa Klaß, Eija-Riitta Korhola, Holger Krahmer, Peter Liese, Kartika Tamara Liotard, Zofija Mazej Kukovič, Linda McAvan, Radvilė Morkūnaitė-Mikulėnienė, Miroslav Ouzký, Vladko Todorov Panayotov, Gilles Pargneaux, Antonyia Parvanova, Andres Perello Rodriguez, Mario Pirillo, Pavel Poc, Frédérique Ries, Anna Rosbach, Oreste Rossi, Dagmar Roth-Behrendt, Kārlis Šadurskis, Daciana Octavia Sârbu, Carl Schlyter, Richard Seeber, Theodoros Skylakakis, Salvatore Tatarella, Anja Weisgerber, Åsa Westlund, Glenis Willmott, Marina Yannakoudakis

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Nikos Chrysogelos, Christofer Fjellner, Julie Girling, Filip Kaczmarek, Marisa Matias, Kyriakos Mavronikolas, Eva Ortiz Vilella, Christel Schaldemose, Thomas Ulmer, Peter van Dalen, Anna Záborská, Andrea Zanoni

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Peter Jahr

Ultimo aggiornamento: 11 aprile 2012Avviso legale